Mauro Biglino. Ecco gli avvenimenti segreti della Bibbia

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Uscito ufficialmente agli inizi di Settembre (personalmente l’ho comprato il 5), prodotto e commerciato da Mondadori, il nuovo saggio di Mauro Biglino, IL FALSO TESTAMENTO, ha tutti i connotati per far parlare di sé, da oggi sino al prossimo futuro. Il Falso Testamento, come cita l’autore, è l’ideale prosecuzione del precedente lavoro: LA BIBBIA NON PARLA DI DIO.

Biglino è stata una di quelle scoperte inaspettate. Al tempo, quando mi interessavo di archeologia proibita, c’erano i leggendari Michael Cremo e Zecharia Sitchin, oltre ad altri emeriti del campo. Per me, Sitchin, era il massimo, un uomo a cui avrei conferito il premio nobel per l’impegno profuso nella ricerca di verità scomode e spesso insondabili.

Lessi per la prima volta la Bibbia intorno ai 20 anni e fu sconvolgente. Da quel momento smisi di andare in chiesa, appuntamento di ogni domenica, poiché in nessun modo riuscivo a trovare un nesso tra ciò che leggevo e quello che sentivo predicare (ero un estimatore di Padre Pio e San Francesco). Certamente non ho fatto tutti i collegamenti di Biglino, ma grazie a una serie di studiosi, tra cui Sitchin e, principalmente, Bert Ehrman con il suo bellissimo libro “Gesù non l’ha mai detto”, ho iniziato a comprendere che le verità assodate, spesso celano spiacevoli inganni.

Mauro Biglino è una di quelle figure che meritano attenzione e spero che qualcuno di voi sarà spinto alla ricerca e a rendere omaggio al suo sensazionale lavoro.

Il presente scritto/articolo, che è più una recensione, non ha l’obiettivo di deprecare le credenze altrui, anzi, spero possa essere da stimolo anche per i più ferventi cristiani nella vera ricerca della cristianità, che è una cosa molto differente dall’essere semplicemente un cattolico che lavora, dorme, mangia e va a messa la domenica.

Preparatevi un bel the verde caldo e sedetevi comodi, da adesso niente giri di parole.

Dal 2010 a oggi l’autore e ricercatore Mauro Biglino ha prodotto diversi libri i cui temi volgono a determinare le seguenti affermazioni:

  • La Bibbia non parla di Dio (tra l’altro è anche il titolo di uno dei suoi lavori presi oggi in esame);
  • Non c’è creazione nella Bibbia;
  • Gli angeli celesti non erano entità spirituali;
  • la Bibbia parla di un patto di alleanza tra l’Elohim chiamato Yahweh e un particolare gruppo di uomini;
  • Yahweh era un ish milchamah, Uomo di Guerra (Esodo 15,3);
  • Elohim erano un insieme di governatori/legislatori/militari che gli uomini riconoscevano come esseri in carne ed ossa ma tecnologicamente avanzati, di cui faceva parte anche il presunto dio biblico Yahweh;
  • A Yahweh viene assegnata, dal capo degli Elohim, una famiglia, quella di Giacobbe, con cui stabilisce un rapporto di alleanza per creare una discendenza e affermarsi in un territorio preciso;
  • molti dei termini usati nella Bibbia che hanno un carattere ideologico e spirituale, sono in realtà parole con concezioni molto più pratiche e sostanziali;
  • e altri temi.

Mauro Biglino nasce a Torino nel 1950 ed è stato realizzatore di prodotti multimediali di carattere storico e culturale e ha tradotto, per le edizioni San Paolo, diciassette libri dell’Antico Testamento. Tra i suoi studi ci sono il latino, il greco e, naturalmente, la lingua biblica.

Le bibbie che possediamo sono redatte sostanzialmente sulla base della Bibbia Stuttgartensia, ovvero la versione a stampa del Codice Masoretico di Leningrado: il codice redatto tra il VI e il IX secolo d.C. dai cosiddetti Masoreti, i custodi della tradizione. Da questa versione stabilita in modo segreto e arbitrario dei Masoreti, derivano le bibbie diffuse nel mondo. Quello che un credente non si aspetta è che i vari culti o credenze che gravitano intorno a questo importante testo antico, riflettono enormi differenze.

Biglino cita (La Bibbia non parla di Dio, Pag. 23-24): “… i cattolici devono credere veri, e cioè ispirati dal presunto Dio biblico, 46 libri… per il canone ebraico i libri accettati sono 39, perché non sono riconosciuti come veri alcuni di quei libri che i cristiani accettano… La Chiesa riformata, cioè il protestantesimo, aderisce in sostanza al canone ebraico… i cristiani copti considerano canonici, quindi contenenti verità ispirate, altri libri che i cattolici romani e gli ebrei non accettano, come il Libro di Enoch e il Libro dei Giubilei… La Chiesa greco-ortodossa non utilizza come base il codice masoretico di Leningrado bensì il testo dei settanta, cioè la Bibbia scritta in greco nel III secolo a.C. in Egitto. La Bibbia in greco presenta circa mille varianti rispetto a quella masoretica… Per chi viene dal Nord della Palestina, nel territorio dei Samaritani, la verità non si trova nel codice redatto dai masoreti ma nella Torah (Pentateuco) samaritana che presenta ben duemila varianti”. Potete leggere il continuo nel libro indicato.

La storia del libro definito Bibbia è alquanto articolata. Vittima di correzioni, interpretazioni e manipolazioni storiche e culturali, tanto da considerarsi, ai giorni nostri, poco affidabile almeno dal punto di vista della certezza che sia stata ispirata e che realmente ciò che si legge abbia una valenza spirituale.

Biglino fa presente che della Bibbia non sappiamo con certezza chi sono gli autori, quali suoni vocalici avevano in origine le parole (dato che la lingua ebraica antica veniva scritta di sole consonanti) e né il quando fu scritta. I libri del profeta Isaia, diviso in 66 capitoli, sono attribuiti a tre differenti autori, chiamati Deutero Isaia e Trito Isaia, e sono stati scritti in un arco temporale di almeno tre secoli. Le implicazione su questo solo fatto sono diverse e non di poco conto, contando che lo scritto predice alcuni avvenimenti importanti, e li predice perché scritti successivamente ai fatti predetti (appunto).

Nell’incertezza e come studioso, Biglino decide di approcciare al testo biblico con la logica del “fare finta che…”, ovvero nel constatare che quello che si legge, e che effettivamente i redattori del libro volevano dirci, sia reale, la testimonianza di qualcuno che desiderava enunciare i fatti che vedeva, senza il velo teologico costruito postumo. E se si legge la Bibbia così com’è, ne esce un racconto storico di guerra che non ha nulla a che vedere con il testo sacro che crediamo.

Il Presidente stesso dell’American Jewish University di Los Angeles, Robert Wexler, scrive che i racconti della Genesi non hanno avuto origine in Palestina, ma nella vasta area che conosciamo con il nome di Mesopotamia. Con questo assunto, voglio sottolineare l’intenzione di Biglino, soprattutto nei due libri che qui prendo a riferimento, la somiglianza e le affinità tra gli antichi testi sumero-babilonesi e quelli ellenici (Grecia) con la Bibbia. Lo studio che Biglino decide di intraprendere potrebbe sconvolgere il lettore certo che la Bibbia sia il solo libro sacro, relegando i testi sacri del mondo antico al puro Mito e Leggenda. Ma quando qualcuno inizia un raffronto alla pari, il quadro che ne esce è pressoché sorprendente.

Così Biglino, in più di 500 pagine (l’insieme dei due libri) ci spiega che sia gli Elohim che i Theoi greci, come gli Anunna Sumero-babilonesi e le divinità orientali:

  • non erano divinità spirituali ma una pluralità di individui in carne e ossa. In Salmo 82 Elyon, il capo degli Elohim (e quindi anche di Yahweh) ricorda ai suoi sottoposti che moriranno come gli Adam (umani), svelando la loro natura mortale;
  • entrambi, vivevano talmente a lungo da sembrare immortali;
  • avevano vizi e avevano una certa predilezione per l’odore della carne bruciata, motivo per cui chiedevano olocausti di animali e giovani di continuo;
  • si avvalevano di una tecnologia superiore;
  • decidevano arbitrariamente se far parte della guerra o meno, scorrazzavano a piedi in mezzo all’accampamento dei propri sottoposti, impartendo leggi sociali e sanitarie.

Facciamo un passo indietro. Che cosa portò Biglino a scontrarsi con le verità teologiche? Naturalmente il fatto di leggere la Bibbia così com’è, nuda e cruda, senza l’ausilio dei significati allegorici. Perché applicare solo alla Bibbia significati spirituali e ad altri libri storici, simili per contenuti, non fare altrimenti?

I testi sumero-accadici, e precisamente nel poema di Atrahasis e in Gilgamesh, troviamo gli stessi racconti della Genesi, come ad esempio la creazione dell’uomo e l’equivalente del Noè biblico (il diluvio universale, etc). Il mondo antico è pieno di racconti simili che trattano l’argomento apice di tutte le epopee: gli Dèi e la loro interazione con l’uomo. Esseri in carne ed ossa che formano l’uomo, ad alcuni di loro insegnano i segreti dell’universo e ne decidono la sorte. La Bibbia non è da meno. La Bibbia non è altro che uno dei molti testi prodotti dell’essere umano antico, con lo scopo di narrare le vicende di un popolo o, nel suo caso specifico, un piccolo gruppo di persone.

Gli ebrei e i protoebrei non avevano un termine, nella loro lingua, che indicasse la parola Dio come la si intende oggi. Cito Biglino: “…nella lingua ebraica non esiste un termine che indichi Dio nel senso inteso dalla dottrina cristiana”. Il concetto teologico della parola Dio, in ebraico antico “El”, sembra apparire a partire dalla dominazione greca, sotto l’influenza dei culti filosofici elleni.

Alcuni dei termini dell’Antico testamento tradotti con la parola Dio sono i seguenti:

  • Elyon, che nella Bibbia è tradotto con l’Altissimo, ma che letteralmente definisce ciò che è elevato, superiore, ciò che sta sopra, e che può stare ad indicare anche un oggetto che sta sopra un tavolo;
  • Yahweh, che viene tradotto con “il Signore” o “l’Eterno”, un nome che non dovrebbe essere pronunciato e che veniva sostituito con il termine Adonai. In Esodo 15,3, Yahweh viene definito Ish (che indica un uomo, un maschio) Milchamah, Uomo di Guerra. Attraverso gli studi di Biglino e altri autori, scopriamo che questo nome era conosciuto presso altre culture, come uno dei tanti Elohim. Presso gli ugariti, Yahweh aveva anche una consorte: Ashera.
  • Elohim. Nessuno sa con esattezza il vero significato di questa parola, ma nella Bibbia i teologi/traduttori lo traducono con Dio. Elohim è il plurale di El, e sta ad indicare un gruppo di individui di questa coalizione di “dèi” o, meglio, esseri in carne ed ossa particolari, a cui appartiene lo stesso Yahweh. Ricordo che questi sono i veri termini contenuti nella Bibbia che noi non leggiamo perché tradotti in italiano. Ma chiunque studia teologia e ha a che fare con i testi biblici “originali”, ha accesso a questi termini, altrimenti Biglino non starebbe in giro a parlare per niente.

Ma la lista dei nomi continua e se vorrete approfondire vi rimando ai libri citati nell’articolo, qui daremo solo un piccolo assaggio.

Biglino ci porta in un mondo di termini che la cultura teologica, per convenienza, spesso è costretta a tradurre in modo forzato. Il termine Bara, che indica la creazione in Genesi, ha un diverso significato, non sta ad indicare una creazione dal nulla, ma una formazione da qualcosa che già esisteva, che già era presente. Quando nella Bibbia si parla di Benedizione, Biglino svela che la concezione di tale termine non ha valenza spirituale, ma materiale. Coloro che benedicevano, in sostanza, passavano quella che noi oggi chiamiamo eredità, una cosa del tipo: “Io lascio a te la casa, la macchina, la scrivania, la mia terra, etc.”.

Gli ebrei non avevano nemmeno un termine per indicare l’eternità. La parola Olam, che i teologi/traduttori traducono con eternità, non ha valenza eterna, sta ad indicare un tempo considerevolmente lungo ma non eterno, che potrebbe concludersi. Come cita Biglino: “… nel Dizionario di ebraico e aramaico biblici, in cui alla voce Olam si raccomanda esplicitamente…: Non tradurre con eternità”.

Nel proprio excursus, Biglino da fondo a tutte le sue conoscenze, avvalendosi anche di importanti studi di ricercatori emeriti nei vari campi della scienza, per definire il più precisamente possibile, un quadro reale delle sacre scritture. Nelle interviste, ricorda sempre che lui di Dio non ne sa niente, ma che sicuramente non è nella Bibbia, che con la Bibbia Dio non ha nulla a che fare. Dei teologi dice una cosa molto interessante. I teologi sono coloro che hanno prima ideato il concetto di dio e spiritualità cristiana, e gli stessi che hanno passato i successivi secoli a speculare sui loro stessi concetti. Un serpente che si morde la coda.

Non vi resta che provare a interessarvi all’argomento.

La vita è un dono. Non si scherza con la verità. Dobbiamo tutti tendere a un mondo in cui ci sia trasparenza e lealtà. Possiamo scegliere di essere diversi dai nostri antichi dominatori (semmai siano esistiti davvero).

La Bibbia parla di un presunto dio che stabilisce un’alleanza con i patriarchi e attraverso questa alleanza produce guerre e olocausti di animali e bambini (anche femmine giovani). Un dio iroso, geloso e scostante. Quel dio di benevolenza che, sino ai 20 anni, credevo fosse tutto, all’improvviso, mi era apparso un po’ barbaro e infantile. Solo col tempo ho compreso appieno. Biglino è stato l’elemento fondante e fondamentale per completare il quadro. Non è Dio il problema, ma lo è la concezione teologica/spirituale di testi che di Dio non parlano affatto.

Per chi fosse coraggioso, oltre ai due libri di Biglino citati nell’articolo (La Bibbia non Parla di Dio e Il Falso Testamento), consiglio:

Gesù Non l’ha Mai Detto di Bert Ehrman;

L’Altra Genesi di Sitchin.

Buona lettura.

Gesù Non l'ha Mai Detto
Millecinquecento anni di errori e manipolazioni nella traduzione dei Vangeli
Voto medio su 20 recensioni: Da non perdere
Il Falso Testamento
Tutte le Contraddizioni della Bibbia
Voto medio su 20 recensioni: Da non perdere
La Bibbia non Parla di Dio
Uno studio rivoluzionario sull’Antico Testamento
Voto medio su 20 recensioni: Da non perdere

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By M, appassionato di storia, fisica, religioni, filosofia, matematica, chimica, ha conseguito i livelli Reiki e curiosato per diversi anni nel mondo olistico/spirituale, facendo esperienze e pratiche (dallo yoga, al vegan, dai viaggia astrali, i sogni lucidi alle meditazioni trascendentali, etc.).Da più di 4 anni si dedica allo studio della Macrobiotica Pianesiana cercando di seguire gli insegnamenti antichi che spaziano dall'alimentazione all'etica, al rispetto di aria, acqua, terra e esseri viventi, vegetali e animali.

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48 Commenti su questo post

  1. Invece è tutto vero secondo me Biglino argomenta in maniera ineccepibile ed è la sua materia traduceva i testi antichi per il vaticano…

  2. Non c’è da aver paura. La bibbia è chiara. Chi la studia ha accesso a ciò che biglino dice. Non fa speculazioni sulle traduzioni si limita a leggere. Lui era uno che traduceva per le edizioni San Paolo. E comunque non fa differenza… Non è un bel dio quello dell antico testamento. Ci invito a leggere la bibbia non restare nell ignoranza e non è una offesa ma uno stimolo come lo è stato per me. Non credete ma prima di dire che non è vero, informatevi

    • e allora? parla del vecchio testamento,io non sono una studiosa della Bibbia ma so che Gesù è venuto appunto per ‘chiarire’ tanti punti che portavano gli uomini ad essere violenti. Con umiltà dico a Biglino di parlare dei vangeli,di quello che è il messaggio cristiano,chiedo di spiegare a cosa gli serve aver fatto tutto questo studio …ah forse a scrivere un libro che gli porterà tanti soldini.Niente di ciò che c’è scritto nei vangeli può trovare,nel vivere di ognuno di noi,una incongruenza,è solo da sperimentare e mi ripeto,il messaggio di Gesù è un messaggio universale d’amore,di fratellanza,di tolleranza,di crescita,davanti a questo il libro e tutta la fatica di briglino è cosa misera e inutile.

      • Lina says:

        Inoltre, i vangeli si riferiscono spesso al vecchio testamento. Per me, il biglino è un esaltato che cerca notorietà, gloria… disorientando ulteriormente chi già è sufficientemente confuso …

        • Michele Salcito says:

          Il problema di queste “scoperte” è che Biglino possa sentirsi l’autorità di andare a giudicare impropriamente anche il Nuovo Testamento. Se mi va a scrivere che probabilmente nella spugna portata alla bocca di Gesù in croce vi era una chissà quale pozione per dargli una morte apparente allora significa non conoscere la passione di Cristo. Dove la mettiamo la prova del decesso che hanno fatto infilzandogli una lancia nel 5° spazio intercostale dal quale ne uscì sangue e siero? Gesù era stramorto.

    • già che ci siete se volete,provate a leggere ‘Proverbi’ e poi con onestà meditate, vedete se riuscite a trovare qualcosa che non sia veritiera e saggia.

    • o il Cantico dei Cantici di Salomone.

    • Biglino parla anche dei vangeli si informi. Io ho letto i vangeli e ho letto bibbia e spero che lei abbia fatto altrettanto. Qui non si mette in discussione dio o la filosofia cristica quella è buona e valida ma si mette in discussione il testo di riferimento che parla di altro. Non parla ne di dio e ne di un salvatore del mondo. Informarsi per credere. La filosofia cristica la può trovare nella filosofia di Platone di Krishna in primis e di altri… Nessuno condanna la fede ma è giusto far sapere che quel libro non ha nulla a che fare con dio e la filosofia cristica come la intendiamo noi oggi.

    • Anche perchè da come è formulato l’ antico testamento sembra senza senso il nuovo test.

    • Linda says:

      Biglino semplicemente non conosce l’ebraico in cui gli Ebrei leggono la Bibbia, ecco tutto. Ha tradotto da testi già tradotti, per cui il suo studio non può essere valido

    • Marcello Ilasmaya non è cosi e lei se come dice conosce la Bibbia la chiami con il suo nome,non testo di riferimento,sa che non è cosi.Cmq lei non ha risposto alla mia domanda a cosa le serve a lei e a biglino cercare di smontare le tesi bibliche? liberare l’uomo da cosa? siamo liberi di fare tutto ciò che vogliamo,anzi facciamo anche troppo.Si riferisce al senso di colpa che proviamo quando facciamo qualcosa che non dovremmo fare? è da questo che vuole liberare l’uomo?dai tabù? attribuendo tutto ciò alla Bibbia? non lo so,mi dica lei.

    • La ricordo duemila anni di storia della Chiesa che hanno prodotti milioni di morti. È storia. La può leggere e la insegnano a scuola. In più tutto il condizionamento psicologico… i preti pedofili e non aggiungo altro. Io ho fede in dio… ma ce una bella differenza tra chi ha concepito idee filosofiche per una vita migliore e chi per sottomettere l’uomo macchiato da chissà quale peccato. Il peccato lo hanno fatto loro che Han prodotto milioni di morti innocenti. .. Comunque non è mio interesse screditare dio o Gesù ma l istituzione vche ancora oggi impera e gioca a dadi con la nostra vita si … Non avrà il mio appoggio. È una questione di giustizia.

    • La faccio un esempio. la bibbia parla in sostanza degli ebrei etc… un popolo che prima non esisteva diventa tale grazie a yhwh. Oggi gli ebrei vedono gesu come uno dei pltanti profeti. I cattolici invece lo vedono come il figlio di dio un eletto. Non pensa che i conti non tornano? Ed è solo un piccolissimo esempio. Qualcuno dica la verità.perché il problema non è solo la bibbia…

    • Biglino ha solo letto la bibbia e ne ha esposto il contenuto letterale. Ha fatto benissimo. Poi lui divaga e specula su altre questioni inerenti alla nostra evoluzione e qui un Po casca anche se all apparenze il discorso calza. Certo che ci sono incongruenze ma la bibbia non può parlare di dio… sarebbe assurdo e per nulla reale visto anche i risultati storici prodotti… Non dobbiamo dimenticare

      • Lina says:

        Se ci guardiamo attorno, ci accorgiamo che molte religioni usano la Bibbia, ma ne fanno l’uso che credono, manipolando la gente… e praticando orrori, guerre, torture… la storia, credo, non l’ho studiata solo io… e le informazioni, per chi le vuole… esistono ancora…

  3. Tutto vero per me ! Ho letto anche i libri di Sitchin , concordo in pieno

  4. AsokaNitai dasa [email protected] says:

    I veda dicono le informazioni complete e esplicite di DIO… leggete la Bhagavad Gita edizioni bhaktivedanta

  5. Confermo l’articolo,la bibbia non e’ un libro autentico…

  6. vianita says:

    La Bibbia è importante per chi crede nel sistema religioso cristiano/cattolico, e nessuna argomentazione potrà mai smontare una credenza, semplicemente perché la credenza stessa non ha niente di logico su cui argomentare.
    Tant’è vero che gli stessi credenti hanno punti di vista addirittura opposti, da chi prende la Bibbia alla lettera a chi la vede solo come uno scritto religioso simbolico.
    La credenza rispecchia semplicemente il desiderio inconscio dell’uomo di avere una sicurezza, per quanto autocostruita, in un mondo di insicurezze che garantisce sofferenza in vita, e la morte come premio finale, preceduta da una vecchiaia di altra sofferenza.

    Quindi che valore hanno gli scritti di Biglino?
    Nessuno.
    Chi crede che la Bibbia sia uno scritto religioso continuerà a farlo e chi non ci crede continuerà a non crederci, senza contare la massa sterminata e sempre crescente degli indifferenti.

    OT
    Vorrei far notare, a lato, che ‘credere’ implica il non sperimentare, quindi è una opinione, e come tale confutabile.
    Se io mangio una mela, non credo al suo sapore, bensì lo conosco con certezza, non mi formo una opinione.
    Ed è proprio questa la differenza fra il lato essoterico delle religioni, usato per governare le masse credule con la paura e il senso di colpa, nonché la promessa di un aldilà felice, e il lato esoterico delle stesse, fatto per un ristretto gruppo di ‘sperimentatori’ che vogliono il vero contatto con la divinità, senza sovrastrutture di ‘contenimento’.

  7. Malles says:

    La verità non è sempre bella, disse qualcuno, ma la fame di verità si.

  8. Molti cristiani non leggono la bibbia, si basano sulle spiegazioni sulle metafore e sulle allegorie della teologia della chiesa dei preti sacerdoti ecc…
    Purtroppo molte incongruenze ci sono nella bibbia molte, e se la si legge attentamente e conoscendo alcuni termini originali ebraici si scoprono molte cose e non ce bisogno di coprirla con quell alone di mistero che la chiesa per 2mila anni ci ha sempre raccontato. Mauro Biglino da traduttore per la casa editrice del Vaticano Edizioni San Paolo ha pubblicato 17 libri dell Antico Testamento traducendo dai testi originali ebraici, quindi il suo lavoro da traduttoree porta a conoscere piu a fondo la bibbia.

  9. NOD says:

    Non può essere che così: la Bibbia, le diverse versioni, sono state talvolta partorite dalla folle proiezione della mente fanatica di alcuni e talvolta si è trattato di un’azione volontaria volta al disorientamento delle masse.
    Conoscevo già Biglino… Grazie per il buon ed utilissimo articolo.
    Ma non disperate, in alto, tra gli alti ranghi, sono già pronti a rettificare il tutto nella giusta direzione. Loro sembrano essere sempre un passo avanti e non si lasceranno cogliere impreparati. Non sappiamo bene tutta la sensibilizzazione sugli UFO dove vuole andare a parare. Dobbiamo fare i conti con tecnologie avanzatissime, non familiari alle masse, come le realtà ologrammatiche, tramite le quali puoi dare parvenza di qualsisasi cosa. Soprattutto se i fruitori ripongono fiducia piena in chi elergisce i filtri di interpretazione della realtà.

  10. Linda says:

    Qualsiasi ebreo osservante di cultura media può tranquillamente criticare le posizioni di Biglino semplicemente perchè è in grado di comprendere i testi originali sulle traduzioni dei quali Biglino ha lavorato, ossia tutto quello che lui dice è criticabile e invalido, perchè non conosce il testo che sta a monte delle traduzioni su cui lui ha lavorato

  11. ByM says:

    La Bibbia contiene molti segreti e ciò è noto da millenni agli ebrei attraverso i testi della tradizione orale. Alcune delle cose spiegate da Mauro Biglino sono comuni agli ebrei, ma risultano totalmente estranee e sorprendenti ad un pubbli
    co non ebraico abituato a leggere la Bibbia dalle traduzioni. Per esempio il termine ebraico “mal’ach” tradotto in italiano con “angelo” ha spesso come soggetto gli essere umani comuni. Sono relativamente pochi i casi in cui il termine “mal’ach” indica apparizioni fuori dal comune. Questo per l’ebreo che legge la Bibbia in ebraico è assolutamente normale. Gli angeli, nell’ebraismo sono anche le azioni divine, che possono essere portate a termine attraverso vari mezzi, fra cui: comuni cittadini, profeti, microorganismi e cose materiali e queste stesse cose sono dette “mala’achim” ovvero “coloro che svolgono un compito”.
    Che la Bibbia parli di ingegneria genetica è noto da sempre agli ebrei attraverso il Talmud, ma gli autori del Talmud non attribuirono mai tali conoscenze scientifiche avanzate ad esseri provenienti da altri mondi, come appunto vuole la linea interpretativa di Mauro Biglino. L’ingegneria genetica altro non fu che l’eredità degli umani che vissero prima del diluvio universale narrato nella Bibbia (racconto presente in altre forme in varie altre tradizioni distanti nel tempo e nello spazio). In 1656 anni, la durata dell’era prediluviana si raggiunse un livello scientifico clamoroso, in parte derivante dal fatto che i prediluviani sapevano sfruttare pienamente la memoria e le altre parti del cervello con tutte le specialità cui esso è dotato. In parte perché avevano una vita longeva, conseguenza del tipo di atmosfera diverso che vi era prima del diluvio la quale rallentava notevolmente l’invecchiamento.

    Nel Talmud non è narrata la favola degli angeli caduti; questi, come testimoniato da vari scritti ebraici antichi, altro non sono che i governanti di quel mondo, detti “shoftim” = “giudici”. Nella Bibbia i cosiddetti “figli di D-o”, che in ebraico l’originale ha: “benè haelohim”, altro non sono che la categoria della classe dirigente. Gli “elohim”, come vuole l’etimologia di questo termine, altro non sono che i “giudici”. Il termine “ben”, in ebraico spesso designa appartenenza oltre che figliolanza. Pertanto i benè haelohim sono coloro che appartengono alla classe degli elohim ovvero dei giudici umani, assolutamente umani.

    Su varie cose Mauro ha ragione: la Bibbia, come egli afferma, non è un libro di religione; ma questo discorso, come d’altronde anche altre cose simili che afferma, non riguardano certamentegli ebrei e l’Ebraismo, né la religione ebraica perché questa è quasi sconosciuta e proibisce severamente il proselitismo. Dunque, dato che non ha mai avuto una volontà di divulgazione, i suoi contenuti rimangono ignoti ai più.

    Uno stralcio nel forum consulenza ebraica. Mi pare che tutta sta discordia non ci sia tra studiosi ebrei e biglino. Certamente gli errori ci sono da entrambe le parti. Ma una domanda mi esce spontanea: cosa nascondono? Chiaramente la faccio in base alle pulizie etnica che i sionisti avrei hanno fatto in Palestina nel ’48 e il fatto che già tra cattolici ed avrei ci sono molte differenze sull interpretazione della Bibbia e ora che esce biglino dato che i teologi cattolici non sono all altezza di controbattere andiamo degli ebrei. Ma quella è la loro religione, un dio che ha eletto loro come popolo prescelto…. fatevi delle domande e studiare la storia sia contemporanea come il 48 che quella bibblica

  12. Difficile accettare che tutto ciò che è stato inculcato nelle nostre menti sia una menzogna, vero?
    Abbandonare tutte queste false certezze che tanto ci danno sicurezza?
    Sveglia ragazzi…

    • Linda says:

      Difficile credere che si possa essere atei o magnapreti anche senza credere alle balle di Biglino, vero?

  13. Manu Apuzzo Manu Apuzzo says:

    Non so sempre stato cattolico anzi è da un anno che sono nel cammino neocatecumenale. La parola di Dio o Bibbia non è un libro che va letto così letteralmente ma è un libro che parla al cuore. Mi viene in mente di citare un passo del vangelo di Matteo che dice” hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti per rivelarle ai piccoli”. Se hai il cuore aperto comprenderai ciò che sta scritto che è parola eterna. Se sei uno studioso senza fede e divorato dallo superbia è difficile.

    • Linda says:

      Manu, perfettamente d’accordo con te….discutere non serve a niente…..tutti noi conosceremo la verità, un giorno, anche se c’è chi è convinto di no…:-)

  14. Dario Vinardi says:

    Personalmente considero la Bibbia un libro straordinario che merita di essere letto, e applicato. Non è la prima volta che leggo critiche o commenti negativi su di essa, come se fosse un falso o semplicemente il mezzo mediante cui le masse sono state controllate. È vero che la cristianità ha fatto molte cose sbagliate nel corso della storia, ma non perchè esista una base biblica per tutto questo. Ad esempio Gesù insegno che i veri cristiani si sarebbero contraddistinti per l’amore che avrebbero mostrato gli uni verso gli altri. È evidente che ciò impedisce categoricamente di prendere parte a qualsiasi conflitto bellico. Quindi non considero corretto criticare la bibbia solo perchè chi professa di seguirla assume un comportamento errato. Dalla mia lettura personale ho apprezzato la coerenza che esiste tra i 66 libri canonici che la compongono, dove il filo conduttore è il Regno di Dio che sostituirà i governi umani e farà si che la volontà di Dio si compia sia in cielo che sulla Terra. Dopotutto proprio ciò che Gesù continuò a insegnare quando predicò sulla terra. Pensare che circa 40 persone nell’arco di 1600 anni abbiano scritto questi libri che non si contraddicono, ma al contrario contribuiscono ad una maggiore comprensione degli altri, mi spinge a pensare che qualcuno di Superiore abbia supervisionato tale stesura.
    Senza dimenticare che non solo oggi la bibbia viene messa sotto processo o criticata. Nei secoli leader politici e religiosi si sono serviti della propria autorità per impedire alle persone di possedere, diffondere o tradurre la bibbia. Quindi niente di nuovo sotto il Sole. Ciò nondimeno personalmente ho apprezzato il fatto che grazie al lavoro di scrupolosi copisti il testo sia arrivato fino ai nostri giorni. I masoreti di cui qualcuno a fatto menzione, contavano le parole e le lettere per accertarsi di non fare errori. Ritenevano che alterare intenzionalmente il testo sacro, fosse il peggior crimine possibile. In secondo luogo, l’enorme quantità di manoscritti oggi disponibili, oltre 6000 copie manoscritte del vecchio testamento e oltre 5000 manoscritti del nuovo testamento, aiutano gli studiosi biblici a individuare eventuali errori. Quando, ad esempio, vennero scoperti i rotoli del Mar Morto nel 1947, gli studiosi poterono finalmente confrontare il testo masoretico in ebraico con il contenuto di rotoli biblici che erano stati scritti più di mille anni prima. Un componente dell’equipe editoriale dei rotoli del Mar Morto affermò che questi “confermarono la grande affidabilità con la quale il testo ebraico era stato conservato nel corso dei mille anni compresi tra l’epoca di Qumram( zona nei pressi del mar Morto) e quella in cui furono copiati i manoscritti medievali più antichi”
    Avrei ancora molto da dire su ciò che ho letto nella recensione, ma non mi sembra il caso di annoiare nessuno. Tuttavia circa le false profezie di Isaia, scritte secondo alcuni dopo che gli avvenimenti erano accaduti. Ebbene quando ciò ebbe luogo? Ad esempio nel libro di Isaia leggiamo che l’antica città di Babilonia sarebbe stata conquistata dai persiani, e col tempo sarebbe diventata un cumulo di rovine. Tuttavia nel primo secolo, ovvero circa 600 anni dopo, l’apostolo Pietro andò ad evangelizzare proprio agli ebrei che vivevano a Babilionia, e solo qualche secolo più tardi la città divenne disabitata per diventare quello che oggi è, ovvero un cumulo di rovine. Quindi vista la straordinarietà della profezia, chi e quando fece l’aggiunta? Un altro esempio, sempre Isaia predisse riguardo al Messia: “Farà il suo luogo di sepoltura perfino con i malvagi, e con la classe del ricco alla sua morte”. Effettivamente Gesù venne ucciso insieme a due criminali, eppure fu sepolto in una tomba scavata nella roccia donata da un ricco credente, Giuseppe di Arimatea. Ho difficoltà a credere che migliaia di persone in tutto l’impero romano fossero disposte a perdere la propria vita perchè cristiani, in virtù di aggiunte fatte dopo, quindi un falso. Ma al contrario molti furono testimoni oculari di quegli avvenimenti e compresero che adempivano ciò che era stato predetto. Tanto che i loro nemici nei loro scritti non poterono screditare le basi della loro fede, ovvero utilizzando i testi che loro stessi consideravano sacri, ma semplicemente li perseguitavano facendo ricorso alla violenza.
    Non dimentichiamo che molte delle innumerevoli profezie della bibbia si adempiono sotto i nostri occhi. Gesù stesso predisse che un’estesa campagna di predicazione della buona notizia, sarebbe stata svolta a livello mondiale in questo tempo. Ed è proprio così, dopo secoli di oscurantismo e persecuzione religiosa in cui era vietato leggere la bibbia, o era tradotta in una lingua che pochi conoscevano, e non dobbiamo andare troppo indietro nel tempo, oggi in tutto il mondo chi lo desidera può leggere e capire questo libro straordinario che rivela la sapienza e l’amore del nostro Creatore.

    • ByM says:

      Rispondo a Dario postando la risposta a una domanda su isaia. Risponde un competente ebraico sul forum di consulenza ebraica quindi stufiosi. Meglio di loro non so… è solo un piccolo esempio…
      Nel forum biblico troverai molte spiegazioni di isaia 53
      Il servo sofferente è Israele, maltrattato dalle genti, per migliaia di anni, a causa dei suoi peccati. ma D-O lo risolleva e lo salva, destinando questo popolo a essere faro delle genti per la salvezza. non si riferisce assolutamente a Gesù e lo si ebince molto bene dal testo ebraico e dai capitoli precedente e successivo.
      Il fatto è che i Cristiani coglionio a tutti i costi ritrovare nelle Scritture conferme alla loro teologia, ma questo non è necessario, perché le posizioni teologiche non hanno bisogno di conferme precedenti, e sono legittime tutte, in quento materia di fede. Se però si vogliono cambiare le Sritture Ebraiche, per giustificare una teologia, il discorso non può andare
      Per gli Ebrei Gesù di Nazareth era uno dei tanti rabbi, con le sue idee un po’ particolari, una buona conoscenza della Torah, con varie digressioni dalla legge, un po’ a suo modo.
      Non lo si può definire un fariseo, nè francamente un esseno o enochico. Diciamo che fu leader di un movimento sui generis, che prendeva un po’ da varie influenze

  15. ByM says:

    Questo era solo per dire che tante certezze proprio non ne abbiamo

  16. White Rose says:

    Dispute e diatribe teologiche: tutte opinabili e senza certezze. Una lettura forse utile per ulteriore confronto? Kryon.

    • Dario Vinardi says:

      Grazie per il tempo che mi dedicate nelle risposte al mio commento. Non vorrei apparire irrispetto o presuntuoso, ma sono convinto che il confronto permetta di ampliare le proprie conoscenze e vedute. In relazione all’applicazione della profezia di Isaia in realtà è Gesù stesso che applica a se il capitolo 53 di Isaia. Ad esempio nel vangelo di Luca cap.22, versetti 36-37 dice chiaramente : Vi dico che in me deve compiersi ciò che è scritto, cioè:”Ed è stato annoverato fra gli illegali” Poiché ciò che mi concerne si stà compiendo. Gesù cita chiaramente ciò che Isaia aveva predetto circa il Messia. Lo stesso fanno gli scrittori dei 4 vangeli che citano quasi ogni versetto del cap. 53 di Isaia mostrando come si adempivano in Gesù. Vedi ad esempio Matteo 8:16-17. Nel libro degli Atti quando l’eunuco etiope disse di non sapere chi fosse il Servitore della profezia di Isaia, Filippo “gli dichiarò la buona notizia riguardo a Gesù. Il Targum di Gionata ben ‘Uzziel (I secolo D.C.) applica Isaia cap. 53 al Messia. Il talmud babilonese ( ca. III secolo D.C.) fa lo stesso.
      Personalmente considerò le affermazioni di Gesù e degli apostoli più importanti di quelle di qualsiasi altro studioso moderno. Anche perchè non solo noi a distanza di secoli da quegli avvenimenti abbiamo bisogno di prove per credere a ciò che leggiamo nella bibbia, ma già al tempo di Gesù le persone avevano bisogno di prove tangibili che permettessero loro di identificare il promesso messia. Ecco perchè Gesù, a volte, mostrava in modo esplicito come stesse adempiendo le profezie. Ancor di più gli apostoli, che mediante la loro predicazione aiutavano le persone a conoscere i propositi di Dio, mostravano con convinzione come Gesù fosse il promesso Messia. Anche perchè molti si erano presentati come il promesso “liberatore”, e quindi cosa rendeva il falegname di Nazaret, chiamato Gesù, diverso da tutti loro?
      Quando un ambasciatore si presenta a un altro governo ci si aspetta che dia prova della sua nomina esibendo le necessarie credenziali. In modo simile Dio fece scrivere molto in anticipo quali requisiti avrebbe dovuto soddisfare il Messia. Per me è stato straordinario notare come tali requisiti sono indicati con precisione nelle molte profezie bibliche scritte con secoli di anticipo, che predicevano nei minimi particolari la maniera della venuta del Messia, quando sarebbe apparso, dove, la natura del suo ministero, le sofferenze che gli altri gli avrebbero causato e il tipo di morte che avrebbe fatto. In tal modo le centinaia di profezie bibliche avrebbero fornito un quadro unico, paragonabile ad un’impronta digitale che può identificare solo una persona. E proprio Gesù adempì nei minimi particolari ció che nei secoli i vari scrittori biblici avevano predetto circa il Messia. Semplice coincidenza? Le probabilità sono talmente piccole da escluderlo.
      Inoltre non ho la presunzione di volerne sapere più dei traduttori o studiosi che conoscono le lingue in cui fu scritta la bibbia, anzi è proprio grazie a loro che abbiamo la possibilità di leggerne una copia nella nostra lingua. Nei secoli scorsi molti di loro hanno perso la vita perchè hanno tradotto dall’ebraico o dal greco nelle lingue parlate dal popolo, nonostante la feroce opposizione da parte del clero. È proprio grazie al loro lavoro, durato nei secoli, che è giunta a noi una copia che da prova di rispecchiare il messaggio originale. Sarebbe facile scoprire eventuali aggiunte, infatti quando qualcuno ha cercato arbitrariamente di farle, sono poi state smascherate. In virtù anche di ulteriori reperti scoperti. Tuttavia erano aggiunte minori che non modificavano sostanzialmente il messaggio della bibbia. Per rifarci alle profezie che si sono adempiute su Gesù, visto che sono centinaia e compaiono in quasi tutti i libri del vecchio testamento, sono tutte un falso? Aggiunte in un secondo tempo? Oppure esiste una traduzione più corretta che renderebbe tutt’altro significato? Quindi tutti i traduttori che nei secoli hanno tradotto nelle varie lingue si sono tutti sbagliati? O avevano un secondo fine? Anche coloro che hanno rischiato la vita per farlo? Questo tipo di domande mi porta a dubitare di coloro che oggi asseriscono che la bibbia che abbiamo a disposizione è “sbagliata” o mal tradotta, oppure tradotta con l’obbiettivo di manipolare le masse. Se il nostro Creatore desidera fornire al genere umano un messaggio scritto che dia una guida da parte sua, non credo che nulla e nessuno possa impedirglielo. Se poi tale insieme di scritti contiene “dettagli” che vanno aldilà delle nostre capacità, come appunto le profezie, ebbene considero che sia un’ulteriore motivo per credere che la bibbia non sia solo un insieme di racconti, ma l’ispirata parola di Dio.

      • ByM says:

        Ciao Dario. Buona risposta. Il problema della tua bellissima risposta, che rispetto, è che non prende realmente in considerazione i fatti storici e l incertezza degli autori biblici. Non è dio il problema. Parti da un punto di vista senza dubbio e resti incontrastato. Ti consiglio di leggere non solo i libri dei teologi ma anche le realtà storiche di studiosi senza intenzioni diaboliche. Nel testo ho citato bert Herman il suo libro è molto bello. Poi ce Corredo augias con inchiesta di Gesù e David donnini con Gesù messia di Israele…
        Ciao

        • Vinardi Dario says:

          Grazie per la considerazione e il modo rispettoso in cui ti poni. Non mancherò di continuare la mia ricerca prendendo in considerazione più punti di vista. Tuttavia quando parli di incertezza degli scrittori della bibbia, o fatti storici da prendere in considerazione, posso chiederti nello specifico a cosa ti riferisci? Non vorrei apparire come una persona che per partito preso accetta la bibbia come vera, e non vuol sentir ragione quando qualcuno avanza dei dubbi. Ciò nondimeno apprezzo quando mi vengono fatti esempi specifici che mi permettono di comprendere meglio il punto. Nel passato ho avuto modo di leggere alcune argomentazioni che mettevano in cattiva luce il carattere storico della bibbia, solo per scoprire in seguito che le cose non stavano così.
          Prendiamo, ad esempio, quello che si potrebbe definire il caso del monarca mancante. Nel libro di Daniele capitolo 5 viene indicato Baldassarre come colui che regnava a Babilonia quando la città fu conquistata, nel 539 a.c. I critici hanno contestato questa dichiarazione, perché il nome di Baldassarre figurava solo nella Bibbia. Antichi storici invece indicavano Nabonedo quale ultimo re babilonese. Nel 1854, però, vennero rinvenuti dei piccoli cilindri di argilla fra le rovine dell’antica città caldea di Ur, nell’attuale Iraq. Questi documenti cuneiformi includevano una preghiera del re Nabonedo per “Bel-sar-ussur, mio figlio maggiore”. Persino i critici dovettero convenire: era il Baldassarre del libro di Daniele. Quindi il monarca mancante dopo tutto non mancava affatto: semplicemente non era stato ancora trovato nelle fonti secolari.
          Un altro esempio: nel XIX secolo i critici della Bibbia si rifiutavano di credere che Ninive, una città sconosciuta del mondo antico potesse essere stata come la descriveva la bibbia. Dicevano pure che, se mai era esistita, Ninive doveva far parte di un’antica civiltà anteriore a Babilonia.
          Questa opinione contraddiceva il libro di Genesi capitolo 10, dov’è detto che il pronipote di Noè, Nimrod, formò il primo stato politico nella zona di Babele, o Babilonia. “Da quel paese”, prosegue la Bibbia, egli “andò in Assiria e si mise a edificare Ninive e Reobot-Ir e Cala e Resen fra Ninive e Cala: questa è la grande città”. (Genesi 10:8-12) Si noti che questo passo descrive le quattro nuove città assire come un’unica “grande città”.
          Nel 1843 un archeologo francese, Paul-Émile Botta, scoprì le rovine di un palazzo che risultò essere parte di una città assira. Quando la notizia della scoperta si diffuse, provocò grande eccitazione. “L’interesse generale crebbe ancora di più”, spiega Alan Millard nel suo libro Archeologia e Bibbia, “quando si dimostrò che il palazzo apparteneva a Sargon, il re assiro ricordato nel libro di Isaia 20,1, la cui esistenza era stata messa in dubbio perché era altrimenti sconosciuto”.
          Frattanto un altro archeologo, Austen Henry Layard, aveva iniziato a scavare in un sito chiamato Nimrud, 42 chilometri a sud-ovest di Khorsabad. Le rovine risultarono essere quelle di Cala, una delle quattro città assire menzionate in Genesi 10:11, 12. Poi, nel 1849, Layard portò alla luce le rovine di un grandioso palazzo in un posto chiamato Kuyunjik, fra Cala e Khorsabad. Quel palazzo faceva parte di Ninive. Fra Khorsabad e Cala si trovano le rovine di altri insediamenti, incluso un tell chiamato Karamles. “Se consideriamo i quattro grandi tell di Nimrúd [Cala], Koyunjik [Ninive], Khorsabad e Karamles, come gli angoli di un quadrato”, osservò Layard, “noteremo che i suoi quattro lati corrispondono abbastanza accuratamente ai 480 stadi o 60 miglia [96 chilometri] del geografo( menzionato in un altro paragrafo), pari ai tre giorni di cammino del profeta [Giona]”.
          A quanto pare, quindi, Giona( un altro scrittore della bibbia) considerò tutti questi insediamenti come un’unica “grande città”, chiamandoli col nome della città elencata per prima in Genesi 10:11, cioè Ninive. Lo stesso si usa fare oggi. Per esempio, c’è una differenza fra l’originale città di Parigi e i suoi sobborghi, che formano quella che a volte viene chiamata “la grande Parigi”.
          Non dimentichiamo inoltre che i profeti Naum e Sofonia avevano predetto che Ninive sarebbe divenuta una distesa desolata, una regione arida come il deserto. Ecco perché secoli dopo, non trovando alcuna traccia della città, si arrivò a pensare che non fosse mai esistita.
          Questo tipo di prove e argomentazioni mi permette di nutrire fiducia nella storicità della bibbia, e rafforza la mia convinzione che sia un libro che parla in modo veritiero.

          • ByM says:

            Ciao Dario. Sul piano storico persino i veda e le epiche greche sono precise. Nei veda sono spiegati concetti di fisica quantistica come la velocità della luce e le vibrazioni etc non ce da stupirsene infondo… ma è un discorso lungo. Sulla bibbia il problema è controverso perché come molti altri testi ha avuto manipolazioni e traduzioni a volte un Po forzata e a volte fatte da mano non molto esperte. Succede… perché facciamo fatica a capire la storia moderna figuriamoci quella antica. Parte del vecchio testamento proviene da testi più antichi, dalla cultura sumera-accadica e ne ho fatto cenno nell articolo. Se non ti piace biglino puoi trovare nel libro di bert Herman (gesu non lha mai detto) un buon inizio per comprendere come le verità storiche siano in parte state sfruttate per suffragarne altre etc è un discorso lunghissimo. Gli studiosi rabbini ben sanno che il loro testo ha radici nella cultura sumera inizialmente. .. anche perché era una cultura dominante in Mesopotamia. .. etc etc con il dominio greco successivo del primo millennio a.C. sino alla dominazione romana, il pensiero filosofico elleno ha inciso tantissimo…. tanto che Aristotele è stato un perno sia per la Chiesa futura che per la cultura che sarebbe nata dopo la morte di Cristo. La storia è molto intricata per questo ce da distinguere quello che è una narrazione storica da quello che è una interpretazione ideologica/teologics/filosofica. Io non ho niente contro dio e Gesù, anzi, sono cresciuto con l insegnamento cristiano ma in questo 12 anni ho avuto modo di scoprire e capire che qualcosa non quadra. Però che sia chiaro, per me la fede è una questione personale, di crescita e intimità. Niente di questo può essere racchiuso in un libro. Mia personale opinione vale quello che vale ma lo dico per farmi un Po conoscere. Quindi, se in qualche modo il mio articolo risulta offensivo chiedo scusa e cercherò prossimamente di avere più riguardo. Però mi sono fatto una mia opinione e in parte te l’ho appena esposta. Prova per curiosità a leggere La bibbia non parla di Dio e Gesù non l’ha mai detto. Altrimenti si Youtube ci sono i video di biglino… lui è molto esaustivo.
            Ciao

            • antonio says:

              Ahah bella questa! La bibbia non parla di Dio! Rileggetevi almeno i vangeli. Siamo al culmine dell apostasia ormai. Quanta confusione e vittime sta facendo l antico nemico.

              • Linda says:

                Purtroppo molti libri contro le religioni che Macro Edizioni pubblica sono molto facilmente contestabili, e intendo scientificamente contestabili: sono pieni di inesattezze e bugie…D’altra parte non c’è da stupirsi: trattasi di una casa editrice massonica e New Age (il che è praticamente la stessa cosa)

  17. Michele Salcito says:

    Secondo il mio modesto parere il titolo del libro è sbagliato. In verità la Bibbia parla anche di Dio, basta leggere attentamente il primo versetto. Visto che lì si parla della formazione del mondo intero non è pensabile che un Elohim possa formare un mondo del quale lui stesso ne fa parte. E’ ovvio che quel Dio che crea (o forma) l’universo è superiore ad esso e non possa esserci alcuno sopra di lui. Nei Salmi abbiamo delle bellissime espressioni di preghiera rivolte non di certo al re di Israele o al faraone ma d Dio. In tanti punti della Bibbia gli autori biblici si riferiscono al vero Dio onnipotente. E’ solo nel Pentateuco che vi è una presenza che segue il popolo degli Israeliti, ne satura la storia fino al punto da mettere in ombra i primi vagiti di una religiosità che sfocerà duemila anni dopo nel Cristianesimo.

  18. Wegan says:

    Consiglio di approfondire l’argomento con qualche video di Malanga e Grifasi…

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