Equinozio d’Autunno – Il potere trasformativo del femminile

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equinozio autunno

L’uomo e la Natura, l’uomo e la Terra, l’uomo e le stagioni.

La vita è scandita da cicli, che intrinsecamente hanno infiniti cicli. Una stagione inizia, arriva al culmine e finisce, una settimana inizia, arriva al culmine e finisce, un giorno inizia, arriva al culmine e finisce e così all’infinito.

Che cos’è un rito? Un rito è un gesto che serve a riconoscere l’elemento sacro di un momento, un periodo, un fatto una realtà, serve a riconoscerne la legge divina.

L’uomo moderno ha spogliato tutto della sua divinità diventando sterile, solo, sconsolato. Tornare a ritualizzare i Cicli vitali è il primo passo per riportare Vita Vera dentro di noi.

Ecco che la ruota delle stagioni ci viene in aiuto, i Celti, ma in realtà anche tutte le popolazioni del nostro territorio dell’Epoca: dai Venetici ai Pelagi avevano capito l’importanza del Ciclo della Vita e lo santificavano sempre con festività dedicate.

I momenti dell’anno più importanti erano i Solstizi e gli Equinozi.

  • I Solstizi celebrano l’energia maschile di azione e discernimento.
  • Gli Equinozi celebrano l’energia femminile di accoglienza e trasformazione.

In particolare:

  • Equinozio di Primavera: nascita, accoglienza, rito di acque chiare.
  • Solstizio d’Estate: festa del Fuoco, azione, fare.
  • Equinozio d’Autunno: trasformazione, fermentazione, rito di acque torbide.
  • Solstizio d’inverno: discernimento, giustizia, taglio, pugnale. Rito del fuoco ghiacciato.

L’Equinozio d’Autunno

Dopo questa doverosa premessa entriamo nello specifico dell’energia dell’Equinozio d’Autunno. Quest’anno astronomicamente parlando l’Equinozio d’Autunno sarà il giorno giovedì 22 settembre alle 14.21.

L’Equinozio equivale al momento dove le ore del giorno e della notte si equivalgono, con la differenza che in quello di primavera si va verso l’espansione del giorno e della luce, in quello di autunno si va verso l’espansione della notte, del buio.

Quindi si può dire che l’Equinozio d’Autunno è la porta verso il momento dell’introspezione, della guarigione.

Dal punto di vista della natura è il momento in cui cadono le foglie e per cadere, ingialliscono. Il raccolto estivo è già stato fatto il 1 di agosto, adesso è il momento dell’uva, del melograno, è il momento della fermentazione.

Il frutto che rappresenta meglio questo momento è la melograna, simbolo di maternità, ma non è la maternità dell’Equinozio di primavera, è una maternità saggia matura. E’ il simbolo della Sacerdotessa, della guarigione ed è rivolto a tutti i Figli, non solo quelli biologici, a quelli Universali.

La parte femminile saggia che è in noi guarisce il proprio sé e quello degli altri fermentando, trasformando gli elementi.

Non è pienamente corretto dire che nell’Equinozio si lascia andare il vecchio, in questa fase ciò che non è più utile viene fermentato e diventa qualcos’altro per tornare ad essere utile, solo in un altro modo.

Quindi i riti saranno riti di trasformazione di ciò che si è raccolto e non è ancora stato “consumato”.

Il colore è il giallo.

L’elemento da ritualizzare è il vino, meglio se ci fosse anche il mosto.

L’intento sarà quindi quello di trovare un modo di rendere utile qualcosa che nella nostra vita non ha più senso così com’è ma che non è bene semplicemente tagliare.

Astrologicamente parlando il giorno 22 si presenta con una difficile Luna in Gemelli che quadra Mercurio in Vergine e Nettuno in 4° casa in Pesci.

Si parla di quotidiano, di famiglia. Di dialogo con il quotidiano, con la nostra difficoltà a farci capire dalle persone con la quale interagiamo nel quotidiano. La quadratura con la quarta casa ci spinge a lavorare ancora sulla difficoltà di dialogo con le radici, con la famiglia d’origine, con i VALORI della famiglia d’origine nello specifico il valore del SACRIFICIO.

Guardando gli astri di questo giorno il lavoro da fare è chiaramente quello di TRASFORMARE il senso di sacrificio che ci è stato trasmesso per l’impegno nel quotidiano in RESPONSABILITÀ’ volontaria per la costruzione di qualcosa di migliore per sé e per gli altri.

Quindi chiunque voglia ritualizzare questo sacro giorno e per i ritualisti in particolare tenere presente che:

i giorni migliori per celebrare il rito sono il 21-22-23, offrire melograna e vino. Celebrare su telo giallo, se si vuole ritualizzare un oggetto per portarlo nell’uso comune una coppa per vino, oppure una brocca, oppure un piatto per frutta.

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Alessandra Barbieri

Autore

Alessandra Barbieri

Alessandra Barbieri ha completato il percorso di studi in Naturopatia, ma dentro qualcosa le diceva che non era quella la sua strada, seppur splendida e interessantissima, prima lo studio dell’Astrologia con una docente dell’Eridano School, poi lo studio della kabala e l’uso dei tarocchi kabalistici l’hanno introdotta al Mondo del Simbolismo Esoterico; nel mentre le tante esperienze di danza, i tanti viaggi l’hanno portata a conoscenza del Sacro Femminile…e delle Danze Sacre. Infine lo studio della Radiestesia l’hanno resa completa. Oggi Alessandra può fornire una vasta gamma di soluzioni, partendo da uno stato d’animo o anche da nulla perché la sua personale lettura dei tarocchi genealogici le permette di arrivare a vedere al di là di ciò che sente e comprende la persona.

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2 Commenti su questo post

  1. Alice says:

    articolo interessantissimo

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