I MIRACOLI DELL'EPILOBIO NELLA CURA DELLA PROSTATITE

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Epilobum prostata

Questa pianta che è stata dimenticata per molto tempo fino a quando ha avuto un vero e proprio trionfo come erba medicinale contro la prostatite in seguito all’uscita del libro “La salute della Farmacia del Signore” della famosa guaritrice austriaca Maria Treben. Sono descritti infatti molti casi di guarigione avvenuti grazie all’Epilobio.

L’Epilobio (Epilobium parviflorum) è originario dell’Austria e cresce in modo spontaneo lungo i torrenti e nelle zone di montagnaStudi scientifici sull’epilobio confermano la sua capacità di ridurre la proliferazione delle cellule prostatiche.

Come afferma il Dott. Perugini Billi: “L’ipertrofia della prostata benigna colpisce circa la metà degli uomini a partire dai 30-40 anni. Una prostata normale ha delle dimensioni poco più grandi di una noce. Siccome circonda per un tratto l’uretra, basta una leggero aumento delle sue dimensioni, soprattutto nella sua parte più interna, che subito questo si traduce in fastidiosi sintomi urinari: difficoltà ad urinare, incompleto svuotamento della vescica, frequenti minzioni notturne, ecc. Con il tempo il restringimento può portare ad una vera e propria grave occlusione.

Quello che segue è un estratto dal libro La salute della Farmacia del Signore di Maria Treben.

Ero ancora una giovane sposa quando mio suocero, nella migliore età dell’uomo, morì di ipertrofìa prostatica. Un vicino che si era fatto una cultura sulle piante medicinali, mi mostrò l’ Epilobio dal fiore piccolo e commentò:” Se suo suocero avesse bevuto la tisana di questa pianta,sarebbe in vita ancora oggi. Si ricordi di quest’erba. Lei è una donna ancora giovane e potrà aiutare molte persone con essa.”. Ma come spesso avviene quando si è giovani e sani,non me ne curai più. Diversamente mia madre. Lo raccoglieva ogni anno ed aiutò molta gente che presentava disturbi alla vescica o ai reni. Il suo potere curativo è talmente grande che spesso libera di colpo da tutti i fastidi prostatici. Si è dato il caso di alcuni uomini che erano in attesa dell’operazione e che urinavano a gocce con grande difficoltà; bastava una sola tazza di tisana per farli migliorare. S’ intende che la tisana va bevuta per un periodo prolungato per ottenere la guarigione.

Da mia madre venni a sapere di un paziente che era stato operato per ben tre volte -cancro alla vescica clinicamente dimostrato- e che si trovava in condizioni fisiche pessime. Gli consigliai la tisana di Epilobio. Della sua guarigione seppi più tardi attraverso il suo medico. Ciò era avvenuto quando io stessa non mi occupavo ancora di fitoterapia. La sua guarigione mi fece un’impressione forte ed indelebile. Mia madre mi aveva ammonito spesso di non tralasciare mai la raccolta di quest’erba quando ella non sarebbe stata più fra i vivi. Nel 1961,il giorno dell’ Assunzione, morì mia madre ed io in quell’estate dimenticai di raccogliere l’ Epilobio.

Nello studio del mio medico venni a sapere che un uomo di mia conoscenza era stato ricoverato all’ospedale con la diagnosi di cancro alla vescica. “No”,esclamai, “quest’uomo tanto bravo non deve morire!”. Pensai subito all’ Epilobio. Il medico,pur non essendo contrario alle piante medicinali,riteneva che in questo caso nulla avrebbe più giovato. Ma io avevo trascurato di raccogliere gli Epilobi e pensavo con terrore che in quel periodo,cioè a metà ottobre,tutto era già sfiorito e secco. Ciò nonostante ne andai alla ricerca. Mi ricordavo di un posto dove l’avevo visto fiorire d’estate. Trovai soltanto alcuni fusti ingialliti e li mandai malgrado tutto sminuzzati alla moglie dell’ammalato grave. Ella gli somministrò due tazze di tisana al giorno,una al mattino,una alla sera,e dopo quindici giorni appresi dal medico che mi telefonò,che la condizione dell’ammalato aveva subìto un notevole miglioramento. Disse ridendo: “Dunque,la tua erbetta giova!”. Da allora ho potuto aiutare centinaia di persone secondo quanto mi aveva suggerito a suo tempo quel vecchio del mio paese: “Si ricordi di questa pianta,con essa potrà giovare a molte persone”.

Una lettera dalla Foresta nera:” Mia cognata durante una terapia contro un cancro addominale ha subìto dei danni da irradiazione sotto forma di fistole all’intestino ed alla vescica. I dolori alla vescica erano tali che il medico le dovette somministrare della morfina. Guidati dall’illustrazione dell’ Epilobio dal fiore piccolo nel suo volumetto “La salute della Farmacia del Signore” puntualmente l’abbiamo trovato; dopo una settimana di tisana,sono scomparsi tutti i dolori. Sono questi i miracoli della Farmacia del Signore“.

MODALITA’ DI ASSUNZIONE

Tisana: 1 cucchiaino colmo dell’erba per 250ml d’acqua; sbollentare solamente; lasciare riposare brevemente. Non più di due tazze al giorno,al mattino a digiuno e alla sera 1/2 ora prima di cena.

Tintura: 30-40 gocce x 3 volte al giorno, in mezzo bicchiere di acqua.


Maria Treben (Žatec, 27 settembre 1907 – Grieskirchen, 26 luglio 1991) è stata una scrittrice ceca. Ha praticato per molto tempo la fitoterapia, esercitandosi in Austria e in Germania, studiandone le varie applicazioni.

Per Maria Treben, profondamente cristiana, le erbe e le cure da esse derivanti sarebbero un’espressione di Dio.
La sua opera più nota, La salute dalla farmacia del Signore, è stata pubblicata in più di 20 lingue vendendo oltre 8 milioni di copie. Nel libro propone una ricetta per il cosiddetto “Piccolo amaro svedese“, a base di 12 erbe differenti tramite assunzione o impacco, che lei ritiene utile per diversi problemi di salute.

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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8 Commenti su questo post

  1. Ho provato a vedere ma di Epilobio ce ne sono di molti tipi, sembrerebbe “hirsutum”, quindi la scheda risulta poco chiara, a meno che il testo non serva altro ad invogliare la gente a comprare i prodotti all’interno della scheda

  2. Le varietà medicinali sono queste: Epilobio roseo ( epilobim roseum), Epilobio a fiore piccolo ( Epilobium parviflorum) Epilobio di montagna ( E. montanum) E. lanceolato ( E. lanceolatum ) E. scuro ( E. obscurum ) E. di collina ( E. collinum ) E. palustre ( E. palustre ) E. fleischeri e E. anagallidifoglio. Quelli con poteri medicinali si riconoscono tutti per i loro piccoli fiori di color rosa,rosa pallido o quasi bianchi. Info tratte da Maria Treben erborista austriaca.

  3. Segue: uso e consumo: 1 cucchiaino da dessert colmo dell’ erba su 1/4 di litro d’ acqua, sbollentare solamente, lasciare riposare brevemente. Non più di 2 tazze al giorno, al mattino a digiuno e alla sera,1/2 ora prima di cena. Sempre su info della M. Treben.

  4. Mario Palmiro says:

    Molto interessante, spero di riuscire a provarlo.

  5. Omar says:

    Sono stato felice nell’apprendere questi medicinali chiamati la salute nella farmacia del signore,siccome sono stato diagnosticato prostite mi ha dato speransa.anche se non ho provato

  6. Giampietro says:

    Vorrei solo far presente che l’epilobio presente nella foto ad inizio articolo, non appartiene elle specie citate da Maria Treben che raccomanda di non usare l’epilobium hirsutum e l’epilobium angustifolium quest’ultimo è proprio quello della foto.

  7. Ernesto says:

    E’ vero che l’angustifolium e’ da evitare in quanto aggraverebbe i problemi prostatici.? quello buono e’ il parviflorum? E’ da preferire in gocce o tisana? Grazie.

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