Troppe ore di scuola in Italia – Ecco cosa fanno bambini più intelligenti del mondo

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Il sistema scolastico migliore al mondo? E’ quello che ha meno ore di lezione, l’anno scolastico più corto e praticamente niente compiti a casa. Eppure sebbene conosciamo i dati statistici delle altre nazioni, in Italia si continua a costringere i bambini a stare sui banchi di scuola senza considerare il fatto che è controproducente.

Il professor Yvan Touitou, un cronobiologo professore alla Faculté de médecine de la Pitié Salpêtrière, ha spiegato al Corriere della Sera che i bambini hanno bisogno di riposare, di giocare e di relazionarsi, solo così possono sviluppare i loro talenti.

Touitou si concentra sui bambini delle elementari e spiega che i loro ritmi sono fondamentalmente diversi da quelli di un adulto:  “Gli orari scolastici convenzionali non sono adatti alla loro capacità di concentrazione. E’ assurdo chiedere quattro o cinque ore di attenzione di fila, quando si sa che il picco per un bambino di dieci anni è nella seconda parte nella mattinata, tra le dieci e le undici.”

Forse in Italia pensiamo che in tutto il mondo il sistema scolastico è lo stesso, ma invece non è proprio così.

dati scuola internazionali

Quante ore di lezione fanno i bambini più intelligenti?

I bambini finlandesi sono i migliori secondo le classifiche OCSE, mentre in Italia le performance degli studenti italiani sono ancora al di sotto delle medie. Il segreto della scuola finlandese?

Ha l’anno scolastico più corto, meno ore di lezione, e i bambini passano un sacco di tempo a svolgere attività creative.

Ecco questo video in inglese che mostra come ne sono fieri gli insegnanti in Finlandia ed è bellissimo vedere che qualcuno l’ha capito che non serve a niente rubare del tempo prezioso nella vita per insegnare informazioni per la maggior parte futili e per una durata oltre il quale il cervello non assimila più.

I docenti godono di ampie libertà didattiche e sono liberi anche di andare ad insegnare la geometria nei boschi. Gli insegnanti vengono considerati degli ‘scienziati’ e le loro classi rappresentano i loro ‘laboratori’.

rank scuola finlandia

Secondo Tony Wagner, autore del libro ‘The Global Achievement Gap“, un altro motivo di questo successo consiste nell’abolire i test, ovvero le verifiche. In altre parole, occorre neutralizzare ogni incitamento alla competizione e al giudizio perché bisogna puntare più sullo stimolare i ragazzi ad apprendere più che nel giudicarli attraverso test, in cui risalta solo la capacità di memorizzare informazioni e nozioni ma non la capacità di ragionare sulle cose.

Negli anni ’70 il sistema scolastico finlandese era come quello italiano ma poi è avvenuta una vera riforma della scuola che ha destato tutti di stucco quando i quindicenni finlandesi, nel 2000, erano tra i più brillanti in un test internazionale di comprensione della lettura, esito che fu poi confermato nei test di cultura matematica e scientifica, svolti rispettivamente del 2003 e 2006. Segnali precursori del successo erano giunti dai risultati dell’indagine dell’IEA sulla lettura (l’indagine “Reading Literacy” del 1991) nella quale i tredicenni finlandesi erano già tra i migliori. Nell’indagine del 2000 non solo la media dei punteggi dei quindicenni finlandesi era al top della classifica dei risultati, ma la proporzione di quindicenni con punteggi nel decile degli studenti più bravi era elevatissima e i punteggi dei quindicenni meno bravi erano spesso superiori alla media dei punteggi dei loro coetanei più bravi in altri sistemi scolastici.

Ah..In Finlandia praticamente non esistono compiti a casa.

Per concludere ecco il modello vincente ha

  • meno ore di lezione settimanali
  • meno giorni di lezione
  • meno compiti a casa
  • meno verifiche in classe
  • più tempo dedicato alle attività creative e allo sviluppo dei propri interessi personali
  • più tempo dedicato al riposo e al rispetto dei ritmi sonno-veglia dei bambini
  • più tempo dedicato alle relazioni, al gioco e allo stare nella natura
  • più libertà e stima agli insegnanti

che si traduce in migliori capacità intellettive, creative e risoluzione dei problemi.

Meno ore di scuola non significa necessariamente meno conoscenza, anzi, un miglior profitto e una migliore capacità di assimilazione di quello che viene appreso e soprattutto un miglior equilibrio psicofisico. In Italia le scuole montessoriane e steineriane (Waldorf) ne sono un esempio, ma dovrebbe essere qualcosa di pubblico e non riservato a pochi.

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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10 Commenti su questo post

  1. Mirka Gavi Mirka Gavi says:

    Concordo perfettamente. …

  2. Però ai nostri tempi non c’erano questi problemi.assurdo

    • andrea says:

      ai vostri tempi i ragazzi non erano completamente rimbecilliti, e gli adulti erano adulti (o quasi) e non capre, come la maggior parte ora

    • Manuela says:

      sono d’accordo anch’io; perchè non rimettere in causa l’eccesso di Tv, la mancanza di sonno , il mangiare che non nutre ma ingrassa, la mancanza di attività fisica ecc….

  3. Che rabbia.Dover solo subire decisioni di emeriti somari.Pieni di presunzione e arroganza !!!

  4. Vale la pena leggere

  5. In italia hanno stufato tutti, non c’è niente che non và.

  6. La parte cui mi soffermo di più è :”nell’abolire i test, ovvero le verifiche. In altre parole, occorre neutralizzare ogni incitamento alla competizione e al giudizio perché bisogna puntare più sullo stimolare i ragazzi ad apprendere più che nel giudicarli attraverso test, in cui risalta solo la capacità di memorizzare informazioni e nozioni ma non la capacità di ragionare sulle cose.”… è terribile mia figlia va in prima media e per alcune materie fa una verifica al mese… come dice il testo questo non fa che incitare alla competizione e al giudizio … difatti alcuni compagnetti per avere buoni voti e sentirsi importanti con gli altri compagni ,già utilizzano i bigliettini ove copiare le risposte …c’è pure da dire che il prof non se ne accorge… e fa anche una valutazione sbagliata della preparazione di questi ragazzini ……e poi chi impara a memoria senza capirci nulla ….. e le interrogazioni alla lavagna , orali che fine hanno fatto …. dove il prof. parlava con l’alunno , l’interrogazione era una comunicazione un esercizio anche per migliorare l’eposizione, il linguaggio … io mi sento a volte sconfortata.. perchè non vengono più interessati, non li si rende curiosi … sembrano degli automi che devono soltanto immagazzinare

  7. La scuola è diventata un incubo per ragazzi e genitori. Bullismo e intolleranza da parte degli insegnanti.

  8. Giorgia says:

    Salve ho letto alcuni commenti e devo dire che io frequento un professionale anno 3 di fashion design cosa dire io italiano faccio 2 verifiche a settimana ripeto 2 a settimana 1 al mese ci può stare ma insisto anche io a far capire ai ragazzi che lo studio serve per la comprensione di qualsiasi cosa non per la valutazione,i ragazzi vengono solo terrorizzati e stressati…
    Ma tanto qui in Italia non capiscono nulla,pensano solo ai loro benefici .

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