12 COSE CHE NON SAI SUL PENSIERO CREATIVO

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L’educazione può essere una benedizione o una maledizione. Quando viene insegnata o usata senza un minimo di saggezza, diventa irrimediabilmente una maledizione.

La scuola è ottima per molti aspetti, ma oggi omette – forse volutamente – moltissimi aspetti utili alla nostra individualità. In particolare, ci sono diverse cose che nessuno ci insegna riguardo ilpensiero creativo.

  1. Tutti siamo creativi. Gli artisti non sono persone speciali, ognuno di noi è un artista a suo modo. Ognuno di noi è nato con una capacità spontanea di pensiero. L’unica differenza tra le persone creative e quelle che non lo sono è una semplice credenza. I creativi sanno di essere creativi. Le persone non creative, credono di non esserlo. Le credenze, una volta che hanno preso possesso di noi, si esprimono anche nella realtà.
  2. Il pensiero creativo è un lavoro. E’ necessario avere passione e determinazione per immergersi nel processo di creazione di nuove idee diverse. Perciò servono pazienza e perseveranza, contro ogni ostacolo. Tutti i geni creativi lavorano duramente e con passione, producendo un numero incredibile di idee. Molte di queste sono pessime, ma anche i più grandi scrittori hanno scritto poesie brutte. Thomas Edison ha creato 3000 idee diverse di sistemi di illuminazione prima di trovare quello più pratico e redditizio. Mozart ha prodotto più di 600 brani musicali nel corso della sua breve vita creativa. Rembrandt ha prodotto circa 650 dipinti e 2000 disegni e Picasso ha eseguito più di 20.000 opere. Alcuni erano capolavori, altri non erano meglio di qualunque altra cosa prodotta da contemporanei sconosciuti.
  3. E’ necessario passare all’azione per essere creativi. Quando si producono idee, si reintegrano i neurotrasmettitori legati ai geni che vengono attivati e disattivati in risposta a ciò che il cervello sta facendo, rispondendo alle stimolazioni. Quando si cerca di mettersi in movimento per elaborare nuove idee, il cervello si energizza, aumentando il numero di contatti tra i neuroni. Più si cerca di avere idee, più il cervello si attiva e si migliora la propria creatività. Chi vuole diventare un artista e dipinge un quadro ogni giorno. Non può diventarlo chi non prova.
  4. Il nostro cervello non è un computer, ma un sistema dinamico che sviluppa i suoi schemi di attività, anziché di calcolo. Si può stimolare l’energia creativa sia attraverso esperienze reali che attraverso le immagini. Si può creare letteralmente nella propria immaginazione un’esperienza e darle vita materialmente. Questo perché il cervello non distingue tra reale e immaginario. Questa scoperta è ciò che ha permesso ad Albert Einstein di creare i suoi esperimenti mentali con visualizzazioni immaginarie, che poi si sono tradotte nelle sue idee rivoluzionarie su spazio e tempo. Un giorno, ad esempio, immaginò di innamorarsi. Poi ancora di incontrare la donna di cui si era innamorato nel suo immaginario. Tutto questo si materializzò due settimane dopo, dando vita alla teoria dell’acasualità. Lo stesso meccanismo è quello che ha permesso a Walt Disney di portare nella vita reale le sue fantasie.
  5. Non esiste una risposta giusta. La realtà è ambigua. Un raggio di luce è un onda ma anche una non-onda. I fisici hanno scoperto che la luce può essere un’onda o una particella, a seconda del punto di vista dell’osservatore. L’unica certezza della vita è l’incertezza. Quando si cerca di avere delle idee, non bisogna censurarle o valutarle nel momento in cui arrivano. Nulla uccide la creatività più dell’auto-censura delle proprie idee mentre queste vengono generate. Meglio prima elencare tutte le idee possibili e poi scegliere la migliore. Il mondo non è o bianco o nero. E’ più … grigio.
  6. Non fermarsi alla prima buona idea. Bisogna sempre cercare di trovarne una migliore e continuare fino a quando ne arriva una superiore. Nel 1862, Philip Reis ha dimostrato la sua invenzione, in grado di trasmettere la musica via cavo. Era vicino a sviluppare l’idea e creare il telefono per parlare. Ogni esperto di comunicazione in Germania lo dissuase dal perfezionare questo progetto, perché il telegrafo era sufficiente. Nessuno avrebbe acquistato un telefono, secondo loro. Dieci anni dopo, Graham Bell brevettò il telefono.
  7. Bisogna aspettarsi che gli esperti siano negativi. Più una persona è esperta e specializzata, più il modo di pensare si riduce e si fissa, poiché ritiene che ciò che conosce sia assoluto. Di conseguenza, quando deve confrontarsi con idee nuove e diverse, la sua attenzione si focalizza sulla conformità. Se qualcosa non è conforme con ciò che sa, non è giusta.
  8. Bisogna fidarsi del proprio istinto e non farsi scoraggiare. Albert Einstein fu espulso dalla scuola perché il suo atteggiamento era negativo sugli altri studenti. Fallì il suo esame di ammissione all’università e fu costretto a frequentare una scuola professionale, prima di riprovarci. Fu anche l’unico a non ottenere una cattedra perché nessun docente lo sostenne. Uno di questi definì Einstein un “cane pigro”, il peggiore tra tutti quelli mai avuti. Ai genitori di Beethoven fu detto che il figlio era troppo stupido per diventare un compositore. Walt Disney fu licenziato da una redazione perché privo di immaginazione.
  9. Il fallimento non esiste. Ogni volta che si tenta di fare qualcosa e non si riesce, non si fallisce. Piuttosto, si è imparato qualcosa che non funziona. Bisogna sempre chiedersi cosa c’è da imparare da quello che non funziona e se questo spiega qualcosa. Chi dice di non aver mai fatto in errore, in realtà non ha mai provato.
  10. Le cose non le vediamo come sono, ma come siamo noi. Sono delle interpretazioni delle nostre esperienze. Tutte le esperienze sono neutrali, non hanno significato. Si dà loro un significato solo dal momento in cui cerchiamo di interpretarle. Il prete vedrà Dio ovunque. L’ateo vedrà l’assenza di Dio ovunque. L’IBM ha visto che al mondo nessuno aveva un personal computer e ha creduto non ci fosse mercato. Alla fine degli studi, Bill Gates e Steve Jobs hanno esaminato la stessa cosa interpretandola come una grande opportunità.
  11. Occorre sempre avere un approccio distaccato verso i problemi e non fidarsi del primo punto di vista. Questo sarà il frutto del solito modo di pensare. Bisogna sempre guardare il problema da diverse prospettive e ricordare che il genio sta nel trovare il punto di vista che nessuno ha ancora mai avuto. Si può ad esempio trascrivere più volte un problema usando parole diverse. Oppure assumere un ruolo diverso: cosa penserebbe Pablo Picasso di questo? E’ possibile fare un disegno del problema, un modello o una scultura. Si può fare una passeggiata e osservare le cose che metaforicamente rappresentano il problema e vederne le connessioni. Si può chiedere a un bambino, a degli amici, a uno sconosciuto. Quando si cambia il modo di guardare le cose, esse stesse cambiano.
  12. Bisogna imparare a pensare in modo non convenzionale. I geni creativi pensano in modo analitico e logico, includono qualsiasi cosa che sia diverso e anche totalmente non legato al problema. Cercano il modo di eliminare delle possibilità. Generano associazioni e connessioni tra soggetti indipendenti in modo da stimolare differenti modelli di pensiero nel cervello. Questo porta a nuove prospettive e interpretazioni che possono dare vita a idee originali. Albert Einstein stesso un giorno disse che l’immaginazione è più importante della conoscenza, perché quest’ultima è limitata a ciò che sappiamo e comprendiamo, mentre l’immaginazione abbraccia il mondo intero e tutto ciò che ancora dobbiamo conoscere e capire.

Bisogna ricordare che la creatività è paradossale. Per creare, una persona deve avere conoscenza, ma deve dimenticarsi quella conoscenza e vedere le connessioni inattese tra le cose. Deve lavorare sodo, ma passare il tempo a fare nulla per metabolizzare le informazioni, deve creare idee, la maggior parte delle quali inutili, deve guardare le cose come tutti ma vederle in modo diverso. Deve desiderare il successo ma abbracciare il fallimento, essere persistente ma non testardo, ascoltare gli esperti ma anche saperli ignorare.

Fonte http://www.generazionebio.com

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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  1. Carmelo Pollichino e questo?

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