Quanto fa male cercare di adeguarsi alla normalità?

10 Commenti

c. g. jung omologazione

Non è un segno di buona salute mentale essere bene adattati a una società malata.
Jiddu Krishnamurti

Molti di noi, soprattutto da bambini, si sono scontrati con la normalità. Normalità significa seguire il gruppo, essere una voce nel coro, percorrere la strada tracciata, avere la camicia quando le altre 20 persone attorno a te al meeting hanno la camicia. Credo sia dovuto a quando l’uomo era primitivo, e non fare parte del branco significava la morte, o per l’attacco di altri umani o perché non si era in grado di procacciare il cibo.

Oggi tutto questo non esiste più ma la paura di non far parte della normalità è presente. Non c’è nulla di sbagliato in essa ma è molto probabile che questo sia causa di sofferenza, perché è altamente impossibile che tutto ciò che fai e dici coincida con l’idea di normalità (è solo un’idea, non esiste). Risvegliare la propria autorità e autostima, amarsì e lasciar fare, essere presenti è la via per sentirsi a proprio agio e radicato nel momento presente.

Quello che segue è l’articolo di Francesco Boz intitolato La ricerca della normalità ti rovina la vita.

La normalità è il comportamento più frequentemente osservato nelle persone che ti circondano. Essa non ha etica o morale, non parla di bello o brutto, di giusto o sbagliato, è solo il numero di volte che qualcosa accade. Tanto più grande è questo numero e tanto più una cosa è normale.

Per questo la normalità del tuo mondo è diversa dalla normalità del mondo di un altro. Il comportamento normale (leggi più frequente) dei tuoi genitori, sarà diverso da quello dei genitori del tuo amico. Quello della gente del tuo quartiere sarà diverso da quello degli altri quartieri. Città diverse, regioni diverse, stati diversi, culture diverse hanno tutti normalità diverse.

È buffo, a volte il benessere psicologico viene ingannato dalla ricerca della normalità.

La chiamano pressione sociale, è la spinta a omologarsi ai canoni del contesto.

Chiariamo, non mi riferisco alle regole legiferate atte a promuovere la convivenza pacifica e organizzata dei membri di una comunità. Mi riferisco a tutte le decisioni individuali, private e personali, prive di ripercussione diretta sugli altri, ma fondamentali per la nostra vita.

Ad esempio decidere se vivere da solo o in coppia.

Quando vivi in un luogo dove a una certa età tutti si sposano, quello diventa il comportamento normale da seguire. Magari tu non sei pronto, non hai trovato la persona giusta o non hai interesse per quel tipo di vita. Qualunque sia la tua motivazione, se non ti sposi, l’unica evidenza per gli occhi di chi ti circonda sarà la tua anormalità.

Non si è ancora sposato. Ha 35 anni. Cosa aspetta?

Allora ci vuole molta forza per comprendere l’ingenuità di chi crede che un valore statistico debba organizzarti la vita. La maggior parte delle persone cede al ricatto della normalità.

Se tutti si comportano in questo modo, dev’essere il modo giusto. 

La mia maestra lo diceva sempre, “se tutti i tuoi amici si buttassero dal ponte, lo faresti anche tu?”. Oggi sono abbastanza sicuro che se i suoi colleghi insegnanti lo avessero fatto, di buttarsi dal ponte intendo, lei sarebbe stata la prima a seguirli. Non me ne voglia, ma nel mio ricordo di scolaro, la maestra era una persona dal rimuginio facile.

Chi riflette molto sulle cose, mette un filtro tra sé e la vita e quasi sempre arriva a interrogarsi sul perché delle sue sensazioni, crea una spirale parossistica di pensiero non finalizzato. Anche chi non perde tempo in riflessioni poco pratiche non è immune dal meta pensiero, il pensiero che si interroga su se stesso.

Cos’ho di sbagliato per pensare che sia meglio non avere una relazione stabile?

La discrepanza tra i tuoi desideri e i desideri di tutti è ciò che ti rende unico. 

Essere unici fa tanta paura perché la responsabilità delle nostre scelte è tutta nostra. Inseguire la normalità invece vuol dire dividere gli errori con gli altri, mal comune mezzo gaudio. Banale ma vero, come molte banalità della saggezza popolare.

Invece di essere quello che sei diventi quello che gli altri si aspettano. Sono fatiche diverse. Da un lato devi sopportare il peso della responsabilità delle tue scelte, dall’altro la fatica di adattare i propri desideri a quelli degli altri.

Ovviamente la propria realtà è talmente sfaccettata che non esiste nessuno che si comporti sempre secondo una di queste due modalità. La vita è in bilico tra queste due scelte, entrambe difficili. Perché la vita è difficile.

Abbandona l’illusione della facilità, la vita è compromesso.

Nell’intersezione tra quello che vuoi fare e quello che il contesto ti concede si colloca l’insieme dei tuoi comportamenti.

Non lasciarti comandare dalla normalità, è solo un concetto numerico, è lui che dipende dalle tue azioni, non il contrario.

Il Potere del Cervello Quantico
Come far esplodere il potenziale nascosto del tuo cervello

Voto medio su 234 recensioni: Da non perdere

Zenix
Accedi al codice della tua mente e diventa un programmatore di realtà

Voto medio su 57 recensioni: Da non perdere

Disclaimer: Questo articolo non è destinato a fornire consigli medici, diagnosi o trattamento. Disclaimer completo Riproduzione consentita solo se l'articolo non viene modificato, includendo i link incorporati e riportando la fonte attiva. In tutti gli altri casi riproduzione vietata.
Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

Leggi anche
loading...

10 Commenti su questo post

  1. Raffaele da Napoli says:

    Farà male, è vero, però dopo aver letto ciò.. mi sento più cosciente, mi si è aperta ancor più la mente grazie a questo servizio. La mia è una sensazione strana, difficile da descrivere ma allo stesso tempo mi fa provare soddisfazione =) una soddisfazione nata dopo aver aperto gli occhi su una LEZIONE di cui ero all’oscuro, che fin’ora non ero mai riuscito a decifrare e comprendere, e che so benissimo di averla vissuta migliaia di volte durante la mia crescita.
    Ecco perché quelli come me in passato hanno avuto difficoltà a trovare le vere amicizie e invece si sono imbattuti e hanno avuto a che fare con persone di scarso valore e cultura, le cosidette “amicizie a breve termine” (:|.
    Ti vedevano come uno con passioni diverse dalle loro, con hobby che loro non capivano o se ne fregavano e approfittavano della tua “mentalità fuori dal normale” facendoti tante domande stupide e prevedibili, da farti sentire il pagliaccio della situazione contro cui ridere e sbeffeggiare fino alla stanchezza. E intanto, come un branco di pecore bianche che segue altre pecore bianche, quando era il momento di tornare a fare i cavoli loro si allontanavano da te, dalla pecora nera.
    Questo triste momento accade perché TU non segui le manie del momento, sei il bastian contrario, vai controcorrente rispetto alla collettività, ti fai conoscere come un essere alieno, un soggetto diverso dagli altri. E si è sempre saputo: chi è diverso viene purtroppo IGNORATO, APPESO, VISTO FUORI MODA, non attira interesse.

    MA io mando al diavolo il passato, sono fiero di essere la persona UNICA che credo di essere, sarei quella persona che INGANNA se stesso se mi comportassi e vestissi come gli altri vogliono che faccia.
    Sarò sempre contentissimo di essere riconosciuto come pecora nera, come persona differente dal pubblico, beh parliamo chiaro, ognuno di noi ha il SACROSANTO diritto di decidere a cosa interessarsi e quali hobby o sport praticare SENZA che siano gli altri a importi come devi vestirti, cosa devi fare sentire e guardare.
    Come dice il saggio: paese che vai usanze che trovi. Tuttavia le usanze che vedi nessuno ti obbliga a seguirle, sei liberissimo/a di sfoggiare il comportamento che hai scelto di seguire e gli altri devono limitarsi a tollerare i tuoi modi.

    😉 In parole povere, è bellissimo il fatto che ognuno/a sia diverso dall’altro, altrimenti sarebbe una monotonia vedersi ogni giorno uguali agli altri.

  2. Raffaele da Napoli says:

    Articolo bellissimo e immensamente riflessivo, grazie Dionidream!

  3. Tutto molto soggettivo… culturale e mentale . Fortunatamente i “normali “sono e più pazzi

  4. Aleander Mar says:

    Asimov diceva che: e’ piu’ facile controllare una folla che un singolo individuo!!

  5. isabel says:

    che dire, è verissimo, ho adottato questa mentalità da tre anni ormai perché non mi sentivo per nulla in accordo sul come le persone gestiscono la vita tutte nello stesso modo, insomma..io ho i miei pensieri, le mie idee ,i miei tempi , i miei interessi..perché devo vivere la mia vita nello stesso modo in cui la vivono e altre?? dicono che io sia pazza probabilmente perché le mie ambizioni non sono ” sposarmi e farmi una famiglia” , e allora? io mi sento libera in questo modo, posso vivere la mia vita come voglio io, senza che nessuno si aspetti nulla da me e non mi interessa nemmeno ciò che pensano gli altri, io sono “libera” , gli altri pensano di esserlo perché hanno adempito al compito di avere una vita secondo le “norme” ma poi non saranno realmente felici, ci si sente dannatamente bene quando sei TU a decidere e nessun altro può farlo, certo non è facile trovare amicizie vere perché quando non dici e non pensi esattamente come gli altri, non sei interessante e non ti considerano, ma io nella mia piccola cerchia di persone che i conoscono da anni ormai e che sanno come sono, i mie difetti, la mia mente, i miei pregi e le mie pazzie, mi sento benissimo! a volte ho provato a immettermi nella massa ma non ci riesco, non mi piacciono le mode, non mi piace il fattore dell essere tutti uguali io sono fatta così e chi mi apprezza ,mi apprezza ..chi non mi apprezza non mi apprezza.
    non rimpiango nessuno e niente, ho trovato la mia via e seguendola sto bene, questo vuol dire che sto facendo la cosa giusta.
    io posso dire di stare bene, ma il resto delle persone tutte identiche?? avrei i miei dubbi…beh , questa vita è fatta apposta per insegnarci queste cose e se siamo intelligenti le dobbiamo cogliere al volo.

    • Raffaele da Napoli says:

      ^_° Bravissima Isabel, appoggio tutto quello che hai detto, è tutto giusto.
      Sono d’accordo pure con Franco e Aleander.

      In realtà sono proprio i modi di fare che vengono dalla moda del momento che fanno apparire le persone tutte uguali. E questo non ha senso.
      Si potrebbe dire che le persone che seguono tutte assieme la stessa moda, nel profondo sono vigliacche, hanno timore che se qualcuno rifiuta di sfoggiare in pubblico l’abito o l’accessorio trendy del momento che usano tutti POI viene preso in giro e considerato antiquato oppure monotono!
      E invece non si renderanno mai conto che a maggior ragione sono loro che sbagliano.
      Sono tutti “vittime della moda”; ogni attuale tendenza (grazie pubblicità!) è colpevole di incentivare le vendite degli abiti e degli accessori che spingono la gente a “NASCONDERE” il loro vero essere, i loro gusti personali, i loro LIBERI PENSIERI.
      Perché appunto è lo Stato che ci vuole vedere tutti uguali per controllare le nostre abitudini, sia nell’abbigliamento che nel modo di ragionare. E con tale modo subdolo può controllare e annotare chi obbedisce e chi rifiuta di comperare i beni messi in commercio dai Potenti.
      E la gente inconsapevole fa la fine dei burattini. Quando invece DEVE imparare soltanto che ognuno di noi nel mondo è padrone/a del suo destino e delle sue scelte.
      La gente non deve stare a sentire a tutto quello che le viene mostrato e comunicato in televisione e per radio, anzi peggio, ovunque si guardi.
      Infatti al mondo purtroppo esistono quelli che si lasciano CONDIZIONARE e per fortuna quelli che guardano ma se ne dimenticano subito, o meglio se ne fregano proprio di sapere cosa comunica quella novità che vuole incentivare su di noi la Normalità imposta dallo Stato.

  6. Raffaele da Napoli says:

    LIBERO ARBITRIO, questo conta nella vita di tutti gli esseri umani che desiderano apparire diversi gli uni dagli altri,
    e se non riusciamo a difendere il nostro libero arbitrio allora non c’è nulla da fare, resteremo sempre abitudinari! Cadremo ogni volta vittime di quella maledizione che si chiama normalità. Grazie allo Stato.

  7. isabel says:

    grazie Raffaele
    Purtroppo viviamo nella società del “siii io sono ribelle, sono figa perché sono diversa da tutte le altre” quando invece sono tutte e tutti vestiti uguali, incapaci di avere dei pensieri propri perché la tv, la musica ecc gli impongono cosa e come pensare…e sembrano tutti vip, felici con le foto che pubblicano su facebook ma possiamo ben vedere che in realtà questa gioventu’ è tutto tranne che felice perché se no non ci sarebbero tanti suicidi di ragazzi molto giovani, ragazzi e ragazze drogati, che bevono, che fumano, violenti…questo è solo il risultato del malessere generale che vive tra di loro perché devono sentirsi perennemente alla moda e all’altezza dei vip , delle veline, dei calciatori…cari ragazzi, la vita è una…vivetevela perché non state vivendo, state solo sopravvivendo a qualcosa che non vi appartiene e a qualcosa che non è vostro ma che vi hanno imposto e voi non lo volete davvero, vorreste solo VIVERE e fare ciò che vi piace…perché scusa ma non ci crede nessuno che a tutti piace lo stesso stile, la stessa musica, lo stesso telefono se no saremmo stati creati con lo stampino, per fortuna ci sono ancora persone sane e vere Raffaele e questa è una cosa bellissima e che va preservata.
    lo stato un giorno cadrà. e chi è stato intelligente allora avrà i risultati, chi non lo è stato cadrà insieme ad esso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Inline
Inline