anemia rimedi naturali

La carenza di ferro o anemia possono essere risolte cambiando la propria dieta e risolvendo il disturbo psicosomatico

La carenza di ferro è un fenomeno molto diffuso tra la popolazione, soprattutto donne, che causa la diminuzione dell’emoglobina presente nel sangue, l’anemia. L’emoglobina è una proteina dei globuli rossi a base di ferro che permette di trasportare l’ossigeno (vita) alle cellule attraverso il sangue. I globuli rossi senza l’emoglobina prima sbiadiscono, poi si rimpiccioliscono e infine si riducono di numero. Il ferro non serve solo a produrre emoglobina ma è indispensabile per il buon funzionamento di tutto l’organismo, dato che partecipa ai processi di trasformazione dell’energia, sintesi del collagene e come cofattore nella sintesi dei neurotrasmettitori per la serotonina, dopamina e noradrenalina che regolano il comportamento.

I sintomi dell’anemia

  • Stanchezza
  • Pallore
  • Tachicardia
  • Piedi e mani fredde
  • Formicolii a mani e piedi
  • Sonnolenza
  • Perdita di capelli
  • Acufeni e ronzii alle orecchie
  • Mancanza di appetito
  • Emicrania
  • Perdita di memoria
  • Irritabilità o depressione
  • Giramenti di testa
  • Svenimenti
  • Alterazioni visive
  • Costipazione
  • Perdita di peso
  • Nausea

Un metodo semplice per capire se si è anemici è quello suggerito da Noboru Muramoto: “stendere le dita delle mani tenendole un pò in tensione e notare che le unghie diventano bianche. Se però, una volta rilassata la mano, le unghie continuano ad essere bianche, significa che c’è anemia.

Come il nostro corpo diventa carente di ferro

Il nostro corpo utilizza e perde circa 1 mg di ferro al giorno per gli uomini e da 0,5 a 2 mg per le donne, che è indispensabile per produrre emoglobina e per permettere il funzionamento di ogni cellula organica. Le donne durante la gravidanza e le mestruazioni o in generale le perdite di sangue dovute a lesioni possono far perdere da 10 a 40 mg di ferro al giorno.

Questo ci fa capire quanto sia importante assumere ferro quotidianamente. In realtà chi fa una dieta sana non ha problemi a raggiungere la quota giornaliera necessaria ma ci sono alcuni fattori che impediscono l’assimilazione del ferro:

  • Solo il 10 – 20 % del ferro introdotto viene assimilato dall’organismo
  • Caffè e tè, e in generale cibi ad alto contenuto di tannini (come il cioccolato), riducono rispettivamente del 39% e 64% l’assimilazione del ferro
  • Il latte presenta un’azione inibitrice sull’assorbimento del ferro. Il calcio nell’organismo serve ad assimilare il ferro ma un eccesso (cosa che avviene nel latte) ha un’azione competitiva col ferro limitandone l’assorbimento.
  • La vitamina C, che è una vitamina essenziale che il corpo non può produrre e quindi deve riceverla con la dieta, se è carente impedisce l’assimilazione del ferro. Fumo, alcol e stress producono tossine e radicali liberi che per essere smaltiti consumano la vitamina C.
  • Carenza di vitamina A e vitamine del gruppo B, necessarie all’assimilazione del ferro, possono provocarne quindi la carenza.
  • Alcuni farmaci compromettono l’assimilazione del ferro: aspirina, tranquillanti, antiacidi e antidolorifici
  • Alcune patologie rendono difficoltosa l’assimilazione del ferro: gastrite atrofica, infezione da Helicobacter pylori, morbo celiaco, morbo di Crohn.

L’alimentazione per l’anemia. Perché integrare il ferro non funziona

Prima di tutto bisogna rimuovere le cause di dispersione di ferro, in particolare:

  • Niente tè, caffè, cioccolato e latte
  • Ridurre il consumo di sigarette e alcol

Poi cambiare la propria dieta:

  • Consumare molte verdure a foglia verde: Broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, cavolfiore, verdure a foglie verde scuro, lattuga. Infatti la clorofilla nel mondo vegetale è omologa all’emoglobina nell’essere umano: si è osservato che se si ingeriscono cibi contenenti clorofilla il sangue, attraverso una trasmutazione biologica, incrementa il proprio contenuto di ferro ed emoglobina, migliorando l’ossigenazione dell’organismo ed evitando il problema dell’anemia.
  • Il vegetale con il maggior contenuto in assoluto di ferro è la spirulina (circa 34 volte di più degli spinaci). Altri cibi ricchi di ferro sono i legumi e il germe di grano. Gli spinaci hanno molto ferro ma contengono l’acido ossalico che ne impedisce quasi completamente l’assorbimento: Braccio di Ferro non prendeva quindi il ferro dagli spinaci in realtà.
  • Le quantità maggiori di ferro sono contenute in carne (specialmente il fegato), uova e pesce in forma più facilmente assimilabile (ferro-eme).
  • Il consumo di cibi ricchi di ferro deve essere accompagnato da vitamina C (succo di limone sulla carne o verdure ad esempio).  La quantità di vitamina C presente in un bicchiere di succo d’arancia aumenta di tre volte l’assorbimento del ferro assunto nello stesso momento.
  • Il fruttosio contenuto nella frutta migliora l’assorbimento del ferro. Mi raccomando però che la frutta va mangiata da sola, a parte alcure rare eccezioni.
  • Integrare nella propria dieta vitamina A, vitamina B e rame necessari per l’assorbimento del ferro che si assumono con una dieta ricca di cibi naturali: niente zuccheri e farine che praticamente sono privi di ogni nutrimento. Considera infatti che cereali e farine raffinate (pasta e riso bianchi, farina 00) non contengono crusca, buona parte delle proteine e dei minerali presenti in origine: vi è una perdita di ferro del 50% per il riso raffinato e brillato e fino al 70% di ferro in meno per il frumento raffinato. Lo stesso vale per tutti gli alimenti raffinati come lo zucchero.
  • L’acido folico e la vitamina B12 sono due elementi coinvolti nel processo di produzione di emoglobina e globuli rossi. Quindi è opportuno integrarli.
  • La barbabietola rossa (sia cotta che cruda) è particolarmente indicato per coloro che soffrono di anemia. In particolare può essere utile assumere per un mese due bicchieri di succo crudo di barbabietola, in quanto è un eccellente ricostruttore degli elementi del sangue.
  • L’infuso di Ortica è ottimo per accelerare la guarigione dall’anemia.

Se per alzare il ferro bastasse assumere l’integratore la situazione sarebbe risolta e l’anemia non sarebbe questo grande problema. Invece come abbiamo visto la questione è più complessa e riguarda tutta la nostra dieta e moltissimi altri nutrienti necessari. Se seguendo questi consigli il ferro non si alza può esserci un emorragia interna oppure dobbiamo prendere in considerazione il lato psicosomatico.

Il significato psicosomatico dell’anemia

L’anemia rivela che l’individuo si esaurisce, mobilità troppe energie, non concede il tempo ai suoi “soldati interiori” (i globuli rossi) di rigenerarsi. Può trattarsi anche di una persona che per un certo periodo si è data troppo da fare, ma in maniera improduttiva, senza frutti o risultati. Si instaura quindi uno stato latente di “tanto a cosa serve”. In ambedue i casi è imperativo prendere le distanze e riposarsi, per recuperare e riflettere. Con l’anemia ci troviamo in una “secca” che riguarda l’aspetto emotivo della vita e dell’azione.” Michel Odoul dal libro “Dimmi dove ti fa male, Glossario Psico-Energetico

Ragionando in termini psicosomatici qualsiasi problema relativo al sangue coinvolge sempre il tema dell’energia vitale. Il sangue è il simbolo stesso della vita e rappresenta l’energia, l’azione, il calore, il movimento: è connesso con i sentimenti d’amore e di amicizia. La persona anemica sente una mancanza di gioia, ha paura di vivere, si sente incompresa dagli altri.

Chi soffre di anemia attraversa un momento di resa, si sente debole e stanco, non riesce a dare voce alla parte maschile. Il ferro è l’elemento maschile per eccellenza, è infatti strettamente connesso col pianeta Marte e con la forza e la determinazione. Non significa diventare aggressivi ma riprendere in mano la propria vita con forza e volontà.

Un comportamento psicologico di questo tipo si riflette sul nostro corpo impedendoci di assimilare il ferro: infatti questo spiega perché molte persone, sebbene non hanno una dieta ottima, non hanno problemi di ferro. E’ importante quindi, come dico sempre, sfruttare ogni malattia per evolverci e maturare: quindi fai dell’anemia un’occasione per migliorare la tua vita sotto tutti i punti di vita, non solo quello alimentare.

Un aiuto dall’Omeopatia e dai Fiori di Bach per curare l’anemia

Ferrum metallicum 5 CH: 5 granuli 2 volte al giorno: è il rimedio omeopatico classico per l’anemia. Per stati cronici si può arrivare a dosi più alte come 200CH sotto la guida di un medico omeopata.

China rubra 9CH: 2-3 granuli 2 volte al giorno. E’ il rimedio omeopatico per le anemie causate da febbri prolungate e debilitanti, perdite abbondanti e/o ripetute di liquidi organici (diarree, sudorazioni, emorragie…).

Clemantis, Larch e Star of Bethlehem sono i Fiori di Bach più indicati: 4 gocce di ciascuno sotto la lingua per 3 volte al giorno: appena alzati, mezza giornata e appena prima di addormentarsi.

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