Arnica

Appartenente alla famiglia delle Asteraceae, il piccolo fiore giallo che rende facilmente riconoscibile l’Arnica Montana, è ad oggi presente nei prati e nei pascoli presenti nelle aree di montagna, generalmente a un’altitudine da 500 a 2500 m, dove cresce spontaneamente in primavera, in genere da maggio fino alla fine di agosto. La pianta dell’arnica, particolarmente cara alla tradizione erboristica è ampiamente utilizzata nella fitoterapia e nella medicina tradizionale cinese, complici le sue innumerevoli proprietà. Tuttavia occorre prestare comunque attenzione alla relativa ingestione poiché velenosa, tant’è vero che fin dall’antichità veniva utilizzata sovente come veleno. L’assunzione diretta, per via interna, in qualsiasi forma è pertanto decisamente sconsigliata, pena l’elevato rischio di gravi controindicazioni. Se usata nel modo corretto al contrario, risulta validissima e perfettamente in grado di intervenire sul problema a tutto tondo e in tempi rapidi.

A cosa serve l’arnica

Generalmente l’arnica gel viene impiegato con successo nel trattamento di traumi, distorsioni e contusioni, strappi, stiramenti ed ematomi: a fare la differenza è la massiccia presenza di olio essenziale, flavonoidi e triterpeni che contribuiscono a rendere tale pianta particolarmente importante in virtù delle proprietà lenitive, antinfiammatorie, antidolorifiche e antimicrobiche. Il potere antinfiammatorio è strettamente correlato all’elenalina, che dispone di un’azione emolitica a livello del microcircolo sanguigno, risultando pertanto in grado d’inibire il rilascio del fattore di trascrizione NF-kB, coinvolto nei processi infiammatori e nei meccanismi immunitari. L’arnica possiede inoltre proprietà antitraumatiche, analgesiche, antinevralgiche, antiechimatose, antireumatiche, stimolanti. Fin dall’antichità la gente di montagna era infatti solita utilizzare l’arnica come rimedio naturale contro i traumi a livello fisico, ma anche per combattere la stanchezza. L’arnica crema può essere impiegata con successo per arginare lividi, ecchimosi, traumi articolari e muscolari, ma anche per ridurre eventuali infiammazioni a carico dell’epidermide così come il prurito che generalmente segue le punture d’insetto. In fitoterapia il fiore dell’arnica, utile anche nella preparazione di oli essenziali risulta un valido aiuto contro gli stati dolorosi e per favorire l’elasticità muscolare. Come ogni altro olio essenziale, è possibile diluirne alcune gocce con un olio vettore, per poi essere impiegato per attuare massaggi distensivi e rilassanti a carico dell’apparato muscolo-scheletrico.

Proprietà dell’arnica

A determinare le innumerevoli proprietà curative dell’arnica compaiono i flavoni, sostanze naturali che influiscono direttamente sulla regolarità della circolazione. Sempre flavoni si deve la pigmentazione dei fiori della pianta, di un bel giallo intenso. Accanto ai flavoni troviamo gli oli essenziali dell’arnica montana, che si estraggono non solo dai fiori ma anche dalle radici e dai bulbi della pianta. Gli oli essenziali completano l’azione dei flavoni fungendo da stimolo per l’irrorazione del sangue e in questo modo garantiscono un adeguato flusso sanguigno, essenziale per il riassorbimento delle ecchimosi. Da non sottovalutare la stessa elenalina, sostanza che ha la capacità di stimolare il ripristino delle condizioni naturali della pelle e delle mucose: grazie alla sua azione, viene accelerata la rigenerazione cellulare e l’epidermide può rimarginarsi velocemente mentre l’ematoma si riassorbe. E mentre i flavoni regolarizzano la circolazione, gli oli essenziali stimolano il flusso sanguigno e l’elenalina si occupa della pelle, intervengono anche i tannini, presenti in buona quantità nell’arnica montana, con la loro capacità di stemperare leinfiammazioni e velocizzare la guarigione delle ferite. Un mix di tutto rispetto che spiega perché l’arnica ad oggi rappresenti uno dei rimedi naturali più utilizzati in caso di contusioni, tenuta sempre a portata di mano da chi lavora con il corpo e i muscoli, come gli sportivi e i ballerini.

Arnica benefici

Il relativo impiego, legato all’apparato osteoarticolare e al sistema cutaneo, contribuisce a rendere l’arnica un rimedio naturale sicuramente tra i più efficaci in caso di contusioni, artriti, edemi post-traumatici e reumatismi. Grazie allo spiccato potere analgesico e antinfiammatorio aiuta a combattere rapidamente gli stati dolorosi, conferendo immediato sollievo alla parte interessata. Aiuta inoltre a ridurre le stesse ecchimosi e gonfiori dovuti al trauma. Disponibile in pomata arnica, unguento e gel, agevola in maniera significativa la guarigione e la cicatrizzazione dell’epidermide svolgendo una marcata azione preventiva a carico dei capillari, specie se fragili. Oltre agli effetti benefici su pelle, muscoli, stati infiammatori, foruncoli e punture di insetto, l’arnica rappresenta altresì un tonico del sistema nervoso centrale. È pertanto in grado di favorire e promuovere il benessere dell’organismo stimolando le funzioni cerebrali.

Arnica gel utilizzo

L’arnica può essere applicata solo sulla pelle integra: non devono pertanto comparire ferite, tagli o abrasioni al fine di evitare una reazione immediata di bruciore e a lungo termine tossicità. Per lo stesso motivo, è sempre opportuno evitare di toccarsi gli occhi e la bocca, complice la nota natura velenosa della pianta. Tuttavia dato che l’arnica ha anche valenza di antinfiammatorio naturale grazie alla presenza di tannini, è stata in passato impiegata con successo per effettuare sciacqui e gargarismi in presenza di gengive infiammate: l’importante è prestare sempre attenzione a non ingerirla. Anche se applicata semplicemente sugli ematomi, sarebbe preferibile diluirla con un po’ d’acqua, specie se si sceglie di utilizzare la tintura madre. Se al contrario si sceglie di affidarsi a un prodotto già pronto all’uso, il problema non si pone perché è stato già lavorato e attenuato notevolmente in termini di aggressività del principio attivo.

Arnica modalità di somministrazione

Per usare l’arnica c’è solo l’imbarazzo della scelta, perché le versioni in cui è disponibile sono davvero tante. Si spazia da gel e pomate a tisane, tinture madri, estratti secchi, farmaci specifici e ancora creme, saponi e lozioni. Ce n’è dunque per tutti i gusti e tutte le tasche, anche se ovviamente i preparati in gel e in pomata risultano i più utilizzati, soprattutto per la praticità e la facilità d’uso. Come anticipato, l’arnica è disponibile anche sotto forma di tisana, sebbene questa modalità di utilizzo risulti scarsamente sconsigliata, se non sotto specifica prescrizione medica che ne attesti la necessità. L’arnica contiene infatti alcune sostanze tossiche che possono provocare effetti collaterali molto seri, soprattutto a fronte di sovradosaggio: tra i più gravi si annoverano la tachicardia e la paralisi. Attenzione perché le controindicazioni sono valide anche per l’utilizzo esterno, prevalentemente per i soggetti con la pelle sensibile e la predisposizione alle irritazioni. In questi casi possono insorgere irritazioni a livello cutaneo di varia entità e, in alcuni casi, anche dei veri e propri fenomeni allergici. Se quindi si ha la pelle chiara e non si è nuovi a reazioni infiammatorie e allergiche, bisogna evitare di usare l’arnica per lunghi periodi e privilegiare le pomate già pronte piuttosto che il fai da te. In omeopatia l’arnica viene somministrata per uso orale, nonostante quanto detto sulla sua natura tossica. Questo è possibile grazie a una lavorazione specifica dei principi attivi della pianta, che vengono diluiti in misura tale da perdere le loro caratteristiche nocive. Ecco che allora nelle erboristerie è possibile acquistare dei preparati di arnica in granuli e compresse, da ingerire senza timore di controindicazioni. Rimane valido quanto detto sulla tossicità dell’arnica e anche l’uso del medicinale in versione omeopatica deve preferibilmente essere mediato dall’indicazione del medico.

Arnica controindicazioni

Generalmente l’arnica è ritenuta un rimedio sicuro nel momento stesso in cui la sua applicazione risulta limitata alla pelle e per periodi di tempo limitati. Nei soggetti sensibili può tuttavia comportare dermatite da contatto. Numerose sono di fatto le perplessità legate alla sicurezza della sua assunzione per via orale, questo poiché, se ingerita, l’arnica può determinare disturbi al fegato, gastriti, nausea, irritazioni della bocca e della gola, vomito, diarrea, cefalea, ipotensione arteriosa, fiato corto e palpitazioni. In casi particolarmente gravi, l’assunzione di dosaggi eccessivamente elevati, può danneggiare il cuore, incrementare il rischio di emorragie e portare a insufficienze a carico degli organi vitali. Non sono tuttavia ad oggi note interazioni con farmaci o specie botaniche: tuttavia poiché l’assunzione per via orale potrebbe rallentare la coagulazione del sangue è opportuno prestare sempre attenzione all’utilizzo contemporaneo di erbe, integratori o farmaci che possano in qualche modo interferire con tale processo, quali ad esempio anticoagulanti e antiaggreganti. Sempre da evitare l’utilizzo in gravidanza e allattamento.

Aggiornato al 26 Dicembre 2019

Scritto in  collaborazione con Rodiola.it

Bibliografia
Wijnsma R., Woerdenbag H.J., Busse W.: “Arnica, un analgesico naturale”, Medicina Naturale, n. 5, 1995
Bomme U.: “Arnicae montana doch die ‘richtige’ Arnika-Art.”, Z. Phytother., 1993; 14:8

Riproduzione vietata. Questo articolo ha solo fine illustrativo e non sostituisce il parere del medico. Non è destinato a fornire consigli medici, diagnosi o trattamento. Termini e Condizioni