Artemisia annua

L’artemisia annua è un’antica erba cinese che diversi studi hanno osservato avere proprietà anticancro, usata in passato per curare la malaria, da non confondere con l’Artemisia Absinthe che sarebbe l’assenzio romano che invece ha proprietà diverse.

A partire dal 1995 il Dipartimento di Bioingegneria dell’Università di Washington ha iniziato ha studiare l’applicazione di questo antico rimedio cinese per la cura del cancro ed i risultati sono stati sbalorditivi. Infatti hanno scoperto che in vitro distrugge le cellule tumorali in poche ore ed hanno curato anche il cancro alle ossa di un cane in soli 5 giorni.

Negli anni successivi l’azione dell’artemisia annua è stata studiata con successo su molte linee cellulari tumorali come prostata, ovaio, colon, leucemia, melanoma, pancreas ed in modelli animali da xenotrapianto, dimostrando in questo caso una riduzione di volume e della diffusione.

Ad oggi sono presenti oltre 452 studi che dimostrano l’efficacia terapeutica dell’artemisia Annua, come potete constatare sul database dell’Università di Washington. Ecco dunque le caratteristiche di tale specie botanica e il relativo meccanismo d’azione attualmente oggetto di studio.

Artemisia annua proprietà

L’artemisia annua appartiene alla famiglia delle asteracee. Risulta nota alla medicina tradizionale cinese che da secoli sfrutta la relativa efficacia, anche per la moxibustione in prossimità dei punti di agopuntura, in virtù dei suoi supposti poteri infrarossi. Da sempre impiegata per le sue proprietà febbrifughe e antimalariche, grazie al principio attivo di artemisinina e derivati, l’Artemisia annua detiene spiccate proprietà antibatteriche, antinfiammatorie, stomachiche, eupeptiche, coleretiche, emmenagoghe, diuretiche, vermifughe. L’artemisia annua risulta inoltre indicata qualora si verifichino intossicazioni sia di natura alimentare che a causa di un metabolismo rallentato, che contribuisce a rendere necessaria la totale depurazione dell’organismo. Tale pianta officinale è inoltre in grado di stimolare la funzionalità digestivagrazie alle sostanze amare in essa presenti, favorendo la secrezione gastrica. Aiuta a regolare il flusso mestruale e a calmare gli spasmi da ciclo oltre ad essere impiegata con successo anche in caso di infezioni intestinali e genitali, complici le relative proprietà antibatteriche e vermifughe. L’omeopatia annovera l’artemisia annua tra i rimedi anticonvulsivi, questo grazie alle marcate proprietà sedative, oltre a rappresentare un valido disinfettante cutaneo utile per combattere la dermatite, la dermatosi così come infiammazioni quali ad esempio follicoliti.

Benefici dell’artemisia annua

L’artemisia annua è nota da secoli per gli innumerevoli effetti benefici a carico dell’organismo: proprio per questo motivo da sempre è ampiamente utilizzata in virtù delle proprietà curative dimostrate che hanno contribuito ad attribuirle il titolo di “erba magica”. Si tratta dunque di un’erba officinale che offre svariati campi di applicazione, come antimicrobico, come antimalarico o addirittura come antitumorale. Eccone nel dettaglio tutte le proprietà:

  • L’artemisia annua si rivela efficace sotto l’aspetto prettamente curativo, nelle forme di malaria anche gravi e resistenti ai comuni farmaci, impiegata sotto forma di infuso da assumere in presenza di febbre alta.
  • Nelle donne risulta utile per combattere e lenire i dolori tipici della sindrome premestruale così come per regolarizzare il ciclo mestruale soprattutto nel periodo che precede la menopausa.
  • Promuove le funzionalità digestive, stimolando la produzione di succhi gastrici.
  • Svolge un’azione antispastica, soprattutto a livello gastrointestinale, risultando estremamente efficace nel trattamento della sindrome dell’intestino irritabile.
  • Aiuta a ridurre la febbre.
  • Svolge un’azione antidepressiva e ansiolitica, apparendo utile nei periodi di affaticamento e di stress psico-fisico. In questo caso si utilizza prevalentemente la radice di artemisia annua.
  • Contribuisce a regolare il tono muscolare ed è pertanto utile contro tutte quelle patologie che si manifestano mediante spasmi muscolari. Utile anche in caso di epilessia e nelle crisi convulsive.
  • Rappresenta un rimedio antifungino e antimicrobico attivo su quasi tutti i batteri: in questo caso l’olio essenziale è ampiamente utilizzato anche in dermocosmesi per combattere e ridurre l’acne.
  • Ha spiccate proprietà antiossidanti in grado di contrastare l’azione dannosa provocata dai radicali liberi. Tale azione è dovuta alla massiccia presenza di fenoli, sfruttati anche per ritardare gli effetti dell’invecchiamento cutaneo.
  • Contrasta la formazione di placche aterosclerotiche che determinano le ostruzioni vascolari, prevenendo in questo modo ictus e infarti.
  • Aiuta a regolare la proliferazione cellulare, funzione che rende l’artemisia annua utilissima per contrastare la crescita incontrollata delle cellule tumorali, azione potenziata dalla marcata proprietà antiossidante che contribuisce anche proteggere le cellule dalle modificazioni genetiche.
  • Rappresenta un valido rimedio espettorante, grazie alla sua azione mucoregolatrice.
  • Garantisce il benessere delle vie urinarie stimolando la diuresi e l’eliminazione delle tossine in eccesso.
  • Svolge un’azione antiemetica, rivelandosi utile anche per combattere nausea e vomito indotti da radio e chemioterapia.
  • È un potente antinfiammatorio naturale.
  • È efficace contro quasi tutte le forme di parassitosi intestinali.
  • Aiuta a regolare la secrezione di insulina, rappresentando pertanto un valido alleato nella lotta contro il diabete.
  • Ha un ruolo importante nella depurazione del fegato proteggendolo dall’azione delle sostanze tossiche.

Artemisia annua e cancro: perché risulterebbe efficace? Gli studi

Il componente attivo dell’artemisia annua efficace contro il cancro è l’artemisinina. Uno studio condotto dall’Università della California, ha concluso:

“Nel loro insieme, i nostri risultati dimostrano la distruzione dell’espressione del fattore di trascrizione E2F1 da parte dell’artemisina media l’arresto del ciclo cellulare delle cellule tumorali del seno umano e rappresenta un percorso trascrizionale critico attraverso il quale l’artemisinina controlla la crescita delle cellule tumorali riproduttive nell’uomo.”

Uno studio dell’Università di Washington diretto dai dottori Narenda Singh e Henry Lai ha dimostrato che l’artemisia si è rivelata efficace nella distruzione del 75% delle cellule tumorali resistenti alle radiazioni nel cancro al seno in sole 8 ore, ed ha raggiunto addirittura il 100% dopo soltanto 24 ore.

Più di recente un grande studio del 2018 intitolato Antitumor Research on Artemisinin and Its Bioactive Derivatives afferma:

“Negli ultimi 5 anni, numerosi nuovi studi hanno dimostrato che l’artemisinina e i suoi derivati ​​possono uccidere selettivamente varie cellule tumorali, tra cui leucemia [31–33], glioma cerebrale [34], cancro al fegato [35, 36], cancro allo stomaco [37, 38], carcinoma mammario [11, 39–41], carcinoma polmonare [42–44], carcinoma del colon [45, 46], linfoma a cellule B [15, 47, 48], carcinoma cervicale [49, 50], carcinoma alla testa e al collo [51], carcinoma della colecisti [52], carcinoma rinofaringeo [53], osteosarcoma [54], cellule del cancro esofageo [55], rabdomiosarcoma [56], cellule di schwannoma [57], carcinoma del pancreas [58], carcinoma ovarico [21], melanoma [59] e carcinoma prostatico [16, 60]. Inoltre, le artemisinine non hanno resistenza crociata con i farmaci terapeutici tradizionali e possono invertire la resistenza multi-farmaco delle cellule tumorali [61]. In termini di proprietà farmacocinetiche, i composti correlati all’artemisinina hanno le seguenti caratteristiche: assorbimento rapido, ampia distribuzione ed escrezione rapida. Pertanto, la ricerca sulle attività antitumorali dell’artemisinina e dei suoi derivati ​​potrebbe rappresentare un promettente inizio per aprire una nuova strada per il trattamento del cancro.”

Guarigione con artemisinina e ferro: la testimonianza

L’artemisinina colpisce selettivamente le cellule tumorali senza danneggiare le cellule normali, a differenza delle terapie convenzionali. Essa colpisce le cellule contenenti eccessive quantità di ferro liberando radicali liberi intracellulari che distruggono le cellule, e le cellule tumorali contengono molto più ferro della media. Il ferro si deposita nelle cellule tumorali con speciali recettori che aiutano nella divisione cellulare. Le cellule normali hanno anche questi recettori, ma le cellule tumorali li hanno in grandi quantità e quindi possono essere una combinazione bersaglio di ferro e artemisinina, causando l’arresto della crescita cellulare e l’apoptosi in molte linee cellulari tumorali.

Su questo aspetto abbiamo raccolto la testimonianza di Amedeo Gioia docente romano che così ha scritto:

“Io sono la prova vivente che la cura con l’artemisia annua funziona, operato due volte di cancro alla vescica esame istiologico G3 e TNM: pT2, invitato a fare delle infiltrazioni di chemio l’oncologo le ha ritenute inutili in quanto i carcinomi avevano colpito anche la prostata e l’ilio (intestino). Ricoverato in urologia al San Filippo Neri per l’asportazione di vescica, prostata ed un tratto dell’intestino, avrei continuato a vivere con le sacchette per l’orina e feci. Ho rifiutato la chemioterapia e mi hanno dimesso dandomi una settimana, massimo due mesi di vita. Mio figlio ha scoperto che esisteva questa pianta, che distrugge le cellule cancerogene, ed è riuscito a trovarla in soluzione alcolica (tipo fernet) e ho incominciato ad assumerla, Una correzione nel caffè la mattina, un bicchierino dopo pasto ed uno dopo cena. Dopo 48 ore non avevo più dolori e dopo sei giorni orinavo quasi normale (prima ogni 1/2 ora e con dolore). Per controllo ho fatto un’ecografia, esame del sangue per le marche tumorali ed una TAC. Risultato non ho più nulla”.

Artemisia annua: i pareri della comunità scientifica

Per il Dott. Len Saputo si tratta addirittura di una bomba intelligente contro il cancro: infatti è economica, si assume facilmente durante la giornata e si è dimostrata efficace su ogni tipo di cancro.

Come afferma il Dott. Massimo Bonucci, medico specializzato in Oncologia Medica a Roma:

“L’Artemisinina e i suoi derivati stanno riscuotendo molto interesse nel campo della ricerca di base per la loro capacità di eliminare selettivamente le cellule tumorali. È interessante notare che i suoi dimeri hanno mostrato attività anti-cancro più potente della forma monomerica.
La captazione del ferro intracellulare è regolata dal recettore di transferrina (TfR) e l’attività di artemisinina dipende dalla disponibilità di ferro. I ricercatori hanno visto che questa molecola, liberando radicali liberi, colpisce selettivamente le cellule contenenti eccessive quantità di ferro (le cellule tumorali ne contengono molto più della media) portandole all’eliminazione. L’ Artemisinina contiene una porzione endoperossidasica che può reagire con il ferro per formare radicali liberi citotossici. Le cellule tumorali contengono significativamente più ferro libero intracellulare delle cellule normali ed è stato dimostrato che artemisinina e suoi analoghi selettivamente possono causare arresto della crescita cellulare e apoptosi in molte linee cellulari tumorali. Inoltre sia l’artemisinina che i suoi composti hanno dimostrato di avere effetti anti-angiogenetici, interruzione della migrazione, modulazione della risposta recettoriale nucleare, anti-infiammatori, anti-metastatici e perturbazione di molte vie di trasduzione del segnale. Queste caratteristiche rendono i composti dell’artemisinina interessanti candidati farmaci chemioterapici anti cancro.”

Attualmente non è approvata come anti-cancro perché non ci sono studi clinici validi sull’uomo ma prevalentemente su linee cellulari.

Risale al 13 febbraio 2015 un interessante comunicato stampa firmato dalla direzione scientifica dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

In merito all’utilizzo dell’artemisia annua come farmaco antitumorale, si può dire con certezza che, in esperimenti in vitro, uno dei suoi principi attivi, l’artemisinina e i suoi derivati, hanno dimostrato un effetto tossico sulle cellule tumorali e che questa classe di farmaci è utilizzata come trattamento della malaria con un profilo di tossicità estremamente favorevole. Alcuni ricercatori dell’Istituto Nazionale dei Tumori sono direttamente coinvolti nella valutazione di un altro principio attivo dell’artemisia annua, la diidroartemisinina, e del suo ruolo antineoplastico valutato per ora sempre su modelli preclinici: i risultati sono convincenti ed è in corso di preparazione una pubblicazione scientifica. In merito all’uso clinico i dati disponibili in letteratura sono limitati a un solo studio cinese in pazienti affetti da tumore del polmone “non a piccole cellule” che ha confrontato l’utilizzo di chemioterapia (cisplatino e vinorelbina) in combinazione o meno con artesunato (un derivato semisintetico dell’artemisinina) e qualche “case report” con diversi preparati e vari dosaggi, in combinazione con differenti trattamenti chemioterapici in neoplasie con varia eziologia. Lo studio cinese, purtroppo, non ha dimostrato che l’aggiunta di artesunato modifichi la durata della sopravvivenza dei malati e i “case report” sono molto difficili da interpretare e hanno scarso valore per la generalizzazione di una cura. In pratica, a oggi non esistono studi clinici che possano darci informazioni di quello che l’Artemisia Annua e i suoi derivati producono nell’uomo, sia come tossicità sia come efficacia antineoplastica.”

L’artemisinina e i suoi derivati semisintetici quali il diidroartemisinina, l’artemeter e l’artesunato sono dunque molecole ad oggi ancora corso di studio da parte della comunità scientifica specializzata: possiamo supporlo, ma di certo siamo ancora lontani dal poter affermare effetti antitumorali promossi dalla pianta officinale su pazienti affetti dal cancro. Attualmente ciò che è stato riscontrato è che il meccanismo d’azione delle artemisinine si palesa mediante l’interruzione dei percorsi di comunicazione cellulare. Questo significa che l’artemisia annua svolge fondamentalmente un’azione quindi antiproliferativa.

Come utilizzare l’artemisia annua

L’artemisia annua oltre ad essere utilizzata a scopo terapeutico sotto forma di infusi o di olio essenziale, può anche essere sfruttata anche come deodorante e come conservante, soprattutto dall’industria agro-alimentare. A differenza di altre specie botaniche appartenenti alla medesima famiglia, l’artemisia annua non è impiegata in ambito culinario se non, eccezionalmente per aromatizzare bevande alcoliche.

In campo farmaceutico l’artemisia annua viene utilizzata sotto forma di:

  • Capsule
  • Olio essenziale
  • Tintura madre
  • Droga essiccata

Le capsule, la tintura madre e l’olio essenziale contengono quasi in via esclusiva un concentrato di artemisina, costituendo le formulazioni più indicate a scopo terapico. Per un’azione antimalarica così come antitumorale in genere si utilizzano formule estremamente concentrate che contengono fino al 99% di principio attivo. In questo caso la somministrazione va ripetuta più volte al giorno, preferibilmente a stomaco pieno per minimizzare eventuali effetti collaterali. La droga essiccata è invece utilizzata soprattutto per la preparazione di infusi e tisane e per quelle condizioni cliniche che non necessitano di un’elevata concentrazione di principio attivo.

Queste rappresentano tutte la cosiddetta “via interna di somministrazione”: il principio attivo esplica la sua attività benefica solo dopo essere stato assunto per via orale. Esiste tuttavia anche una “via esterna di somministrazione” che coinvolge in particolare l’olio essenziale di artemisia: esso può essere impiegato per frizioni cutanee, massaggi, pediluvi sfruttando sia le proprietà antimicrobiche che miorilassanti.

Artemisia annua controindicazioni

Come per avviene per tutti i principi attivi ad azione medicamentosa, anche per l’artemisia annua, sussistono controindicazioni e probabili effetti collaterali. L’assunzione di artemisia annua dovrebbe pertanto essere assolutamente evitata qualora esistano le seguenti patologie:

  • anemia
  • ittero
  • emorragie e difetti nella coagulazione del sangue
  • ulcere gastriche, specie se a rischio di perforazione
  • gravidanza (soprattutto nel primo trimestre)
  • allattamento per il possibile passaggio trans-placentare e attraverso il latte dell’artemisina.

Per quanto concerne invece gli effetti collaterali più frequenti, essi sono in genere a carico dell’apparato gastro-intestinale i quali si manifestano con nausea e vomito, dolori addominali, crampi e diarrea. Sintomatologie meno comuni che possono presentarsi sono prurito e orticaria, specie nei soggetti allergici. Importante poi prestare la massima attenzione per la possibile interazione farmacologica: sono numerosi gli studi scientifici che hanno dimostrato una notevole interazione dell’artemisia annua con i farmaci impiegati per il controllo del ritmo e della frequenza cardiaca: i soggetti che fanno uso di antiaritmici, calcio-antagonisti e beta-bloccanti dovrebbero sempre richiedere il parere di un medico prima di procedere all’assunzione.

Dove comprare l’artemisia annua

È possibile ordinare l’estratto idroalcolico di artemisia annua e le fiale di ferro direttamente in farmacia. Puoi consultare il gruppo Facebook Quelli dell’Artemisia Annua dove puoi trovare tante informazioni utili con persone che hanno provato e stanno provando l’artemisia annua.

Conclusione

L’artemisia annua con i suoi derivati può essere considerata una sostanza naturale ad alto potenziale anticancro. Al momento non ci sono studi nell’uomo per determinarne la posologia e gli effetti in un trattamento oncologico. Può dare frequenti effetti collaterali quindi viene sconsigliata l’assunzione se non dietro consiglio del proprio medico.

Articolo aggiornato al 6 Marzo 2020

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