atena archetipo

di Domenico Moksha Frenda

Bentrovati al secondo appuntamento di questa serie di articoli dedicati agli archetipi femminili. Oggi parleremo dell’archetipo Atena, seconda del gruppo delle dee vergini.

Mitologia

Atena dea della saggezza, dei mestieri e abile stratega, conosciuta dai romani col nome di Minerva. Patrona della eponima città Atene, protettrice di eroi come Achille e Ulisse ma anche di tessitori, orafi e artigiani. La storia della sua nascita non rientra nei canoni tradizionali. Figlia di Zeus e Metis viene partorita dalla testa del padre già adulta brandendo lancia e corazza. La leggenda narra che un oracolo predisse a Zeus che avrebbe concepito due figli che lo avrebbero eguagliato in saggezza e che lo avrebbero detronizzato come già accadde in passato per il padre (Crono) e per suo nonno (Urano). Quindi una volta sedotta Metis, Zeus decise di rimpicciolirla per poi inghiottirla. In psicologia questo atto viene interpretato come un assimilazione degli aspetti femminili da parte dell’archetipo maschile che integrandosi danno forma ad un nuovo essere. Infatti dopo aver fagocitato la sua amante, Zeus comincia a soffrire di mal di testa che diventando sempre più forti lo costrinsero a chiedere aiuto ad Efesto che lo colpi con un ascia nel punto dolente, facendone fuoriuscire la dea in tutta la sua furia e bellezza. Subito dopo la sua nascita Atena si schierò dalla parte di Zeus riconoscendolo come unico genitore e giurandogli protezione e fedeltà eterna. In vita partecipò al giudizio di Oreste, ricordato come il primo processo descritto nella letteratura occidentale. Oreste era imputato per l’uccisione della madre per vendetta nei confronti del padre. Aveva scisso gli dei in due fazioni, chi patteggiava per lui e chi lo accusava di orribile abominio. Il dio Apollo prese le sue difese come avvocato e una volta conclusosi il processo la votazione della giuria si espresse con un pari. Ad Atena spettava la decisione ultima ed egli si espresse in favore di Oreste salvandolo dal giudizio, ponendo il patriarcato al di sopra dei vincoli materni.

La dea Vergine

Atena rappresenta più di tutte l’archetipo femminile che ha integrato in sé gli aspetti maschili del suo essere ed essendo una dea vergine può non sentire il bisogno di sposarsi o essere la compagna di qualcuno. Le piace confrontarsi con gli uomini da pari a pari. Ama la vita di società e la cultura. Pragmatica nella vita è riconosciuta come la “donna matura di buon senso”.

La stratega

La saggezza è l’aspetto più caratterizzante dell’archetipo.

La donna Atena non viene definita “di cuore” bensì “di testa”.

Nella vita niente viene lasciato al caso, le amicizie, gli amori, le scelte lavorative vengono valutati con raziocino. Non si lascia guidare dall’istinto ma ama prendere decisioni con calma e lucidità.

La figlia del padre

Come archetipo Atena rappresenta in maniera naturale quelle donne attratte da uomini di potere che detengono autorità e responsabilità che corrispondono all’archetipo del padre o capo.

Cercano in essi una figura che le guidi e che condivida con loro interessi e modi simili di vedere il mondo. Solitamente le donne Atene difendono lo status quo e le tradizioni anche se questo significa andare contro altre donne che si battono per la parità di genere.

Come sviluppare la dea Atena?

Per sviluppare l’archetipo guerriero di questa dea bisogna focalizzarsi sugli aspetti razionali del nostro essere.

Lo studio e i lavori manuali sono imprescindibili per lo sviluppo di intelligenza, coraggio e sicurezza. Materie come scienze matematica, lingue straniere sono predilette da questo archetipo.

I mestieri manuali che vengono tramandati dalle famiglie come il cucito, la preparazione di pasta fresca, la raccolta delle olive, la lavorazione di creta e ceramica, danno anche la possibilità di venire a contatto con le proprie radici.

Adolescenza e rapporto con i genitori

Il tipo Atena è la classica bambina ordinata e studiosa, timida di carattere ma con una spiccata voglia di conoscere e comprendere il funzionamento degli oggetti. Ama i libri e i giochi di società come il monopoli, le carte e gli scacchi. Se i comportamenti espressi dalla bambina o ragazza sono accettati dai genitori col tempo si svilupperà in sé sicurezza, determinazione e forza di volontà.

Al contrario se viene svalutata, si sentirà insicura e non adatta al contesto familiare sempre critico nei suoi confronti, pensando di andare via di casa presto e di diventare subito indipendente.

Ovviamente la figura di riferimento per questo archetipo sarà il padre. In questo la madre non deve essere gelosa del rapporto padre-figlia. Comprendere le caratteristiche psicologiche della figlia può essere un ottimo modo per capire come approcciarsi e far crescere la complicità madre-figlia.

Lavoro

Il lavoro per questo archetipo vuol dire molto. Non avendo interesse per le relazioni amorose o per le attività ludiche, in esso vengono convogliate tutte le energie per esprimere se stessa.

Possiamo immaginarla come segretaria di un importante azienda, professoressa di un prestigioso ateneo, giudice, ricercatrice, soldatessa, dottoressa e molti altri. Per la donna Atena non c’è niente che possa frenarla nel raggiungere i propri obiettivi e se nel corso della sua vita si presentano degli ostacoli, questi vengono sapientemente aggirati, senza timore per il cambio di direzione che gli si propone e con fermezza punta al suo traguardo.

Relazioni di coppia

In amore è Atena che detiene le redini del gioco. L’uomo sicuro di sé che pensa di averla conquistata sarà solo uno sciocco perché in realtà è lei che gli permette di pensarlo. Gli uomini di buon cuore, artisti, dediti a lavori creativi ma non ben retribuiti non hanno speranza con lei. Questo tipo di donna è attratta da uomini che detengono potere o che si distinguono per il loro acume. Nella vita di coppia sarà fedele e presente, attiva in casa come al lavoro, sempre pronta ad aiutare il partner.

I figli

Una madre Atena sopporterà la gravidanza con forza e pazienza, ma una volta partoriti i figli piccoli verranno allevati da mamme sostitutive (nonne, sorelle, babysitter). Non perché i figli non sono amati, ma per la cura dei bambini piccoli bisogna che un altro archetipo si attivi, cioè quello di (Demetra). Come per Artemide anche la madre Atena non vede l’ora che i figli crescano. Educarli e prepararli alla vita sarà per lei motivo di orgoglio. Ricordiamo qui che in una persona vivono più archetipi e che negli anni le loro influenze possono farsi più o meno forti. Sarà del tutto normale se una donna prettamente Atena non si identifichi in tutti i suoi aspetti.

La mezza età

In età avanzata la sua indole guerriera non si affievolisce.

A prima vista sembra aggraziata e gentile ma dentro di lei cova un leonessa sempre pronta a difendere la propria famiglia. In questo periodo portati a termine i propri obiettivi e consolidata la propria posizione si può presentare una fase depressiva. Se così dovesse essere la donna Atena non deve esitare a chiedere aiuto. La mezza età è un momento di passaggio delicato e come tale va trattato, si entra in una nuova fase della vita e un archetipo può lasciare posto ad un altro. Se percepiamo questo, parlare con uno psicologo può aiutarci a superare le avversità dandoci gli strumenti necessari allo scopo.

Speriamo che l’articolo sia stato di vostro gradimento.

Per un maggior approfondimento consultare i libri consigliati.

Nel prossimo articolo affronteremo l’archetipo Estia dea del focolare.

Domenico Moksha Frenda

Gli articoli della serie Gli dei dentro di noi:

1. Artemide. Gli dei dentro di noi, archetipi che caratterizzano la nostra personalità

2. Atena. Gli dei dentro di noi, archetipi che caratterizzano la nostra personalità

Immagine di copertina. Minerva-Atena che combatte Marte, di Jacques-Louis David – Louvre

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