AUT OUT La distruzione delle Alpi Apuane

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Aut Out – la distruzione delle Alpi Apuane il più grosso disastro ambientale d’europa – Marmo di Carrara – Questo è l’ultimo cortometraggio di Alberto Grossi in esclusiva dopo il Trento Film Festival.

Alberto Grossi è già noto per il commovente cortometraggio “Cosa c’è Sotto le nuvole” sempre inerente alla cavazione sulle Alpi Apuane consigliamo di acquistare la copia originale direttamente da Alberto Grossi a questa mail [email protected]

L’utente che ha caricato il video commenta dicendo: “Il marmo non lo lavora più nessuno, i laboratori sono quasi tutti chiusi. Vendono tutto alla Cina, all’India.. Qui di economia non ne vuole parlar nessuno, le Apuane distrutte per il profitto di pochi, anzi pochissimi…”

Il testo seguente è tratto da http://tentor-maurizio.blogspot.it

Tanti anni fa, ero bambino, transitando dalle parti della Versilia in tarda primavera e guardando verso l’interno, mi stupii nel vedere la neve sulle montagne. Poi mi dissero che quella non era neve, erano le cave, erano di marmo e luccicavano al sole. Accidenti, quante erano quelle cave…

Trascorsero gli anni e le Alpi Apuane divennero un parco della regione Toscana nel 1985. Ma un parco può essere anche di carta, in particolare se non esiste, se non viene emanato un piano del parco. Ed il piano non c’è ancora oggi.

Del resto, diciamolo, istituire un parco con all’interno l’attività estrattiva più proficua d’Italia e che costituisce praticamente l’unica attività industriale del comune di Carrara è forse un po’ azzardato. Come si fa a porre limiti allo strapotere dei cavatori?

Detto del fatto che il parco fa il solletico alle imprese di estrazione, almeno però ci si potrebbe attendere che tutto rimanga com’era: che le cave continuino l’attività, che le cime delle Apuane si abbassino un poco ogni anno, insomma un fenomeno tipicamente made in Italy come tanti altri.

E invece non finisce qui, purtroppo.

Adesso ci si mettono anche i trafori. Ed è così che l’Anas, su sollecitazione dei cavatori, ma formalmente in seguito ad un accordo che a suo tempo fu stipulato fra Regione Toscana e l’allora Ministro dell’Ambiente (nonché, se ricordo bene, cacciatore) Altero Matteoli, ha consegnato in data 11 ottobre 2012 il progetto di fattibilità del traforo del Monte Tambura (seconda cima in ordine di altezza delle Apuane) al Comune di Vagli di Sotto e al Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti.

Possiamo dire che l’opera si presenta come demenziale? Massì, diciamolo.

E’ situata all’interno del Parco Regionale delle Alpi Apuane, dove sono presenti siti di interesse comunitario ed il Parco è stato inserito tra i Geoparchi dell’Unesco. Devasterebbe uno dei complessi carsici più importanti d’Italia e del mondo ricco con  grotte ramificate, cavità (150 registrate nel catasto speleologico toscano), abissi (sei superiori a 1000 m di profondità), laghi e fiumi sotterranei in parte ancora inesplorati. Comporterebbe inquinamento e probabile essiccazione della rete idrica profonda più importante di tutta la Toscana, il cui bacino si estende dalla Garfagnana, alla Lunigiana, alla Versilia. Il Tambura infatti è al centro di un esteso e ramificato sistema di acque di profondità, uno dei più importanti della Toscana.

Il tutto per cosa? Per poter raggiungere direttamente  dalla statale 445 della Garfagnana la strada dei marmi appena aperta dal comune di Carrara, all’altezza di Colonnata. In tutto 20,8 km di strada, con l’attraversamento di tre vallate.

Povera terra di Dante: il disastro del Mugello, fra un po’ la stazione dell’archistar, le cave delle Apuane, il traforo del Tambura, l’autostrada tirrenica…Mi dimentico qualcosa?

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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