Bergamo: in 6 anni Alzheimer +57%. COLPA DELL’ALLUMINIO?

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L’Alzheimer è stato contratto  da 1720 persone nella sola provincia di Bergamo nel corso del 2011. Ci sono numerosi video di cittadini bergamaschi che mostrano numerosi aerei rilasciare scie persistenti a bassa quota nel cielo, le cosiddette scie chimiche di cui è stata accertata la presenza di alluminio. Inoltre l’inquinamento di alluminio tocca in maniera massiccia le falde acquifere, e questo metallo si ritrova in molti oggetti, cibi e farmaci di uso quotidiano e anche cosmetici. Il fatto è l’assunzione di allumino è stata scientificamente provata essere strettamente legata al morbo di Alzheimer.

 

Un numero da moltiplicare al cubo perché «le demenze non riguardano solo le persone che ne soffrono, hanno un raggio d’azione purtroppo più vasto. Per ogni singola diagnosi sono tre le persone impattate dalla malattia» spiega Alberto Zucchi dell’Osservatorio epidemiologico Asl Bergamo.

Durante il convegno organizzato da Asl Bergamo per la «XIX Giornata Mondiale Alzheimer» presso la Casa del Giovane, sono stati presentati nel dettaglio i dati epidemiologici della provincia di Bergamo, contenuti in uno studio condotto da Alberto Zucchi insieme al Comitato scientifico interaziendale delle demenze, da cui emerge un’impennata del fenomeno del 57,5% nell’arco di sei anni. 

Secondo il dott. Zucchi, tra le cause che hanno portato all’incremento, ci potrebbe essere l’“invecchiamento della popolazione”:

«Il mondo sta invecchiando ed è un fenomeno iniziato a partire dalla metà del secolo scorso – spiega Zucchi -. Sono fenomeni di natura socioeconomica e il contesto epidemiologico nelle demenze è rilevante. In Europa sono 19milioni le persone colpite e la spesa che ne consegue è di oltre 160miliardi di euro spesi solo nel 2008. Un problema che anche nel nostro territorio sta diventando molto importante, con un aumento dei costi previsto di circa il 23%»

Possibile che la popolazione bergamasca (la percentuale maggiore di “nuovi casi” è dai 60 ai 79 anni)  abbia risentito in modo esplosivo dal 2006 della patologia neurodegenerativa, se “l’invecchiamento della popolazione” è  stato graduale nel territorio e nel tempo, e anche l’aumento di malattie legate ad esso lo sono?

Il rapporto  tra  ’“invecchiamento della popolazione” (graduale sul sul territorio bergamasco)/aumento dei malati di Alzheimer sul territorio bergamasco (dal 2006 esplosivo)‘, fa capire che i due fattori non possono essere direttamente collegati.

 

Come avevamo spiegato nell’articolo, University of British Columbia: L’alluminio è strettamente legato al morbo di Alzheimer, l’assunzione di alluminio è legato allo sviluppo della malattia degenerativa.

 

Scie chimiche a Romano di Lombardia -Bergamo- 31giu2008

 

Cliccate qui, qui, qui, quiqui, qui per visitare i canali youtube oppure cercate scie chimiche bergamo  su youtube così da scoprire che ci sono numerosi video pubblicati da utenti bergamaschi che documentano le irrorazioni clandestine di scie chimiche sul territorio della provincia di Bergamo.

 

L’American Journal of Epidemiology riporta che:

Alti livelli di alluminio nell’acqua potabile aumentano il rischio delle persone di sviluppare la malattia di Alzheimer, mentre i livelli più elevati di silice (componente principale della Zeolite e dell’Argilla) diminuscono il rischio, secondo gli inquirenti francesi.

“La patologia di Alzheimer è una malattia multifattoriale, e le concentrazioni di alluminio nell’acqua potabile possono avere un effetto sul declino cognitivo” ha detto  il Dr. Virginie Rondeau.

Rondeau, presso l’Institut National de la Santé et de la Recherche Medicale a Bordeaux, insieme a  colleghi esperti nel settore, ha esaminato le associazioni tra l’esposizione all’alluminio o silice da acqua potabile e il rischio relativo di declino cognitivo, demenza e malattia di Alzheimer nei soggetti anziani seguiti per 15 anni .

L’assunzione giornaliera di alluminio di almeno 0,1 milligrammo è stato associata con un maggiore declino cognitivo nel corso dello studio, secondo i del team pubblicati in American Journal of Epidemiology.

Dall’altro lato un consumo quotidiano di almeno 10 mg di silice, riduce dell’11% la probabilità di sviluppare demenza.

I soggetti con un alto consumo di alluminio al giorno hanno un rischio quasi tre volte maggiore di demenza, fanno notare i ricercatori. (..)”

 

Uno studio di neurologia pubblicato nel National Center for Biotechnology Information, che promuove la scienza e la salute fornendo accesso a informazioni biomediche e genomiche, afferma:

Alcune prove suggeriscono anche che un più alto rischio di Alzheimer è associata ad elevato apporto di alluminio attraverso l’acqua potabile.

 

Uno studio pubblicato sul The Lancet, rivista scientifica di ambito medico, riporta che:

Dalle analisi è emerso che il rischio del morbo di Alzheimer è 1,5 volte maggiore nei distretti in cui la concentrazione media di alluminio nell’acqua supera 0,11 mg / l rispetto ai distretti in cui la concentrazione era meno di 0,01 mg / l.

 

Il Dottore e Professore Russel L.Blaylock della National Health Federation in un articolo pubblicato ad aprile  parla specificatamente delle particelle dei composti di alluminio di dimensioni nanometriche, affermando come sia dimostrato scientificamente che tali particelle siano infinitamente più reattive e che inducano ad intense infiammazioni in uno svariato numero di tessuti. Il professore prosegue affermando quanto queste nanoparticelle di alluminio stiano aumentando le malattie neurodegenerative del cervello, tra cui cita demenza di Alzheimer, il morbo di Parkinson e la malattia di Lou Gehrig (S.L.A.) e di come queste malattie sia scientificamente correlate all’esposizione all’alluminio ambientale. 

 

Meno consapevoli di quello di cui dovremmo essere più certi, la nostra essenza trasparente come vetro. (William Shakespeare)

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Riccardo Lautizi

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Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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4 Commenti su questo post

  1. Mettere la fonte dell’articolo, no?

    • Dioni says:

      L’articolo l’ho scritto io e tutte le fonti delle affermazioni fatte sono embedded nel testo (parole blu).
      Buona giornata
      Dioni

      • Perdonami Dioni ma il parallelismo con questo articolo:
        http://www.losai.eu/bergamo-in-6-anni-alzheimer-57-scie-chimiche/ è alquanto palese e lampante.
        Un minimo di onesta intellettuale, specialmente da parte di chi pone la domanda “sei sveglio?”, sarebbe il minimo.

        • Dioni says:

          Ciao Milena,
          si da lì ho ripreso l’articolo la fonte delle statistiche di bergamo, ma per il resto ho scritto tutto io (anche perchè l’80% dell’articolo che mi hai citato sono parole degli articoli pubblicati sul vecchio sito dioni.altervista.org che sto ripubblicando qui). Se dovessi citare le fonti delle IDEE (come in questo caso) allora dovrei elencare tutto google 😀
          Onore alle fonti delle informazioni, ma in questo caso non ne ho tratte.
          Un abbraccio
          Dioni

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