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I Bifidi (spesso noti a livello commerciale come Bifidus) si sono meritati il titolo di batteri della salute e della longevità. Questi microrganismi di forma bifida a Y sono presenti nell’intestino all’interno del microbiota. Hanno un ruolo chiave nell’omeostasi, ossia nella capacità di mantenere l’equilibrio di un organismo nonostante le variazioni dell’ambiente esterno, che siano tossine, temperatura, virus o batteri patogeni.

I Bifidi sostengono il processo della longevità, come ha dimostrato un recente studio realizzato su un gruppo di ultracentenari italiani, condotto dalla ricercatrice Elena Biagi del Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell’Università di Bologna insieme ai suoi colleghi. Lo studio ha coinvolto un gruppo di anziani dell’Emilia Romagna con età media di 106 anni e ha portato alla conclusione che:
il  Bifidobacterium risultata costantemente in abbondanza nei super centenari. Questa abbondanza favorisce la modulazione del sistema immunitario, protegge dall’infiammazione, prevenendo la neurodegenerazione e andando quindi a promuovere una sana omeostasi metabolica. Questo associa i Bifidobatteri alla salute”.
I risultati a cui sono giunti i ricercatori italiani sono stati confermati, nello stesso anno, anche da un altro studio, condotto presso l’università irlandese College York, che conferma il ruolo dei Bifidi nel mantenimento della salute e longevità. Lo scopo di questa analisi è stato anche quello di descrivere e comprendere cosa determina la quantità dei Bifidi durante le varie fasi della vita e il loro ruolo determinante nel rallentare l’invecchiamento.

Bifidi e ruolo del microbiota nel mantenimento della salute

Ci sono circa 10 volte più microrganismi all’interno del tratto gastrointestinale di quante sono le cellule somatiche all’interno di tutto il corpo umano. Questi 100 trilioni di microrganismi formano il microbiota intestinale, un vero e proprio sistema dove tutti i microrganismi presenti comunicano tra loro e si connettono, come una “rete internet”, con tutte le altre parti del corpo, eseguendo diverse funzioni di regolazione e di equilibrio della salute psicofisica. Batteri, funghi e virus sono i protagonisti principali e tutti insieme formano un vero e proprio “essere vivente” che agisce come una singola unità. In pratica un organo nell’organo. Il microbiota fornisce potenziate capacità metaboliche, protezione contro agenti patogeni, educazione del sistema immunitario e modulazione dello sviluppo gastrointestinale.
I batteri intestinali svolgono innumerevoli funzioni all’interno dell’organismo. Molteplici sono le specie di batteri che coabitano nel nostro intestino, alcune dannose, come gli Streptococchi, che possono provocare malattie, e altre benefiche come i Bifidi o i Lactobacilli. Dal loro equilibrio (eubiosi) dipende la nostra salute. Possiamo affermare quindi che conoscere più da vicino i batteri intestinali e le loro funzioni significa in qualche modo conoscere meglio noi stessi e comprendere come migliorare la qualità e la durata della nostra vita. Un ruolo speciale lo hanno proprio i Bifidi, un genere che domina l’intestino del bambino fin dalla nascita e rappresenta una porzione significativa del microbiota anche durante la vita adulta.

Come cambia la quantità di Bifidi nel corso della vita

Nel bambino la colonizzazione dei Bifidi avviene attraverso la madre, grazie al canale della placenta e del liquido amniotico. La loro presenza viene poi favorita anche dal parto naturale e dall’allattamento al seno. Durante l’età adulta i livelli di Bifidi diminuiscono considerevolmente, ma rimangono relativamente stabili fino a decrescere nuovamente in età avanzata. Questa decrescita potrebbe essere associata a fattori dietetici, ma anche ambientali come ad esempio l’utilizzo, spesso abusato, di farmaci che alterano il microbiota, creando infiammazione e permeabilità intestinale. Secondo recenti studi l’indebolimento della popolazione batterica dei Bifidi potrebbe essere una delle cause che favoriscono il processo di invecchiamento e il declino delle funzioni fisiologiche principali.
Ecco perché diventa fondamentale mantenere alto il loro numero all’interno del microbiota.

Ecco cosa provoca un basso numero di Bifidi

L’invecchiamento è un processo che porta a un declino delle funzioni fisiologiche e un ruolo chiave sembra averlo l’infiammazione basale, definita inflammaging.  E’uno stato pro-infiammatorio di basso grado, caratteristico del processo di invecchiamento, e si ipotizza che predisponga l’organismo allo sviluppo di malattie neurodegenerative legate all’età, come il Parkinson e l’Alzheimer. Un basso numero di Bifidi sembra possa promuovere questo stato infiammatorio e portare patologie come la celiachia, il diabete, l’obesità, le dermatiti e l’asma allergica.

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Il ruolo protettivo dei Bifidi

Attraverso la produzione di metaboliti antinfiammatori, vitamine e altre sostanze fondamentali i Bifido sembrano sostenere e modulare il sistema immunitario, e quindi promuovere la salute e la longevità attraverso molteplici funzioni. Vediamone alcune:

  •  la produzione di batteriocine, cioè rpoteine sintetizzate da alcuni batteri tra cui i Bifidi, che hanno una azione battericida e batteriostatica. Possono essere definite dei veri e propri antibiotici naturali prodotti all’interno del nostro organismo dai batteri probiotici, con lo scopo di proteggere l’organismo. Le batteriocine, a differenza degli antibiotici, hanno il vantaggio di avere una azione selettiva di attacco verso alcune forme di batteri patogeni, lasciando vivi gli altri batteri salutari del microbiota.
  •  la capacità di digerire fibre alimentari e carboidrati complessi che altrimenti il nostro organismo non sarebbe capace di metabolizzare e trasformarli in sostanze preziose per la salute. Molti dei benefici per la salute attribuiti alle fibre sono una conseguenza della loro fermentazione da parte dei Bifidi, il cui prodotto finale sono gli Acidi Grassi a Catena Corta (SCFA).
  • gli acidi grassi a catena corta (SCFA) sono i prodotti finali della fermentazione dei Bifidi delle fibre e dei carboidrati accessibili al microbiota. Gli SCFA, in particolare il butirrato, il propionato e l’acetato oltre a rappresentare una riserva energetica supplementare per l’organismo, hanno un effetto importante sulla salute e le loro variazioni sembrano avere un ruolo nella genesi di alcune patologie, soprattutto le malattie croniche legate all’infiammazione e alla immunomodulazione. Essi svolgono inoltre un ruolo regolatorio del metabolismo lipidico e glucidico (cioè dei grassi e degli zuccheri), andando a ridurre il rischio di diabete, obesità, patologie cardiovascolari, e migliorano anche l’omeostasi intestinale e la risposta immunitaria.
    Diversi studi dimostrano che con l’avanzare dell’età diminuisce la diversità e la variabilità della composizione microbica intestinale, in particolare l’abbondanza di specie che producono butirrato, tra cui i Bifidi.
    Questo potrebbe spiegare l’invecchiamento del sistema immunitario caratteristico degli anziani
  • Hanno un ruolo importante nella regolazione del PH all’interno del colon, inibendo così la crescita e l’attività dei batteri patogeni.
  • la produzione di vitamine quali K, B12, biotina, acido folico e tiamina

Bifidi e prevenzione della salute

Per migliorare la qualità della vita e vivere più a lungo è fondamentale avere un alto numero di Bifidi nel microbiota. Ciò è necessario anche perché questi batteri aiutano a prevenire e migliorare alcune patologie comuni nell’anziano come:

  • la Sindrome dell’intestino Irritabile (IBS), il gonfiore, i crampi, i dolori addominali.
  • l’Infiammazione Attiva di Basso Grado (inflammaging)e permeabilità intestinale attraverso la produzione di molecole antifiammotorie come gli acidi grassi a catena corta.
  •  l’Obesità (andando a ridurre l’indice di massa corporea)
  • l’Ansia e la Depressione (riducendo e migliorando le emozioni negative)
  • la dermatite atopica e la psioriasi (migliorando la reattività infiammatoria)
  • malattie neurodegenerative come il Parkinson e l’Alzheimer
  • migliorano la memoria (i Bifidi  hanno effetti benefici sulla plasticità del cervello e favoriscono nuovi percorsi neuronali).

Come aumentare i Bifido all’interno del tuo microbiota

Tre sono le soluzioni principali per mantenere un microbiota sano ed alzare i livelli di Bifido batteri:

1)  Alimentazione sana: scegliendo alimenti ricchi di fibre di cui i bifidi si nutrono, come:

  • la mela (con la buccia)
  • i broccoli
  •  i carciofi
  • legumi
  • mirtilli
  • avenaCibi fermentati, legumi e cereali integrali proteggono il microbiota e la mucosa intestinale attraverso la produzione, da parte del microbiota stesso, di sostanze benefiche.
    Al contrario carni rosse, cibi ad alto contenuto di grassi, zuccheri, additivi e antibiotici inducono una perdita mucosale e alterano il microbiota portando alla produzione di sostanze dannose, che vanno a creare un ambiente proinfiammatorio. Attivando una cascata di  produzione di sostanze tossiche e ossidanti, determinando neuroinfiammazione e degenerazione dei neuroni.

Si è visto che modificando la dieta in soli dieci giorni la composizione del microbiota cambia, aumentando notevolmente la concentrazione di Bifidi.

2) Attività fisica: sono molti gli studi che dimostrano l’impatto positivo che l’attività fisica ha sul microbiota e sull’aumento dei batteri benefici tra cui i Bifidi. Questi benefici aumentano se si associa una alimentazione corretta.

3)  Integrazione probiotica mirata: i probiotici sono integratori a base di batteri fisiologici, ossia batteri naturalmente presenti all’interno del microbiota. Ormai ne è presente una vasta gamma in commercio, ma per essere efficaci devono essere in grado di arrivare nell’intestino, superando la barriera acida dello stomaco, per colonizzarlo. L’integratore di probiotici ricco di bifidi che consiglio è Bifiselle, contiene infatti Bifidobacterium lactis BL 04, Bifidobacterium breve BB 03Bifidobacterium bifidum BB 06, Bifidobacterium longum BL 05, pari a 1 miliardo di fermenti lattici per dose giornaliera.

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Riferimenti Scientifici

– Gut Microbiota and Extreme Longevity Curr Biol. 2016 Jun 6;26(11):1480-5.
– Gut Bifidobacteria Populations in Human Health and Aging Front. Microbiol., 19 August 2016
– Inflammaging and anti-inflammaging: a systemic perspective on aging and longevity emerged from studies in humans. Mech Ageing Dev. 2007 Jan
– Inflammaging and ‘Garb-aging’ Trends in Endocrinology. Metabolism Volume 28, Issue 3, March 2017
– Host-bacterial mutualism in the human intestine. Science. 2005 Mar 25
– Bifidobacterium pseudocatenulatum CECT 7765 Reduces Obesity-Associated Inflammation by Restoring the Lymphocyte-Macrophage Balance and Gut Microbiota Structure in High-Fat Diet-Fed Mice. PLoS One. 2015 Jul 10
– Increased growth of Bifidobacterium and Eubacterium by germinated barley foodstuff, accompanied by enhanced butyrate production in healthy volunteers. Int J Mol Med. 1999 Feb
– Benefits of short-chain fatty acids and their receptors in inflammation and carcinogenesis. Pharmacology & TherapeuticsVolume 164, August 2016, Pages 144-151
– Bacteriocins – a viable alternative to antibiotics? Nature Reviews Microbiology 2013
– The role of pH in determining the species composition of the human colonic microbiota. Environ Microbiol. 2009 Aug
– The impact of diet and lifestyle on gut microbiota and human health. Nutrients 2015 Jan
– Breast milk: a source of bifidobacteria for infant gut development and maturation? Neonatology. 2007

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