Caffeina : gusto,benessere e relazioni metaboliche

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(…) Nero come la notte, forte come la morte e dolce come l’amore.

Il caffè, viene osannato così da poeti e dal popolo, anche se prima ostacolato da religiosi d’ogni credo, proibito, e assimilato all’infero demonio sino all’assoluzione di Papa Clemente VIII.

Il caffè è un’amabile droga, irrinunciabile, ma anche un’abitudine, una sequenza di gesti automatici che si concretizza nella ricerca di un piccolo piacere.

Il nero, formidabile mediatore di comunicazione, è amato dalla maggior parte della popolazione, e si usa consapevolmente in quantità che determinano l’effetto, in virtù della caffeina ingerita.

La caffeina dunque, componente regina del caffè, quali reazioni scatena nel nostro organismo?

Avvertiamo il desiderio del caffè espresso, per l’efficacia e la sensazione di alacrità che ci regala la caffeina, ma anche per quell’aroma cosi intenso da estasiare il nostro olfatto.

L’espresso spesso lo gustiamo amaro, tuttavia se vogliamo valutare a fondo i pregi e far emergere eventuali difetti, dovremmo testarlo edulcorato. Gran parte degli estimatori, infatti, lo dolcifica, e lo zucchero è un esaltatore di sapidità in grado di svelare al palato e al naso la somma dei sentori dell’amata tazzina.

 

Ma cosa scatena questo aroma cosi intenso, sia nel sapore che nell’odore?

Tra le numerose sostanze presenti nel caffè sino ad oggi sono stati identificati 360 costituenti chimici volatili, tra i quali si annoverano idrocarburi, alcali, aldeidi, chetoni, fenoli, esteri e lattoni. Ma una piccola parte degli idrocarburi policiclici aromatici (presenti in tracce) viene eliminata con i fumi.

I vari tipi di tostatura determinano la corposità finale, come ad esempio la tostatura scura arricchisce il caffè di gusto amaro favorendo lo sviluppo di un corpo molto importante , peculiarità gustative e tattili ricercate dagli estimatori.
E’ un’operazione delicata, un momento cruciale che determina la pienezza di gusto e aroma dell’espresso in tazza. 

Inoltre questa operazione, determina il contenuto di Acido Nicotinico (Vit. B3 – Niacina), che dipende a sua volta dalla quantità di Trigonellina  presente, la quale sembra avere una piccolissima influenza diretta sulla qualità della miscela ed è biologicamente importante perchè nella torrefazione viene trasformata di acido nicotinico, tanto da fare del caffè la principale fonte di questa vitamina nella dieta.

 

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Ricordiamo inoltre che le ultime frontiere commerciali e dimagranti vantano grandi risorse anche nel caffè verde , in cui la sua attività bruciagrasso è legata alla presenza della caffeina che si trova sottoforma di clorogenato di caffeina e clorogenato di potassio, mentre nel caffè torreffatto è presente come caffeina allo stato libero.

 

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L’acido clorogenico (il più importante acido organico) nel caffè verde segna valori varianti dal 5.2 al 9 % al grammo, e ha duplice funzione: strumento per vegliare e svegliare. L’effetto dell’alcalo risolve le necessità di mente e corpo.

La regina delle componenti del caffè, rimane comunque la CAFFEINA, il cui contenuto varia tra il caffè bevuto a casa e quello del bar. Il contenuto è maggiore in quello preparato in casa.

Viene definita chimicamente Xantina, e il termine xantina deriva dal greco xanthos, che significa giallo.

 

 

 

Viene ben assorbita per via orale, con un picco plasmatico massimo dopo 120 minuti.
Principale responsabile del metabolismo della caffeina è un pool enzimatico presente a livello epatico.
Gli effetti della caffeina  si manifestano con azione stimolante sul metabolismo in generale, e più in generale, e più specificatamente sul Sistema Nervoso Centrale, sull’apparato cardiovascolare, sulla sintesi acida a livello gastrico e rilascio catecolamine (neurotrasmettitori)

Sistema Nervoso

I meccanismi biochimici comprendono l’amplificazione dello stimolo ormonale regolatore della sintesi e degradazione del glicogeno (metabolismo glucidico), oltre che la lipolisi.

–  i grassi di deposito (trigliceridi) vengono sciolti (idrolizzati) con liberazione di glicerolo e acidi grassi liberi (free fatty acids)

– inoltre i grassi contenuti nel caffè contengono fino al 2.7% di acido linoleico, quindi agiscono con azione antiossidante e anche come cofattori per stimolare la produzione di HDL.

 

 

– INTERAZIONE CON IL SISTEMA NERVOSO CENTRALE:

l’azione si manifesta a vari livelli:

  • stimolazione diretta sulla corteccia migliorando la prestazione psicomotoria e resistenza al sonno e alla fatica.
  • Nel midollo spinale facilita la risposta motoria creando iperreflessia (reazione del sistema nervoso autonomo ad un eccesso di stimolazione. Questa reazione può comprendere alta pressione sanguigna, variazione della frequenza cardiaca, pallore, rossore, o colorito bluastro della pelle, e sudorazione eccessive). Nell’uomo la dose letale di caffeina è abbastanza alta, pari a 40-50 tazzine di caffè al giorno.
  • la caffeina interferisce con l’azione di vari neurotrasmettitori quali serotonina, catecolamine, dopamina e alcuni aminoacidi
I Segreti della Serotonina

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Gli effetti sono diversi, poiché dosi minori di 500 mg manifestano sensazioni piacevoli con aumento dello stato di sveglia, di allerta, della capacità di concentrazione e miglioramento generico dell’efficienza fisica e mentale. Al contrario, dosi maggiori inducono agitazione, tremori, nausea, irrequietezza, performance discontinua e diuresi. Questi sono dovuti all’inibizione dei recettori benzodiazepinici da parte della sola caffeina dotata di un grado di lipofilia (amica dei grassi) maggiore dei suoi metabolici e tale da permetterle di attraversare la barriera ematocefalica più facilmente. 

  • SISTEMA CARDIOCIRCOLATORIO:

Solitamente la caffeina in soggetti particolarmente sensibili provoca tachicardia migliorando la contrazione miocardica e aumenta la pressione sistolica.

Inoltre la caffeina viene anche utilizzata per curare l’emicrania; facilita l’assorbimento e potenzia l’attività dell’ergotamina (principio attivo di indicazione specifica per il trattamento dell’emicrania).

La caffeina è in grado di ridurre il rilascio di mediatori dolorifici indotti dall’adenosina, a livello delle terminazioni nervose; è capace anche di attivare kìle vie noradrenalinergiche, che svolgono azione soppressiva sul dolore.

 

Emicrania
  • MUSCOLATURA LISCIA

– l’azione diretta della caffeina si esplica anche su bronchi, favorendone la dilatazione;

– sulle vie biliari e sul tratto gastroenterico modificandone: dose della bile, tono e peristalsi. secrezione di acido cloridrico e di enzimi.
Stimola la secrezione acida a livello gastrico per azioni sui recettori H2: per questo motivo essa andrebbe evitata nei soggetti predisposti all’ulcera.

– aumenta la diuresi e facilita la digestione post-pasto

–   Talvolta può anche presentarsi costipazione, osservabile nei forti bevitori di caffè. La questione può essere legata alla presenza di tannino; invece olii essenziali, e cere, contenute nel caffè possono causare irritazioni gastro-intestinali con diarrea.

 

  • COSMETICA:

In cosmesi trova maggior utilizzo come coadiuvante per il trattamento della cellulite, date le potenzialità lipolitiche e termogeniche.

Dal momento che la cellulite è legata a problemi circolatori, è opportuno intervenire con un’azione drenante e disintossicante per districare le fibre collagene che soffocano gli adipociti.

La caffeina è ottima per la sua capacità di stimolare il drenaggio e la rimozione dei liquidi stagnanti (funzione antiedematosa), anche se la principale azione della molecola è quella di stimolare la mobilizzazione degli acidi grassi nel tessuto adiposo.

Il migliore utilizzo risulta quello topico, soprattutto per le adiposità localizzate, e ciò non comporta nessun tipo di controindicazione ma l’assorbimento è influenzato dall’idratazione cutanea.

La caffeina ha caratteristiche ideali per essere assorbita per applicazione topica, senza diffondersi attraverso l’epidermide.

Diverse formulazioni sono state realizzate per migliorare ulteriormente la cinetica di assorbimento inserendo altri principi attivi, tra i quali il limonene, oppure ricorrendo all’inserimento della caffeina nei liposomi
(piccole vescicole di diametro compreso tra 20 e 500 milionesimi di millimetro, con 1 o doppi strati fosfolipidici. Utili per veicolare sostanze inclini alla degradazione).
La caffeina risulta perciò sicura per il trattamento cosmetico della liposclerosi.

 

Cellulite Addio

 

NUOVI UTILIZZI:
Un particolare recente utilizzo della caffeina ne prevede l’uso come filtro solare per le sole radiazioni UVC, grazie all’assorbimento in questa particolare zona dello spettro elettromagnetico.
Il potere schermante su queste radiazioni altamente energetiche, che a lungo andare possono sviluppare neoplasie a carico dell’epidermide, costituisce un fattore di attuale e rinnovato interesse per contrastare gli effetti dannosi causati dall’assottigliamento dello strato di ozono.

Sempre nell’ottica di prevenzione dagli effetti dannosi delle radiazioni ultraviolette, studi in vitro hanno evidenziato che la caffeina per via orale svolge azioni protettive nei confronti dei raggi UVB riducendone la potenzialità cancerogena.

 

Dott.ssa Valeria Crea

Fonti:

1) Le parti scritte in corsivo sono riportate tali e quali da: Il piacere dell’espresso – Baiquera Gabriella (libro)

 

 

 

2) http://www.abodybuilding.com/caffe.htm

3) Silvia Masin – Marco Puppoli – 4^Chimica – ITIS Natta – Padova

NB: un ringraziamento va al Dott. Carmelo Latella, laureato in Scienze Motorie presso Università degli Studi di Roma “Foro Italico”, e adesso tirocinante in fisioterapia presso l’Università degli studi “Magna Grecia” di Catanzaro, che mi ha aiutato a sviluppare l’idea dell’articolo prestandomi la prima fonte citata.
Un libro poetico le cui parole profumano di caffè.

 

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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