Come camminare nella Natura cambia il tuo cervello

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Steve Jobs è noto per i suoi “meeting camminati” nel parco e lo stesso anche il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg. Se ci fai caso inoltre anche tu quando devi trovare una soluzione cominci a camminare avanti e dietro. Forse i ricercatori sono arrivati a dare una spiegazione.

Una passeggiata nella natura oltre a liberarci la mente e mettere in moto il corpo cambia i percorsi neuronali in modo da migliorare nettamente la nostra salute mentale. Non è un guru a dircelo ma uno studio dell’Università di Stanford.

Sicuramente camminare è utile per la perdita di peso, la prevenzione di malattie cardiovascolari ed un migliore metabolismo e temperatura corporea. In pochi sanno, però, che camminare ci rende più creativi e felici.

Purtroppo la maggior parte di noi vive in città e spende pochissimo tempo nel verde e nella natura rispetto a quanto avveniva alcune generazioni fa.  Diverse ricerche mostrano che chi vive nel grigio della città ha rischio maggiore di vivere disturbi psicologici ed ha un valore più alto degli ormoni dello stress.

Gregory Bratman dell’Università di Stanford in uno studio precedente aveva scoperto che gli studenti che passeggiavano nel parco dell’università erano più attenti e felici di quelli che camminavano per lo stesso tempo nel traffico cittadino.

Ma lo studio non aveva analizzato l’aspetto neurologico alla base di questa netta diversità.

Bratman ha quindi fatto un’ulteriore ricerca che è stata pubblicata sul National Academies of Sciencies in cui ha analizzato le persone che “rimuginano” tutto il tempo, ossessionate dal chiacchiericcio mentale e dalla lamentela su se stessi e il mondo. Il risultato è stato chiarissimo: passeggiare nella natura è così benefico perché spegne il chiacchiericcio mentale come è possibile notare dall’analisi cerebrale in cui l’area del cervello normalmente attiva nel “rimuginio” (corteccia prefrontale subgenuale) è molto meno attiva.

Insomma stare nella natura sembra farci uscire dalle storie della mente e farci ritrovare quella pace e leggerezza che hanno gli uomini che vivono a contatto con la natura. Chi ha viaggiato per il mondo sa che ci sono popolazioni povere ed arretrate che però vivendo in paradisi naturali sono sempre felici, solari e ospitali, e probabilmente non sanno neanche di essere povere o di avere dei problemi. Se non l’hai fatti ti consiglio di leggerti questo meraviglioso estratto di Eckhart Tolle “Lascia che la natura ti insegni la calma”.

Ecco l’ultima ragione per cui dovresti camminare nella natura. Se non sembri essere stressato potresti avere un altro motivo per camminare: migliorare la tua creatività e trovare soluzioni geniali nelle situazioni da risolvere.

Sempre all’Università di Stanford i ricercatori hanno analizzato i livelli di creatività delle persone che camminano spesso rispetto a quelle che passano la maggior parte del giorno sedute. Il risultato è stato chiaro: camminare aumenta il livello di creatività del 60%.

E la cosa interessante e sbalorditiva a detta degli studiosi, è che camminare sul tapis-roulant o all’aperto ha lo stesso effetto: raddoppia la capacità di dare risposte creative rispetto a starsene seduti.

Bisogna sapere che stress, ansia e depressione sono malattie molto diffuse e innescano nel nostro cervello un deficit nei processi cognitivi basici (memoria, comprensione e creatività). Camminando ogni giorno questi problemi miglioreranno notevolmente.

Uno dei più grandi nemici del nostro cervello è la routine.  Camminare con regolarità, tre volte al giorno per almeno 40 minuti, rinnova i percorsi neuronali e:

  • libera il cervello dalle preoccupazioni
  • ci fornisce più ossigeno, facendoci sentire meglio e stimolando il lobo frontale (connesso alla creatività e allo stato d’animo)
  • libera endorfine, facendoci sentire più euforici ed ottimisti
  • sparisce il cortisolo, l’ormone dello stress
  • ci fa sentire più rilassati, entusiasti e pieni di fiducia

Camminare nella natura, in un parco o in campagna, è un atto di grande apertura, liberazione ed espansione. Non si tratta di un atto spirituale, ma di una necessità organica, sopratutto se viviamo in città.

“Studi clinici hanno dimostrato che immergersi per 2 ore al giorno nei suoni della natura riduce fino all’800% gli ormoni dello stress e attiva 500-600 segmenti di DNA, capaci di curare e riparare il corpo.”

Joe Dispenza, uno dei più grandi esperti mondiali sul cervello

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E’ la quiete che salverà e trasformerà il mondo

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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3 Commenti su questo post

  1. Cau Susi Cau Susi says:

    Concordo pienamente!!!

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