Ogni giorno in Italia si scoprono circa 1.000 nuovi casi di cancro, ma come ci si ammala? Secondo i ricercatori dello IEO non è questione di sfortuna, ma di ambiente. I segnali che arrivano alla cellula condizionati dal nostro stile di vita influenzano direttamente quello che avviene all’interno della cellula.

Che cos’è il cancro

La parola “cancro” racchiude tante patologie, che possono colpire organi e tessuti differenti e hanno cause diverse. [1]

Ci sono però alcune caratteristiche in comune. In una cellula tumorale parte dei geni, anche quelli che servono a riparare il DNA, è alterata. La cellula inizia così a moltiplicarsi senza controllo e ad accumulare mutazioni.

Le cellule tumorali quindi non smettono di riprodursi come fanno i tessuti normali e il loro sistema deputato alla riparazione dei danni del DNA o degli errori non funziona più.

Le mutazioni genetiche

L’origine delle mutazioni geniche è raramente ereditaria, solo il 5% delle malattie tumorali è ereditabile, nella maggior parte dei casi si tratta infatti di errori casuali (che si verificano durante la replicazione del DNA) oppure lesioni dovute all’esposizione ad agenti mutageni come sostanze chimiche, oppure agenti fisici o biologici, come il fumo di sigaretta, l’alcol, i raggi UV etc.

E’ abbastanza frequente che nelle cellule si rompa la doppia elica del DNA, di norma queste rotture vengono riparate senza problemi. A volte però la riparazione avviene in modo anomalo, con lo scambio di parti di materiale genetico tra cromosomi non omologhi. Questo errore è alla base delle traslocazioni cromosomiche.

I meccanismi che stanno alla base delle traslocazioni sono in buona parte ancora sconosciuti, sono eventi rari nelle cellule normali ma molto frequenti nelle cellule cancerose. Principalmente si verificano in regioni del DNA particolari, e cioè dove avviene il trasferimento dell’informazione dal DNA all’RNA.

Quello che è stato evidenziato in recenti studi è però che le traslocazioni cromosomiche non avvengono casualmente, anzi, sono prevedibili e provocate dall’ambiente nel corso della vita.

Ci si ammala per sfortuna?

Fino a qualche anno fa secondo alcuni scienziati la possibilità di ammalarsi di cancro era legata al caso, e non era dunque in alcun modo prevedibile. Questione di sfortuna insomma. Secondo i ricercatori delle IEO – Istituto Europe di Oncologia – però, non è così!

Si è infatti scoperto che le traslocazioni cromosomiche non avvengono per caso, anzi, sono addirittura prevedibili e provocate da segnali che arrivano alla cellula dall’ambiente esterno.

Il nostro stile di vita e l’ambiente in cui viviamo è fondamentale nella patogenesi del cancro, e quindi la prevenzione torna ad avere un ruolo molto importante.

Analizzando le cellule tumorali del cancro al seno si è visto che è possibile scoprire quali geni si romperanno con una precisione superiore al 85%. L’attività di quei geni è controllata da segnali specifici che provengono dall’ambiente nel quale si trovano le cellule che è chiaramente influenzato dall’ambiente in cui viviamo e dei nostri comportamenti.

Spiega Gaetano Ivan Dellino, uno degli autori del lavoro pubblicato su Nature Genetics:

“Il danno avviene all’interno di geni con particolari caratteristiche ed in momenti precisi della loro attività. Si tratta di geni più lunghi della media e che, pur essendo spenti (non stanno cioè producendo le molecole che trasferiscono la loro informazione: l’RNA), sono perfettamente attrezzati per accendersi (hanno cioè tutte le molecole necessarie, ma sono in pausa). La rottura del DNA avviene nel momento in cui arriva un segnale che li fa accendere, ed è indispensabile perché possano “srotolarsi” e produrre l’RNA”

È vero che in alcuni casi il rischio di andare incontro a tumore viene ereditato, però pare che la possibilità di prevenire l’insorgenza di alcuni tipo di cancro sia concreta.

Sappiamo quali sono i fattori ambientali che influenzano la nostra salute, fumo, alcol, obesità, dieta ad alto contenuto in zuccheri e carni rosse e processate, basso consumo di frutta legumi e vegetali. Modificando le abitudini sbagliate, potremmo prevenire il 40% dei tumori!

Grazie a questi studi è sempre più chiaro il ruolo del nostro stile di vita sulla nostra salute, servirebbe però un cambio radicale anche nell’approccio della medicina e della scienza nei confronti della vera prevenzione.

Come dice Piergiuseppe Pelicci, direttore della ricerca allo IEO e professore di Patologia generale all’Università di Milano

«Questa scoperta ci insegna che la sfortuna non svolge alcun ruolo nella genesi delle traslocazioni e che, di conseguenza, non esiste base scientifica che ci autorizzi a sperare nella fortuna per evitare di ammalarci di tumore. Anzi, abbiamo ora un motivo scientifico in più per non allentare la presa sulla prevenzione dei tumori: nei nostri stili di vita, nel tipo di mondo che pretendiamo, nei programmi di salute che vogliamo dal nostro servizio sanitario. Anche nel tipo di ricerca scientifica che vogliamo promuovere: ad oggi, i fondi per la ricerca in prevenzione sono solo il 5-10% del finanziamento totale alla ricerca sul cancro».

Riferimenti Scientifici

[1] https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/cose-il-cancro/come-nasce-un-tumore

[2] Release of paused RNA polymerase II at specific loci favors DNA double-strand-break formation and promotes cancer translocations

Gaetano Ivan Dellino, Fernando Palluzzi, Andrea Maria Chiariello

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