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Questo libro fu scritto in novanta giorni nell’inverno 2015. Mi ero portato in Tailandia i due libri di Colin Campbell: “The China study” e “Whole Vegetale e integrale”. Bastava un dubbio su una parola di Campbell per avviare una ricerca bibliografica. Per 43 volte si è accesa la lampada nel buio della mente e ho scritto 43 capitoli inconsueti rispetto al pensiero medico in cui ero stato allevato.

La risposta confusa che davo a chi mi domandava: “Dottore, perché mi è venuto il cancro? era finita nel cestino. Campbell mi ha consentito di rianalizzare la mia biblioteca alla luce di un fattore che la medicina ufficiale considera non importante: il cibo. Le sue ricerche epidemiologiche e di laboratorio sulla nutrizione mi hanno fornito un’interpretazione diversa, chiara e semplice sul cancro.

Nel 2018 ho aggiunto trenta pagine. Qualche correzione, alcuni capitoli inediti e la soddisfazione che la denigrazione di Campbell è infondata.

In 35 anni di studi universitari, specializzazioni, master e aggiornamenti,  la nutrizione è sempre stata assente. Io, da povero ebete, mi ero appiattito. La frase di Ippocrate “Noi siamo cosa mangiamo” divenne la chiave che apriva la porta a una nuova medicina. Campbell mi ha permesso di conoscere la causa del cancro in una singola persona analizzando lo stile e l’ambiente di vita. La prevenzione diventava un argomento ben definito e per le persone sfortunate si apriva una speranza inaspettata e rivoluzionaria: la guarigione.

Nel 2015 non potevo mettere la mano sul fuoco come Muzio Scevola. Il cancro non è una malattia che si cura con due mele, due carote e un integratore. Il cancro è un sintomo complesso che nasce molto tempo prima di manifestarsi.

Nasce da un’instabilità metabolica asintomatica cronica durante la quale il corpo ammalato manda una serie di segnali che sono “sottovalutati” dal medico e dalla persona stessa. L’infiammazione da cibo è in diretto rapporto con uno smisurato consumo di cibi animali e raffinazioni commerciali.

Negli anni ’60 Campbell scoprì uno studio indiano sui topi. I ricercatori somministravano un potente cancerogeno l’aflatossina, per analizzare la dose minima necessaria per l’insorgenza del cancro. Si accorsero che i topi alimentati con il formaggio, cioè la caseina, presentavano il 100% di epatocarcinoma. Quando sostituirono la caseina con la soia vegetale, il cancro regrediva nel 100% dei topi. Campbell ripeté questo esperimento, ma le sue pubblicazioni furono bocciate dalle riviste scientifiche. Nel 2005, stanco di fare il Don Chisciotte con i sordi, pubblicò The China study. Io ho raccolto la palla per fare goal nella porta del cancro. Il mio libro è la mia Bibbia, il mio Bignami, un glossario per i non addetti ai lavori. Nessuno compra un libro sul cancro prima di accorgersi di essere malato. Questo libro insegna che il cibo vegetale è un’assicurazione sulla vita gratis.

La medicina è una scienza che cambia con la cultura dominante. Lo conferma il metodo del “famigerato” dottor Max Gerson, ma anche le parole di Gesù nel Vangelo degli Esseni, come pure gli studi sugli “ecoEnzyme” della dottoressa Rosukon Poompanvon in Tailandia. Tra l’Individuo e l’Ambiente oggi si scopre che nell’intestino vive in simbiosi un Alieno: il Microbiota. La storia naturale del cancro allarga tutti i giorni i suo confini dimostrando una marea di fakes diffuse da una mentalità riduzionista e confusionaria. Ippocrate è risorto, ma in molti lo vogliono morto e sepolto.

Sono sempre più convinto che c’è una sola una ragione per cui la gente muore di cancro: l’insufficienza d’informazioni e la volontà di rimanere nell’ignoranza.

Le persone sane e presunte sane dovrebbero attuare la prevenzione e valorizzare il cibo vegetale integrale senza sale.

L’aggiunta di questo “insaporitore” altera il metabolismo cellulare. In Italia la quantità usata è doppia rispetto alle raccomandazioni OMS. Con i condimenti personali e quelli dei cibi confezionati si superano ampiamente i 15 grammi il giorno. Il corpo malato invia segnali sottili e chi li soffoca, cronicizza la degenerazione metabolica che apre la strada alle malattie degenerative.

Nel Regno Unito nel febbraio 2018 il direttore Alison Cox della Research and Cancer Prevention ha lanciato una campagna sull’obesità come causa di cancro. Le generazioni nate dopo il 1990 hanno un rischio di cancro e di morte maggiore dei baby boomers nati nel 1945-55 prima di raggiungere la mezza età. La qualità del cibo trasformato, l’aggiunta di sale e zucchero e l’eccesso di nutrienti animali causa un peggioramento della salute ben evidente ogni 10 anni. Sfortunatamente i produttori e i consumatori hanno reagito negando la scoperta che l’obesità è la principale causa prevenibile di cancro dopo il fumo.

Essere in sovrappeso è la principale causa di cancro prevenibile nel Regno Unito dopo il fumo, ma la maggior parte delle persone non sa di questo rischio effettivo. Se più persone divengono consapevoli del rapporto pericoloso tra cibo e cancro, si potrà aiutare a salvare dal cancro non solo i millennials, ma tutte le generazioni.

Dr. Mirco Bindi, medico oncologo

Estratto dalla prefazione al libro “L’alimentazione nella prevenzione del cancro” 

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