La Canapa può essere la svolta per l'Italia. Ecco le meraviglie di questa pianta

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canapa italia

Utile per produrre fibre, tessuti, mattoni, carta, semi super nutrienti e un olio alimentare salutare, per bonificare i terreni (perché assorbe i metalli pesanti) e tanto altro. Una vera a propria pianta delle meraviglie di cui non si butta via nulla. La canapa è una pianta che l’uomo, da tempo immemorabile, ha diffuso in ogni luogo ove era possibile coltivare. Dal basso Danubio alla Cina settentrionale le piante di canapa sono spontanee, da qui l’origine asiatica. Furono gli Sciiti a portare la canapa in Europa, intorno al 1500 a.C., i Romani la introdussero in Italia intorno al 300 a.C. Nei primi del ‘900 l’Italia è stata la seconda Nazione al mondo nella produzione di canapa. Nel corso del decennio 1903-1913, gli ettari destinati nel nostro paese a tale coltura erano 79.477 con un rendimento di 795.000 quintali annui. La nostra produzione era seconda solo a quella della Russia. Per la qualità della fibra (Carmagnola e Fibranova), l’Italia era prima sul mercato internazionale.

RIPULISCE E DISINTOSSICA IL TERRENO

Oggi i terreni sono sempre più inquinati, tra quello che cade dal cielo agli scarichi industriali. La canapa ha un ruolo enorme assorbendo dal terreno metalli pesanti che vengono stoccati nella foglia e nel fusto. Anche in questo caso la pianta non andrebbe buttata ma riutilizzata nell’edilizia o nella produzione di olio industriale. Si potrebbero quindi bonificare i terreni inquinati e allo stesso tempo produrre fonti di materie prime alternative.

PRODUCE CARTA SALVANDO I BOSCHI

Con la canapa si può produrre anche la carta risparmiando le foreste, basta pensare che un ettaro di questa piantagione prodotta in pochi mesi equivale a un ettaro di bosco di quattro anni. Un altro grosso vantaggio della canapa è costituito dalla bassa percentuale di lignina rispetto al legno degli alberi, che ne contengono circa il 20 % anzichè il 40 %.  Attualmente le grandi cartiere utilizzano solo il legname degli alberi. Il processo per ottenere le microfibre pulite di cellulosa, e quindi la pasta per la carta, prevede l’uso di grandi quantità di acidi che servono per sciogliere il legno. Questa operazione, costosa ed inquinante, non è necessaria con la carta di canapa ottenuta dalla sola fibra, e per quanto riguarda il legno di acidi ne servono meno della metà. Inoltre la fibra e il legno della canapa sono già di colore bianco e la carta che se ne ottiene è già stampabile.

E’ MOLTO MEGLIO DEL COTONE

La pianta di canapa è il doppio più produttiva in fibra tessile del cotone ed ha un impatto ecologico minorePer avere un kg di fiocchi di cotone occorrono 9 mila e 700 litri d’acqua, mentre rpr avere un kg di canapa totalmente utilizzabile in ogni sua parte occorrono 2 mila e 200 litri d’acqua. La fibra della canapa è quattro volte più forte di quella del cotone e quindi produce un tessuto più resistente. La canapa non ha bisogno di pesticidi ed erbicidi mentre il cotone ha bisogno di molti agenti chimici tanto da lasciare una terra arida e la falda inquinata. Per questo cerco di indossare solo prodotti realizzati in cotone biologico.

I SEMI E L’OLIO DI CANAPA FANNO BENISSIMO ALLA SALUTE (E SONO BUONI!)

I semi di canapa sono tra i semi più nutriente al mondo. Ha un contenuto di proteine ad alto valore biologico pari al 20/25% (nell’olio arriva al 30/40%), e contiene tutti e 9 gli amminoacidi essenziali. Per il loro valore nutritivo i semi di canapa sono stati proposti come rimedio alla carenza di proteine dei paesi in via di sviluppo. Contiene omega-6 e omega-3 nel giusto rapporto per l’organismo umano. Inoltre sono presenti vitamine, fitosteroli, caroteni e minerali.
Dalla spremitura a freddo dei semi si può ricavare un olio eccezionale ad uso alimentare e cosmetico che è considerato un vaccino nutrizionale: se utilizzato quotidianamente aiuta ad esempio a rafforzare il sistema immunitario e il sistema cardiovascolare. Dai semi è possibile inoltre ricavare farine per la creazione di prodotti da forno dolci e salati. Anche la birra alla canapa è ottima e chi  l’ha provata non dimentica il suo sapore.

EDILIZIA, COMBUSTIBILI, MATERIALI PLASTICI, VERNICI, COSMETICI

Sono tantissimi gli usi della canapa e in questo articolo voglio rendere l’idea di come l’Italia abbia la possibilità di sfruttare la ricchezza del suo terreno e del suo clima per coltivare una pianta che è una vera e propria ricchezza, per l’uomo e per il pianeta. Esistono associazioni in tutta Italia che promuovo la canapa assistendo gli imprenditori e i contadini nella produzione, dalla parte burocratica fino alla distribuzione. Anche il mercato è pronto a ricevere i prodotti della canapa. Esistono già ora centinaia di ditte in tutto il mondo che, usando materie prime provenienti dai paesi che non hanno mai interrotto la coltivazione (come l’Ungheria), fabbricano numerosi articoli a base di canapa: tessuti e capi d’abbigliamento, olio dei semi e prodotti alimentari che li contengono, saponi, cosmetici, vernici, carta, detersivi, tavole ed altri materiali per l’edilizia, legni compensati, oggetti d’arredamento ecc. Alcune di queste ditte hanno visto il loro fatturato crescere anche del 500 % in un solo anno

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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24 Commenti su questo post

  1. Lo dicevo io…!!

  2. non fumarla se non vuoi,ma non vietare agli altri quello che tu non faresti…;)

  3. che svolta,economica?mah!olismo olismo e poi sempre tecnocratici pensando poco a certe cose e più ai soldi

  4. Se ciò avverrà sarà 1 svolta epocale…

  5. Una pianta che non porta costi di nessun genere perché non necessità di pesticidi erbicidi e concimi. Durante la guerra la canapa sativa veniva mangiata come fossero spinaci. Finalmente si può coltivare e in alcune regioni già fanno la farina per il pane.

  6. Bravi, informare è l’unica soluzione 🙂

  7. In Germania e Finlandia coltivata da tempo la loro produzione è arrivata in Italia da alcuni anni con semi decorticati tisane farina olio. Coltivata con permesso per fare stoffe e da quest’anno permesso esteso anche ai prossimi anni. C’è solo che all’inizio vedendola continuavano a venire carabinieri polizia e finanza. Adesso con i cartelli nel perimetro non vengono ne loro ne chi cercava di rubarla per fare la droga ma lei non ha semi tali per fare le canne perché è quasi esente di principio attivo.

  8. LA VERA STORIA: PERCHÈ LA MARIJUANA FU PROIBITA
    La marijuana (spagnolo), o cannabis (latino) o hemp (inglese) è una pianta che si potrebbe definire miracolosa, ed ha una storia lunga almeno quanto quella dell’umanità. Unica pianta che si può coltivare a qualunque latitudine, dall’Equatore alla Scandinavia, ha molteplici proprietà curative, cresce veloce, costa pochissimo da mantenere, offre un olio di ottima qualità (molto digeribile), ed ha fornito, dalle più antiche civiltà fino agli inizi del secolo scorso, circa l’80 per cento di ogni tipo di carta, di fibra tessile, e di combustibile di cui l’umanità abbia mai fatto uso.
    E poi, cosa è successo? E’ successo che in quel periodo è avvenuto il clamoroso sorpasso dell’industria ai danni dell’agricultura, e di questo sorpasso la cannabis è stata chiaramente la vittima numero uno.
    I nascenti gruppi industriali americani puntavano soprattutto allo sfruttamento del petrolio per l’energia (Standard Oil – Rockefeller), delle risorse boschive per la carta (editore Hearst), e delle fibre artificiali per l’abbigliamento (Dupont) – tutti settori nei quali avevano investito grandi quantità di denaro. Ma avevano di fronte, ciascuno sul proprio terreno, questo avversario potentissimo, e si unirono così per formare un’alleanza sufficientemente forte per batterlo.
    L’unica soluzione per poter tagliare di netto le gambe ad un colosso di quelle dimensioni risultò la messa al bando totale. L’illegalità. Partì quindi un’operazione mediatica di demonizzazione, rapida, estesa ed efficace (“droga del diavolo”, “erba maledetta” ecc. ), grazie agli stessi giornali di Hearst (è il famoso personaggio di Citizen Kane/Quarto Potere, di O. Wells), il quale ne aveva uno praticamente in ogni grande città. Sensibile al denaro, e sempre alla ricerca di temi di facile presa popolare, Hollywood si accodò volentieri alla manovra, contribuendo in maniera determinante a porre il sigillo alla bara della cannabis (a sin. la locandina del fim “Marihuana: assassina di giovinezza – Un tiro, una festa, una tragedia”).
    La condanna morale viaggiava rapida e incontrastata da costa a costa (non c’era la controinformazione!), e di lì a far varare una legge che mettesse la cannabis fuori legge fu un gioco da ragazzi. Anche perchè pare che i tre quarti dei senatori che approvarono il famoso “Marijuana Tax Act” del 1937, tutt’ora in vigore, non sapevano che marijuana e cannabis fossero la stessa cosa: sarebbe stato il genio di Hearst ad introdurre il nomignolo, mescolando le carte per l’occasione.
    THOUGHTS ON CANNABIS
    “How many murders, suicides, robberies, criminal assaults, holdups, burglaries and deeds of maniacal insanity it causes each year, especially among the young, can only be conjectured…No one knows, when he places a marijuana ciga-rette to his lips, whether he will become a joyous reveller in a musical heaven, a mad insensate, a calm philosopher, or a murderer…”
    “Quanti omicidi, suicidi, furti, aggressioni criminali, rapine, scassi e gesti di follia maniacale provochi ogni anno, lo si può solo indovinare. Nessuno sa, nel mettere ad altri fra le labbra una sigaretta di marijuana, se ne faranno un allegro visitatore di paradisi musicali, un folle delirante, un tranquillo pensatore, o un assassino…”
    HARRY J ANSLINGER . Commissioner of the US Bureau of Narcotics 1930-1962
    Fatto sta che a partire da quel momento Dupont inondava il mercato con le sue fibre sintetiche (nylon, teflon, lycra, kevlar, sono tutti marchi originali Dupont), il mercato dell’automobile si indirizzava definitivamente all’uso del motore a benzina (il primo motore costruito da Diesel funzionava con carburante vegetale), e Hearst iniziava la devastazione sistematica delle foreste del Sudamerica, dal cui legno trasse in poco tempo la carta sufficiente per mettere in ginocchio quel poco che era rimasto della concorrenza.
    Al coro di benefattori si univa in seguito il consorzio tabaccai, che generosamente si offriva di porre rimedio all’improvviso “vuoto di mercato” con un prodotto cento volte più dannoso della cannabis stessa.
    E le “multinazionali” di oggi, che influenzano fortemente tutti i maggiori governi occidentali, non sono che le discendenti dirette di quella storica alleanza, nata negli anni ’30, fra le grandi famiglie industriali. (Nel caso qualcuno si domandasse perchè mai la cannabis non viene legalizzata nemmeno per uso medico, nonostante gli innegabili riscontri positivi in quel senso).
    Come prodotto tessile, la cannabis è circa quattro volte più morbida del cotone, quattro volte più calda, ne ha tre volte la resistenza allo strappo, dura infinitamente di più, ha proprietà ignifughe, e non necessita di alcun pesticida per la coltivazione. Come carburante, a parità di rendimento, costa circa un quinto, e come supporto per la stampa circa un decimo.

  9. Ma se coltivarla è un reato mi dite come faccio ad usufruire dei benefici di questa pianta magica?

  10. Con tutti i cristopedofili e i mafiosetti (senza contare gli infami…) …sarà dura

  11. Non ė reato coltivarla con contenuti di thc inferiore al 2%

  12. ancora non sono riuscita a farne una coltivazione in pieno campo. Le burocrazie ora sono più semplici, ma il vero problema è sempre a chi consegnarla. Sono pochi e quasi tutti al nord. La canapa è un vero toccasana non solo per noi ma e soprattutto, per la terra.

  13. vietare la marija …ma piantatela!!

  14. puoi usare la farina e l’olio, quelli non sono illegali

  15. Al posto della soia coltiviamo la canapa…..

  16. È possibile coltivare seminando semi certificati UE con contenuto di thc entro lo 0, 2%
    È necessaria una comunicazione alla locale stazione di carabinieri o polizia o finanza dove inserisci l’ etichetta e i dati catastali…
    In internet trovi tutte le info a riguardo

  17. Siete tutti invitati stasera alle 18 all’inaugurazione di sir canapa in viale Umbria 41 a milano.

  18. la mangiavo da piccola, mia nonna la coltivava, non sapevo delle sue ottime funzioni!

  19. modenstamente neeeee!….quando lo dicevo io gia 15 anni fa mi dicevano …”ma va la!…che set dre a di!”…..e adesso per convincere gli agricoltori ad uscire dagli schemi assurdi in cui lavorano a testa bassa e, LAMENTANDOSI, ci vorranno ancora un po di anni!.

  20. l”idiozia e’ il vero malanno !.

  21. Daniele says:

    Salve, vorrei sapere se qualcuno sa come si possa coltivare. Mi spiego meglio se c’e bisogno di qualche permesso?? Se si quali sono? Grazie in anticipo.

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