celebrazione antenati

Novembre e in particolar modo la festa del 2 Novembre sono nella nostra cultura dedicati al culto degli antenati. E’ una pratica diffusa in tutto il mondo, in ogni cultura e tradizione, quindi è bene comprenderne il significato e l’importanza che può avere nella nostra vita.

Nella tradizione orientale sia dell’estremo oriente che nel sud-est asiatico, c’è la convinzione che i membri della famiglia defunti abbiano un’esistenza continua, che gli spiriti degli antenati si prendano cura della famiglia e abbiano la capacità di influenzare la fortuna dei vivi.

In Asia la percezione del “mondo dell’aldilà” è molto diversa e più pragmatica della nostra, dove gli antenati hanno un ruolo molto importante e presente. La celebrazione degli antenati va di pari passo infatti con l’attenzione verso i maestri passati o i maestri della scuola di conoscenza a cui si appartiene.

Nella tradizione orientale la famiglia è vista come un gruppo strettamente unito di parenti vivi e morti. L’unità del gruppo viene rafforzata attraverso la venerazione degli antenati, l’offerta di vari tipi aiuta a mantenere felici gli antenati nel mondo spirituale, che, in cambio, benediranno la famiglia. L’adorazione degli antenati non è chiedere favori, ma adempiere al propri dovere filiale. L’atto è un modo per rispettare, onorare e prendersi cura degli antenati nelle loro vite, garantendo il benessere degli antenati e la disposizione positiva verso i vivi, oltre a cercare eventualmente la saggezza, la guida o l’assistenza degli antenati per i loro discendenti viventi in momenti critici della propria vita.
Bisogna rendere omaggio e omaggio agli antenati, onorare le gesta e le memorie del defunto, poiché gli antenati sono quelli che hanno portato i discendenti nel mondo, li hanno nutriti e hanno preparato le condizioni in cui i discendenti sono cresciuti, quindi l’antenato la venerazione è una ricompensa dei debiti spirituali.

Nella tradizione pagana locale, così come in tutte le tradizioni spirituali, la celebrazione degli antenati era presente ed è rimasta anche nella cultura cristiana. Infatti sono molto diffusi nelle case gli altarini con le foto degli antenati, i lumini e anche delle preghiere e messe in Chiesa specifiche. Il significato è appunto lo stesso: gli antenati possono ricevere aiuto e aiutare i discendenti.

In oriente il procedimeto è lo stesso: il culto degli antenati è un affare di famiglia che si svolge sia in casa che nei templi e consiste nell’offrire bastoncini d’incenso, preghiere e cibo.
Nelle case, i santuari possono essere una mensola sul muro, un tavolo o un altare come una struttura architettonica, integrato nella struttura della casa o addirittura un’intera stanza, a seconda dello stato finanziario della famiglia. Il santuario mostrerà una tavoletta recante il nome dell’antenato, oltre a un’immagine o una fotografia. Molto probabilmente, gli antenati patrilineari e le loro mogli saranno onorati. Il santuario avrà un porta bastoncini di incenso, a volte con un fiore d’oro e piatti per le offerte di cibo, alcuni potrebbero contenere bicchieri o un set di tazze da tè per placare la sete degli antenati. Alcuni santuari mostrano oggetti simbolici o oggetti onorati dal defunto. Si possono trovare anche offerte di fiori, molto probabilmente fresche o talvolta a forma di ghirlanda. Piccole offerte vengono sempre poste durante l’anno per onorare i familiari deceduti.

La celebrazione degli antenati è presente in tutto il mondo da millenni in forme simili in ogni parte del pianeta.

Infatti come osserva J. Garnier nel suo testo “The Worship of the Dead”:

“La mitologia di tutti i popoli antichi è intessuta degli avvenimenti del Diluvio […] Ne è prova la celebrazione di una grande festa dei morti in memoria di quell’avvenimento, non solo da parte di nazioni più o meno in comunicazione le une con le altre, ma di altre lontanissime e separate sia da oceani che da secoli. Per di più questa festa è celebrata da tutti più o meno lo stesso giorno in cui secondo il racconto di Mosè ebbe luogo il Diluvio, e cioè il diciassettesimo giorno del secondo mese, il mese che all’incirca corrisponde al nostro novembre.”

L’Encyclopædia Britannica riporta:

“Giorno dei morti… giorno riservato nella Chiesa Cattolica Romana alla commemorazione dei fedeli defunti. La celebrazione si basa sulla dottrina che le anime dei fedeli che alla morte non si sono purificate dai peccati veniali, o non hanno espiato le colpe passate, non possano raggiungere la Visione Beatifica, e che possano essere aiutate a conseguirla mediante la preghiera e il sacrificio della messa…. Alcune credenze popolari relative al Giorno dei morti sono di origine pagana. Così i contadini di molti paesi cattolici credono che quella notte i morti tornino nelle loro case precedenti e si cibino degli alimenti dei “vivi”. (Vol. I, p. 709.)

Nella tradizione taoista e buddhista, ci sono oltre che dei rituali, anche delle pratiche di meditazione specifiche per aiutare e ricevere aiuto dagli antenati e dai maestri.

I nostri antenati più vicini sono i nostri genitori. Nella meditazione alchemica del mese scorso abbiamo lavorato su di loro e facendolo abbiamo, secondo la tradizione, aiutato loro (che siano vivi o morti) e migliorato il nostro radicamento, karma (genetica) e polarità yang e yin (maschile e femminile).

Consiglio quindi di praticare, a chi lo sente, questa meditazione sugli antenati. Gli iscritti a Dionidream Premium possono trovare la meditazione nell’area membri riservata.

Visitare le tombe degli antenati e fare delle preghiere per loro è quindi indicato specialmente in questo periodo dell’anno.

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