Per celiachia si intende un’intolleranza permanente al glutine, cioè una proteina presente in molti cereali, come ad esempio il farro, il grano, ma anche segale ed orzo. La celiachia non è una malattia, ma è una condizione che comunque genera diverse problematiche nei soggetti che ne sono affetti. Infatti, per i celiaci, il glutine è tossico e genera una reazione infiammatoria che danneggia l’intestino, anche se assunto in quantità irrisorie. Inoltre, le persone celiache sono intolleranti anche alle prolamine, cioè frazioni proteiche alcol-solubili presenti nel grano, nell’orzo e nella segale.  In Italia, si stima che tra i 400 ed i 600 mila italiani siano celiaci, ovvero una persona ogni 100/150. Molti soggetti convivono con questo disturbo senza accusarne i sintomi, rendendosi conto, quindi, di esserne affetti solamente in età avanzata.

Trattare la celiachia

Per ora non esistono terapie per risolvere questa condizione, l’unica cosa da fare è seguire una rigorosa alimentazione senza glutine, rinunciando agli alimenti di uso comune. Si possono acquistare gli alimenti destinati ai celiaci nei negozi specializzati oppure utilizzando servizi online, come ad esempio Farmavola. Fortunatamente, rispetto a diversi anni fa, gli alimenti che non contengono il glutine sono molteplici e consentono ai celiaci di non rinunciare a nulla. Tuttavia, quando si prepara un pasto per un celiaco, è fondamentale anche evitare le contaminazioni, ovvero l’aggiunta involontaria di alimenti o ingredienti contenenti glutine ai pasti privi di glutine, come ad esempio la farina che resta in un contenitore o nel forno.

Alimenti gratis per celiaci

In alcuni negozi o shop online, come Farmavola è possibile inoltre usufruire dell’opportunità di ottenere gratis gli alimenti per celiaci.  Infatti, il Ministero della Salute, di concerto con l’Associazione Italiana Celiaci, ha disposto alcune modalità che consentono ai celiaci di poter avere degli alimenti appositi in maniera totalmente gratuita, per tutte quelle persone in possesso di diagnosi medica di celiachia e di autorizzazione rilasciata dall’Azienda Sanitaria locale. I buoni celiachia, però, vengono erogati mensilmente a seconda del sesso e della fascia d’età, dato che si tiene conto del fabbisogno calorico giornaliero dei soggetti. Dai 6 mesi ai 5 anni, il buono mensile erogato è pari a 56 euro, indipendentemente dal sesso; dai 6 ai 9 anni, l’ammontare del buono è di 70 euro, anche in questo caso sia per i maschi che per le femmine; per i soggetti tra i 10 ed i 13 anni, il buono è pari a 100 euro per i maschi e 90 euro per le femmine; per la fascia d’età tra i 14 ed i 17 anni, il buono va da 99 euro per le femmine a 124 euro per i maschi; dai 18 ad i 59 anni, i maschi possono usufruire di un buono di 110 euro, mentre le femmine di 90 euro; per gli over 60 è previsto un buono di 89 euro per i maschi e 75 euro per le femmine. Inoltre, il buono è spendibile sugli alimenti riportati sul Registro Nazionale presso il Ministero della Salute. In genere, ci sono sia prodotti da forno salati, che pasta, piatti pronti a base di pasta, preparati per dolci e prodotti da forno, cereali per la colazione e prodotti da forno già pronti.

Sintomi e cause della celiachia

I sintomi della celiachia variano notevolmente a seconda dei soggetti, e, come già anticipato, non sempre si manifestano. I sintomi più frequenti riguardano la diarrea ed il meteorismo, gonfiore e crampi addominali, perdita di peso ed astenia (debolezza o perdita della forza muscolare).  La celiachia potrebbe essere associata anche all’anemia, dovuta al malassorbimento di ferro e vitamine, causato dall’atrofia dei villi intestinali. Per la stessa causa, potrebbero esserci dei problemi dell’organismo nell’assorbire il calcio, e, pertanto, alla celiachia potrebbero essere associati dei sintomi riconducibili all’osteoporosi. Per quanto riguarda invece le cause, esse sono molteplici: potrebbero essere fattori genetici, problemi immunologici oppure ambientali. Questi ultimi determinano l’innesco della risposta autoimmune. Inoltre, la celiachia, potrebbe essere associata a problemi di tiroide, al diabete mellito di tipo 1, o l’artrite reumatoide.

Diagnosi della celiachia

Se si avvertono dei disturbi che potrebbero essere riconducibili alla celiachia, è necessario accertare questa condizione tramite canali pubblici o privati. In ogni caso, la prima cosa da fare è rivolgersi al proprio medico di base, che prescrive degli esami del sangue specifici. In seguito è necessario eseguire una visita gastroenterologica ed una gastroscopia: anche in questo caso, il costo varia a seconda del fatto che ci si rivolga in una clinica privata oppure ad un ospedale. Potrebbe essere necessario, però, aggiungere anche un test genetico, in caso si sospetti una celiachia atipica. Il campione estratto deve essere analizzato nei laboratori di mutazioni genetiche.

Sensibilità al glutine non celiaca

La sensibilità al glutine non celiaca, è una condizione che si differenzia dalla celiachia perché chi ne è affetto ha dei sintomi caratteristici della celiachia senza esserne affetto, pertanto necessita comunque di consumare alimenti privi di glutine. Per quanto riguarda le cause di questa condizione, non si hanno ad oggi risposte certe. Secondo alcuni studi, la sensibilità al glutine si manifesterebbe in caso di altri disturbi gastrointestinali oppure disordini alimentari, dovuti ad un’alimentazione non adeguata, pasti troppi abbondanti ecc. Per diagnosticare questo disturbo non esistono dei test specifici, e la cura viene effettuata evitando il glutine per un periodo di tempo, stabilendo un’alimentazione adeguata con l’aiuto di un professionista, ed introducendo nuovamente il glutine a piccole dosi nella quotidianità, attraverso prodotti acquistati in specifici negozi specializzati, come Farmavola.

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