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Eliminare il glutine dalla dieta può accelerare ogni processo di guarigione. Secondo gli studi del Dr. Alessio Fasano persino molti casi di autismo e schizofrenia sono legati proprio alla sensibilità al glutine.

Il glutine è una miscela proteica contenuta in alcuni cereali: frumento, farro, orzo, segale, avena, kamut.

Si stima che l’1% della popolazione sia celiaco e tale numero è in costante crescita. La celiachia è una malattia autoimmunitaria che può manifestarsi a qualunque età (anche negli anziani) in cui l’ingestione del glutine innesca un attacco del sistema immunitario contro l’organismo stesso danneggiando quindi direttamente le pareti intestinali e gli altri organi a seconda di dove si manifesta. La celiachia è una malattia grave che innesca altre malattie autoimmuni, il cancro e se non trattata può portare anche alla morte.

La celiachia non è una novità degli ultimi anni ma è stata descritta per secoli senza però essere compresa finché un gastroenterologo pediatrico dei Paesi Bassi, Willem-Karel Dicke, è riuscito a risolvere il mistero. Ha osservato che durante la seconda guerra mondiale la mortalità per celiachia era passata dal 35% – 40% (dati prima della guerra) a zero durante la guerra. E poi, quando la guerra è finita, il tasso di mortalità per celiachia è risalito al periodo pre-bellico. Ha cercato quindi quale fosse il collegamento tra la guerra e la variazione netta della mortalità, arrivando a capire che era la disponibilità dei cereali contenenti glutine che era cambiata. Infatti durante la guerra, non c’era grano a disposizione, e la farina veniva fatta con la fecola di patate, e così il tasso di mortalità era andato praticamente a zero. Mentre, dopo la guerra, quando il glutine è stato nuovamente disponibile, la malattia è tornata.

Fino ad alcuni anni fa la celiachia era l’unica patologia correlata al glutine. Tuttavia ulteriori indagini hanno portato alla scoperta dell’intolleranza al glutine, oggi chiamata dagli scienziati “sensibilità al glutine”. Infatti molte persone avevano gli stessi sintomi della celiachia ma dalle analisi non risultava la malattia eppure con una dieta senza glutine i sintomi scomparivano. Si stima che dal 20% al 50% della popolazione è sensibile al glutine e non è completamente rilevabile attraverso analisi mediche. Secondo il Dr. Alessio Fasano, direttore del Centro per la Ricerca sulla Celiachia dell’Università del Maryland, nel giro di alcuni anni si sarà in grado di sviluppare un sistema di diagnosi affidabile della sensibilità al glutine.

La sensibilità al glutine non è una patologia autoimmunitaria ma è una patologia specifica oggi riconosciuta in cui il sistema immunitario a seguito dell’ingestione del glutine innesca una infiammazione e permeabilità intestinale che fa sì che l’infiammazione sia localizzata sia nell’intestino che negli organi esterni.

In realtà gli studi pubblicati dal Dr. Fasano hanno dimostrato che il glutine causa permeabilità intestinale a tutti, anche a coloro che apparentemente non hanno problemi con esso. Le giunture serrate dell’intestino infatti riescono a riparare immediatamente i danni del glutine e quindi a richiedere le giunzioni delle cellule delle pareti intestinali in brevissimo tempo. Tuttavia l’ammontare di tossine a cui siamo esposti, i farmaci, i danni alla flora intestinale prodotti dal consumo di cibi raffinati e processati, indebolisce questi processi di auto-riparazione a tal punto che il glutine sta diventando uno dei principali nemici della salute globale.

La cosa paradossale è che praticamente tutti i cibi dei supermercati o nei ristoranti lo contengono diventando difficile per una persona seguire una dieta senza glutine. In realtà bisogna solo rivedere il proprio stile di vita in maniera più sana e naturale: esistono molti cerali e pseudo-cereali in chicchi senza glutine, patate di ogni tipo, verdure che sono facilmente reperibili ed economici. Quello che accade, e le persone non se ne rendono conto, è che il glutine da dipendenza e quindi si trovano scuse e lamentele per mangiarlo: “la pasta senza glutine costa troppo” “tutto contiene glutine allora bisogna morire di fame” ecc… e poi si spende centinaia di euro per visite e pillole magiche per far sparire i dolori.

I cereali senza glutine sono: riso, mais, miglio, quinoa, grano saraceno, amaranto e alcuni tipi di avena certificati.

Seguire una dieta senza glutine è l’unico modo attualmente disponibile per capire se i propri disturbi di salute (compresi anemia e stanchezza cronica) sono dovuti alla propria sensibilità al glutine. Da notare che secondo gli studi del Dr. Fasano, la sensibilità al glutine ha un ruolo in almeno il 20% dei pazienti affetti da autismo e schizofrenia. Inoltre, poiché il glutine causa infiammazione, tutti coloro che hanno una qualunque patologia dovrebbero eliminarlo se vogliono accelerare la guarigione, dato che il nostro organismo deve consumare ogni volta energia per riparare i danni del glutine che invece potrebbe usare per guarire altro.

In ultima analisi, la decisione finale spetta al proprio corpo: se togliere un alimento ci fa stare meglio allora quella è la strada da seguire.

Per rafforzare le pareti intestinali danneggiate dal glutine non basta una dieta senza glutine ma bisogna assumere integratori che rigenerano le giunture serrate dell’intestino come vitamina D, glutammina e probiotici.

Per approfondire

Come riconoscere se sei intollerante al glutine

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Riferimenti scientifici
– Fasano A. et al. Divergence of gut permeability and mucosal immune gene expression in two gluten-associated conditions: celiac disease and gluten sensitivity. BMC Medicine 2011, 9:23.
– Fasano A. et. al. Spectrum of gluten-related disorders: consensus on new nomenclature and classification. BMC Medicine 2012, 10:13

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