Dal sanscrito chakra ha il significato di “ruota”, “disco”, “cerchio”, secondo una visione più ampia potremmo dire che chakra ha il significato di “ruota che gira”.

I chakra sono punti energetici, che in un pieno stato di equilibrio ruotano conferendo energia benefica; laddove invece vi sia un blocco emozionale, una patologia, più in generale uno squilibrio questa ruota rallenta se non addirittura si ferma. Impareremo cosa rappresentano i chakra principali del nostro corpo, dove sono posizionati, a quali organi principali sono collegati e soprattutto impareremo una veloce e semplice tecnica per dare una prima pulizia alla nostra energia.

CHAKRA: cosa sono

Standardizzare un concetto così ampio e ampiamente trattato non è facile, e si rischierebbe di semplificare troppi concetti e troppe sfumature di un mondo troppo colorato per essere ridotto in dogmi e schemi.

La letteratura è d’accordo nel dire che i chakra principali del nostro corpo, i più trattati e i più conosciuti sono sette; il secondo gruppo per importanza è composto da chakra minori che si troverebbero nei polpastrelli, al centro del palmo delle mani, in alcune aree dei piedi, nella lingua o altrove. Il terzo gruppo è composto da un numero praticamente incalcolabile di chakra di dimensioni piccole e minuscole; infatti, in ogni punto in cui si incontrano almeno due linee energetiche, anche infinitesimali, si troverebbe un chakra .

I sette chakra principali sono:

  • mūlādhāra
  • svādhiṣṭhāna
  • maṇipūra
  • anāhata
  • viśuddha
  • ājñā
  • sahasrāra

Vediamoli uno ad uno:

Mūlādhāra, o chakra della radice:

Situato alla base della colonna vertebrale, tra l’ano e gli organi genitali esterni nella zona del plesso coccigeo.
Rappresentato da un fior di loto a quattro petali.
Il colore che gli è associato è il rosso.
Legato alle ghiandole surrenali, il sangue e le ossa.
La nostra impalcatura, le nostre basi, le nostre radici. Il suo equilibrio è necessario per farci stare in equilibrio, come un albero che affonda le sue radici sul terreno, perché la stabilità dell’impalcatura (il nostro corpo) dipende dalla base. I nostri istinti primordiali: fame e sete, sopravvivenza, riproduzione risiedono in esso.


Svādhiṣṭhāna, o chakra del soffio vitale (chakra dei genitali):

Situato alla base dell’organo genitale, nella zona corrispondente al plesso sacrale.
Rappresentato da un fior di loto a sei petali.
Il colore che gli è associato è l’arancione.
Legato a gonadi, ovaie e utero.
Il centro della nostra riproduzione, l’angolo nel quale si progetta la famiglia, si dà vita ai figli, si costruisce un legame. Si raccolgono i frutti di un albero che è giunto a maturazione (1° chakra).


Maṇipūra, o chakra del plesso solare:

Si trova nella regione del plesso epigastrico, all’altezza dell’ombelico.
Rappresentato da un fior di loto a dieci petali.
Il colore che gli è associato è il giallo.
Legato a stomaco e pancreas.
La digestione del cibo, degli eventi e delle persone. La fucina che elabora ciò che facciamo entrare nel nostro corpo per trarne nutrimento, energia, forza, gioia. Quando facciamo qualcosa e lo facciamo “di pancia”.


Anāhata, o chakra del cuore:

Situato nella regione del plesso cardiaco.
Rappresentato da un fior di loto a dodici petali.
Il colore che gli è associato è il verde.
Legato al timo e al cuore.
La sede dei nostri sentimenti, dell’amore incondizionato. Quando amiamo e lo facciamo di “cuore”.


Viśuddha, o chakra della gola:

Situato al livello del plesso laringeo.
Rappresentato da un fior di loto con sedici petali.
Il colore che gli è associato è il blu.
Legato alla tiroide.
La nostra capacità espressiva: che sia una dote come il canto o il sapersi esprimere con parole, che sia un’attività come la scrittura, o l’orazione, che sia un lavoro manuale con il quale riuscire ad esprimerci al meglio o una attività creativa. La parola d’ordine è “comunicazione”.


Ajñā, o chakra del terzo occhio:

Situato fra le due sopracciglia, nel plesso cavernoso.
Rappresentato da un fior di loto con due petali.
Il colore che gli è associato è l’indaco.
Il centro della nostra capacità di vedere oltre, il nostro senso senso, la nostra percettività della sfera sensibile.


Sahasrāra, o chakra della corona:

Situato sopra la testa.
Rappresentato da un fior di loto dai mille petali.
Il colore che gli è associato è il violetto.
La conoscenza, la consapevolezza e la spiritualità sono governate da questo centro energetico.

CHAKRA: come riequilibrarli

Il riequilibrio dei chakra consiste nel ripulire i nostri centri energetici da tutto ciò che ostacola il loro fluire, che sia un cattivo stato d’animo, un cibo mal digerito, un colpo d’aria che ci ha fatto prendere il raffreddore, tutto si risolve in un “blocco” energetico. Nel chakra corrispondente al nostro organo o apparato danneggiato la ruota non gira più a dovere, o addirittura si è completamente fermata.

Ci occuperemo nell’immediato del sintomo, trattando la parte interessata, e poi ci dedicheremo all’origine del nostro disturbo lavorando su noi stessi nella nostra globalità per insegnarci e preservarci da futuri “attacchi” esterni: capire che cosa ha creato questo squilibrio è essenziale per prepararci ad eventuali ripetersi delle stesse dinamiche.

Ci occuperemo in questo articolo del riequilibrio dei chakra nel caso in cui si dovessero presentare situazioni come ad esempio:

  • il mal di testa (abbiamo forse pensato troppo?)
  • il mal di stomaco (non abbiamo digerito qualcosa o qualcuno?)
  • il fiato corto, il mal di gola (cosa non abbiamo detto che avremmo voluto urlare ma che stiamo soffocando?)
  • una botta sul ginocchio facendo giardinaggio

Uno dei primi esercizi, affatto banali, tratta la respirazione. Quanti sanno realmente respirare? Tutti riempiamo di aria i polmoni, altrimenti non potremmo sopravvivere. Ma respirare davvero è un’altra cosa. Si respira davvero quando si gonfia la pancia! Un respiro alto, di torace, blocca il diaframma, e via via ci porterà a compiere respiri sempre più brevi e “ansiosi”, e si sa che l’ansia alimenta l’ansia e da una banale routine errata rischiamo di ritrovarci con problematiche ben più serie. Quindi prima di concentrarci e studiare esercizi troppo specifici impariamo a respirare come si deve.

Chakra: riequilibrare il respiro per ripulire il blocco

Inspirare contando fino a quattro ed espirare contando di nuovo fino a quattro attraverso il naso, gonfiando la pancia. Immaginando di dover riempire un palloncino posto esattamente al centro dell’ombelico. Ripetere con lo stesso meccanismo ma questa volta contando fino a 6. Noterete immediatamente che il vostro corpo si rilasserà, sentirete i muscoli distendersi e il benessere pervadere il vostro corpo. Ogni sintomo si sarà attenuato. A questo punto potrete ripetere tutto l’esercizio da capo concentrandovi sull’area specifica.

Dopo qualche minuto vi accorgerete che oltre ad esservi rilassati, il dolore o fastidio si saranno ridimensionati se non addirittura saranno svaniti.

 

 

Riferimenti Scientifici

David Gordon White, Kiss of the Yogini, The University of Chicago Press, 2003, p. 222

 

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