Il Coenzima Q10 è una sostanza naturalmente presente in tutte le cellule che se è carente non abbiamo abbastanza energia e non possiamo produrla a partire dal cibo che mangiamo. E’ uno degli integratori più usati al mondo per aumentare la tua energia, combattere la stanchezza, proteggere il cuore e ridurre il rischio cardiovascolare, aumentare la fertilità femminile e maschile, e contrastare gli effetti delle statine (farmaci per il colesterolo).

Il coenzima Q10 è stato scoperto nel 1957 e 15 anni dopo, la carenza di coenzima Q10 è stata collegata a insufficienza cardiaca congestizia. La gravità del’insufficienza cardiaca congestizia è fortemente correlata alla gravità della carenza di coenzima Q10, una scoperta che ha suscitato interesse tra i cardiologi e molte persone con malattie cardiache. Il Giappone è stato il primo a produrlo come integratore e fino a 40 anni fa era un farmaco da prescrizione che veniva dato ai pazienti con patologie cardiovascolari. Ricordiamo che le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte al mondo.

Successivamente la crescente mole di studi scientifici (ad oggi più di 10.000 pubblicati su Pubmed) ha fatto del coenzima Q10 uno degli integratori alimentari più usati di sempre.

Il coenzima Q10 è presente in tutto l’organismo nelle membrane dei mitocondri (le centrali “elettriche” delle cellule) dove ha il ruolo di convertire il cibo che mangiamo in energia (ATP) così da essere conservata e pronta all’uso.

Gli organi in cui il coenzima Q10 è più presente sono proprio quelli più ricchi di micondri ovvero: cuore, fegato, reni e pancreas, ma anche nel cervello e nella muscolatura.

Il coenzima Q10 viene prodotto dall’organismo, ma la sua concentrazione si riduce con l’invecchiamento, e precocemente per altri fattori come:

  1. mutazioni genetiche
  2. fumo di sigaretta
  3. statine (farmaci per il colesterolo)
  4. malattie croniche e degenerative (parkinson, diabete, tumori, diabete: in quelli con diabete, i livelli di ubichinolo hanno dimostrato di essere inferiori del 74% rispetto ai soggetti di controllo)

Con l’avanzare dell’età, si verifica una forte riduzione della sintesi del coenzima Q10, con una corrispondente riduzione dei livelli di ubichinolo (forma attiva di Q10) nel sangue. Nell’esame di pazienti affetti da varie condizioni patologiche, i livelli di ubichinolo nel sangue sono uniformemente inferiori.

Benefici

La ricerca suggerisce che i livelli di coenzima Q10 diminuiscono con l’avanzare dell’età e altri fattori, e l’integrazione di coenzima Q10 ha dimostrato di migliorare alcuni aspetti della salute soprattutto negli individui più anziani e in quelli più soggetti alla sua carenza.

1. Insufficienza cardiaca congestizia. Uno studio multicentrico di 2 anni nel 2014 su 420 pazienti con insufficienza cardiaca congestizia da moderata a grave ha dimostrato che l’aggiunta di Coenzima Q10, 100 mg tre volte al giorno, alla terapia farmacologica convenzionale riduce la mortalità cardiovascolare del 42% e la mortalità per tutte le cause del 44%. Ha anche ridotto i ricoveri per insufficienza cardiaca congestizia.

2. Pressione alta. Diversi studi condotti su oltre 280 persone con ipertensione hanno rilevato che l’integrazione con Coenzima Q10 al dosaggio di 100 – 225 mg al giorno riduce la pressione sanguigna.

3. Pazienti con statine. Le statine sono i farmaci più comuni per abbassare il colesterolo alto nei pazienti, tuttavia hanno diversi effetti collaterali anche gravi tra cui inibiscono la produzione di coenzima Q10. Uno studio del 2019 afferma infatti: “Nei pazienti con insufficienza cardiaca e ipercolesterolemia trattati con statine, la combinazione di coenzima Q10 insieme alle statine può essere utile per due motivi: diminuisce il danno muscolare scheletrico e migliora la funzione miocardica. L’ubiquinolo, la forma attiva del coenzima Q10, presenta una biodisponibilità più elevata rispetto alla forma ossidata dell’ubiquinone e dovrebbe essere la forma preferita da aggiungere a una statina.” In un altro studio su 50 persone che assumevano statine, aggiungere 100 mg / die di Coenzima Q10 ha ridotto il dolore muscolare e migliorato la loro capacità di svolgere attività quotidiane. In un altro studio su 20 atleti che assumono statine, 200 mg / die di Q10 ha migliorato la forza muscolare.

4. Infarto. I risultati di una ricerca hanno mostrato che assumere ogni giorno un integratore di coenzima Q10, dopo un infarto, riduce la probabilità di andare incontro a successivi attacchi cardiaci o di angina pectoris.

5. Diabete. Gli integratori a base di coenzima Q10 possono migliorare la salute del cuore, i livelli di glucosio nel sangue e aiutare a gestire l’ipertensione nelle persone affette da diabete. Due studi hanno mostrato che 100 mg, due volte al giorno, di questo nutriente migliorano i livelli di A1c, una misura a lungo termine del controllo della glicemia. Se si soffre di diabete, è opportuno rivolgersi al proprio medico prima di assumere coenzima Q10. Il coenzima Q10 riduce le complicazioni del diabete infatti in uno studio su 24 diabetici affetti da neuropatia, 400 mg / die di coenzima Q10 ha migliorato la funzione nervosa e i sintomi di danno ai nervi.

6. Migliora la fertilità negli uomini e nelle donne. Ci sono molti studi che lo dimostrano. Uno studio di 26 settimane su 212 uomini con infertilità ha rilevato che 300 mg / die di Coenzima Q10 hanno migliorato il conteggio e la motilità degli spermatozoi. Il bestseller internazionale “Comincia tutto dall’uovo” della Dr.ssa Rebecca Fett, biologa molecolare e chimica, ha riportato come l’integrazione con coenzima Q10 può trattare l’infertilità delle donne migliorando la salute e ad oggi ha aiutato più di 30.000 donne. La ricerca della Dr.ssa Fett mostra come trasformare l’infertilità inspiegabile, l’infertilità legata all’età e l’aborto spontaneo ricorrente in una gravidanza di successo. Alcuni dei principali colpevoli che causano questi diversi tipi di infertilità sembrano essere la carenza di coenzima Q10, l’esposizione alle tossine (attraverso fonti di cibo, acqua e plastica) e l’autoimmunità. Il ciclo di sviluppo dell’ovulo richiede grandi quantità di energia e ha anche una grande produzione di radicali liberi che possono causare danni all’ovulo senza sufficienti antiossidanti. Fett spiega che gli ovociti hanno una concentrazione di mitocondri dieci volte superiore a quella delle cellule normali di qualsiasi altra parte del corpo. Fett presenta una ricerca che mostra che i mitocondri mal funzionanti sono associati ai seguenti problemi per le donne che cercano di rimanere incinte: 1. Diminuzione della qualità delle uova; 2. Errori cromosomici nella meiosi; 3. Insufficienza ovarica prematura; 4. Scarsa risposta ai farmaci di stimolazione nella fecondazione in vitro. In altre parole, esiste un collegamento tra i livelli di energia di ATP negli ovuli di una donna e il potenziale dei suoi ovuli di maturare correttamente e diventare embrioni di alta qualità. Nello sviluppo delle uova, la meiosi richiede più energia di quella disponibile quando si tratta di una carenza di Q10. Ciò può comportare errori cromosomici nell’ovulo in via di sviluppo. Fett cita studi ben progettati che hanno dimostrato i benefici associati all’assunzione di integratori di CoQ10: 1. Altre uova fecondate; 2. Percentuale più alta di embrioni di buona qualità; 3. Meno cicli di fecondazione in vitro annullati a causa dello scarso sviluppo delle uova; 4. Tasso più basso di anomalie cromosomiche negli embrioni.

7. Riduce l’emicrania. L’integratore di coenzima Q10 è molto prezioso per chi soffre di emicrania. In più studi, l’assunzione di Coenzima Q10 (100 – 300 mg / die) ha ridotto la durata, la frequenza e la gravità delle emicranie. In uno studio, 150 mg / die hanno ridotto il numero di emicranie di oltre il 50% dopo 3 mesi. Uno studio più ampio, condotto su 1.550 persone ha dimostrato che i partecipanti hanno avuto meno mal di testa e di intensità minore dopo il trattamento con Coenzima Q10. Sembra che non aiuti solo a trattare l’emicrania, ma anche a prevenirla.

8. Utile per fibromialgia e sclerosi multipla. La fibromialgia è caratterizzata da una alterata distribuzione di Coenzima Q10 nel corpo e da un aumento dello stress ossidativo. I livelli di Coenzima Q10 possono essere alti nel sangue, ma bassi nelle cellule immunitarie. E’ dimostrato che la supplementazione può aumentare i livelli di Coenzima Q10 nelle cellule immunitarie, che li protegge e riduce lo stress ossidativo. In alcuni studi di 12 settimane su 93 persone con sclerosi multipla, 500 mg / die di Q10 ha migliorato i sintomi di affaticamento e depressione e ridotto l’infiammazione.

9. Migliora il Parkinson. Nel morbo di Parkinson, i neuroni della dopamina vengono distrutti. La dopamina è importante per il movimento, l’apprendimento e i sentimenti di ricompensa. I livelli di Coenzima Q10 sono più bassi nei mitocondri di persone con malattia di Parkinson in fase iniziale. Una sperimentazione su 80 persone con malattia di Parkinson in fase iniziale ha rilevato che l’assunzione di 300 mg, 600 mg o 1.200 mg al giorno per 16 mesi ha rallentato il declino delle funzioni mentali e fisiche. Il più grande beneficio è stato visto nel gruppo che assumeva 1.200 mg.

10. Prevenzione del cancro. È noto che lo stress ossidativo causa danni alle cellule e influisce sulla loro funzione. Se il tuo corpo non è in grado di combattere efficacemente il danno ossidativo è dimostrato che la struttura delle tue cellule può essere danneggiata, aumentando probabilmente il rischio di cancro. Il coenzima Q10 è un potente antiossidante che può proteggere le cellule dallo stress ossidativo e promuovere la produzione di energia cellulare, promuovendone la salute e la sopravvivenza. È interessante notare che i malati di cancro hanno dimostrato di avere livelli più bassi di coenzima Q10. Bassi livelli di coenzima Q10 sono stati associati a un rischio di cancro fino al 53,3% più elevato e indicano una prognosi sfavorevole per vari tipi di cancro (1, 2, 3). Inoltre, uno studio ha anche suggerito che l’integrazione con coenzima Q10 può aiutare a ridurre la possibilità di recidiva del cancro.

Il migliore Coenzima Q10 (soprattutto se hai più di 40 anni)

Il coenzima Q10 è una molecola che è disponibile in due forme:

  1. molecola ossidata (Ubichinone o ubiquinone)
  2. molecola attiva (Ubichinolo o ubiquinolo).

La differenza sta nel fatto che nell’ubiquinolo sono presenti due elettroni che invece nell’ubiquinone non ci sono. Questa differenza ha un effetto enorme su come il corpo le assorbe. I due elettroni aggiuntivi dell’Ubichinolo lo rendono uno dei più potenti antiossidanti liposolubili.

I termini “ubichinone” e “coenzima Q10” sono talvolta usati in modo intercambiabile, in parte perché prima del 2006 l’Ubichinone era l’unica forma disponibile negli integratori.

La forma di coenzima Q10 come ubichinone per essere utilizzata correttamente, deve prima essere ridotta nell’organismo al suo metabolita attivo noto come ubichinolo. In termini semplici il corpo ha bisogno dell’ubichinolo che è la forma attiva usata direttamente.

La trasformazione da ubichinone a ubichinolo sebbene possa avvenire nel nostro corpo, non accade efficientemente nelle persone anziane e malate. Per questo i medici e gli scienziati raccomandano l’uso dell’ubichinolo come integratore di coenzima Q10.

Prima del 2006 l’unica forma di coenzima Q10 che poteva essere assunta come integratore era l’ubiquinone. Poi Kaneka, l’azienda giapponese leader mondiale nella produzione, è riuscita a sviluppare un metodo per produrre e stabilizzare l’ubiquinolo come integratore. Questo ha avuto degli effetti enormi sui risultati degli studi scientifici che hanno dimostrato quanto sia più benefico per l’organismo rispetto alla forma precedente.

L’Ubiquinolo è 8 volte più efficace dell’ubiquinone

Quando il coenzima Q10 viene ingerito nella sua forma ridotta come ubichinolo, è possibile ottenere livelli ematici di coenzima Q10 più elevati utilizzando dosi di milligrammi più piccole.

Fornire maggiori quantità di Coenzima Q10 al corpo è di particolare importanza, poiché studi scientifici dimostrano che livelli ematici di Q10 più elevati producono benefici superiori.

Negli studi di assimilazione sui ratti, è stato dimostrato che l’alimentazione orale di ubichinolo CoQ10 aumenta i livelli ematici più del doppio rispetto al CoQ10 convenzionale (ubichinone). Gli studi sull’assimilazione umana sono ancora più impressionanti.

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Figura 1. Studi sull’uomo mostrano che l’ubichinolo aumenta i livelli di coenzima Q10 nel sangue otto volte più efficientemente dell’ubiquinone. Si noti che sono stati necessari 2400 mg di ubichinone per raggiungere i livelli ematici di coenzima Q10 ottenuti con soli 300 mg di ubichinolo. Hosoe K, Kitano M, Kishida H, et al. Study on safety and bioavailability of ubiquinol (Kaneka QH(trade mark)) after single and 4-week multiple oral administration to healthy volunteers. Regul Toxicol Pharmacol. 2006 Aug 17

Come mostrato nella Figura 1, un recente studio sull’uomo ha dimostrato che l’integrazione con soli 150 mg al giorno di ubichinolo ha portato a livelli ematici di Q10 a 3,84 mcg / ml. Nei soggetti dello studio che hanno assunto 300 mg al giorno di ubichinolo, i livelli di Q10 nel sangue hanno raggiunto i 7,28 mcg / ml. Questo studio ha dimostrato che ci sono volute solo quattro settimane per raggiungere questi livelli elevati desiderabili

Per mettere in prospettiva questi livelli ematici, gli scienziati hanno condotto studi clinici sull’uomo utilizzando dosi molto elevate di coenzima Q10 convenzionale come ubiquinone. Come mostrato nel grafico sopra (Figura 1), lo studio clinico ha utilizzato 1200 mg al giorno di ubichinone CoQ10 per raggiungere concentrazioni ematiche di 3,96 mcg / ml. Sulla base di studi sull’assorbimento pubblicati di recente, solo 150 mg al giorno di ubichinolo fornirebbero praticamente gli stessi livelli ematici di Q10 elevati di 1200 mg di ubichinone CoQ10.46,47 a rilascio avanzato.

Come indicato nella Figura 1, un altro studio ha utilizzato 2400 mg al giorno di coenzima Q10 convenzionale (ubiquinone) per raggiungere livelli ematici di 7,25 mcg / ml. È stato dimostrato che solo 300 mg al giorno di ubichinolo fornisce circa la stessa quantità (7,28 mcg / mL) di CoQ10 al sangue in quattro settimane.

Questo mostra chiaramente quanto poco ubichinolo sia necessario per fornire gli stessi livelli ematici (plasma) che si ottengono in risposta a quantità molto maggiori di ubichinone. Il grafico (Figura 1) rivela che ci vuole otto volte più ubichinone per aumentare i livelli ematici di Q10 rispetto a quello che si può ottenere con dosi molto più basse di ubichinolo.

Per questo la scelta del migliore integratore di coenzima Q10 è sicuramente l’ubiquinolo:

  • permette di raggiungere valori ematici di Q10 più alti che apportano maggiori risultati terapeutici
  • i valori ematici di Q10 rimangono alti nel sangue più a lungo rispetto all’ubiquinone
  • è 8 volte più efficace dell’ubiquinone
  • il rapporto qualità-prezzo rispetto ai dosaggi terapeutici è molto più conveniente rispetto all’ubiquinone

Uno dei migliori integratori in commercio di ubiquinolo è il seguente prodotto dall’eccellenza britannica Good Health Naturally (la stessa della Serrapeptasi e Nattokinasi) e disponibile dal nostro distributore italiano:

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Effetti collaterali

Il Coenzima Q10 è dimostrato essere generalmente ben tollerato, anche alle alte dosi. Gli effetti collaterali sono lievi e comprendono:

  • Mal di pancia
  • Diarrea
  • Nausea
  • Perdita di appetito
  • Mal di testa
  • Eruzione cutanea

Interazioni con i farmaci

Il coenzima Q10 potrebbe ridurre l’efficacia di alcuni farmaci chemioterapici, aumentare l’effetto degli antipertensivi e ridurre l’efficacia del warfarin (anticoagulante).

Dosaggio

Per la maggior parte delle malattie e condizioni studiate, sono efficaci 100-400 mg al giorno di Coenzima Q10.

Poiché 100mg di ubiquinolo sono molto più efficaci di 400mg di ubiquinone (soprattuto dopo i 50 anni quando il corpo non converte efficacemente l’ubiquinone in ubiquinolo) può essere sufficiente un dosaggio più basso come 100mg, che corrispondono a 2 capsule di UB8Q10.

Il Dr. Stephen Sinatra, medico cardiologo integrato che dirige il New England Heart Center negli Stati Uniti, uno dei più famosi medici funzionali e integrati, autore di numerosi bestseller e studi scientifici, afferma:

“Uso il Coenzima Q10 dal 1982. Ho fatto ricerche su di esso negli anni ’90, ho scritto libri su di esso, ho pubblicato molti articoli peer-reviewed su di esso. E posso dirti questo: dopo aver praticato cardiologia per oltre 40 anni, sarebbe impensabile per me non somministrare il Coenzima Q10 ai miei pazienti cardiopatici. Penso che sia così prezioso.”

La chiave, dice Sinatra, è portare i livelli ematici circolanti di Q10 fino ad almeno 2,5 ug/ml. È imperativo misurare i livelli di Q10 prima dell’integrazione e 3 o 4 settimane dopo, ed è altrettanto importante utilizzare una forma altamente biodisponibile come l’ubiquinolo.

“Una volta che sai di avere un livello sanguigno adeguato, il Coenzima Q10 fa la sua magia”, afferma Sinatra. “A livelli superiori alla soglia di 2,5 ug / ml, conferisce benefici terapeutici a quasi tutti i pazienti, anche a quelli con cardiopatia avanzata. A livelli inferiori a 2,5, è probabile che non si vedrà molto impatto. Questo, è uno dei motivi per cui alcuni studi sul Coenzima Q10 sono stati così divergenti o inconcludenti. In molte delle ricerche, i ricercatori non hanno monitorato o tracciato i livelli ematici.”

Il dosaggio necessario per aumentare i livelli ematici di Q10 fino a 2,5 ug/ml varierà da paziente a paziente. In generale, le persone sane hanno bisogno di meno e le persone più malate hanno bisogno di più. Il dottor Sinatra spiega che può variare da 30-40 mg, tre volte al giorno, per un paziente sano con aritmia cardiaca o ipertensione, a 300-500 mg al giorno per un paziente con insufficienza cardiaca congestizia avanzata. Non ha paura di raccomandare fino a 1.000 mg / die o più se i test ripetuti mostrano livelli ematici di Coenzima Q10 inadeguati a dosi inferiori.

E infatti assumere un dosaggio di 1.200 mg di Coenzima Q10 al giorno è considerato sicuro a lungo termine. Fino a 3.000 mg al giorno possono essere sicuri a breve termine (fino a 2 settimane).

Punti salienti

  • Considerati i risultati degli studi e le raccomandazioni del Dr. Sinatra, un dosaggio per raggiungere almeno 2,5 mcg/ml varia da 100 a 150 mg di ubiquinolo in persone sane con lievi patologie, e aumenta anche a 500 mg al giorno in persone con patologie più gravi.
  • Dosaggi più bassi di 100 mg al giorno di ubiquinolo tendono a non essere efficaci.
  • L’integrazione con dosi più piccole e più frequenti tende a migliorare la biodisponibilità: 50 mg due volte al giorno produrrà risultati maggiori rispetto a 100 mg prese tutte insieme una volta al giorno.
  • Meglio assumere il coenzima Q10 con i pasti.
  • Il coenzima Q10 è considerato generalmente sicuro e non manifesta interazioni significative, comunque consultare sempre il proprio medico prima di assuemere integratori.
  • I risultati sono evidenti entro 4 settimane di assunzione.

Come assumere il Coenzima Q10

Il Coenzima Q10 è liposolubile, il che significa che è meglio assorbito se assunto con un pasto che contiene oli o grassi, solitamente a colazione e pranzo.

Integratori che potenziano l’assorbimento del Q10

Se assumi il Coenzima Q10 allora puoi assumere contemporaneamente il PQQ per potenziarne l’effetto.

Nota bene. E’ sconsigliato invece assumere la vitamina C e la vitamina E nello stesso momento del Coenzima Q10 perché possono ridurre il suo assorbimento.

Testimonianze

Queste sono alcune opinioni di persone che assumono l’ubiquinolo come coenzima Q10 e hanno lasciato una recensione al prodotto acquistato online.

“È ottimo per combattere l’infiammazione intestinale. Grazie.”

“Mi ha fatto sbarazzare della sensazione di lentezza, mi rende meno stanca e mi dà energia, inoltre fanno bene al tuo cuore, quindi questo è un bonus.”

“Prodotto eccellente. Dopo 4 giorni di assunzione, l’energia è aumentata e mi sento riposato ogni giorno. Sono produttivo e mi sento leggero. Consiglio vivamente questa vitamina!”

“L’ho acquistato per migliorare la qualità delle uova dopo aver letto “Comincia tutto dall’uovo”. Non ho nemmeno finito la confezione prima di rimanere incinta 🙂 Inoltre sento che ha migliorato i miei livelli di energia poiché le settimane che l’ho preso sono state molto produttive.”

“Durante la ricerca sul Coenzima Q10 ho letto che se hai una certa età sopra 50 anni dovresti passare all”ubichinolo Q10 perché si assorbe meglio quando invecchi e man mano che invecchi l’assorbimento è limitato. Inoltre anche assumere PQQ aiuta il corpo ad assorbire il Coenzima Q10 . Quindi prendo i due insieme.
Ho notato che l’ubichinolo CoQ10 e il PQQ insieme hanno aumentato la mia energia, riducendo la fatica ed eliminato la nebbia dal cervello. Ho anche notato un grande senso di benessere, non sono così stressato per le piccole cose. Li prendo entrambi a colazione. Ho una malattia autoimmune e faccio molte ricerche prima di assumere nuovi integratori. Ho capito i vantaggi dell’assunzione di integratori senza prescrizione, mi hanno letteralmente cambiato la vita ed è per questo che faccio recensioni …… decidi tu se questo è giusto per te!
Nota: – Non ho problemi di cuore ma ho letto che le statine eliminano il CoQ10 dal tuo sistema insieme alla riduzione dei livelli di colesterolo. Questo può portare a molti problemi legati al cuore, non ultimo dei quali è un attacco di cuore. Devi reintegrare il CoQ10 nel tuo corpo. Spero che questa recensione aiuti qualcuno! :-)”

“Li ho acquistati dopo aver letto “Comincia tutto dall’uovo” poiché, dopo aborti ricorrenti nell’arco di 3 anni, il nostro consulente per la fertilità ci ha suggerito di prendere il libro. L’abbiamo usato come manuale di istruzioni: l’unico cambiamento è che ho preso 400 g di Ubichinolo al giorno invece di 200 g, seguendo i consigli di un forum sulla fertilità. I problemi di fertilità di tutti sono diversi e non ci sono garanzie, ma entro due mesi dall’assunzione di ubiquinolo – e seguendo i consigli forniti nel libro – ero incinta. Ancora più importante per noi, ho partorito e, a 42 anni, ho dato alla luce una bambina sana. Ora ha 10 mesi e sta incontrando tutte le sue pietre miliari, un angelo luminoso, sorridente e coccoloso. Ho paura di pensare a quanto ho speso in integratori, OPK, test di gravidanza ecc. nel corso degli anni, e non ho prove che queste compresse siano state effettivamente ciò che ha fatto la differenza per noi, ma questa è la mia esperienza. Ti auguro amore e fortuna.”

“Non posso credere quanto queste capsule abbiano cambiato la mia funzione quotidiana. Sembrava che il batuffolo di cotone mi fosse stato tolto dalle orecchie e dal cervello annebbiato. Sembra anche aiutare la mia temperatura corporea a regolare e migliorare il mio umore.”

“Molto semplicemente, il miglior prodotto di Coenzima Q10 sul mercato per chiunque abbia più di 40 anni. L’ubichinolo è molto più costoso dell’ubichinone, ma l’ubichinone, di gran lunga più economico, ha tassi di assorbimento decrescenti (la quantità effettivamente utilizzata dal tuo corpo) dall’età di 25 anni in poi. Il declino è lineare, entro i 40 anni devi prendere due capsule di ubichinone per ottenere lo stesso beneficio che hai ottenuto con una capsula a 25 anni. Entro i 50 anni, hai bisogno di tre capsule di ubichinone, ecc.
Confrontalo con l’Ubichinolo, che ha un livello di assorbimento che rimane costante per tutta la vita di un adulto. Sì, è più costoso, ma dovrai solo prendere una pillola al giorno.”

“Ci sono volute quasi 2 o 3 settimane per avere effetto. Mi sento energico per tutto il giorno, ho sempre avuto difficoltà ad alzarmi la mattina e ora non riesco a dormire dopo le 7 del mattino. Il mio mal di testa molto frequente è sparito.”

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Riferimenti Scientifici

– Geng Tian et al. Ubiquinol-10 Supplementation Activates Mitochondria Functions to Decelerate Senescence in Senescence-Accelerated Mice. Antioxid Redox Signal. 2014 Jun 1; 20(16): 2606–2620.

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– Failla et al. Increased Bioavailability of Ubiquinol Compared to That of Ubiquinone Is Due to More Efficient Micellarization during Digestion and Greater GSH-Dependent Uptake and Basolateral Secretion by Caco-2 Cells. Journal of agricultural and food chemistry. 62. 10.1021/jf5017829.

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– Okamoto T, Matsuya T, Fukunaga Y, Kishi T, Yamagami T. Human serum ubiquinol-10 levels and relationship to serum lipids. Int J Vitam Nutr Res. 1989;59(3):288-92.

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– Shults CW, Flint BM, Song D, Fontaine D. Pilot trial of high dosages of coenzyme Q10 in patients with Parkinson’s disease. Exp Neurol. 2004 Aug;188(2):491-4.

– Shults CW, Oakes D, Kieburtz K, et al. Effects of coenzyme Q10 in early Parkinson disease: evidence of slowing of the functional decline. Arch Neurol. 2002 Oct;59(10):1541-50.

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