ipotiroidismo colesterolo alto

Gli ormoni prodotti dalla tiroide regolano la maggior parte del metabolismo e praticamente ogni cellula del corpo ha un recettore per essi. In questo articolo vederemo esattamente come la tiroide influisce sul metabolismo dei lipidi, sui livelli di colesterolo e su altri fattori di rischio per le malattie cardiovascolari. Prima, però, una rapida rassegna dei principali ormoni coinvolti.

La tiroide è una piccola ghiandola a forma di farfalla che si trova nella parte anteriore del collo. Riceve un segnale ormonale dall’ipofisi e secerne altri ormoni nel sangue. Potresti conoscerne già gli ormoni, che sono inclusi in un quadro di controllo della tiroide completo:

Ormone stimolante la tiroide (TSH): questo ormone viene rilasciato dalla ghiandola pituitaria e riflette la necessità del corpo di ormone tiroideo. Ciò significa che quando il TSH è alto, non si produce abbastanza ormone tiroideo (ipotiroidismo). Quando il TSH è basso, c’è troppo ormone tiroideo nel corpo (ipertiroidismo).

Tirosina (T4): la ghiandola tiroidea rilascia grandi quantità di questa forma inattiva dell’ormone tiroideo, che deve essere convertito nel T3, enzima attivo. Quantità basse di T4 possono indicare ipotiroidismo; quantità elevate possono indicare ipertiroidismo.

Triiodotironina (T3): questa è la forma attiva dell’ormone tiroideo, secreta in piccole quantità dalla ghiandola tiroidea e formata dalla conversione di T4 in T3. T3 è l’ormone tiroideo primario che agisce sulle cellule di tutto il corpo per regolare il metabolismo. Quantità basse di T3 possono indicare ipotiroidismo o sindrome da T3 bassa; quantità elevate indicano ipertiroidismo.

Se viene somministrato un farmaco per l’ipotiroidismo, solitamente si presenta sotto forma di T4, T3 o una combinazione dei due.

L’associazione tra i livelli di ormone tiroidei e il colesterolo 

L’associazione tra tiroide e colesterolo è nota da tempo. Già nel 1934, da uno studio fu riconosciuto che “la concentrazione di colesterolo nel sangue di solito è aumentata nell’ipotiroidismo e si abbassa leggermente nell’ipertiroidismo“. Oggi, una ricerca su PubMed su tiroide e colesterolo produce più di 3.000 articoli, eppure poche persone, e anche pochi medici, sono consapevoli di come varie condizioni della tiroide possono avere un impatto sui livelli di colesterolo. Esaminiamo i quattro tipi patologici principali e il loro impatto sulle misurazioni del colesterolo di base: 

Ipotiroidismo: le persone con tiroide ipoattiva o ipotiroidismo hanno spesso un aumento dei livelli di colesterolo totale e colesterolo LDL  e possono anche avere livelli elevati di trigliceridi. I farmaci tiroidei possono migliorare significativamente i profili lipidici. Uno studio condotto su pazienti con ipotiroidsmo ha rilevato che i livelli di colesterolo totale e colesterolo LDL sono diminuiti dopo il trattamento con T4. Quelli con livelli di TSH più alti (indice di una maggiore necessità di ormone tiroideo e di un maggior grado di ipotiroidismo) hanno visto una riduzione più drammatica dei livelli di colesterolo con la terapia T4.

Ipotiroidismo subclinico: l’ipotiroidismo subclinico (SH) è caratterizzato da un elevato TSH sierico con livelli normali di T4 libero e T3 libero. E’ molto più comune di un ipotiroidismo manifesto e può interessare fino al 9% della popolazione. Gli studi sull’effetto dell’ipotiroidismo subclinico sui profili lipidici sono vari, ma anche all’interno del normale range di valori, l’aumento del TSH è associato ad un aumento del colesterolo totale e del colesterolo LDL. Una ricerca ha rilevato che in media la terapia sostitutiva con T4 ha prodotto una riduzione di 8 mg / dL nel colesterolo totale e una diminuzione di 10 mg / dL nel colesterolo LDL in soggetti con ipotiroidismo subclinico.

Autoimmunità tiroidea: l’autoimmunità è una delle principali cause di ipotiroidismo. Si stima che il 90% delle persone con tiroide non attiva abbia tiroidite autoimmune, nota anche come malattia di Hashimoto. Le persone con alti livelli di TSH che hanno anticorpi anti-tiroide hanno anche maggiori probabilità di avere livelli di colesterolo anormali. Il lato positivo è hanno più probabilità di rispondere ai farmaci tiroidei.

Ipertiroidismo: pur non essendo comune, l’ipertiroidismo è associato a bassi livelli di colesterolo totale, colesterolo HDL e colesterolo LDL. Mentre questo può sembrare un aspetto positivo, un basso livello di colesterolo nel sangue è stato associato ad un’alterata funzione della membrana cellulare, depressione, ansia, perdita di memoria e aumento della mortalità.

Gli ormoni tiroidei regolano la sintesi del colesterolo 

Potresti aver sentito che il colesterolo alimentare non ha molto impatto sui livelli ematici di colesterolo. Questo perché il colesterolo è anche sintetizzato dal fegato. Questo processo è strettamente regolato da diversi ormoni, compresi gli ormoni tiroidei. Il TSH aumenta l’espressione e l’attività di un enzima chiamato HMG CoA reduttasi, che controlla il tasso di sintesi del colesterolo. Ciò significa che l’ipotiroidismo aumenta la quantità di colesterolo prodotta nel fegato. Questo colesterolo viene quindi confezionato con trigliceridi in particelle VLDL, che vengono spedite nel flusso sanguigno. 

Gli ormoni tiroidei influenzano la lipoproteina lipasi (LPL)

Le particelle di VLDL viaggiano con il flusso sanguigno fino a raggiungere i piccoli letti dei vasi, dove incontrano un enzima chiamato lipoproteina lipasi (LPL). Questo enzima scompone i trigliceridi contenuti nella particella VLDL in acidi grassi, che vengono assorbiti dalle cellule adipose, cardiache e muscolari. Il T3 stimola la LPL per aumentare questa ripartizione del VLDL ricco di trigliceridi. Alla fine, il contenuto di colesterolo della lipoproteina diventa più alto del contenuto di trigliceridi e queste particelle diventano LDL. 

Gli ormoni tiroidei aumentano l’assorbimento delle particelle di LDL 

Le particelle di LDL circolano nel sangue fino a quando si legano ai recettori LDL. Questo legame attiva la cattura delle particelle da parte della cellula. Al suo interno l’LDL viene degradato e il contenuto utilizzato per la struttura della membrana cellulare o convertito in altri ormoni steroidei. Attraverso diversi meccanism il T3 aumenta l’espressione dei recettori LDL. Questo riduce la quantità di tempo che le particelle LDL trascorrono nel sangue e il loro numero totale.

Gli ormoni tiroidei influenzano l’ossidazione delle particelle LDL

Le particelle di LDL in eccesso nel sangue possono far “schiantare” alcune particelle nella parete del vaso sanguigno ed essere inglobate nel rivestimento interno del vaso stesso. Una volta lì possono ossidarsi, provocando infiammazione e si pensa che questo sia l’evento principale che scatena la formazione della placca arteriosa. T3 agisce come uno spazzino di radicali liberi e può proteggere l’LDL dall’ossidazione. Tuttavia,anche un alto tasso di T4 libero può intensificare l’ossidazione delle LDL . Pertanto, sia l’ipo che l’ipertiroidismo possono portare all’ossidazione delle LDL.

I pericoli delle statine nelle persone con disfunzione tiroidea 

L’uso delle statine è particolarmente preoccupante quando la causa del colesterolo alto è la scarsa funzione tiroidea. Ciò è dovuto agli effetti delle statine sui livelli di creatina chinasi. La creatina chinasi (CK) è un enzima espresso in molti tessuti in tutto il corpo, anche se è probabilmente più noto per la sua azione nelle cellule muscolari. La CK è responsabile dell’aggiunta di un fosfato alla creatina per formare fosfocreatina, che funge da riserva di energia e ne consente il rilascio rapido nei momenti di bisogno. Sia le statine che l’ipotiroidismo determinano il rilascio di CK nel sangue e l’effetto cumulativo è un grave aumento di CK. Questo può potenzialmente amplificare gli effetti collaterali negativi delle statine. Esse possono causare una serie di problemi ai muscoli scheletrici, inclusi danni e infiammazione. Sulla base di numerosi casi clinici, i ricercatori hanno ipotizzato che l’uso di agenti ipolipemizzanti nei pazienti ipotiroidei possa aumentare gravemente il rischio di miopatia e rabdomiolisi. Tuttavia, esaminando le cartelle cliniche rilevanti di 77 pazienti trattati con statine in un ospedale, un team di ricercatori medici ha scoperto che solo il 23% dei pazienti aveva fatto uno screening completo della tiroide prima di iniziare il trattamento.

Peggio ancora, al 12% dei pazienti con ipotiroidismo sono state somministrate statine senza fare un pannello completo della tiroide o una diagnosi di ipotiroidismo. Gli autori hanno commentato i loro risultati, sottolineando la necessità di uno screening tiroideo di routine in pazienti con anomalie lipidiche: “Non dobbiamo continuare ad usare questi farmaci senza verificare la possibilità di ipotiroidismo”. Le informazioni sulle statine in Giappone e nel Regno Unito ora includono avvertenze che sottolineano la necessità di un uso attento nei pazienti con ipotiroidismo. Lo stesso non si può dire per gli Stati Uniti o altri paesi. Quindi, è molto importante escludere altre malattie che causano il colesterolo alto, come l’ipotiroidismo, il diabete e la disfunzione renale, prima di prendere in considerazione l’uso di questo farmaco.

I migliori segnali di rischio cardiovascolare 

Numero di particelle LDL (LDL-P): l’ipotiroidismo subclinico è stato associato a livelli più elevati di ApoB-100, un marker surrogato per il numero di particelle LDL. Il trattamento con T4 ha ridotto significativamente i livelli di ApoB-100.

 LDL ossidata: la riduzione della funzione tiroidea aumenta il numero di particelle di LDL e promuove l’ossidabilità della LDL.

La salute della tiroide influisce anche su altri fattori di rischio cardiovascolare:

Pressione sanguigna: l’inattività della tiroide è fortemente associata all’ipertensione. Ciò è dovuto all’attivazione sia simpatica che surrenale. Uno studio su 30 pazienti con ipotiroidismo e ipertensione ha rilevato che l’ipertensione si è invertita nel 50% dei pazienti dopo terapia farmacologica tiroidea.

Proteina C-reattiva (CRP): è stato dimostrato che la CRP, un marker dell’infiammazione, è correlata negativamente con i livelli di T4 libera. Pazienti con ipotiroidismo subclinico hanno anche riscontrato un aumento della CRP.

Lipoproteina A2: è una misura del numero di particelle lipoproteiche che trasportano l’apolipoproteina A1. L’apolipoproteina A1 ha un’alta affinità per i lipidi ossidati e si pensa che sia largamente basata sulla genetica. I pazienti con ipotiroidismo conclamato e  subclinico hanno valori di LPA2  aumentati. Alcuni studi condotti su pazienti con ipotiroidismo subclinico suggeriscono che la terapia tiroidea può ridurre la LPA2, ma altri non hanno rilevato alcun cambiamento significativo.

Fosfolipasi A2 : è un enzima che viaggia in gran parte con le particelle LDL, è legato al processo infiammatorio ed è coinvolto nello sviluppo di aterosclerosi. Soggetti con ipotiroidismo subclinico hanno dimostrato di avere un Lp-PLA2 più alto.

Omocisteina: l’ipotiroidismo è associato ad un aumento dei livelli plasmatici di omocisteina.

Insulino-resistenza e BMI: l’insulino-resistenza e un alto indice di massa corporea sono entrambi correlati positivamente alla bassa funzione tiroidea.

Conclusione

Spero di averti convinto che la funzione tiroidea gioca un ruolo importante nel metabolismo dei lipidi. Non posso dirti il numero di pazienti che ho visto nella mia clinica con anomalie lipidiche che non avevano diagnosticato condizioni tiroidee. Ripristinare la salute della tiroide correggendo le carenze nutrizionali, riequilibrando il sistema immunitario e facendo semplici cambiamenti di dieta e stile di vita può spesso fare una grande differenza nei livelli di colesterolo e nei segnali di rischio cardiovascolare. In alcuni casi anche il supportare la tiroide con dei farmaci può essere utile ed è molto meno dannoso delle statine.

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