Le malattie infiammatorie intestinali più diffuse, la colite ulcerosa e il morbo di Crohn, sono un’infiammazione cronica (gonfiore e irritazione) del tratto gastrointestinale.

Sono entrambe considerate malattie autoimmuni, ovvero il sistema immunitario del corpo attacca il tuo stesso organismo, in particolare le cellule dell’apparato digerente e più frequentemente dell’intestino.

Morbo di Crohn. L’infiammazione coinvolge tutto il tratto digerente, inclusi l’intestino tenue e crasso. Il danno spesso si verifica in un determinato segmento, piuttosto che sull’intero tratto, e può colpire più strati di tessuto. In circa il 90% dei casi colpisce maggiormente l’ultima parte dell’intestino tenue (ileo) e il colon.

Colite ulcerosa. Colpisce solo l’intestino crasso (il colon) e il tessuto danneggiato di solito è l’intero colon e causa dolore e infiammazione. Nella maggior parte dei casi provoca solo infiammazione nel rivestimento più interno (più leggera quindi del morbo di Crohn). Può anche causare sintomi nel retto.

Altre malattie infiammatorie intestinali (IBD) meno comuni sono la colite ischemica, la malattia di Behçet, colite linfocitaria, colite collagenosica e colite associata alla diverticolosi.

Le malattie infiammatorie intestinali secondo le stime colpiscono oltre 5 milioni di persone nel mondo, di cui circa 1.6 milioni nel Nord America e quasi 3 milioni in Europa. In Italia, pur mancando dati epidemiologici nazionali, vengono stimate oltre 200 mila persone affette da colite ulcerosa o malattia di Crohn.

“Il problema è che in Italia manca ancora un registro nazionale, quindi si può dare solo una stima dei malati. Con buona approssimazione si può dire che il 40% di questi 200mila è affetto dalla malattia di Crohn, mentre il restante 60% da colite ulcerosa. Le malattie infiammatorie croniche intestinali hanno il picco di incidenza tra i 20 e i 30 anni di età. Quello che è emerso ultimamente è che il 20% degli affetti da queste malattie hanno un esordio della malattia da giovanissimi, nella fascia d’età tra i 10 e i 18 anni”.
– Prof. Alessandro Armuzzi, Segretario Generale IG-IBD, Ospedale Presidio Columbus – Fondazione Policlinico Gemelli – Università Cattolica 

La medicina non ha una cura per queste malattie, ma può aiutare le persone a tenere sotto controllo in sintomi in modo che non si sviluppino complicanze, come: infiammazione della pelle, degli occhi e delle articolazioni, coaguli di sangue, cancro al colon e colangite sclerosante primitiva (cicatrici dei dotti biliari che causano danni al fegato). L’insorgenza dei sintomi è tipicamente contrassegnata da periodi di remissione e recidive.

Diagnosi

Per la diagnosi i medici cercheranno alcuni segni chiave come la posizione del danno tissutale e il grado di infiammazione del tessuto attraverso la colonscopia, risonanza magnetica, campioni di feci e i valori di alcuni markers infiammatori nel sangue, come VES e PCR.

La malattia infiammatoria intestinale condivide i sintomi con molte altre condizioni, come la celiachia e la sindrome dell’intestino irritabile (IBS) che però non sono considerate malattie infiammatorie intestinali croniche.

Sintomi delle malattie infiammatorie intestinali 

La malattia infiammatoria intestinale provoca una vasta gamma di sintomi. Questi possono variare in base alla diagnosi esatta e alla gravità della malattia. In generale, i sintomi della malattia infiammatoria intestinale includono: 

  • Mal di pancia e crampi 
  • Sanguinamento dal retto o sangue nelle feci
  • Diarrea per un lungo periodo di tempo
  • Stimolo frequente all’evacuazione con senso di incompleto svuotamento intestinale
  • Scarso appetito 
  • Perdita di peso involontaria
  • Affaticamento o mancanza di energia
  • Abbondante presenza di muco negli escrementi

Nel caso la diagnosi specifica sia morbo di Crohn allora i sintomi possono includere anche:

  • Stenosi (restringimento intestinale che causa un blocco nell’intestino, e potrebbe essere necessario un intervento chirurgico per risolvere) 
  • Ragadi anali (una lacerazione nella pelle dell’ano)
  • Febbre
  • Fistole (quando un’ulcera attraversa la parete dell’intestino) 

Nel caso la diagnosi specifica sia colite ulcerosa i sintomi possono includere anche:

  • Dolori articolari
  • Eruzioni cutanee
  • Scariche di feci liquide con sangue
  • Disidratazione
  • Febbre

Cause e fattori di rischio

La causa esatta delle malattie infiammatorie intestinali viene considerata sconosciuta.

I fattori di rischio includono:

  • Età inferiore ai 30 anni (anche se puoi averla a qualsiasi età)
  • Avere un parente stretto con malattia infiammatoria intestinale
  • Fumo
  • Assunzione di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS)
  • Alterazione della flora batterica intestinale (dovuto quindi alla dieta raffinata moderna, esposizione a tossine ambientali, stress)
  • Virus attivi nell’organismo (come Epstein Barr, qui uno studio per approfondire)

Rimedi naturali per le malattie infiammatorie intestinali

Il trattamento convenzionale prevede l’assunzione di farmaci che cercano di alleviare i sintomi come ad esempio attraverso immunosoppressori e antinfiammatori. Ma come affermano gli scienziati stessi: “Tuttavia, a causa della bassa efficacia e dell’elevato rischio di effetti collaterali [di questi farmaci], vi è la chiara necessità di sviluppare strategie farmacologiche nuove ed efficienti nel trattamento delle malattie infiammatorie intestinali.”

La nutrizione svolge un ruolo importante come si può immaginare dato che l’intestino è proprio il luogo dove il cibo che ingeriamo viene digerito, assimilato ed espulso. Quindi una alimentazione appropriata può portare ad alleviare i sintomi.

1. Diario alimentare. Tenere un diario alimentare è un modo per scoprire cosa infastidisce o no l’intestino e cosa potrebbe causare i sintomi. Nel diario, tieni traccia anche dei tuoi sintomi, come la diarrea, mal di testa, crampi, affaticamento, gonfiore e qualsiasi altro cambiamento nel modo in cui ti senti. Inoltre, prendi nota dei giorni in cui ti senti bene. Sapere cosa hai mangiato nei giorni di buona salute può essere prezioso quanto sapere cosa ti ha fatto sentire male. Tieni traccia del tempo: annota quando mangi qualcosa e a che ora hai dei sintomi, ti aiuterà a ricondurli a ciò che hai mangiato. Oltre ad essere usato come indicazione personale, puoi porta il tuo diario ad un esperto che potrà aiutarti a selezionare la dieta più adatta.

2. Alimenti da evitare. Solitamente questi cibi possono peggiorare i sintomi delle malattie infiammatorie intestinali:

  • Fibre, come semi, noci e verdure crude e frutta (le fibre possono peggiorare i sintomi; massimo un frutto al giorno)
  • Glutine. Secondo alcuni esperti, come per i celiaci, chi soffre di malattie infiammatorie intestinali è intollerante al glutine
  • Latticini
  • Salumi e carne di maiale
  • Tutti i prodotti affumicati
  • Fritture
  • Cibi piccanti
  • Alcol
  • Gomme da masticare (chewing gum) e cibi confezionati ricchi di additivi

Ci sono diverse testimonianze di persone che hanno grazie all’alimentazione mandato in remissione la malattia e ora sono anni che i sintomi non si ripresentano.

3. Dieta AIP. La dieta AIP sta per “Protocollo Autoimmune Paleo” ed è un approccio terapeutico basato sull’alimentazione per eliminare l’infiammazione nel corpo. Il protocollo si basa sull’eliminazione di tutti i cibi che possono favorire infiammazione e sull’introduzione di quelli che riducono l’infiammazione e favoriscono la rigenerazione dell’organismo. Uno studio del 2017 ha valutato gli effetti della dieta AIP su un gruppo di pazienti con morbo di Crohn e colite ulcerosa. Dopo sei settimane, 11 dei 15 pazienti nello studio hanno raggiunto la remissione clinica e hanno mantenuto la remissione durante la fase di mantenimento dello studio. Oltre a raggiungere la remissione clinica, i ricercatori hanno anche notato miglioramenti nei numeri di calprotectina fecale, nonché miglioramenti endoscopici nell’aspetto della mucosa nella colonscopia dopo lo studio. Questa ricerca, pur essendo svolta su un piccolo gruppo di pazienti, mette in evidenza come le modificazioni dietetiche possano beneficiare grandemente i pazienti con malattia di Crohn e colite ulcerosa. Sono ancora necessarie ulteriori ricerche per valutare gli effetti della dieta AIP in un gruppo più ampio di pazienti. Ho spiegato in dettaglio come eseguire la dieta AIP in questo articolo Come fare il Protocollo Autoimmune Paleo. La dieta studiata per le malattie autoimmuni.

4. Formulazioni erboristiche cinesi. Tra i trattamenti complementari per le malattie infiammatorie intestinali, la medicina tradizionale cinese è quella più diffusa e apprezzata. Oltre all’agopuntura, ci sono molte formulazioni erboristiche che hanno dimostrato in diversi studi di essere efficaci nel trattamento di queste malattie. Rivolgersi ad un medico di medicina tradizionale cinese per avere una terapia da seguire.

Nella letteratura della medicina tradizionale cinese, malattie come l’IBD, sono state descritte argomenti come causate da “umidità e calore interiore” e può essere trattato con il metodo “elimina il calore e trasforma l’umidità”. Per ricostruire la funzione digestiva, dovrebbe essere usato il metodo “nutrire la milza e fortificare lo stomaco”. Questi rimedi a base di erbe possono essere somministrati attraverso la bocca o il clistere per trattare direttamente l’area interessata. Ho riassunto 15 studi clinici condotti negli ospedali cinesi. Questi studi hanno utilizzato diversi rimedi erboristici cinesi e hanno trovato che il tasso di efficacia del trattamento dell’IBD era superiore al 90 percento. Tra 757 pazienti trattati in questi studi, 600 di loro hanno ottenuto la remissione clinica, il tasso di remissione clinica è stato del 79,26%. Uno studio ha incluso un’osservazione di follow up di quattro anni e ha scoperto che i pazienti che utilizzavano trattamenti a base di erbe avevano un tasso di recidiva molto basso del 23,33%. Il trattamento può durare dai tre ai sei mesi. Per regolare il movimento intestinale, dovrebbe essere usata l’agopuntura. Di solito i pazienti noteranno il miglioramento entro una settimana o 10 giorni. Le erbe utilizzate nei trattamenti IBD sono molto sicure e molto raramente hanno reazioni avverse.” leggiamo sul sito di una clinica di medicina tradizionale cinese americana.

5. Multivitaminico. Molte persone con la malattia di Crohn e colite ulcerosa possono riscontrare problemi di malnutrizione quando la malattia diventa seria dato che l’intestino non assorbe i nutrienti. Per aiutare a evitare carenze di nutrienti, puoi assumere un multivitaminico che contenga:

  • Ferro – per evitare stanchezza ed anemia dalla perdita di sangue 
  • Calcio – per evitare la fragilità ossea, che può verificarsi a causa di problemi di assorbimento di sostanze nutritive o quando si assumono steroidi
  • Vitamina D  è raccomandata per tutti coloro affetti da IBD a causa del suo possibile ruolo nel ridurre l’infiammazione intestinale. 
  • Acido folico – questo nutriente è particolarmente importante per le donne in età fertile 
  • Vitamine A, E e K – le persone con IBD possono avere difficoltà ad assorbire queste vitamine liposolubili 
  • Vitamina B12  è particolarmente importante per le persone che seguono una dieta vegetariana o che hanno problemi con l’ileo, dove la vitamina B12 viene assorbita al meglio 
  • Zinco – molte persone con frequenti diarree possono sviluppare una carenza di zinco, quindi gli integratori possono essere molto utili 

Questo è un multivitaminico di ottima qualità altamente biodisponibile.

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Anche bere degli estratti freschi di frutta e verdura apporta un concentrato di minerali e vitamine meglio assimilabili. Berli lentamente e alternati a tisane calde, così da non raffreddare l’apparato digerente.

6. Bevande antinfiammatorie.

  • Tè verde. Bere il tè verde può ridurre l’infiammazione nell’intestino e gli scienziati ritengono che la ricerca su di esso meriti studi clinici sull’uomo per il trattamento dell’IBD.
  • Tè alla curcuma. La curcumina è altamente antinfiammatori e antiossidante
  • Succo di ananas fresco. Grazie alla ricchezza del suo contenuto di bromelina (contenuta specialmente nel gambo), l’assunzione di succo d’ananas fresco può calmare le malattie immuno-mediate e l’infiammazione nel colon.
  • Succo di erba di grano. Uno studio ha rivelato che bere succo per quattro settimane riduce il sanguinamento rettale e l’attività della malattia.
  • Succo di uva nera. Ricco di resveratrolo, gli studi sugli animali suggeriscono che può calmare la reazione del sistema immunitario, ridurre l’infiammazione e persino prevenire la colite e il cancro del colon .
  • Succo di melograno. I primi studi hanno rilevato un ruolo promettente per il melograno come calmante di colite, ulcere e diarrea.
  • Gel di aloe vera. E’ utilizzato per aiutare a velocizzare la guarigione delle ferite e ridurre l’infiammazione, ma sono necessarie ulteriori ricerche nei pazienti con IBD. Questa è una delle migliori:
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7. Rilasciare lo stress. Chi soffre di colite ulcerosa o morbo di Crohn afferma che i dolori si manifestano con più frequenza quando si trovano in periodi di stress. Puoi aiutare a tenere sotto controllo lo stress con:

  • L’esercizio fisico. Questo allevia lo stress, riduce la depressione e l’ansia e può anche aiutare i sintomi dell’intestino. Passeggiate nella natura vanno benissimo.
  • Lo yoga può essere un ottimo modo per combinare stress e attività fisica.
  • Meditazione. Il rilassamento e la respirazione possono essere molto utili per rilasciare le tensioni psicofisiche.
  • Psicoterapia e Bioenergetica. Farsi seguire da un terapeuta può essere indicato per aiutarci a superare situazioni molto intense nella nostra vita. Consiglio la bioenergetica di Alexander Lowen praticata da molti psicoterapeuti in tutto il mondo che lavora a partire dal corpo.

8. Probiotici. I probiotici possono aiutare a mantenere un sano equilibrio dei batteri nell’intestino. La ricerca in pazienti con malattia infiammatoria intestinale suggerisce che possono aiutare a riequilibrare la risposta del sistema immunitario ai batteri nell’intestino. Possono anche ridurre l’infiammazione e la gravità della malattia. Questi sono i probiotici che consiglio:

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9. Smettere di fumare . Il fumo può peggiorare i sintomi delle malattie infiammatorie intestinali.

Considerazioni

Non cercare di auto-diagnosticare o auto-trattare la malattia infiammatoria intestinale. I sintomi possono essere facilmente confusi con molte altre condizioni, tra cui infezioni, cancro, sindrome dell’intestino irritabile (IBS) e celiachia. Il trattamento varia per ogni malattia, quindi è essenziale avere una diagnosi corretta.

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