Come costruire un forno solare in casa

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PERCHÉ CUCINARE CON IL SOLE?
Perché è semplice e divertente, permette di rendersi conto che l’energia solare è davvero una fonte di energia che può essere usata a proprio vantaggio e non solo per abbronzarsi. Perché fa riflettere sullo sfruttamento devastante delle fonti di energia fossili, che sono purtroppo “non rinnovabili” e stanno finendo!
Per assurdo questo tipo di cottura “lenta” ci libera del tempo passato a cucinare. Se ci si organizza e si è disposti a cambiare le proprie abitudini si può preparare un pasto e metterlo a cuocere al sole nella prima mattinata, orientarlo sulla posizione del sole alle 11.00, tornare alle 12.30 e trovare il cibo pronto!
È incredibile, se proverete, vedere come l’acqua riesce a bollire senza che venga somministrata nessuna energia esterna, su un semplice forno in cartone che potrete autocostruire in compagnia. Cucinare con il sole può diventare una buona occasione conviviale, per passare una giornata un po’ diversa in natura e con gli amici… senza dover portare i fornelli!
Per una storia del forno solare e una più vasta conoscenza dei vari modelli esistenti in commercio rimandiamo a questo articolo!
COME AUTOCOSTRUIRE UN FORNO SOLARE SENZA SPENDERE NULLA!
Personalmente mi sono cimentata un paio di volte nella costruzione di un forno solare, entrambi erano molto funzionali e cuocevano benissimo! Li ho usati per un’estate intera con un notevole risparmio di energia e ho cucinato cereali, legumi, verdure e buonissime focacce.
Voglio condividere con voi il modello più semplice da realizzare e funzionale!
IL FORNO SOLARE A PANNELLI.

Questo particolare modello è stato sviluppato da un caro amico purtroppo scomparso prematuramente, Roberto Bracci, che conobbi agli incontri della Decrescita Felice di Macerata vari anni fa, uomo di grande ingegno e inventore versatile.
imagesÈ quello più facile da realizzare e semplice da usare, può essere costruito in cartone su cui è possibile applicare una pellicola specchiante o in qualunque altro pannello riflettente. In questo forno la parte importante non è solamente quella dei pannelli, il compito fondamentale infatti è rappresentato dalla combinazione delle stoviglie, pentole, barattoli sigillati in appositi sacchetti o coperchi di vetro trasparenti. Per cuocere in un forno solare a pannelli è necessario utilizzare una pentola nera o un barattolo di vetro dipinto con vernice nera opaca, posizionati all’interno di un sacchetto di plastica trasparente o di recipienti di vetro che creino un ambiente ben chiuso. ATTENZIONE! Nel caso in cui si utilizzino barattoli di vetro, soprattutto se con chiusura a molla, è necessario attendere almeno 15 minuti prima di aprire il barattolo a fine cottura per evitare di ustionarsi con il vapore che fuoriesce dal barattolo. Un altro consiglio è quello di lasciare una striscia non dipinta nel barattolo in modo da poter controllare la cottura!
La frequenza con cui è necessario riorientare il forno dipende dalle sue dimensioni: più è grande la superficie riflettente, meno spesso è necessario modificarne la posizione. Naturalmente non cuoce velocemente come un forno solare a parabola e va riposizionato spesso per far cadere il fuoco solare al centro della pentola. Generalmente i tempi di cottura raddoppiano, a volte triplicano, ma non vi spaventate, si tratta solo di pensare in maniera differente e mettere il cibo nel forno fin dalla mattina.
TEMPI DI COTTURA
I cereali e i legumi vanno cotti in dei barattoli con la chiusura ermetica dipinti di nero, come già detto, e la quantità di acqua deve essere uguale a quella dei cereali, cuociono in due ore; condite con sale e tutte le spezie che volete. Per le verdure invece si può usare una pentola che potete dipingere di nero e coprire con un coperchio di vetro che si incassi bene con la pentola, non va aggiunta acqua e i tempi possono variare da un’ora (zucchine) fino a 3 ore (tuberi). Per i prodotti da forno è meglio farlo nel mezzo della giornata (tra le 9-10 e le 14 -15) Pane: pagnotte intere: 3 ore; Biscotti: 1 ora e mezza; Torte 1 ora e mezza – 2 ore. NON c’è bisogno di coprire.

Pasta: Riscaldate l’acqua in una pentola e la pasta in un’altra. Quando l’acqua è vicino all’ebollizione unire la pasta, mescolare, e cuocere per 10 -15 minuti, a seconda del tipo di pasta.
Uova: non aggiungere acqua. Due ore per uova ben sode. Se le cuocete di più il bianco diventerà marrone, ma il sapore è lo stesso.
 Le uniche accortezze in questi tipi di forni sono legate all’usura e agli agenti atmosferici, non bisogna quindi grattare la parte superficiale o lasciare scolare liquidi in eccesso sul pannello riflettente, mai lasciare il forno a pannelli sotto la pioggia (infatti vi renderete conto piano piano di avere sì a disposizione un sistema efficiente di cottura ma che è pur sempre un cartone ricoperto di carta argentata).
Più lo userete più imparerete a cucinare ottimizzando i tempi e le tecniche. Vi assicuro che è un’enorme soddisfazione mangiare un cibo cucinato con il sole e, per di più, con un forno che si è costruito con le proprie mani!
MATERIALI PER LA COSTRUZIONE
  • Due cartoni rettangolari con una lunghezza di base divisibile per 3 ed un’altezza pari almeno alla metà della lunghezza. Esempio: un cartone di 90 cm di lunghezza ed almeno 45 di altezzA
  • Un taglierino affilato, un metro o un righello di almeno 60 cm, una matita
  • Un’asta rigida in metallo o di qualsiasi altro materiale, a condizione che abbia almeno uno spigolo “vivo” (non necessaria ma utile)
  • Un rotolo di carta argentata per alimenti (carta stagnola)
  • Pennello e Colla Vinilica da diluire in un barattolo con un pò di acqua
  • Nastro adesivo per rinforzare i bordi (non necessario ma utile)

PROCEDIMENTO

Per la costruzione di questo forno non servono particolari abilità manuali, infatti quello che si dovrà fare non è altro che piegare, rifinire ed incollare la carta argentata sulla superficie di due cartoni. Procedere come segue:

  1. Posizionare il primo cartone su un piano (a terra va bene, ma attenzione a non appoggiare le ginocchia sul cartone)
  2. Rifilare con il taglierino il cartone che dovrà avere una lunghezza divisibile per 3 ed un’altezza almeno la metà della lunghezza prestabilita.
  3. Tracciare 3 righe verticali con un righello ed una matita per dividere il cartone in 3 colonne uguali
  4. Tracciare due triangoli rettangoli alla base della prima e della terza colonna; il rapporto tra la base della colonna (primo cateto) l’altezza del triangolo (secondo cateto) deve essere di 1 a 0,7. Ad esempio se abbiamo diviso per 3 un cartone di 90 cm avremo la base della colonna di 30 cm e quindi l’altezza di 30×0,7= 21 cm
  5. A questo punto disegnare l’ipotenusa che unisce i due cateti
  6.  Con l’aiuto di un’asta rigida piegare il cartone lungo le ipotenuse dei due triangoli disegnati
  7. Girare il cartone e dividere nuovamente in 3 colonne come nel punto 3 e piegare il cartone con l’asta rigida seguendo le linee tracciate.
  8. Prendere il secondo cartone, disegnare i due triangoli e le 3 colonne come già fatto per il primo, ma piegare solamente lungo le linee che delimitano le tre colonne come già fatto nel punto 6.
  9. Diluire in un barattolo della colla vinilica con un po’ di acqua e stenderla sulla superficie dei due cartoni ad esclusione delle aree all’interno dei triangoli
  10. Senza aspettare che si asciughi troppo la colla, applicare la carta argentata sulla superficie del cartone tenen do la parte più riflettente verso l’esterno (visibile non incollata al cartone), non avendo incollato i due triangoli non andrà applicata la carta argentata in queste aree.
  11. A questo punto stendere la colla solamente nello spazio dei triangoli lasciati scoperti dalla carta argentata, unire quindi i due cartoni facendo combaciare le aree incollate. In questa fase è importante essere precisi in modo tale che il forno sia stabile e si possa reggere autonomamente una volta messo in posizione.
  12. Aspettare che la colla asciughi… ed eventualmente rinforzare il perimetro del forno con del nastro isolante
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Cucinando con il sole non si risparmia solo qualche centesimo di gas o elettricità, ma anche qualche modesto grammo di emissioni inquinanti e magari anche materiale destinato alla discarica. Nelle calde giornate estive non perderemo tempo davanti ai fornelli, sudando e cucinando ciò che il nostro forno solare riesce a “sfornare” da solo. La cucina solare non deve essere una filosofia estremista tipo “bisogna abolire il fornello tradizionale”. Però quando ci sono le condizioni favorevoli, se è possibile, sarebbe meglio usare altre fonti, come il sole, che hanno un minore impatto economico, energetico e ambientale.

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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2 Commenti su questo post

  1. luisa says:

    bello mi piace e lo proviamo domani al campo di perma-puericoltura a casa nostra (PG)!
    Ciao Lucia

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