Come Leggere e Riarmonizzare i propri Piedi

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Camminano, corrono, saltano e ballano; i nostri piedi sono le fondamenta del nostro corpo, le radici della nostra persona. I piedi sono una delle parti più sensibili del corpo e contengono migliaia di recettori che forniscono al cervello non solo informazioni sul dolore o sulla temperatura, ma anche il senso della pressione e della percezione del corpo. Se ci fermiamo ad osservare l’appoggio dei piedi a terra notiamo che cambia da persona a persona e ciò non dipende solo dalla morfologia del piede ma anche dalla struttura caratteriale del soggetto.

SIGNIFICATO DEL PIEDE PIATTO E DEL PIEDE CAVO

Facendo un parallelo psicologico chi ha il piede “cavo” ovvero un’accentuazione dell’arco plantare è una persona che non ha un buon contatto con la realtà. Avere un appoggio ridotto significa non potersi fidare del pavimento, non potersi fidare della realtà, quindi non poter mai esser sicuri né di noi né degli altri perché non sappiamo appoggiarci. Chi invece presenta un piede “piatto” non si sente sorretto da un ambiente che sembra diventare faticoso, cedendo così al peso degli altri, al peso di tutto … non ha l’energia per reagire affermandosi. Parafrasando modi di dire come ad es “quella persona ha i piedi per terra” oppure “cammina ad un metro da terra” possiamo notare con stupore che anche fisicamente abbiamo dei riscontri concreti.

MOVIMENTO ELICOIDALE ALLA BASE DEL PIEDE

Solo con la forma elicoidale del piede si può avere la dinamica del movimento. I muscoli del piede fanno parte di un sistema lungo di catene muscolari che entrano in gioco nel movimento elicoidale del corpo, cioè di movimento di rotazione del bacino e del cingolo scapolare; quando camminiamo tutto il nostro corpo effettua un movimento elicoidale a partire dalla mandibola, quindi spalla, anca, fino ad arrivare al piede. Durante la deambulazione si crea una linea di forza che arriva fino alla prima cervicale. Come se fosse una corda che unisce il piede al cranio: se questa linea di forza si allunga si determina un piede piatto se invece si accorcia si avrà un piede cavo.

SCARPE E ASFALTO DANNEGGIANO PIEDI E POSTURA

Le superfici dure (asfalto, cemento, marmo ecc..) sulle quali siamo ogni giorno costretti a camminare non aiutano di certo i nostri piedi ma la vera prigionia è data dalle scarpe, da una moda (specie femminile) che impone “gabbie” di cuoio o di gomma, strette o a punta che impediscono al piede di aprire le dita, distruggendo la coordinazione naturale delle articolazioni. I tacchi alti, poi, riducono la mobilità articolare delle caviglie e provocano una maggiore pressione sulle dita, creando in tal modo uno squilibrio in avanti del bacino, causa frequente di mal di schiena. La postura deve essere più equilibrata possibile, la distribuzione ideale del peso è 60% sul tallone e 40% sulla punta anteriore del piede; tale distribuzione varia a seconda dell’età. Il corretto funzionamento del corpo umano dipende strettamente dalla mobilità e dalla stimolazione dei muscoli delle estremità inferiori.

COME RIPORTARE IL PIEDE ALLA SUA NATURALITA’

Occorre quindi un allenamento costante e mirato, che si ottiene in modo ottimale camminando a piedi nudi (l’uomo è nato senza scarpe, e per questo ci sarà un motivo!!!) . I terreni variegati e irregolari educano chi cammina scalzo a correggere le posizioni scorrette dei piedi; affinché i ciottoli non pungano si tende a spostare il peso dalla parte sensibile dell’arco plantare alla parte esterna del piede, meno sensibile. Questo è il programma di allenamento perfetto contro i piedi piatti. In generale camminare a piedi nudi, con passo rilassato, riflessivo e gioioso consente una salutare distensione che si riflette su tutta la persona.

BIOENERGETICA E RADICAMENTO

Nel sistema energetico di un organismo l’esser ben radicati fornisce una valvola di sicurezza per la scarica dell’eccitazione in eccesso. Fu Alexander Lowen ad introdurre il concetto di grounding o radicamento,che significa letteralmente avere i piedi ben piantati a terra. Il grounding, spiega Lowen, è dato dalla sensazione del contatto tra i piedi e il terreno e implica una corrente di eccitazione che scorre nel corpo, attraverso le gambe, fino ai piedi e al terreno. E’ la chiave del lavoro bioenergetico: se una persona è ben radicata il suo corpo è naturalmente bilanciato, diritto, saldo; l’energia scorre liberamente e anche gli occhi sono più chiari e brillanti e la vista è migliore. I piedi sono adorati, contemplati dalla riflessologia, dall’arte, dai retifisti (feticisti del piede) ma soprattutto dalla cultura cinese che li considera la base della salute umana.

MODIFICAZIONE DEL PIEDE

Da un punto di vista posturale ed osteopatico modificare il piede è difficile! Si lavora sulla funzionalità dell’organo. Bisogna rispettare l’equilibrio del corpo andando ad armonizzare le forze. Modificando le tensioni che organizzano il corpo si va anche a modificare leggermente il baricentro e di conseguenza la contrazione e l’azione di alcuni gruppi muscolari. Il piede piatto o il piede cavo non sono altro che una valvola di sfogo che il corpo ha pur di garantire un equilibrio dinamico: si ha un piede cavo o un piede piatto a seconda del contesto posturale globale.

BASTA SCARPETTE CORRETTIVE, FACCIAMO UNA VALUTAZIONE OLISTICA DELLA PERSONA

Da quanto detto, ne deriva che non è detto che bisogna correggere necessariamente il piede piatto e che la correzione di quest’ultimo non può prescindere dalla valutazione delle varie curve della schiena e dal rapporto di queste ultime con l’impronta plantare; di non minore importanza è “l’approccio psicologico” del paziente nell’ambito di una terapia correttiva. Quanti bambini sono stati “forzati” sia fisicamente che psicologicamente con le scarpette ortopediche fabbricate da una nota casa produttrice? La maggior parte di loro fisicamente presenteranno il cosiddetto “piede a doppia componente”, cioè che nell’appoggio dinamico consumeranno le scarpe esternamente sul calcagno e internamente sul mesopiede e sull’avampiede con scarsa dinamicità nel passo e alterazione nella sensibilità propriocettiva del piede, per non parlare delle “modifiche caratteriali” su cui studi seri non sono mai stati effettuati (ma forse non conviene neanche alla comunità scientifica farli). E’ quindi necessario, prima di prendere in considerazione l’idea di una correzione di un piede piatto, effettuare una valutazione olistica di tutto il corpo affinché non si correggano dei piedi che in realtà sono piatti in quanto adattati alla colonna vertebrale o perché espressione dell’Essere … perfetto nella sua imperfezione.

Dott. Francesco Martinelli e Viviana Damino

Riflessologia Plantare
Teoria e Tecnica – all’interno 58 Tavole Anatomiche

Voto medio su 2 recensioni: Buono

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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6 Commenti su questo post

  1. silvia plattino says:

    Ho una leggera forma di alluce valgo, sufficiente però a inficiare l’estetica del piede. Da quanto capisco, per chi non ha nessuna intenzione di sottoporsi ad un’operazione, non c’è nulla da fare. Oppure la ginnastica posturale-propiocettiva può qualcosa magari abbinata a qualche altra forma di ginnastica che corregga la postura?

    • Viviana Damino says:

      Oltre ai consigli riportati nell’articolo, come camminare a piedi nudi (in particolare su terreni accidentati, spiaggia, ciottoli) e vagliare attentamente le calzature beh esistono diversi esercizi e vari strumenti (fasce e divisori) in grado di evitare che la deformazione peggiori con il tempo e riportare l’alluce in posizione corretta. Tutto ciò è di competenza dell’ortopedico , podologo, per cui il consiglio più idoneo è quello di farsi seguire da una o da entrambe le figure professionali appena citate prima che si verifichi una vera e propria alterazione posturale. La chirurgia rimane l’ultima spiaggia!!. Per quanto riguarda la correlazione alluce valgo- personalità beh sembra che stia ad indicare una personalità che si preoccupa molto, facendosi anche carico di responsabilità che non gli sono mai state affidate. Grazie per aver letto l’articolo

      • Cara Viviana, ti faccio i miei complimenti per il tuo articolo, molto accurato ed interessante. Ti vorrei suggerire, oltre alle tecniche che già descrivi, la Riflessologia plantare che oltre ad essere una disciplina olistica, che considera e tratta tutto il corpo, è molto efficace anche sulle problematiche locali, che poi non sono mai solamente locali. Ad esempio, lavorando con clienti portatori di alluce valgo ho spesso avuto risultati positivi, sia sulla deformazione articolare vera e propria, sia sulla postura, sia, infine, sull’atteggiamento di sovraccarico di responsabilità che tu stessa indichi come la causa psicologica. Se ti interessa ti invito a visitare il mio sito http://www.puntiriflessi.it e/o la pagina Facebook dallo stesso nome. Un caro saluto

  2. ilaria says:

    Salve,
    dove posso effettuare una valutazione olistica di tutto il corpo a Cagliari?
    grazie

  3. nitrodi says:

    Io ho risolto automasssggiando e drenando bene la cartilagine sotto l alluce con una pressione lenta e costante

  4. Angela says:

    Buon Giorno
    Molto interessante riflessologia cè sempre qualcosa da imparare di bello di fondamentale…..
    Vorrei aggiornamenti, lascio qui la mia email Grazie

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