Come possiamo in modo cosciente fare qualcosa di concreto?

1 Commento

benvenuti_nel_nuovo_sito

Con questo articolo rispondo pubblicamente ad un nostro lettore, dato che la sua domanda molto interessante mi è stata già posta altre volte in passato e tutti noi, prima o poi ce la siamo posta o stiamo cercando ancora una risposta.

Ciao,
seguo ogni giorno il tuo blog,
volevo cortesemente chiederti, come possiamo in modo cosciente fare qualcosa di concreto (a parte cambiare alimentazione e stile di vita) combattere che ci manipola (rotschild,illuminati ecc ecc) ? es. denunce,manifestazioni pacifiche, ritrovi ecc ecc.

Attendo tua risposta in meritoCordiali Saluti

Ciao,

La verità è che non c’è nessuno che ti manipola, e non c’è nulla di sbagliato in quello che sta accadendo.
Non c’è nulla da cambiare.
E’ tutto perfetto così com’è, anche se ti porteranno via la macchina, l’auto, la casa e se andrà la tua compagna/o.
Tutto quello che esiste è ciò che accade in questo momento e sono come le scene di un film, non ha nessun rilievo se accade o meno che John cattura Mike e scopre che la sua anima gemella è Linda, non ha nessun rilievo per lo spettatore.
Non ha nessun rilievo per chi è comodamente seduto in poltrona a casa, se i personaggi del film sono in guerra tra loro e vige l’avidità e l’ingiustizia, mossi dalla paura di perdere il rispetto, il denaro, il potere che altro non derivano che dalla paura della morte. Mettili di fronte alla morte e ti daranno tutto pur di continuare a vivere. Ma perché? La morte è tanto temuta sia dalle vittime che dai carnefici, eppure sono solo immagini sullo schermo, nessuno di loro in verità va da nessuna parte perché non sono mai esisti veramente. Solamente, un giorno, lo schermo diventerà tutto nero e non ci sarà più il senso di guardare alcunché, quello che viene chiamata coscienza.
Forse prima che lo schermo sia diventato nero le scene del film sono diventate più belle, piene d’amore e la Terra è diventata un luogo di pace dove nessuno si sente separato dagli altri, ma tutti vivono in un’armoniosa interdipendenza.
O forse no.
Ma tu sei sempre in poltrona sul divano, a casa.
Quando questo diventa chiaro, ovvero da omino dello schermo, che combatte ogni giorno con i problemi della vita, l’attenzione si sposta sul senso di guardare l’omino sullo schermo, allora, che le cose vadano in un verso o nell’altro non fa differenza. Ciò che tu sei non è toccato.
Quando questo diventa chiaro allora probabilmente non ci saranno più emozioni pesanti come rabbia, invidia o gelosia. Di cosa si dovrebbe esserlo? La casa non è mia, quella persona non è mia, quel lavoro non è mio, non c’è nessun me. E allora la relazione diventa naturale ed armoniosa, come nel possibile finale del film sullo schermo.
Quando questo diventa chiaro, ci si accorge che in verità tutto quello che accade non era mai stato deciso da noi, anche quando eravamo dannatamente sicuri di averlo fatto, che era merito nostro, che era colpa nostra.
Le cose accadono senza un senso che non sia questo stesso accadere.
Questo è già chiaro perché sei già a casa, in poltrona, anche se forse si può avere l’illusione di essere quel maledetto omino che deve sbrigare un sacco di cose. Capita, fa parte del film, è sempre il film che svolge la sua pellicola.
Se ti sembra che c’è qualcosa che non è chiaro o non hai compreso, beh nella sezione La Verità ci sono delle persone che ne parlano, che ti ripeteranno che è sempre stato tutto chiaro, perchè c’è solo Questo.
Un abbraccio
Dioni

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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Commento su questo post

  1. veronica says:

    La semplicità (André Comte-Sponville)

    “La semplicità è spontanea, coincidenza immediata con se stessi (anche con quello che di sé si ignora), improvvisazione gioiosa, disinteresse, distacco, incuranza di dimostrare, di prevalere, di sembrare… Di qui quell’impressione di libertà, di leggerezza, di beata ingenuità. «La semplicità», scrive Fénelon, «è una rettitudine d’animo che taglia via ogni orpello inutile da sé e dalle proprie azioni. […] È libera nella sua corsa, perché non si ferma mai per ritoccarsi ad arte». È noncurante, ma non senza cura: si occupa del reale, non di sé. È il contrario dell’amor proprio. Ancora Fénelon: «Essendo interiormente disamorati di sé grazie all’asportazione di tutti gli orpelli volontari, si agisce più naturalmente. […] Questa vera semplicità […] ha un gusto di candore e di verità che si fa sentire, un nonsoché di ingenuo, di dolce, d’innocente, di allegro, di gradevole che affascina quando lo si guarda da vicino e a lungo con occhi puri». La semplicità è oblio di sé, ecco perché è una virtù: […] il contrario del narcisismo, della presunzione, del sussiego. […] L’Io è soltanto l’insieme delle illusioni che si fa su se stesso: il narcisismo non è l’effetto dell’Io, ma il suo principio. […] La semplicità lo dissolve.
[…] Modestia senza semplicità è falsa modestia. Sincerità senza semplicità è esibizionismo o calcolo. La semplicità è la virtù delle virtù: ciascuna è se stessa soltanto a condizione d’essersi liberata della preoccupazione di sembrare, […] soltanto a condizione […] di essere priva di affettazione, priva di artificio […]. Ogni virtù, senza semplicità, è dunque corrotta, […] come piena di sé. […] La semplicità è la verità delle virtù, e la scusa dei difetti. È la grazia dei santi, e il fascino dei peccatori.
[…] La semplicità è oblio di sé […]: è quiete contro inquietudine, gioia contro riflessione, amore contro amor proprio, verità contro presunzione… L’Io permane in essa, sì, ma come alleggerito, purificato, liberato […]. Da tempo, addirittura, ha rinunciato a cercare la sua salvezza, non si cura più della sua perdita. […] Il semplice […] non s’interessa abbastanza a sé per giudicarsi. […] Tira dritto per la sua strada, il cuore leggero, l’anima in pace, senza meta, senza nostalgia, senza impazienza. Il mondo è il suo regno, e gli basta. Il presente è la sua eternità, e lo colma. Non deve dimostrare niente, poiché non vuole sembrare niente. Non deve cercare alcunché, perché ha tutto a portata di mano”.

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