Cosa aspettarsi dai veicoli elettrici? Pregi e difetti, potenzialità e limiti dei mezzi

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Quando i pionieri della telefonia giravano in città con i primi veri smartphone, ovvero pochi anni fa, ricaricare un veicolo elettrico significava parcheggiarlo nel garage ed attendere l’indomani di aver completato il pieno di elettroni.  I primi telefonini intelligenti avevano fotocamere a bassa risoluzione e display a colori sgranati, serviva parecchio sforzo per riconoscere il volto di un amico e le immagini viaggiavano solo tramite il vecchio mms… internet sul telefono era un lusso molto lento e utile più per semplici ricerche testuali che per una vera e propria navigazione.

Oggi fare una foto ad alta risoluzione o navigare seriamente o usare applicazioni complesse è all’ordine del giorno, per molti di noi è normale, tanto che il telefonino dopo poco tempo a tanti sembra diventare più lento: la realtà è che il termine di paragone è la velocità che il nostro cervello ha nell’elaborare le informazioni ed ogni nuovo smartphone deve avvicinarvisi il più possibile.

Questo è lo stesso principio con il quale ci aspettiamo dai veicoli prestazioni e consumi, così lo start n’stop, motori sempre più piccoli, centraline sempre più complesse o piccoli motori elettrici in ausilio al motore a scoppio ci appaiono come “nuova tecnologia” . Ma lo stato dell’arte del motore termico è raggiunto, non è possibile spremere altrimenti una macchina così poco efficiente e complessa. La combustione è una trasformazione di energia difficile da controllare. Il continuo sforzo nel cercare di farlo non ci regala motori migliori o moderni, ma palliativi tecnici temporanei e una forte dipendenza dai ricambi.

Pensate ad una macchina efficiente che richieda pochissima manutenzione e pensate alla casa che la sta commercializzando. Sicuramente vi chiederete quale interesse possa avere ad immettere un veicolo tanto perfetto sul mercato.

Una delle risposte potrebbe avere come voci l’innovazione d’impresa ed il rinnovo del circolante, l’assistenza ed il cambio delle batterie tassello critico ed in continua evoluzione nei veicoli elettrici.

Dunque le grandi aziende stanno capendo che è ora di ‘tornare’ a rendere protagonista della trazione l’efficiente motore elettrico, il quale non ha più bisogno di innovazione, avendo raggiunto così alti livelli di efficienza tecnica ed energetica. TeslaMotors, Nissan, Renault, General Motors. L’assioma smartphone – veicolo elettrico è perfetto anche per altri motivi. In primis perché entrambi necessitano di essere ricaricati, perché entrambi hanno batterie al litio e perché fanno parte della nostra vita a pieno titolo per parecchie ore al giorno.

Tecnicamente, dai veicoli elettrici non possiamo aspettarci molto. Il motore elettrico é una macchina talmente perfetta che auto e moto alimentati ad elettroni sono già migliori in prestazioni rispetto al vecchio motore a scoppio. Quella che cambierà continuamente sarà la batteria, ovvero il componente che, evolvendo, garantirà maggiori autonomie. Come? Ci sarà anche il graphene.

La vera scoperta non é il materiale in sé, che esiste da sempre sotto forma di mina delle nostre matite ed elemento “base” (il carbonio) che ci circonda in diverse forme, quanto il suo nuovo uso di recente scoperto e valso il premio Nobel ai suoi ricercatori e centinaia di milioni di euro di investimento da parte della comunità europea.

Il graphene in prima fase e da qui ai prossimi anni, non sostituirà il litio nelle batterie: essendo un nanomateriale così straordinario, ne migliorerà le prestazioni. Questo significa che il principio di accumulo degli elettroni rimarrà sempre elettrochimico (con grande protagonista ancora il litio) ma il flusso e la capacità totale di elettroni che potranno attraversare ed essere immagazzinati nella batteria aumenterà in maniera esponenziale grazie all’aumento della superficie di anodo e catodo, che possiamo paragonare ai tunnel di ingresso ed uscita di un’ipotetica autostrada di elettroni e al cambiamento della struttura di accumulo, paragonabile all’aumento del numero di “parcheggi” per elettroni.

Aumentando la quantità di elettroni per unità di tempo, avremo ricariche sempre più veloci e – grazie alla ricerca elettrochimica – batterie sempre più capienti, riducendo di fatto il grande gap odierno di quantità di energia per chilo di peso che divide la benzina dalle batterie.

Questo é il cambiamento tecnico più efficiente, a servizio della soluzione tecnica ed economica migliore, quella del motore elettrico. È un cambiamento già in atto, non una chimera. Il grande investimento economico da parte della comunità europea é solo uno dei tanti segni che ci permettono di esserne così certi, assieme al fatto che uno dei migliori centri di ricerca sul graphene parla italiano: CNR Nano.

Ma un futuro fatto di veicoli elettrici é anche una condizione imprenditoriale, economica e politica.
Lo stanno pianificando le grandi industrie, a scalare lo fanno gli imprenditori ed in maniera e con tempi diversi ma già segnati lo farà la politica. Bmw ci ricorda che nei prossimi quattro anni le batterie subiranno un’evoluzione che non hanno visto nei precedenti cento, sempre a sottolineare che le grandi case vedono nell’elettrico il futuro.

Come esempio imprenditoriale nel campo della mobilità elettrica, citiamo sempre un imprenditore californiano (pardon Sud Africano) che sta dimostrando che l’economia dei veicoli elettrici può rimanere in piedi senza essere in perdita, anzi, grazie ad un preciso piano industriale e grazie alla verticalizzazione di prodotto. Non solo auto, quindi, ma tutti i servizi ad esse legati. Dunque una casa automobilistica che fabbrica auto elettriche, produrrà  ed installerà anche le colonnine di ricarica, avrà  interessi nella produzione di energia rinnovabile e venderà il proprio know how e le mancate emissioni del proprio parco auto alle altre industrie. Ma anche prodotti come tecnologia a servizio di batterie e motore elettrico.

Generazione economica ed efficiente dell’energia (investimenti sulle rinnovabili ed efficientemento dell’attuale rete). Reti di ricarica ultra veloce (perchè molto potenti), gestione intelligente dell’energia (le famose Smart Grids) accumulo e cessione dell’energia stessa (veicolo verso rete e viceversa), batterie sempre più capienti ed economiche, una filiera del veicolo elettrico completa come lo é quella dell’automotive moderno, sono gli ingredienti già nelle cucine delle imprese moderne.

Il modello economico è in grado di funzionare. Spostare l’interesse imprenditoriale verso energie sostenibili e rinnovabili, di riflesso dunque verso veicoli efficienti é quanto sta già accendendo e non sarà possibile fermarlo perché crea opportunità e lavoro, con la corretta gestione avrà uno sviluppo armonico, quello sviluppo che mai avremmo potuto immaginare solo trent’anni fa. Il futuro sarà giocoforza più efficiente.

di Daniele Invernizzi – EvNow! – Fonte: http://www.greenreport.it/news/energia/cosa-aspettarsi-dai-veicoli-elettrici-pregi-e-difetti-potenzialita-e-limiti-dei-mezzi/

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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