Il Costa Rica ha abolito l’esercito sessant’anni fa

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Il Costa Rica è stato il primo paese al Mondo ad abolire l’esercito nel 1949 dopo una guerra civile e nel 1983 ha dichiarato la sua posizione di neutralità.

La rinuncia al possesso di una forza militare ha permesso l’indirizzamento delle risorse in altri settori. Questo ha comportato un alto tasso di sviluppo umano, una discreta dotazione di opere pubbliche e una preservazione del proprio patrimonio faunistico e floristico: una notevole parte del territorio (27,9%) è dichiarata parco nazionale.

Come effetto di sviluppo si notano gli alti livelli di alfabetizzazione (oltre il 95%), e un buon servizio sanitario pubblico. Fatto non trascurabile: l’assenza di un ceto militare ha prodotto una notevole stabilità politica nel paese (è uno dei pochi stati dell’intero subcontinente a non aver avuto colpi di stato negli ultimi decenni) (fonte wikipedia).

La sola forma istituzionale definibile come “armata” è dedicata a compiti di polizia civile, guardie di frontiera, sorveglianza dei parchi naturali, ordine pubblico.

L’abolizione delle forze armate ha origini storiche già dal lontano 800, nel 1825 infatti furono soppressi i tribunali militari. Da quel momento i soldati sono stati giudicati dai tribunali civili. Successivamente, dalla prima metà del novecento in poi, i fondi pubblici destinati all’esercito hanno continuato a ridursi.

Durante la prima guerra mondiale il Costa Rica era economicamente messo male e ben presto ci si rese conto che per avere un esercito efficiente servivano molti soldi. Dal momento che soldi non ce n’erano in molti costaricani si convinsero che gli investimenti nelle armi erano inutili. Una prima proposta di abolizione dell’esercito fu presentata da due deputati nel 1947.

Ma una data fondamentale in questo processo è l’1° dicembre 1948. Il paese era uscito da poco da una breve guerra civile, che aveva provocato alcune centinaia di morti. Dopo due mesi di combattimenti, il leader socialdemocratico José Figueres Ferrer, detto Don Pepe, assunse la direzione del governo provvisorio.

Ferrer nazionalizzò le banche e annunciò l’abolizione dell’esercito. Il 1° dicembre, dopo la firma del decreto legge, Don Pepe andò alla caserma Bellavista, nel centro della capitale San José: sotto lo sguardo della folla si fece portare una scale, ci salì sopra e, con una mazza, colpì simbolicamente il muro della caserma. La soppressione dell’esercito come istituzione permanente fu approvato poco tempo dopo dal parlamento e inserita nella costituzione del 1949. Lo stesso 1° dicembre Don Pepe offrì la caserma Bellavista all’università della Costa Rica, che la trasformò in un museo nazionale. (Fonte geograficamente.wordpress.com).

La Costa Rica è sede della Corte Inter-Americana dei Diritti Umani e Sede dell’Università per la Pace delle Nazioni Unite. Negli anni è stata protagonista nella ricerca della pace nel continente centroamericano tanto che nel Nel 1987 il presidente Oscar Ariasha ottenuto il Premio Nobel per la Pace in occasione del suo primo mandato (1986-1990) proprio per il piano di pace per l’America Centrale.

Aveva riunito i dirigenti del Guatemala, dell’Honduras, del Salvador e del Nicaragua per discutere sul modo migliore per risolvere i conflitti della regione. Nel 1989 Aras si è impegnato anche per favorire l’abolizione delle forze armate in altri paesi: nel 1984, dopo quattro anni di mobilitazione, Panama ha eliminato il suo esercito.

Certo non è tutto oro quello che luccica, anche il Costa Rica ha problemi di corruzione, di violenza domestica e soprattutto il crescente potere delle narcomafie. Le polizie locali si stanno gradualmente professionalizzando e le spese per questi corpi stanno crescendo.

Si dice che circolino molte armi leggere tra i Costaricani che evidentemente non si sentono molto sicuri ma nonostante questo, se confrontiamo queste “ombre” costaricane con le vicende (in primis dittature) successe a molti stati della zona dalla seconda metà del 900 in poi quello del Costa Rica senza esercito è sicuramente un esempio da seguire.

Va ricordato che il Costa Rica fa parte dell’Organizzazione degli stati americani e, in caso di aggressione esterna, riceverebbe il sostegno degli altri membri. non è l’unico stato senza esercito, forse è però quello più grande.

Ad oggi sono 22 gli stati senza forze armate Le Isole Marshall, la Micronesia, Monaco e Palau non hanno alcuna influenza su questioni relative alla difesa e ai rapporti internazionali. Andorra può richiedere aiuto militare. L’Islanda ha un accordo di difesa con gli USA. Tutti gli altri 17 stati sono pienamente autonomi e gestiscono la propria difesa senza alcuna forza armata.

Sette di questi (Costa Rica, Dominica, Grenada, Haiti, Liechtenstein, Monaco e Panamá) sono passati per una fase di demilitarizzazione. I rimanenti 16 stati, inclusa Andorra 700 anni fa, non hanno alcuna forza armata fino dalla fondazione, principalmente perché erano (e alcuni ancora sono) sotto la protezione di una nazione più potente (fonte wikipedia).

Lungi da me attirarmi le ire dei miei compatrioti tifosi di calcio e quindi non tiferò certo per il Costa Rica ma inutile negare che porto nel cuore questo stato proprio per la vicenda che lo lega all’abolizione dell’esercito.

E per usare un motto molto caro e popolare tra i Costaricani chiudo con un saluto che include in sé la felicità, la pace e la tranquillità che caratterizzano questo stato: Pura Vida!

Fonti 

http://it.wikipedia.org/wiki/Stati_senza_forze_armate

http://lavocedeltrentino.it

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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Commento su questo post

  1. Roby Bimbo says:

    Belli e bravi ..

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