La sindrome premestruale affligge milioni di donne ogni mese che accusano sintomi debilitanti. Gli antidolorifici e gli antidepressivi sono i farmaci comunemente usati come trattamento ma presentano gravi effetti collaterali.

I sintomi della sindrome premestruale variano da donna a donna e possono essere:

  • tensione mammaria
  • cefalea
  • nausea
  • gonfiore addominale
  • gonfiore delle gambe
  • ansia
  • depressione
  • irritabilità
  • instabilità comportamentale

Se i farmaci possono presentare gravi effetti indesiderati, è arrivata una buona notizia. Un nuovo studio rivela che la curcumina può aiutare ad affrontare alcune delle cause alla radice del disturbo. Questo nuovo studio pubblicato sulla rivista Neuropeptides intitolato “L’effetto della curcumina sui fattori neurotrofici derivati ​​dal cervello riscontrati nelle donne con sindrome premestruale: uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo“, ha rivelato che il polifenolo primario presente nella curcuma, noto come curcumina, è in grado di migliorare i sintomi della sindrome premestruale, tra cui l’aumento di un importante ormone del sistema nervoso chiamato fattore neurotrofico derivato dal cervello (BDNF). E’ risaputo infatti che diminuisce significativamente nelle donne che soffrono di sindrome premestruale.

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Milioni di donne assumono antidolorifici per ridurre i sintomi della PMS senza rendersi conto che i FANS come l’ibuprofene possono avere effetti avversi potenzialmente letali, tra cui migliaia di attacchi cardiaci ogni anno. Inoltre, l’aspirina è molto più pericolosa di quanto viene stato detto, ed ha alternative valide come il picnogenolo, che quasi completamente sconosciuto. Il Tylenol non è solo uno dei farmaci più pericolosi per il fegato, tanto che un avvocato ha suggerito alla FDA di ritirarlo dal mercato, ma è stato scoperto di recente che ha effetti psichici stordenti. Chiaramente abbiamo bisogno di alternative più sicure e soluzioni ideali che aiutino a correggere gli squilibri ad un livello molto più profondo dei semplici sintomi.

La curcumina può modulare positivamente i livelli di BNDF nelle persone affette da sindrome premestruale

Secondo lo studio “Il BDNF è un fattore di crescita diffuso nel sistema nervoso” (Cubeddu et al., 2011 e Autry and Monteggia, 2012) ed è coinvolto nella modulazione di una vasta gamma di funzioni tra cui neurogenesi, sinaptogenesi, sopravvivenza neuronale e crescita.”

Lo studio ha fornito le seguenti informazioni sulla rilevanza del BDNF nella sindrome premestruale:

“La sindrome premestruale (PMS) ha una varietà di sintomi fisici, mentali e comportamentali che iniziano durante la fase luteale del ciclo mestruale e che scompaiono dopo l’inizio delle mestruazioni. I livelli sierici del fattore neurotrofico (BDNF) derivato ​​dal cervello durante la fase luteale nelle donne con PMS sono più alterati rispetto alle donne che non soffrono di sindrome premestruale. A questo proposito, i livelli  di BDNF nelle donne con PMS potrebbero giocare un ruolo in una serie di sintomi psicologici e somatici di questa sindrome. Gli studi dell’ultimo decennio hanno rivelato effetti neuroprotettivi della curcumina e la sua capacità di aumentare i livelli di BDNF.”

Lo studio ha anche indicato che la prevalenza in tutto il mondo di PMS è pari all’80-90%, con il 2-5% delle donne che ne soffre in modo così grave da essere classificata come disturbo disforico premestruale (PMDD), una condizione considerata abbastanza grave da essere classificata nel DSM-IV come depressiva, e contro cui sono usati come trattamento farmaci antidepressivi come gli inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI).

Sfortunatamente, l’approccio convenzionale alla PMS si è concentrato sulla soppressione dei sintomi invece di risolvere le cause alla radice, e si basa sui farmaci , sia antidepressivi che antidolorifici, che possono alterare negativamente i livelli naturali di secrezione e / o assorbimento di BDNF, così come produrre una gamma di altri effetti collaterali gravi. 

100 mg ogni 12 ore prima e dopo le mestruazioni provocano un miglioramento 

Lo studio clinico randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo ha valutato l’effetto della curcumina su tre cicli mestruali successivi, ciascuno della durata di 10 giorni. 70 donne in età universitaria con una storia recente confermata di sindrome premestruale sono state assegnate in modo casuale a gruppi di curcumina e placebo, composti da 35 donne ciascuno. Ogni gruppo ha ricevuto due capsule al giorno di curcumina o placebo per sette giorni (100 mg ogni 12 ore di curcumina nel gruppo di trattamento) prima delle mestruazioni e per tre giorni dopo il ciclo mestruale per tre cicli mestruali successivi. Alle donne è stato chiesto di registrare la gravità dei loro sintomi in forma di questionario e questa segnalazione è stata utilizzata per determinare la fase del ciclo mestruale dei partecipanti. Inoltre, sono stati prelevati campioni di sangue venoso il quarto giorno di ciascun ciclo mestruale per determinare i loro livelli di BDNF utilizzando il metodo di rilevazione ELISA.

I risultati sono stati riassunti così: prima dell’intervento, i livelli di BDNF e i punteggi medi dei sintomi della PMS (umore, sintomi comportamentali e fisici) tra due gruppi non hanno mostrato differenze significative. Nel gruppo della curcumina, il primo, il secondo e il terzo ciclo dopo gli interventi, i livelli di BDNF erano significativamente più alti e i punteggi medi dei sintomi della PMS erano significativamente inferiori rispetto al gruppo placebo.

Sulla base dei nostri risultati, una parte di questi effetti benefici della curcumina può essere mediata aumentando i livelli sierici di BDNF nelle donne con PMS. I ricercatori hanno ipotizzato che gli effetti benefici osservati dalla curcuma potessero essere dovuti alla modulazione di una serie di fattori neurochimici correlati alla PMS: i sintomi comuni della sindrome premestruale sono problemi di umore, comportamentali e fisici e la curcumina possiede alcune proprietà interessanti contro queste condizioni nei modelli animali che giustificano i suoi effetti nello studio (Angst et al., 2001, Lopresti et al., 2012, Kulkarni e Dhir, 2010, Kulkarni et al., 2009, Pérez-López et al., 2009 e Rapkin e Akopians, 2012). Studi in vivo e in vitro condotti negli ultimi dieci anni hanno confermato che la curcuma è in grado di modulare i livelli di BDNF, norepinefrina, dopamina e serotonina coinvolti nella regolazione dell’umore e del comportamento (Lopresti et al., 2012 e Kulkarni et al., 2009). 

Hanno anche notato che la curcumina può avere proprietà antidepressive simili all’azione dei farmaci SSRI, vale a dire attraverso la modulazione dei livelli di serotonina. Questo potrebbe anche aiutare a spiegare perché uno studio clinico sugli umani abbia effettivamente trovato l’estratto di curcuma migliore degli antidepressivi: “Studio rivoluzionario trova l’estratto di curcuma migliore del Prozac contro la depressione“.

Secondo la Dottoressa Kelly Brogan, MD, è l’infiammazione nel corpo e nel cervello a guidare la depressione. A causa del ben noto ampio spettro e delle potenti proprietà anti-infiammatorie della curcuma, è probabile che la regolazione dell’infiammazione sia una componente chiave dell’attività antidepressiva di questa spezia. Inoltre è noto che le concentrazioni di BDNF dipendono dai livelli di ormoni fluttuanti come l’estradiolo: gli elementi reattivi agli estrogeni sono stati localizzati sui geni BDNF, dimostrando che la fluttuazione dell’estradiolo durante il ciclo mestruale può alterare l’espressione di BDNF nelle regioni limbiche del cervello (Cubeddu et al., 2011, Blurton-Jones et al., 2004 e Zhu et al., 2013)

La curcumina ha un numero immenso di potenziali proprietà terapeutiche. Sono state classificate oltre 150 distinte azioni fisiologiche benefiche della curcumina e di altri componenti della curcuma. Data la soglia di sicurezza estremamente elevata di questa sostanza rispetto ai prodotti farmaceutici, nonché la sua efficacia nella qualità di vita dei pazienti con sindrome premestruale, questo studio apre un nuovo potenziale ruolo della curcuma nel trattare un condizione che attualmente è sottovalutata o trattata erroneamente con farmaci spesso inefficaci e non sicuri.

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Riferimenti scientifici
– Fanaei H et al. Effect of curcumin on serum brain-derived neurotrophic factor levels in women with premenstrual syndrome: A randomized, double-blind, placebo-controlled trial. Neuropeptides. 2016 Apr;56:25-31.
Khayat et al., 2014a S. Khayat,  et al. Effect of treatment with ginger on the severity of premenstrual syndrome symptoms ISRN Obstet. Gynecol., 2014 (2014), p. 5
Epperson, 2013 C.N. Epperson Premenstrual dysphoric disorder and the brain Am. J. Psychiatry, 170 (3) (2013), pp. 248–252

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