Il diabete colpisce nel mondo più di 400 milioni di persone. Nella maggior parte dei casi si parla di ‘diabete di tipo 2’ condizione nella quale il corpo non risponde bene all’insulina, l’ormone che regola la glicemia. Il diabete di tipo 2 è stato a lungo considerato una condizione permanente e inesorabilmente progressiva. Nonostante le terapie moderne, ci sono ancora diverse complicanze a lungo termine, molte delle quali piuttosto invalidanti.

Che cos’è il diabete

Il diabete mellito di tipo 2 è una malattia cronica. E’ caratterizzato da resistenza periferica all’insulina e alterata secrezione di insulina da parte delle cellule beta del pancreas. L’insulina è fondamentale per l’ingresso del glucosio nelle cellule, per le quali è la principale fonte di energia.
Nei pazienti con diabete conclamato o insulino-resistenza l’azione dell’insulina viene a mancare, e questo porta ad una condizione nota come iperglicemia. Il glucosio infatti non riesce ad entrare nelle cellule e resta in alta concentrazione nel sangue. Questo costringe le cellule beta a produrre più insulina, nel tentativo di compensare, finché il meccanismo smette di funzionare e la glicemia resta costantemente alta.

Le complicanze

L’esposizione cronica dei tessuti e dei vasi all’iperglicemia aumenta il rischio di sviluppare complicanze come retinopatia, nefropatia, neuropatia e aterosclerosi dei vasi del cuore e degli arti inferiori.

Purtroppo è una patologia sempre più diffusa. Gli stili di vita continuano a peggiorare un po’ in tutto il mondo, il tempo dedicato all’attività fisica è sempre più ridotto, le abitudini alimentari si stanno unificando e assomigliano sempre di più a quelle occidentali, con utilizzo eccessivo di cibo spazzatura, bevande zuccherate etc. Per non parlare poi dell’abitudine al fumo.

La perdita di peso come cura per il diabete

Una ricerca pubblicata sulla rivista Cell Metabolism e condotta da Roy Taylor della Newcastle University sembra però dimostrare che il diabete non è una condizione irreversibile ma curabile, se trattata in tempo con un intervento efficace sullo stile di vita.

I ricercatori hanno infatti visto che con un dimagrimento in media di 10 kg il diabete regredisce in quasi un caso su due. Questo risultato si ha perché le cellule beta del pancreas (responsabili della produzione di insulina) che presentano una funzionalità notevolmente ridotta nei pazienti diabetici, ricominciano a funzionare. Attraverso la perdita di grasso intracellulare infatti si ha una progressiva riacquisizione della loro funzionalità, con un miglioramento notevole della salute del paziente. [1]

Il cambiamento di stile di vita deve essere tempestivo e partire subito all’inizio della malattia, appena fatta la diagnosi. Questo può cambiare la prognosi della malattia e addirittura in alcuni casi farla regredire del tutto.

Non solo Taylor e collaboratori però hanno parlato della correlazione tra perdita di peso e diabete tipo 2.

Nel 2006, sulla rivista Diabetes, è stato pubblicato uno studio che riportava una rapida stabilizzazione dei livelli di glucosio nel sangue tra le persone che avevano subito un intervento chirurgico bariatrico per dimagrire, intervento che porta di solito ad una notevole riduzione del peso corporeo. [2]

In un’analisi del 2018 sugli interventi dietetici e nutrizionali per i pazienti diabetici, pubblicata sulla rivista BMJ, Nita Forouhi, PhD, ricercatrice dell’Università di Cambridge, ha affermato che “gli esperti di salute concordano ampiamente sul fatto che la perdita di peso sia la “pietra angolare” degli interventi per combattere il diabete” [3]

Lo studio più recente, del 2019, ha analizzato un campione di adulti con diabete di tipo 2 e rilevato che una perdita di peso superiore o uguale al 10% del peso corporeo è associata ad un raddoppio della probabilità di remissione a 5 anni. Questo senza intervenire in maniera drastica sullo stile di vita e senza fornire ai pazienti regimi alimentari troppo restrittivi. E’ quindi importante spingere sulla perdita di peso nei pazienti con una nuova diagnosi di diabete tipo 2. [4]

Prima di questi studi il diabete è sempre stato considerato una patologia cronica, destinata a peggiorare con il tempo. Ora sappiamo invece che un cambiamento nello stile di vita, con una dieta corretta e la giusta attività fisica, non è un intervento meno importante rispetto ai farmaci. Anzi, i due trattamenti devono assolutamente andare di pari passo.

Fondamentale è il timing, meno anni passano dalla diagnosi, migliori sono le possibilità di guarigione. Nei pazienti che vanno in remissione si è visto un immediato e duraturo miglioramento della funzione delle cellule beta, con miglioramento della produzione e del rilascio di insulina.

Riferimenti Scientifici

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