La dieta chetogenica può essere la migliore alimentazione in caso di cancro e malattie oncologiche?

La dieta chetogenica, chiamata anche “keto diet” o “ketogenic diet”, è un protocollo alimentare low-carb high-fat ovvero basato su pochi carboidrati e molti grassi sani. E’ sempre più usata in ambito medico e terapeutico perché sembra in grado di migliorare notevolmente la salute e il peso corporeo senza indurre restrizione calorica nei pazienti.

Andiamo subito a fatti e cerchiamo di comprendere cosa dicono medici e scienziati sull’argomento dieta chetogenica e cancro.

Uno studio del 2018 pubblicato sulla rivista Aging afferma:

“La dieta chetogenica, una dieta ricca di grassi / basso contenuto di carboidrati / proteine adeguate, è stata recentemente proposta come terapia adiuvante nel trattamento del cancro. La dieta chetogenica ha come obiettivo l’effetto Warburg, un fenomeno biochimico in cui le cellule tumorali utilizzano prevalentemente la glicolisi anziché la fosforilazione ossidativa per produrre ATP. Inoltre, alcuni tumori mancano della capacità di metabolizzare i corpi chetonici, a causa della disfunzione mitocondriale e della down-regulation degli enzimi necessari per l’utilizzo dei chetoni. Quindi, la ragione per fornire una dieta ricca di grassi a basso contenuto di carboidrati nella terapia del cancro è ridurre i livelli circolanti di glucosio e indurre la chetosi in modo tale che le cellule tumorali siano affamate di energia mentre le normali cellule adattano il loro metabolismo per utilizzare corpi chetonici e sopravvivere. Inoltre, riducendo il glucosio nel sangue, diminuiscono anche i livelli di insulina e il fattore di crescita simile all’insulina, che sono importanti fattori trainanti della proliferazione delle cellule tumorali.

Numerosi studi preclinici hanno fornito evidenza di un effetto antitumorale della dieta chetogenica (vedi l’immagine di seguito). Ad esempio, il nostro laboratorio ha studiato intensamente l’effetto antitumorale della dieta chetogenica in combinazione con o senza chemioterapia a basse dosi sul neuroblastoma. Abbiamo trovato che la crescita di xenografts di neuroblastoma è stata significativamente ridotta da una dieta chetogenica che consiste in un rapporto 2: 1 tra grassi e carboidrati + proteine se combinato con una restrizione calorica.

La sola restrizione calorica, nonostante il suo effetto anti-tumorale e il potenziale di sensibilizzare le cellule tumorali alla chemioterapia, sarebbe controindicata in una serie di pazienti oncologici, in particolare quelli con cachessia. Pertanto, ci siamo concentrati ulteriormente sull’ottimizzazione della composizione della dieta chetogenica per risolvere questo problema. Abbiamo scoperto che una dieta chetogenica ad libitum (8: 1) con un contenuto di grassi del 25% di trigliceridi a catena media [NdR: come l’olio di cocco] e il 75% di trigliceridi a catena lunga [NdR: che si trovano in cibi come olio di oliva, avocado, noci, pesce, burro, carne] ha prodotto un più forte effetto antitumorale rispetto a una dieta chetogenica (8: 1) con tutti trigliceridi a catena lunga, ed è stato efficace contro il neuroblastoma come la dieta chetogenica (2: 1) sopra descritto associato alla restrizione calorica. Questi risultati sottolineano l’importanza di una composizione della dieta chetogenica ottimizzata per sopprimere la crescita del tumore e per sensibilizzare i tumori alla chemioterapia senza richiedere una restrizione calorica.”

dieta chetogenica cancro

L’immagine mostra le prove precliniche che indicano l’effetto della dieta chetogenica sulla crescita e sulla progressione del tumore. Il grafico a barre mostra il numero di studi preclinici, che hanno esaminato l’effetto della dieta chetogenica su diversi tipi di cancro. I colori delle barre rappresentano il risultato di ogni studio come indicato nella chiave di colore. Il colore verde che vediamo in prevalenza in quasi tutti i casi indica che è stato osservato un effetto antitumorale della dieta chetogenica. Gli studi su dieta chetogenica e cancro sono stati raccolti da una ricerca bibliografica che copre fino alla fine del 2017. Legenda: R indica studi con una dieta chetogenica a ridotto contenuto calorico; T indica l’uso di una dieta chetogenica come terapia adiuvante alla terapia classica.

Cerchiamo di comprendere quindi cosa dicono gli scienziati:

  1. Il premio Nobel per la medicina Otto Heinrich Warburg scoprì che la differenza fondamentale tra le cellule sane e quelle cancerose è la velocità di flusso della glicolisi ovvero del consumo di zuccheri. Infatti le cellule tumorali vogliono e consumano zuccheri fino a 200 volte di più rispetto alle cellule sane. Questa caratteristica è nota come effetto Warburg. Per questa ragione ridurre gli zuccheri che immettiamo nella dieta può essere fondamentale nel trattamento delle malattie oncologiche. Gli zuccheri vengono dai dolcificanti, farinacei, frutta. I cereali e legumi contengono carboidrati più complessi che ultimamente si trasformano in glucosio, quindi zuccheri, nell’organismo. Per questo motivo sono ridotti all’interno di una dieta chetogenica.
  2. Gli scienziati hanno studiato di indurre l’effetto Warburg sia attraverso la sola dieta chetogenica sia attraverso la dieta chetogenica + restrizione calorica (ovvero ridurre l’ammontare di cibo consumato innescando una sorta di semi digiuno o mima digiuno). I risultati hanno mostrato che una dieta chetogenica 8:1 con una percentuale di grassi a catena media induce un effetto efficace come una dieta chetogenica 2:1 abbinata alla restrizione calorica. Mentre una dieta chetogenica 8:1 senza grassi a catena media ma solo con grassi a catena lunga ha indotto un’effetto antitumorale inferiore.
  3. Quindi consumare una dieta chetogenica 8:1 con grassi a catena media come l’olio di cocco senza ridurre l’ammontare di cibo che si mangia (quindi senza privazione come invece accadrebbe con la restrizione calorica che tra l’altro non è indicata in tutti casi), è quindi la più considerata la soluzione più efficace. Questo accade perché gli acidi grassi MCT (a media catena) dispongono di un effetto chetogenico ancora più elevato rispetto ai tradizionali grassi LCT (a lunga catena): ovvero a parità di grassi assunti, con i MCT aumenta la formazione dei corpi chetonici.
  4. Il rapporto 8:1 si riferisce al fatto che l’ammontare di calorie assunte tramite i grassi deve essere 8 volte maggiore rispetto alle calorie assunte attraverso proteine e carboidrati insieme.
  5. Come si comprende chiaramente da quello che dicono gli scienziati, l’idea comune che dieta chetogenica significa dieta iperproteica o dieta paleo, è solo un luogo comune fuorviante che non rende conto di quello che effettivamente viene usato in ambito terapeutico.
  6. Infatti gli scienziati sanno bene (o perlomeno ci sono studi a riguardo) che assumere tutti gli amminoacidi completi in un pasto come può avvenire consumando carne o latticini, promuove la cancerogenesi. In generale, come sappiamo, più ci allontaniamo dal corretto rapporto di 0,8 grammi di proteine per kg di peso corporeo, più alziamo la probabilità di andare incontro alle malattie metaboliche e degenerative.
  7. Una dieta chetogenica può essere più indicata rispetto ad una dieta a restrizione calorica nei malati perché fornisce energia senza indebolire l’organismo. I corpi chetonici indotti con la dieta chetogenica si dimostrano essere un ottimo carburante per il cervello e sono terapeutici in patologie come demenza e Alzheimer (a riguardo leggi Bastano 2 cucchiai di olio di cocco per trasformare il tuo cervello). I chetoni fanno lavorare il cervello ad un livello di presenza e concentrazione mentale superiore rispetto al normale consumo di zuccheri e quindi potenziano chiunque si trovi in deficit energetico. Inoltre il corpo è in grado di produrre energia dai corpi chetonici senza sbilanciare glicemia e insulina legati a processi infiammatori (e cancerogenici) che altrimenti potrebbero essere favoriti da una dieta ricca di carboidrati (a riguardo leggi Dr. Franco Berrino – Come abbassare infiammazione e glicemia per combattere il cancro con l’alimentazione).

E’ molto interessante anche cosa afferma il Dr. Riccardo Ferrero Leone, medico esperto di dieta chetogenica in merito:

Dire “la dieta chetogenica o low-carb è sempre più indicata in caso di malattie oncologiche” così come “ridurre l’assunzione di nutrienti a basso indice glicemico sia nutrizionalmente valido contro il cancro” mi sembrano affermazioni corrette e…inappuntabili. L’oncologia tutta conviene nel considerare i carboidrati raffinati assolutamente controindicati in pazienti affetti da cancro e la stessa chemioterapia esprime meglio le sue potenzialità quando questi sono estremamente ridotti o eliminati nella dieta del paziente. Dire che la dieta chetogenica è iperproteica e rischia di danneggiare reni, creare chissà quali problemi metabolici è un luogo comune, sono frasi fatte tanto per liquidare un protocollo che non si conosce o si vuole sminuire perché semplicemente non piace o si abbracciano altre conoscenze. Ci sono atleti professionisti che la seguono da anni e le loro performances sono eccezionali così come bambini oggi adulti affetti da glicogenosi a cui avevano dato poco tempo di sopravvivenza e che miracolosamente hanno lasciato la sedia a rotelle mangiando chetogenico e che non hanno il benchè minimo problema renale o epatico o metabolico! Che poi possa non piacere è un altro discorso, ciascuno è libero di fare come crede; chetogenico e low carb sono però a portata di mano, si possono seguire per periodi brevi, medi o lunghissimi e trarne tutti i relativi benefico compreso quello contro il cancro. La VERA dieta di una volta, il cosiddetto VERO integrale e naturale non trattato è oggi sono solo un sogno; anche venissero seguite in un paziente oncologico non porterebbero nel breve e medio termine ad alcun beneficio antineoplastico. Parlare poi di alimentazione per la longevità, guarda caso si approvano periodi di forte restrizione calorica dove i carboidrati raffinati proprio non compaiono…ops, scusate, sto parlando di nuovo di dieta low-carb!!!

– Dr. Riccardo Ferrero Leone, medico esperto in nutrizione clinica e dieta chetogenica

Il Dr. Claudio Sauro, medico esperto di nutraceutica, vitamina D e terapie integrate, afferma in merito al rapporto tra dieta chetogenica e cancro:

La dieta chetogenica la si usa e la si usava nelle epilessie resistenti ai farmaci, così casualmente si è scoperto che certi tumori cerebrali che causavano l’epilessia, con la dieta chetogenica regredivano e talvolta scomparivano. Le prime segnalazioni in questo senso sono state fatte nel 1960, però subito non si è data importanza alla cosa pensando che le regressioni fossero dovute ad altre cause.
Normalmente la dieta chetogenica si compone di un 80% di grassi, in un 10% di proteine, e in un 10% di carboidrati. Tale dieta è rimasta tale da prima che si scoprisse che faceva regredire certe neoplasie. Solo recentemente si è scoperto che l’acetone che si forma con un eccessivo consumo di grassi, diventa letale per numerosi tumori maligni perché non riescono ad utilizzarlo come alimento a differenza delle cellule sane. A questo proposito bisogna dire che i tumori più sono maligni e quindi quanto più sono legati alla glicolisi anaerobica hanno molto più bisogno di glucosio delle cellule normali. Il glucosio nel sangue non deve mai scendere sotto i 40 mg/dl altrimenti si va in coma, ma mentre questo livello di glucosio è sopportabilissimo dalle cellule normali, non è sopportato dalle cellule tumorali maligne che si avvalgono della glicolisi anaerobica. Le cellule tumorali necessitano di livelli di glucosio di almeno 70 mg/dl per svilupparsi, se il valore scende sotto i 70 vanno in crisi. Nella dieta chetogenica il glucosio deve essere continuamente monitorato per non scendere sotto i 45 mg/dl, ma i corpi chetonici sono alti per l’alto apporto di grassi e lo scarso apporto di zuccheri: con 45 mg/dl di glucosio non riescono ad alimentarsi e vanno in necrosi, cioè muoiono.
Una dieta chetogenica prevede eliminando tutti i carboidrati, cerali e verdure amidacee, e la loro sostituzione con grassi sani e poche proteine di alta qualità ed una piccola quantità di zuccheri complessi (pasta, pane , riso ecc). Non devono mai essere usati gli zuccheri semplici (saccarosio, glucosio ecc).
Andrebbe monitorata nei pazienti affinché la glicemia non scenda sotto i 40 mg/dl. Si consiglia quindi di farla in un Centro Oncologico, perché durante tale dieta il paziente va continuamente monitorato (glicemia, corpi chetonici, elettroliti, ECG, EEG ecc).
Altri fattori di stile di vita che sono stati trovati ad avere un impatto sulla malattia cronica e il cancro includono:
  • Vitamina D: Ci sono prove schiaccianti che punta al fatto che la carenza di vitamina D svolge un ruolo cruciale nello sviluppo del cancro.
  • Ottenere sonno adeguato: sia in termini di dormire a sufficienza, e dormire tra alcune ore. C’è un picco di melatonina che si verifica tra la mezzanotte e le 01:00 che non si vuole perdere, perché le conseguenze sono assolutamente spettacolari. La melatonina non è solo un ormone del sonno, ma è anche un antiossidante molto potente. Si riduce la quantità di estrogeni il corpo produce e stimola il sistema immunitario.

Queste informazioni possono essere molto preziose per ogni paziente oncologico. E c’è di più.

Un eccesso di zuccheri non solo nutre il cancro ma gli zuccheri possono anche favorire la nascita del cancro. Nel 2014 i ricercatori della University of California hanno pubblicato uno studio straordinario sul Journal of Clinical Investigation. Gli autori affermano: “Vi è una notevole rinascita di interesse per il ruolo della glicolisi nel cancro. Tuttavia, l’aumento della glicolisi è visto spesso come conseguenza di eventi oncogenici che guidano la crescita delle cellule maligne e la loro sopravvivenza. Qui forniamo la prova che l’aumento di attivazione della sola glicolisi può essere un evento oncogenico in un modello di coltura 3D fisiologicamente rilevanti.” Essi dimostrano infatti che l’aumento del glucosio nel corpo porta alle prime fasi di creazione delle cellule tumorali, mentre la cessazione di assunzione del glucosio inverte le cellule cancerogene in cellule normali.

Oggi dolci, farinacei, bevande zuccherate, dolcificanti sono diventati lo standard della dieta quotidiana e questo ha un riflesso importante sul nostro stato di salute ed è connesso con l’aumento significativo delle problematiche oncologiche nella nostra società. Rendere la nostra alimentazione sana fa sicuramente parte della vera prevenzione.

Sono necessari maggiori studi clinici (clinical trials) per approfondire gli effetti della dieta chetogenica sul cancro: le premesse come abbiamo visto ci sono tutte.

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Riferimenti scientifici

– Daniela D. Weber et al. Ketogenic diet in cancer therapy. Aging (Albany NY). 2018 Feb; 10(2): 164–165.
– Klement RJ. Beneficial effects of ketogenic diets for cancer patients: a realist review with focus on evidence and confirmation. Med Oncol. 2017; 34:132.
– Morscher RJ, et al. Inhibition of Neuroblastoma Tumor Growth by Ketogenic Diet and/or Calorie Restriction in a CD1-Nu Mouse Model. PLoS One. 2015; 10:e0129802.
– Aminzadeh-Gohari S, et al. A ketogenic diet supplemented with medium-chain triglycerides enhances the anti-tumor and anti-angiogenic efficacy of chemotherapy on neuroblastoma xenografts in a CD1-nu mouse model. Oncotarget. 2017; 8:64728–44.

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