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La dieta ipotossica di Seignalet è una tipologia di dieta, detta anche “ancestrale”, adatta principalmente a chi soffre di patologie infiammatorie croniche e ha come obiettivo quello di eliminare la sofferenza cronica legata a queste malattie e il recupero delle funzionalità fisiche per avere una qualità normale di vita. Si è si è rivelata efficace per numerose malattie quali Parkinson, fibromialgia, artrite reumatoide, Chron, sclerodermia, spondilite anchilosante.

Chi era Seignalet?

Il dottor Jean Seignalet è nato nel 1936 e morto nel 2003: ex stagista presso gli ospedali di Montpellier, docente presso la facoltà di medicina, medico ospedaliero, Seignalet è pioniere del trapianto di rene, oltre ad essere competente in gastroenterologia e in ematologia.
E’ stato un grande specialista in immunologia e reumatologia: nel 1985 decide di orientare la sua ricerca verso la nutrizione. La sua convinzione dell’estrema importanza della nutrizione in molte patologie conduce alla ricerca che interessa la maggior parte dei settori della medicina, ma anche della biologia: reumatologia, gastroenterologia, endocrinologia, neurologia, psichiatria, dermatologia, oculistica, pneumologia, oncologia, la nutrizione e l’immunologia, genetica, antropologia, batteriologia, la biologia molecolare, la biologia e fisiologia dell’invecchiamento.
Dopo costanti aggiornamenti su novità scientifiche, il dottor Jean Seignalet si propone di spiegare il meccanismo delle malattie su base scientifica, individuate in pazienti per lo più diversificati: vuole dimostrare come e perché il cibo possa essere un fattore eziologico delle malattie croniche. Definisce quindi un metodo alimentare che in più di 91 malattie, tra le 115 osservate, da risultati positivi. Egli divide le categorie di malattie prese in esami in tre tipologie: le malattie autoimmuni e le malattie che lui chiama d’”incrostazione” e di “eliminazione”.

Ha così monitorato 2500 pazienti, de quali 2250 hanno avuto notevoli miglioramenti attraverso un regime alimentare specifico: questo ha rappresentato un successo innegabile e i risultati terapeutici sono la conferma della validità del suo metodo. Molti dei suoi pazienti volontari hanno sostenuto la sua iniziativa lasciando anche numerose testimonianze.

Principi della dieta Seignalet

La dieta ipotossica di Seignalet si basa sull’assunto che il nostro modo di mangiare influenza la nostra salute: essa, detta anche “dieta ancestrale” è volta a eliminare dall’alimentazione moderna , ricca di macromolecole nuove per le quali non sempre i nostri enzimi si sono adattati, tutti i cibi e le usanze nocive introdotte dalla civilizzazione per tornare a nutrirsi in modo assolutamente naturale, “selvatico”, che l’uomo aveva già milioni di anni fa.

Di seguito vediamo quali caratteristiche peculiari sono proprie di questa dieta:

  1. non utilizzo dei latticini: Seignalet ha sempre ritenuto che una dieta equilibrata a base di verdura, legumi e frutta desse un apporto più che sufficiente di calcio, per questo ha sempre escluso l’utilizzo di latte animale e dei suoi derivati.  Del resto per migliaia di anni l’uomo e i suoi antenati si sono nutriti solo del latte delle loro madri e soltanto durante la prima infanzia. A circa 9000 anni fa risale l’addomesticazione degli animali da latte e il consumo del latte e dei suoi derivati: ma solo dall’800 sono state introdotte le vacche da latte e dal ‘900 il latte di vacca ha preso il posto che occupa oggi nella nutrizione dei bambini e degli adulti. Segnalet sottolinea come il latte di vacca sia fatto per essere consumato dai vitelli con quattro stomaci ed enzimi potentissimi per digerirlo al meglio, mentre sia nocivo per l’uomo per la sua grande diversità da quello umano, privilegiando quindi il latte materno e soltanto nel bambino piccolo;
  2. non utilizzo del glutine: dai tempi antichi l’uomo ha consumato grandi quantità di cereali. Nel corso del tempo però questi hanno subito l’avvento di fattori che ne hanno modificato la struttura, sia per selezione naturale sia per ibridazioni genetiche, trapianti in nuovi ambienti e differenze nel modo di consumo. Una volta gli uomini preistorici mangiavano cereali selvatici crudi e interi, ingerendo proteine poco diverse nella loro struttura da quelle degli animali (che erano abituati a digerire). Unica eccezione è il riso che nonostante le manipolazioni dell’industria alimentare tende sempre a tornare al suo stato iniziale per la sua struttura genetica.                    Per tutti questi motivi bisognerebbe evitare il consumo di cereali in quanto essendo così diversi da quelli           primordiali sono per noi difficilmente digeribili, inoltre essi vengono cotti a temperature altissime che ancor di più cambiano la loro struttura molecolare divenendo ancor meno adattabili al nostro organismo. Eccezione fanno il riso, grano saraceno e sesamo;
  1. cotture dei cibi al di sotto dei 120°C: temperature oltre i 110°C alterano la struttura dei cibi facendola diventare nociva. Sarebbe meglio, ove possibile, consumare gli alimenti crudi, o comunque tenere in considerazione temperatuta e tempi di cottura. Seignalet, dunque, considera la carne cotta dannosa, perciò raccomanda di assumerla cruda o con una cottura breve e leggera. Utilizzare solo carne deve essere magra e di qualità (manzo o vitello) oppure allevata allo stato brado (montone, bue e cavallo). Il metodo di allevamento è un altro fattore importante, per questo Seignalet era dubbioso sull’utilizzo di carne di pollo e coniglio laddove di provenienza di allevamenti intensivi. Anche le uova andrebbero assunte crude o cotte alla coque (si consiglia soprattutto il tuorlo). Il pesce cotto, possibilmente al vapore, è meno dannoso della carne cotta, ma è comunque consigliato crudo, laddove ovviamente biologico e di provenienza sicura.                                                                                    Sono ammesse poi tutte le verdure di stagione meglio se crude o cotte leggermente a vapore e tutti i legumi, largo uso di frutta di stagione;
  2. utilizzo solo degli olii extravergini a crudo: prediligere gli oli estratti dalle piante tramite spremitura a freddo, che mantiene inalterata la loro composizione: questi oli sono di altissima qualità, ricchi di acidi grassi essenziali (importantissimi per il nostro organismo che non riesce a sintetizzarli da solo). Evitare per contro gli oli prodotti con spremitura a caldo, ovvero con temperature vicine al loro punto di ebollizione, che determina la denaturazione dell’olio con conseguente perdita delle sostanze fondamentali.Oggi questi due metodi di spremitura coesistono: Seignalet raccomanda vivamente di utilizzare oli extravergini consumati crudi al posto degli oli industriali che sono assolutamente da evitare;
  3. utilizzo di alimenti biologici contro quelli altamente manipolati: evutare gli alimenti processati industrialmente in quanto quasi in toto deprivati dei loro nutrienti fondamentali a causa dei processi chimici ai quali vengono sottoposti.

Menù tipico

La dieta Seignalet consente l’utilizzo di alcuni cibi da integrare per la preparazione di menù tipici e per insaporire i piatti quali:

  • miele, polline, germogli di legumi o cereali ancestrali non sottoposti a mutazioni (soia, lenticchie, ceci, fave, riso)
  • caffè e tè in quantità ragionevole
  • cioccolato fondente meglio se biologico e prodotto con zucchero di canna.
  • per insaporire: pepe, aceto, limone, cipolle, aglio, senape, prezzemolo, capperi, cetriolini, curry e piante aromatiche
  • utilizzare frutta secca a guscio nei piatti

Di seguito degli esempi di piatti di un menù tipico della dieta Seignalet per i vari pasti della giornata:

  • Colazione: crema budwig con frutta di stagione
  • Spuntino: estratti di frutta e verdura con frutta secca a guscio (2 noci o 5 mandrole o 5 nocciole, ecc.)
  • Pranzo: inziare il pasto con verdura cruda (ad esempio carpaccio di zucca, insalata di cavolo pere e carote, insalata di cavolo cappuccio con salsa di curcuma e senape, ecc.), continuare con un primo con i soli cereali che la dieta permette (ad esempio grano saraceno con erbette e salsa di cipolle, risotto semiintegrale con funghi, riso integrale con zuppa di pesce, grano sareceno con piselli, ecc.) e un secondo semplice con contorno cotto al vapore e a basse temperature (ad esempio filetti di trota alle mandorle con melanzane trifolate e champignons, uova alla pizzaiola con peperoni al forno, insalata russa vegetale con biete in umido con pinoli, ratatuouille di verdure con tofu, ecc.)
  • Spuntino: un pezzetto di cioccolato fondente una spemuta d’arancia o un centrifugato di verdura (cetriolo, carota e zenzero ad esempio)
  • Cena: inziare sempre con un piatto di verdure crude come a pranzo, proseguire con un primo leggero (ad esempio minestrone di riso, patate e porri, pomodori al forno ripieni di riso e melanzane, minestrone di verdure con miglio e amaranto, vermicelli di riso con vellutata di carote e patate, ecc. ), proseguire con un piatto di proteine prevalentemente a base vegetale con un contorno di verdure cotte a basse temperature (ad esempio fagiolini al pomodoro con tortino di ceci al curry, hummus di ceci con barbabietole e cipolle al forno, lenticchie in umido con zucchine trifolate, ecc.)

Non dovendo le cotture superare i 120°C sono consentiti: i brasati, le cotture al vapore,  le normali cotture in tegame di riso e altri cereali ad assorbimento totale dell’acqua. Si possono poi creare dei menù fantasiosi mettendo insieme le varie verdure come contorno ai secondi sia di proteine animali (più limitate al pranzo) sia di proteine vegetali (più prescelte per la cena in quanto più facilmente digeribili a fine giornata).

Una ricetta tipica di un primo piatto per il pranzo potrebbe essere un piatto di quinoa con verdure alla julienne: utilizzare per quattro persone come ingredienti 250 gr quinoa, 3/4 di litro acqua, sale, 1 peperone rosso, 1 zucchina
1 cipolla bianca, timo (o santoreggia) per insaporire quanto basta.
Tagliare alla julienne il peperone e lo zucchino e tritate grossolanamente la cipolla: mescolarli al timo e salarli poco. Farli appassire in forno per 40 minuti e preparare la quinoa in una pentola a parte. Aggiungere l’acqua fredda e poco sale e portare a bollore, lasciando cuocere poi a fuoco basso. Lasciare riposare a pentola coperta 5 minuti e servire dopo aver aggiunto le verdure e l’olio.

Obiettivi e benefici: un aiuto in alcune malattie

Seignalet prescrive questa dieta ipotossica principalmente per coloro che soffrono di malattie su base infiammatoria cronica e in particolare per le patologie artritiche. Ha come obiettivo quello di eliminare la sofferenza cronica, recuperare le normali funzionalità fisiche (come usare le mani e gambe senza provare dolore) e recuperare una qualità di vita normale. La dieta ipotossica  Seignalet è stata poi  anche ripresa e rivisitata dalla dottoressa Lagacè che ne parla largamente nel suo libro “L’alimentazione anti-dolore“: come già detto in precedenza è una dieta sperimentale pensata contro le patologie autoimmuni e altre forme di malattie che danno dolore cronico, per esempio l’artrosi e la fibromialgia, oppure per patologie croniche come la bronchite cronica e l’asma. La dott.ssa Lagacé, dopo aver sperimentato la dieta su sé stessa contro artrosi e artrite, ha assunto che essa permette la recessione o il netto miglioramento di queste malattie dall’80 al 94% dei casi.

Seignalet come detti precedenza ha raggruppato le patologie da lui studiate utilizzando i principi della sua dieta in 3 gruppi: autoimmuni, da incrostazione, da eliminazione

Il primo gruppo, ovvero quelle delle malattie auoimmuni, comprende:

Artrite Reumatoide
Spondilite Anchilosante
Artrite Psoriasica
Polimialgia Reumatica
Reumatismo Infiammatorio
Sindrome di Siogren
Lupus Eritematoso Sistemico
Sclerodermia
Sclerosi Multipla
Celiachia
Sindrome di Guillame- Barrè

Il secondo gruppo ovvero quello delle malattie da incrostamento include:
Fibromialgia
Artrosi
Tendiniti
Osteoporosi
autismo
Emicranie
Cefalee tensive
Depressione nervosa
Malattia di Alzheimer
Malattia di Parkinson
Diabete di tipo 2
Ipoglicemia
Ipercolesterolemia

Infine, l’ultimo gruppo delle Malattie di eliminazione include:
Coliti
Malattia di Crohn
Gastrite
Reflusso Gastro-Esofageo
Acne
Eczema/Dermatite atopica
Orticaria
Psoriasi
Bronchite Cronica
Asma
Sinusite cronica

Secondo Seignalet bisognerebbe seguire la dieta rigorosamente per almeno un anno, anche se molti iniziano a trarne beneficio già dopo 3 mesi. Ovviamente tale dieta non si sostituisce in nessun modo alle terapie farmacologiche, ma è solo un affiancamento ad esse con il fine di migliorare la sintomatologia dei pazienti.

Riferimenti Scientifici

  1. L’alimentazione antidolore / Jacqueline Lagacé ; traduzione di Cristina. Pradella. Editore. [Milano] : Sperling & Kupfer, 2012. ISBN.
  2. https://www.dionidream.com/la-crema-budwig-proprieta-e-benefici/
  3. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/1681264/
  4. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/2531874/
  5. L’alimentazione antidolore, Jacqueline Lagacé

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