dinamizzazioni omeopatiche

I rimedi omeopatici si differenziano per il numero di diluizioni e dinamizzazioni che la sostanza attiva iniziale ha subito. La scelta di un rimedio omeopatico è una scelta complessa e non è detto che per curare qualunque patologia il rimedio più potente (cioè più diluito) sia il più efficace.

Etichetta dei rimedi omeopatici

Le etichette dei rimedi omeopatici riportano il nome del principio attivo (a volte in latino) affiancato da una coppia di lettere e un numero. Per esempio:

“PULSATILLA 30CH” oppure “ARNICA 6 DH”

Il nome rappresenta la sostanza attiva di base usata che può provenire dal regno vegetale, animale o minerale.

Il numero rappresenta la potenza del rimedio espressa come il numero di diluizioni e dinamizzazioni che la sostanza attiva ha subito.

  • C (o CH in Italia) è una diluizione centesimale ovvero in cui 1 parte di sostanza attiva è diluita in 99 parti di solvente (solitamente acqua distillata + alcol)
  • D (o DH, la H sta sempre per Hahnemann, il padre dell’omeopatia) è una diluizione decimale, ovvero il rapporto è 1:10, 1 parte di sostanza attiva è diluita in 9 parti di solvente
  • LM è una diluizione cinquantesimale, rapporto 1:50.000, 1 parte di sostanza attiva in 49.999 parti di solvente
  • K indica una diluizione che segue il metodo del generale medico russo Korsakof, si preparano utilizzando sempre lo stesso flacone e per questo sono anche denominate “del flacone unico”. Hanno diluizioni centesimali. MK significa 1000K e XMK significa 10000K.

diluizione omeopatia ch

Ad esempio la diluizione (o la potenza) D6 sta a significare che la sostanza attiva di base è stata diluita 6 volte nel rapporto 1:10 e dinamizzata ad ogni passaggio. Invece la diluizione (o la potenza) 6CH sta a significare che la sostanza attiva è stata diluita 6 volte nel rapporto 1:100 e dinamizzata ad ogni passaggio.

Quindi Arnica 6 DH è stata preparata così:

1 mL di tintura madre di arnica sciolto in 9 mL di acqua [potenza D1] 1/10 concentrazione iniziale
1 mL di soluzione D1 in 9 mL di acqua [potenza D2] 1/100 concentrazione iniziale
1 mL di soluzione D2 in 9 mL di acqua [potenza D3] 1/1000 concentrazione iniziale
1 mL di soluzione D3 in 9 ml di acqua [potenza D4]  1/10.000 concentrazione iniziale
1 mL di soluzione D4 in 9 ml di acqua [potenza D5] 1/100.000 concentrazione iniziale
1 mL di soluzione D5 in 9 ml di acqua [potenza D6] 1/1.000.000 concentrazione iniziale

Diluizioni omeopatiche

I diversi numeri (o potenze), ovvero le diverse diluizioni e dinamizzazioni (ne parlerò fra poco), hanno un effetto terapeutico diverso.

  • Le basse potenze agiscono maggiormente sui tessuti in rapida crescita, in particolare le mucose, la pelle, il midollo osseo, il territorio gastrointestinale in generale
  • Le medie potenze sui muscoli, il fegato, il rene, l’osso, le cartilagini
  • Le alte potenze sul sistema endocrino, il sistema nervoso periferico, l’innervazione neurovegetativa, i nuclei sotto-corticali e in parte sul sistema nervoso centrale
  • Le altissime potenze prevalentemente sul sistema nervoso centrale nelle sue funzioni più elevate

In dettaglio:

● Basse diluizioni (quelle fino alla 7CH): hanno effetto rapido o rapidissimo, agiscono per qualche ora e devono essere assunte a distanza ravvicinata (ogni quarto d’ora, ogni mezz’ora, ecc.) per risolvere una patologia dalla sintomatologia acuta, per i sintomi locali e per il lesionale. Sono adatte anche per espletare un’attività di “drenaggio”, che stimola gli organi emuntori (reni, fegato, intestino, polmoni, pelle), libera l’organismo dalle tossine e lo rende più recettivo alla cura omeopatica.

● Medie diluizioni (ad es. la 9CH o la 15CH): hanno un effetto più lento, cioè abbisognano di 3-4 giorni per agire e coprono poi un tempo terapeutico di circa 10 giorni. Si usano soprattutto per le patologie organiche acute e subacute e per il funzionale.

● Medio-alte diluizioni (ad es. la 30CH che è una diluizione centrale, importantissima): impiegano alcuni giorni (5, 7, 10, 15 gg.) per esprimere la loro efficacia e poi mantengono i loro effetti terapeutici per circa 20-30 giorni. Si utilizzano prevalentemente per le malattie subcroniche e croniche, per i sintomi generali e per il funzionale, ma hanno effetto anche sui sintomi acuti e sullo psichismo.

● Alte diluizioni (ad es. la 200CH o la 200K): impiegano un buon numero di giorni per agire (15, 20, 30 gg.) e coprono un tempo terapeutico di circa 1 mese o oltre. Hanno un’azione più sistemica e profonda. Generalmente si usano nelle patologie croniche ed in quelle che coinvolgono la componente psicologica del soggetto.

● Altissime diluizioni (prime fra tutte la 1.000CH, la MK e la XMK): agiscono sullo stato mentale e psichico e sul substrato di terreno del soggetto. Sono rimedi profondi, impiegano molti giorni per esprimersi (20, 30, 40 gg.) e durano poi terapeuticamente un tempo abbastanza lungo.

Dinamizzazione omeopatica

La dinamizzazione è l’altra fase importante del processo di preparazione dei rimedi omeopatici. Consiste in una succussione in senso verticale del flacone in cui è contenuta la diluizione omeopatica. Le succussioni canoniche che vengono impresse sono pari a 100, prendendo spunto da quelle effettuate dallo stesso Hahnemann, che come si racconta, soleva sbattere 100 volte il suo contenitore sulla Sacra Bibbia. Ad ogni passaggio di diluizione deve seguire una dinamizzazione. La dinamizzazione conferisce al rimedio il potere omeopatico, il “quid energetico”.

Quindi il numero del rimedio omeopatico non esprime solo il numero di diluizioni ma anche il numero di dinamizzazioni. Ad esempio, una 7CH, è stata diluita 7 volte in un rapporto 1:100, e ad ogni passaggio è stata dinamizzata ovvero ha ricevuto 100 succussioni.

Seguendo questo ragionamento, poiché la dinamizzazione viene considerata più importante della diluizione, una 7CH si avvicina maggiormente a una D7, che non a una D14 (che equivarrebbe a una 7CH in base alla mera diluizione). Esse infatti hanno la stessa dinamizzazione, avendo subito un uguale numero di succussioni, pari a 7 x 100 = 700 e quindi hanno effetti terapeutici simili.

Oltre il numero di Avogadro

Con le diluizioni diminuisce ogni volta la quantità di sostanza attiva di base presente. Fino alla 5 DH, a volte è possibile trovare tracce del principio attivo, ma dopo una potenza 12 CH o 24 DH non rimane nulla. Ovvero non c’è più alcuna particella della sostanza di partenza, ma solo la sua memoria energetica.

Questo è dimostrato scientificamente se si considera che una quantità di materia, ovvero una mole, contiene un numero di particelle esatto pari a 6,022 × 1023, chiamato numero di Avogadro.

Ogni mole di ogni sostanza ha una massa ben precisa, perché tutti gli atomi e le molecole hanno masse ben precise. Ad esempio, una mole di carbonio ha una massa di 12 grammi, una mole d’acqua ha una massa di 18 grammi, una mole di cloruro di sodio (sale da cucina) ha una massa di circa 58 grammi.

Ecco la dimostrazione. Uno dei rimedi omeopatici per l’asma è il Natrium muriaticum 15 CH (cioè il sale marino). Se prepariamo il rimedio partendo da 58 g di sale (cioè una mole) in 1 litro di soluzione acquosa, la potenza 1CH si ottiene prendendo 1 mL di questa soluzione e diluendolo con 99 mL d’acqua. Nel millilitro ci saranno 0,058 grammi di sale che contengono 6,022 × 1020 particelle. Alla potenza 2CH si hanno 0,00058 grammi di sale che contengono 6,022 × 1018 particelle. Alla potenza 3CH si hanno 0,0000058 g e quindi 6,022 × 1016 particelle e così via. Alla potenza 11CH la soluzione contiene solo 6,022 × 10particelle di sale, ovvero 6 particelle di sale. Alla 12CH le particelle presenti saranno 6,022 × 10-2  ovvero 0,06 particelle, e poiché non è possibile dividere una particella perché gli atomi non sono divisibili se non attraverso reazioni di fissione nucleare, si deduce che dalla diluizione 12CH i preparati omeopatici non contengono alcuna particella del principio attivo di partenza.

In conclusione. A seconda dell’effetto che si vuole ottenere si usano diverse potenze omeopatiche. Per patologie acute ci sono le basse potenze, per quelle funzionali e sistemiche le medie potenze e per quelle più psicologiche si usano le alte potenze. Infatti ogni rimedio omeopatico è adatto ad una sorta di personalità e quindi è possibile fare un lavoro di crescita personale anche affidandosi all’omeopatia.

Per approfondire

Report del governo svizzero mostra l’efficacia della medicina omeopatica

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