Disbiosi

Quando si parla di disbiosi viene generalmente indicato uno squilibrio microbico che spesso colpisce il tratto digestivo del soggetto. Detta anche dismicrobismo, può coinvolgere la pelle, gli occhi, i polmoni, le orecchie, il naso, i seni paranasali, le unghie così come la vagina. La parola disbiosi deriva da “dis” e “simbiosi” che significa “non vivere in armonia” questo poiché rappresenta appunto un’alterazione della microflora, prevalentemente batterica, che alberga nell’intestino umano, soprattutto in quello crasso (colon). La disbiosi intestinale viene anche talvolta chiamata disbatteriosi o disbiosi batterica perché il tratto gastrointestinale contiene batteri sia “buoni” che “cattivi” gli stessi che vanno a costituire la flora, chiamata anche microbiota intestinale. In un grammo di feci sono presenti circa 100 miliardi di batteri e questo fa capire quanto sia importante l’equilibrio di questi “abitanti” intestinali, oltre agli altri piccoli organismi che vi risiedono e che comprendono lieviti, funghi, virus e parassiti. Il primo che ha coniato il termine disbiosi è stato il dottor Elie Metchnikoff, microbiologo e zoologo russo, al termine del XX secolo. È stato il primo scienziato a scoprire l’impatto delle proprietà dei probiotici – anche noti come batteri buoni.

Disbiosi intestinale cos’è

La disbiosi intestinale non rappresenta una vera e propria patologia, ma piuttosto uno status fisio-patologico in grado di predisporre l’organismo, secondo numerosi studi scientifici, a svariate patologie. Di fatto costituisce un’alterazione della flora batterica e degli enzimi presenti comunemente all’interno dell’intestino, chiamati microbiota intestinale, i quali comportano sintomatologie che sovente esulano dallo stesso organo. Tra le principali spiccano stitichezza, gonfiore e diarrea, con una successiva riduzione della forza, malessere generale, frequenti cambiamenti dell’umore, disturbi del sonno, fino a degenerare, nelle donne in particolare in cistiti frequenti e candida vaginale. E se di fatto le principali patologie degenerative, quali quelle cardiache, metaboliche e neoplastiche costituiscono la prima causa di mortalità, posta in relazione con un eccesso di nutrienti, conseguenza di un incremento consumo di cibo nonostante il ridotto fabbisogno,

studi scientifici più recenti focalizzano però la loro attenzione su quella che viene considerata oggi la principale causa di numerose patologie, ovvero proprio l’alterazione del microbiota intestinale, vagliando innumerevoli possibilità di curarle in futuro con il relativo “trapianto”.

 

Quando si parla di disbiosi è opportuno considerare che può manifestarsi in forme differenti, tutte oggetto di numerose ricerche scientifiche, generalmente determinate da:

  • eccesso di patobioti: alcuni batteri potenzialmente patogeni che normalmente colonizzano il l’organismo possono proliferare comportando disturbi o patologie vere e proprie. Un esempio è dato dalla famiglia batterica Enterobacteriaceae;
  • perdita di commensali: al contrario, una perdita più o meno ingente dei batteri normalmente presenti può originare dismicrobismo intestinale a vari livelli. La diminuzione di L. reuteri è stata associata a disordini dello spettro autistico per citare un esempio;
  • riduzione della diversità batterica: diete non corrette, diabete, HIV e AIDS sono solo alcune delle patologie che possono comportare una riduzione di alpha-diversity causando la disbiosi.

Correlazione tra il sistema digerente e la disbiosi

L’intestino svolge tre ruoli principali:

  • Assorbimento dei nutrienti
  • Digestione degli alimenti con loro conversione in vitamine
  • Protezione contro tossine ed agenti patogeni

Sono circa 500 le specie di batteri che compongono la “flora intestinale”. I batteri benefici sono essenziali per una buona digestione e per mantenere sano l’intestino. La più comune classificazione dei “batteri buoni” è quella dei “bifidobatteri” e “Lactobacillus”.

Quando la flora intestinale è in equilibrio, viene detta “orthobiosi”, che ancora una volta è un termine introdotto dal Dottor Metchnikoff agli inizi del 1900. Egli considerava la disbiosi una sindrome così grave che diceva “la morte comincia nell’intestino“. Il problema è che non tutti gli organismi che vivono nella flora batterica intestinale sono “amichevoli”. Una crescita eccessiva di batteri, parassiti, funghi, lieviti o altri organismi, può portare a disbiosi.

Disbiosi cause

Le cause della disbiosi intestinale sono in genere attribuite a uno stile di vita poco corretto, caratterizzato da un’alimentazione non equilibrata e ricca di prodotti industriali così come dalla scorretta masticazione dovuta alla voracità. Un cambio di abitudini alimentari gioca dunque un ruolo essenziale nella prevenzione della disbiosi sebbene a determinare tale condizione contribuiscano anche ritmi di lavoro e di vita stressanti, fumo, alcool, sedentarietà, uso e abuso di farmaci tra cui lassativi e terapie antibiotiche. Allo stesso modo un ritmo sonno-veglia alterato tende a comportare una significativa riduzione dei batteri buoni presenti all’interno dell’intestino e uno squilibrio a favore dei batteri patogeni. L’incremento del cortisolo infatti, conseguente allo stress e a un sonno poco riposante rappresenta un fattore condizionante anche nelle forme non lievi. Da non sottovalutare anche i metalli pesanti quali alluminio, mercurio, cadmio che possono giungere nell’intestino mediante la catena alimentare o attraverso la respirazione di aria inquinata, danneggiando la flora batterica. Ognuno di noi presenta una flora intestinale unica che dipende sia da fattori genetici che alimentari che ambientali. Vediamo in dettaglio le principali cause della disbiosi:

  • Uso di antibiotici – Sembrano ormai essere prescritti praticamente per tutto, spesso quando non sono necessari o potrebbero essere sostituiti con alternative più naturali e con meno effetti collaterali. Ogni volta che vengono assunti antibiotici, questi uccidono tutti i tipi di batteri, anche quelli considerati “buoni” ed è stato dimostrato che dopo due cicli di antibiotici (nel corso di un anno) non si riuscirà mai più a riavere la composizione originaria della flora intestinale. Inoltre possono causare anche l’instaurarsi di antibiotico resistenza, cioè questi farmaci non funzionano più in caso di infezioni batteriche. Alcuni batteri “cattivi” come il Clostridium diventano più forti dopo gli antibiotici e proliferano in eccesso.
  • L’uso di altri farmaci – Gli inibitori della pompa protonica e gli antiacidi sono stati creati per bloccare la produzione di acido cloridrico nello stomaco, ma questo acido è la prima linea di difesa contro i microbi che entrano nel corpo attraverso il cibo. Quando la produzione viene bloccata, il corpo non è in grado di difendersi contro i microbi patogeni. L’uso eccessivo di farmaci favorisce la proliferazione di parassitiHelicobacter pylori e inibisce anche la crescita di batteri “buoni”. Ho già trattato in un altro articolo su come risolvere bruciore e reflusso acido.
  • Lo stress cronico – Aumenta i livelli di ormoni come cortisolo e adrenalina, che oltre a compromettere anche il sistema immunitario, crea nel tratto gastrointestinale un ambiente suscettibile a disbiosi.
  • La cattiva alimentazione – Le diete a basso contenuto di fibre (vegetali) e ad alto contenuto di zuccheri e alimenti raffinati favoriscono la crescita dei batteri patogeni e rallentano la motilità intestinale favorendo la fermentazione e putrefazione intestinale. Inoltre questi alimenti sono poveri delle sostanze nutritive necessarie a nutrire e riparare gli organi dell’apparato digerente. Ad esempio la candida è un tipo di lievito che vive di zucchero e di alimenti trasformati, che disturba l’equilibrio batterico nel corpo.
  • Alcool –Il consumo costante di alcool danneggia il fegato e la flora batterica facilitando la disbiosi intestinale.
  • Intolleranze ed allergie – La maggior parte della popolazione non assorbe e digerisce correttamente i cibi contenenti glutine e i latticini, favorendo l’infiammazione intestinale e lo squilibrio della flora batterica.
  • Fattori ambientali – Carne ricca di ormoni ed antibiotici (tutta quella non biologica è a rischio), cibi confezionati ricchi di additivi, coloranti e conservanti di sintesi, presenza di funghi o muffe in casa, esposizione a metalli pesanti(amalgama dentale, pesci di grande taglia, fumo di sigaretta) sono tutti elementi che possono nettamente favorire la disbiosi intestinale.

Disbiosi intestinale sintomi

La disbiosi provoca tutta una serie di sintomi localizzati prevalentemente nel tratto gastrointestinale. Ci sono molti segni e sintomi legati alla condizione di disbiosi. Ecco quelli più comuni e frequenti:

  • Diarrea cronica e Morbo di Chron
  • Bruciore di stomaco
  • Stitichezza cronica
  • Gonfiore
  • Eruttazione
  • Dolori addominali
  • Indigestione o maldigestione frequente
  • Alito cattivo
  • Feci maleodoranti
  • Presenza di cibo non digerito nelle feci
  • Vomito
  • Nausea dopo l’assunzione di integratori
  • Perdita di peso dovuta a malassorbimento, o aumento di peso
  • Allergie alimentari, sensibilità o intolleranze
  • Voglia di zucchero, tra cui l’alcool
  • Prurito rettale o vaginale
  • Unghie deboli e fessurate
  • Carenza di ferro
  • Perdita di libido e infertilità
  • Congestione sinusale cronica
  • Problemi alla vescica come cistite interstiziale
  • Iperattività come disturbi comportamentali e nell’apprendimento
  • Confusione mentale
  • Candidosi vaginale: soprattutto nella donna, la disbiosi può inoltre essere responsabile di infezioni genitali ricorrenti

Quelli elencati sono i sintomi più evidenti e comuni, ma poiché la flora batterica influisce anche a livello del sistema nervoso ed endocrino, possono insorgere anche sintomi aspecifici, come disturbi del sonno, cambiamenti dell’umore, maggiore suscettibilità alle infezioni e ridotta efficienza fisica.

Disbiosi test e diagnosi

È disponibile un test di metagenomica su un campione di feci basato sulla caratterizzazione del DNA dei vari membri del microbiota che permette di chiarire quali siano i ceppi di batteri presenti valutando le rispettive concentrazioni.

Trattamenti naturali per la disbiosi

In generale, i sintomi e il trattamento della disbiosi vanno di pari passo. Ciò significa che la cura dovrebbe essere basata sui sintomi e sulle condizioni della persona. Il primo passo è la rimozione di vari fattori aggravanti come l’assunzione di antibiotici o altri farmaci, ed alcuni fattori dietetici che possono essere la causa della proliferazione batterica o di altri organismi. Ci sono anche diversi rimedi naturali che possono essere utili.

  • Probiotici: sono essenziali per il ripristino della flora batterica intestinale. Il dosaggio dipende in gran parte dalla gravita della vostra disbiosi intestinale. La maggior parte degli integratori di probiotici di alta qualità contengono Lactobacillus, Saccaromyces boulardii, Bifidobacterium e una combinazione di altre specie probiotiche.
  • Prebiotici: sono pensati per stimolare l’attività e la crescita dei probiotici nell’intestino. Questo è il motivo per cui è una buona idea assumere anche integratori di prebiotici come frutto-oligosaccaridi (FOS), inulina, arabinogalattano, e fibra altamente solubile come la buccia di pisello o lo psillio. Il fungo medicinale Shiitake è ottimo per stimolare la crescita dei batteri intestinali positivi.
  • Terapia a base di erbe: ci sono molte erbe utili nel trattamento di disbiosi. Alcuni di questi includono olio di origano, aglio, goldenseal o berberina, assenzio o assenzio cinese, estratto di semi di pompelmo, timo, artiglio del gatto, tea tree oil, menta piperita, Echinacea, lapacho, finocchio, fungo reishifoglie d’olivo, cannella, mirracurcuma, uva ursina, elecampane, kelp e calendula.
  • Oli essenziali: uno studio pubblicato sulla rivista Alternative Medicine Review del 2009, ha scoperto che gli oli essenziali più promettenti per la disbiosi includono cumino, lavanda, ajwain e arancia amara. Le erbe da cui si producono questi oli sono da tempo utilizzate per i sintomi gastrointestinali e i risultati dello studio suggeriscono che non influiscano negativamente sulla flora intestinale. Altri oli essenziali di cui sono stati dimostrati impatti positivi sul tratto gastrointestinale includono finocchio dolce, anice stellato e menta piperita.
  • Rimedi omeopatici: ci sono vari rimedi utilizzati a beneficio del sistema digestivo. Per esempio la Candida albicans è un preparato omeopatico che è utile quando la crescita eccessiva di Candida è un fattore che contribuisce alla disbiosi intestinale. Altri rimedi consigliati per l’infiammazione del tratto gastrointestinale includono cantharis, arenicum album, coloquintide, carbone vegetale, noce vomica, pulsatilla, china.
  • Integratori nutrizionali. Le sostanze nutritive che mantengono e riparano gli organi dell’apparato digestivo con più probabilità di essere carenti sono le:
  • Vitamine del complesso B
  • Acidi grassi essenziali (omega-3)
  • Magnesio
  • Vitamina D
  • Zinco
  • Vitamina A
  • Selenio
  • Coenzima Q10

Dieta per la disbiosi

Il componente fondamentale nel trattamento della disbiosi è migliorare la dieta. In primo luogo è una buona idea eliminare dalla dieta gli alimenti che abbiamo menzionato tra le cause della disbiosi. E’ possibile anche determinare le eventuali intolleranze alimentari con una dieta a eliminazione oppure con un test di immunoassorbimento enzimatico (ELISA). È pertanto suggerito il consumo dei seguenti alimenti:

  • Carne biologica
  • Pesce pescato
  • Verdure, specialmente quelle a foglia verde e le crucifere (broccoli, cavolo, cavolfiore, ecc)
  • Cereali integrali o semi-integrali
  • Semi
  • Frutta secca
  • Cibi fermentati(verdure fermentate, kefir, miso)

Disbiosi quali cibi eliminare

Ecco invece un elenco di cibi che necessitano di essere ridotti ed eliminati al fine di arginare il rischio di incorrere nella disbiosi intestinale:

  • Alimenti e carni lavorate
  • Verdure ricche di amido come le patate e che possono dare intolleranza (pomodoro, melanzane)
  • Prodotti lattiero-caseari come latte, formaggio e yogurt
  • Tutti i dolcificanti (sciroppo d’acero, miele, zucchero di canna, saccarosio, glucosio, fruttosio o sciroppo di mais)
  • La maggior parte della frutta come le banane, gli agrumi, l’uva, ciliegie, pere o mele
  • Carboidrati raffinati e cereali come grano, mais, avena, orzo o di altre farine
  • Ogni cibo contenente muffe come funghi, noci sgusciate, verdure avariate o avanzi

Conseguenze della disbiosi

Sono molteplici le conseguenze che la disbiosi intestinale può comportare. Qui di seguito uno sguardo più approfondito ad alcune delle complicazioni che possono ne derivare:

  • Eczema atopico.Le condizioni della pelle sono una conseguenza comune della disbiosi, soprattutto l’eczema atopico. La maggior parte dei pazienti con questo disturbo soffrono di disbiosi.
  • La candida è la condizione in cui i funghi e i lieviti crescono fuori controllo e provocano alcuni sintomi debilitanti quali la stanchezza persistente, dolori muscolari, costipazione e prurito rettale.
  • Sindrome dell’intestino irritabile.Vari studi hanno trovato che i pazienti con la sindrome dell’intestino irritabile IBS hanno una maggior probabilità di avere una flora fecale anormale.
  • Altre possibili complicazioni. Quando la disbiosi non viene trattata può portare a infezioni fungine gravi e anche aumentare il rischio di cancro.

Altre implicazioni della disbiosi intestinale possono essere in casi gravi anche a livello neurologico supportate dall’esistenza ormai conclamata del cosiddetto asse intestino-cervello e dalla capacità da parte di specifici ceppi, di originare neurotrasmettitori quali serotonina o GABA e citochine sistemiche pro-infiammatorie. In una recente intervista lo psichiatra irlandese Ted Dinan illustra dettagliatamente i meccanismi che regolano questo fenomeno.

Sono sempre più numerose le ricerche scientifiche che dimostrano infatti un reale coinvolgimento da parte del microbiota in patologie neurologiche/psichiatriche quali disordini dello spettro autistico o depressione così come neurodegenerative quali Parkinson, Alzheimer, sclerosi multipla ecc. Nei pazienti malati di Parkinson si registra in genere un incremento di Lactobacillus, Bifidobacterium, Verrucomicrobiaceae e Akkermansia e contemporaneamente una sostanziale diminuzione di Faecalibacterium spp., Coprococcus spp., Blautia spp., Prevotella spp. and Prevotellaceae come dimostrato in questo studio.

Disbiosi intestinale cura

A prescindere che venga considerata o meno una patologia, la disbiosi intestinale può essere curata, spesso semplicemente andando a correggere le proprie abitudini alimentari o ricorrendo ad antibiotici o integratori specifici. Tuttavia prima di intraprendere qualsiasi trattamento è opportuno stabilirne le cause scatenanti rivolgendosi al proprio medico curante, questo al fine di procedere con una cura destinata a rivelarsi efficace. Qualora il disturbo sia ad esempio correlato alla cosiddetta sindrome da contaminazione batterica del tenue, anche solo la semplice assunzione di fermenti lattici o di probiotici potrebbe andare ad aggravare ulteriormente la problematica. Discorso analogo per quel che concerne i prebiotici così come l’eccesso di fibre in generale.

Come prevenire la disbiosi

È sempre meglio prevenire una malattia come prima cosa. I seguenti sono alcuni dei metodi di prevenzione della disbiosi intestinale:

  • Seguire una dieta sana e pulita che contenga molte verdure a foglia verde, carni biologiche ed evitare totalmente gli alimenti trasformati.
  • Evitare l’alcool o limitarne estremamente l’assunzione a una volta ogni pochi mesi. Tutte le forme di alcool contengono acetaldeide, lievito e altri ingredienti che danneggiano l’equilibrio di batteri e altri organismi nel tratto gastro intestinale.
  • Evitare gli antibiotici e altri farmaci come gli inibitori della pompa protonica, antiacidi, farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS). Tutti questi farmaci inibiscono la crescita di batteri “buoni” nel tratto GI e nel resto del corpo.

Cambiamenti nello stile di vita per la disbiosi

Ci sono anche vari cambiamenti nello stile di vita che possono essere attuati per aiutare a prevenire e per trattare i sintomi di disbiosi intestinale. I seguenti sono alcune modifiche che possono essere fatte per migliorare l’equilibrio dei batteri nel tratto gastrointestinale:

  • Massaggi e aromaterapia: lo stress è un fattore importante nello sviluppo della disbiosi. La terapia con massaggi può aiutare a ridurre lo stress e sostenere la disintossicazione per le persone sottoposte a trattamento per casi cronici di candida o disbiosi. Alcuni dei migliori oli essenziali utilizzati durante il massaggio includono lavanda, menta piperita e mirra.
  • Igiene dentale: la proliferazione batterica e di altri organismi può avvenire anche in bocca Questo è il motivo per cui è importante mantenere una buona igiene dentale, lavandosi i denti e gengive almeno due volte al giorno. Dopo averli spazzolati, utilizzare anche uno scrapper per la lingua e un antibatterico collutorio all’olio essenziale di origano.
  • Altri metodi di rilassamento: altri modi per ridurre lo stress correlato con disbiosi intestinale includono l’agopuntura, lo yoga, l’esercizio fisico o la meditazione.

Disbiosi: punti chiave da ricordare

È importante ricordare che ciò che viene introdotto nel corpo può avere un impatto importante per il tratto gastrointestinale per la flora batterica intestinale. Inoltre la disbiosi può verificarsi in altre parti del corpo oltre che nell’intestino.

È fondamentale cambiare la dieta, assumere probiotici e vitamina D.

Candida e disbiosi possono diffondersi anche attraverso i rapporti sessuali. Ecco perché entrambi i partner devono essere trattati quando si sospetta di queste due infezioni o di altre infezioni batteriche. Inoltre, la guarigione da disbiosi è un fattore del tutto individuale e ciò che può funzionare in una persona può non funzionare per un’altra. È importante consultare un professionista come un medico naturopata o un nutrizionista olistico che sia specializzato nei trattamenti di candida e disbiosi.

Articolo aggiornato il 20 Gennaio 2020

Riferimenti
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