DMT

La DMT o dimetiltriptammina è una molecola prodotta dalla ghiandola pineale, presente anche in piante allucinogene, ed ha effetti psichedelici. La storia della DMT è antichissima dato che le piante in cui è contenuta, come l’Ayahuasca, sono state utilizzate durante cerimonie, riti religiosi e di guarigione. Nel 1931 è stata riprodotta sinteticamente in laboratorio da Richard Manske e questo ne ha permesso lo studio ed anche la diffusione come droga.

Nel 1990 il Dr. Rick Strassman, medico americano specializzato in psichiatria, ha effettuato uno dei più grandi studi sugli effetti della DMT nell’essere umano. La sua ricerca è stata avviata sia per scopi terapeutici, ovvero capire se la DMT potesse avere un ruolo nei disturbi mentali, sia per scopi spirituali diciamo ovvero per capire come la DMT possa essere legata alle percezioni extrasensoriali e la trasformazione evolutiva personale.

Storia della molecola DMT riprodotta in laboratorio

Richard Manske sintetizzo la DMT o o dimetiltriptammina seguendo la scia della grande ondata di sperimentazione chimica che comporto anche la scoperta della mescalina, il tutto sul finire del XIX secolo: allora i relativi effetti sulla psiche erano incerti e nebulosi, pertanto tale scoperta fu messa da parte fintanto che, circa quindici anni dopo, le pozioni ideate per mano degli sciamani sudamericani divennero di grande interesse per la psicofarmacologia.

La prima testimonianza registrata legata all’utilizzo di un preparato a base di DMT proviene da un frate impegnato in quella che fu la seconda spedizione di Colombo nelle Americhe nel 1496, sull’isola di Hispaniola: egli stesso osservò gli indiani Taino inalare una potente polvere chiamata “kokkobah” talmente intensa che chi la assumeva finiva per perdere coscienza. Fu invece il chimico Goncalves, nel 1946 a isolare per la prima volta DMT da una Mimosa Hostilis mentre ulteriori ricerche successive permisero di individuare tracce di DMT anche nella Piptadenia Macrocarpa e nella Peregrina. Soltanto nel 1956, però ne emersero gli effetti psicoattivi e la scoperta fu fatta da Stephen Szára, chimico ungherese e psichiatra che, non riuscendo a procurarsi l’LSD o la mescalina sintetizzò da una pianta il DMT, nella speranza di riscontrarne la reale azione psichedelica.

Successivamente fuggì dall’Ungheria emigrando negli Stati Uniti dove lavorò al National Institutes of Health a Bethesda, nel Maryland per oltre trent’anni e come direttore della ricerca preclinica presso l’Istituto nazionale per l’abuso di droghe, questo fino al suo ritiro nel 1991. Nel 1965, una squadra tedesca annunciò di aver isolato DMT da sangue umano e nel 1972 tale molecola fu individuata nel tessuto cerebrale umano, nell’urina e nel liquido cerebrospinale. Una volta scoperti i percorsi attraverso i quali il corpo umano genera DMT, quali ad esempio la ghiandola pineale, essa fu definita ufficialmente come il primo psichedelico umano endogeno. La DMT sintetica è ricavata a partire da solventi quali alcol o gasolio, mediante particolari processi di distillazione.

Meccanismo di azione della DMT

Gli effetti psichedelici della DMT possono essere attribuiti fondamentalmente all’attivazione del recettore serotoinergico 5-HT2A, sebbene non si possa tuttavia escludere che altri recettori possano ricoprire un ruolo importante. Quando la DMT giunge al sistema nervoso centrale, tende a legarsi ai recettori adrenergici, provocando un aumento della pressione e una diminuzione della produzione di noradrenalina e di acetilcolina. Entra successivamente in competizione con la serotonina e con la dopamina sui recettori della dopamina, causando una diminuzione degli stessi a livello postsinaptico, senza tuttavia cessarne la produzione. Quando la sostanza viene in ultimo metabolizzata, i neurotrasmettitori riprendono il loro corso naturale. In questo modo non si creano né alterazioni chimiche né dipendenze causate dalla molecola DMT.

DMT o dimetiltriptammina: la molecola dello spirito

La medicina moderna fino a poco tempo fa quasi ignorava il ruolo svolto dalla ghiandola pineale e ancora oggi ci sono molte cose che non comprendiamo. Tuttavia già nelle tradizioni orientali essa era associale alla visione interiore e all’illuminazione. Cartesio affermò che la ghiandola pineale fosse in qualche modo la “sede dell’anima”, l’intermediario tra il fisico e lo spirituale. Il corpo e lo spirito si incontravano qui, influenzandosi reciprocamente, e le ripercussioni si estendevano in entrambe le direzioni. Quindi poiché la ghiandola pineale è legata al mondo spirituale, il Dr. Strassman volle scoprire se un picco improvviso di rilascio di DMT nel cervello prodotto dalla ghiandola pineale possa essere in qualche modo legato agli stati “psichedelici” che avvengono in modo naturale: la nascita, la morte, gli stati di pre-morte (NDE) le psicosi e le esperienze mistiche. Quello che ha sorpreso dai risultati del Dr. Strassman è stato che anche le esperienze di rapimenti alieni possono essere legate alla DMT.

Le scoperte e le testimonianze raccolte dal Dr. Strassman sono molto importanti per svelare cosa accade nel nostro cervello e quali sono le potenzialità dell’essere umano. Tutto questo può essere letto nel suo libro tradotto in italiano “D M T. La molecola dello spirito“. Di seguito inserisco alcuni estratti dal libro.

Abstract relativi al DMT

Dmt – La molecola dello spirito, benché il titolo possa di primo acchito darlo a pensare, non è un libro “spirituale” nel senso più stretto del termine. Non contiene ricette per illuminazioni istantanee su ordinazione, ma è un serio testo scientifico dotato di un certo piglio divulgativo che però, volendo, può aiutarvi a chiudere un cerchio di domande importanti. Non potrà in alcun modo dirvi chi siete, tantomeno condurvi illesi a nuove presunte verità di origine spirituale, utili a riempire ulteriormente quello stracolmo calderone che è la proposta contemporanea. È piuttosto un testo che, nella semplice esposizione di ciò che è avvenuto durante i coraggiosi esperimenti condotti dal dr. Rick Strassman alla Scuola di Medicina dell’Università del New Mexico, sarà in grado di fornire a chiunque una base solida di elementi utili a delineare un nuovo orizzonte, senz’altro più cristallino nei confronti di ciò che definiamo Coscienza o Natura delle Realtà“altre”, dipanando così molte nebbie.

Ritengo Dmt – La molecola dello spirito in assoluto il testo più importante degli ultimi tredici anni. Mi ha permesso di uscire da quell’overdose di informazioni a cui mi ero sottoposto per l’amore che provavo nei confronti della conoscenza, aiutandomi così a delineare un aspetto più “armonico” di quanto conosciamo circa le meccaniche dell’Universo; sono certo fornirà anche a molti di voi la grande opportunità di unire tutti quei puntini rimasti per una ragione o per l’altra ancora scollegati tra di loro, in quel torbido terreno composto da tutte quelle straordinarie esperienze che, ogni notte, più o meno dalle 3 e 33 in poi, affrontiamo quando andiamo a coricarci: sogni lucidi, incontri con esseri di altre dimensioni (più o meno socievoli), entità mitologiche o psicopompe, viaggi astrali, viaggi nel tempo, incontri con i tulpa e chi più ne ha più ne metta. Tutte questioni ritenute solitamente di scarsa rilevanza, o più semplicemente considerate il frutto di problematiche inconsce rimaste irrisolte, le quali, durante la notte, per chissà quali misteriosi processi cognitivi non del tutto chiariti, sarebbero utili al cervello per dare un “senso” alle nostre banali esperienze quotidiane.

E se non fosse esattamente così? E se quei mondi fossero in realtà più reali di quanto non lo riteniamo possibile, sebbene ognuno di essi sia legato indissolubilmente al nostro “Io” profondo? Potremmo definirli “mondi-specchio” nel quale riconoscere la nostra vera natura che giace indisturbata sotto la maschera che indossiamo? Ecco, gli esperimenti compiuti dal Dr. Strassman sono senza ombra di dubbio quanto di più vicino possediamo, in termini di dati e informazioni reali, tangibili, per definire meglio cosa siamo (e non chi) rispetto a questi fenomeni e quali siano le meccaniche coinvolte in questi processi notturni che danno luogo a tali esperienze che così tanto stravolgono la nostra vita.” (Andrea Doria, dalla prefazione).

DMT ed esperienze psichedeliche

“L’ipotesi più generale è che la ghiandola pineale produca quantità psichedeliche di DMT in momenti eccezionali della nostra vita. La produzione di DMT da parte della pineale è la rappresentazione fisica di processi non-materiali ed energetici.”.“Anche la meditazione o la preghiera possono originare profondi stati alterati di coscienza. La produzione di DMT nella pineale potrebbe essere alla base di queste esperienze mistiche e spirituali.
Tutte le discipline spirituali fanno dei resoconti assolutamente psichedelici delle esperienze trasformative il cui conseguimento è l’obiettivo della loro pratica. Luce bianca accecante, incontri con entità demoniache e angeliche, emozioni estatiche, senso di eternità, suoni paradisiaci, sensazione di esser morti e poi rinati, contatto con una presenza amorevole e potente che sottostà a tutta la realtà: queste esperienze trascendono ogni definizione. Inoltre, sono tipiche di una completa esperienza psichedelica da DMT.”

In che modo la meditazione potrebbe provocare il rilascio di DMT nella ghiandola pineale? Secondo l’autore, le potenti onde cerebrali lente e sincronizzate che si creano nella meditazione profonda possono far vibrare la pineale a frequenze che indeboliscono le sue molteplici barriere contro la formazione di DMT. Il risultato finale è un’ondata psichedelica della molecola dello spirito prodotta dalla ghiandola pineale, che dà luogo a stati soggettivi di consapevolezza mistica.

Per scoprire come la nascita, la morte, le esperienze di pre-morte, i rapimenti alieni possano essere ricondotti alla DMT consiglio la lettura del libro. “Non possediamo abbastanza immaginazione da renderci conto di quello che stiamo perdendo.”di Jean Toomer.

Articolo aggiornato al 12 Marzo 2020

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