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“La meditazione influenza il DNA e rallenta l’invecchiamento”

dott.ssa Elisabeth Blackburn, premio nobel per la Medicina nel 2009

I nostri pensieri e la meditazione possono influenzare lo stato di salute del DNA e la velocità con cui invecchiamo. Col passare degli anni ed il susseguirsi delle moltiplicazioni cellulari, infatti, il DNA va incontro a progressivi deterioramenti e questa è una delle cause dell’invecchiamento generale del corpo.

Abbiamo parlato tante volte dei benefici della meditazione: diminuisce lo stress, aumenta la concentrazione, riduce il dolore fisico e molto altro. Questa volta però si parla di un effetto ancora più impressionante, ovvero la possibilità di cambiare fisicamente il nostro DNA.

La Blackburn ha vinto il Nobel per la scoperta della telomerasi, un enzima che protegge il DNA dall’invecchiamento attraverso i telomeri, che sono delle specie di “cappucci protettivi” posizionati alle estremità dei cromosomi. Sono proprio i telomeri ad evitare la perdita di informazioni durante la duplicazione dei cromosomi. Col tempo, però, anche loro si deteriorano e così alcuni errori nella duplicazione del DNA sfuggono al controllo.

L’interessante scoperta della Blackburn e della Epel, indica che nelle persone abituate a meditare, l’attività della telomerasi è significativamente più alta.

Un recente studio, pubblicato sulla rivista Canadian Cancer, ha sperimentato l’effetto di pratiche di meditazione mindfulness in alcune pazienti sopravvissute al cancro alla mammella. Quello che si è andato a valutare in particolare era la lunghezza dei telomeri, tratti di DNA che costituiscono la parte finale dei cromosomi e che, in seguito alla pratica meditativa, hanno mostrato una lunghezza maggiore.

Questo è un dato positivo in quanto a telomeri più lunghi viene associata una salute migliorementre il loro eccessivo accorciarsi è stato correlato ad un processo di invecchiamento più veloce nel corpo e a patologie come cancro, diabete e malattie cardiache.

Nello studio, guidato dalla dottoressa Linda Carlson, le donne prese a campione (88 in totale) sono state divise in tre gruppi. Il primo gruppo ha partecipato ad programma di recupero di 8 settimane in cui si praticava meditazione mindfulness e yoga, il secondo a 12 settimane di terapia di gruppo in cui si condividevano emozioni difficili e il terzo, gruppo di controllo, doveva partecipare esclusivamente ad un corso di gestione dello stress di 6 ore.

Una volta trascorsi 3 mesi, è stato analizzato il sangue delle partecipanti per valutare la lunghezza dei telomeri prima e dopo i trattamenti. Si è potuto notare così che i telomeri erano più lunghi nelle donne dei primi due gruppi e più corti in quelle che facevano parte del gruppo di controllo.

A proposito dei suoi risultati la dottoressa Carlson ha dichiarato:

“Il perché la lunghezza dei telomeri in questo studio è rimasta lunga è sconosciuto. Tuttavia credo che l’elaborazione di emozioni difficili è importante sia per la salute emotiva che per quella fisica e si può arrivare a questo risultato sia attraverso il supporto del gruppo di espressione emotiva che attraverso la pratica della meditazione mindfulness”.

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