DOLCIFICANTI NATURALI E INDUSTRIALI: LE NUOVE DROGHE MODERNE!

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dolcificanti

I nostri cibi, sempre più appetibili al nostro palato, vengono paragonati addirittura a delle droghe, in quanto possono provocare dipendenze.

È realmente cosi?

Quali sono i dolcificanti di nuova tenedenza? E che conseguenze ne deriviamo dal loro utilizzo?

Ormai conosciamo tutti il significato di dolcificante e di zuccheri, ma lasciando all’ovvietà alcuni dettagli, sottolineo comunque che il  “dolcificante” (edulcorante in termini tecnici e industriali) descrive quelle sostanze che conferiscono un sapore dolce ai nostri alimenti, rendendoli più appetibili al nostro palato.


Le etichette moderne ci hanno fatto conoscere alcune diciture comuni che riguardano al 90%  la presenza di edulcoranti/ zuccheri naturali.

–          I comuni zuccheri naturali : fruttosio, glucosio, stevia  ecc… (estratti dalle piante)

–          I comuni zuccheri artificiali (edulcoranti appunto) : saccarina, aspartame, sucralosio …; (lungo e laborioso lavoro di estrazione chimica)

–          il famoso claim “senza zuccheri aggiunti”, che invoglia il consumatore ad acquistare quel prodotto perché ha basso apporto zuccherino.

Il claim indica che non è stato utilizzato saccarosio, ma non altri tipi di dolcificanti naturali o sintetici. (vedi succo di mela, o d’uva, o sucralosio …)

Aspartame e Dolcificanti Artificiali - Libro
Stevia - Il Dolcificante Naturale

Zuccheri naturali e dolcificanti industriali esplicano la stessa funzione sul nostro sistema nervoso e più o meno si comportano allo stesso modo, in quanto si relazionano specificatamente con il nostro cervello.

È un cerchio che si ripete continuamente:

cibo (zucchero) –>  produzione di serotonina e altri ormoni à produzione di insulina –> sensazione di benessere.

I Segreti della Serotonina

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E qui rimando anche a un mio vecchio articolo già pubblicato, in cui l’assunzione di  cibi grassi è legata a fattori ormonali  e stimoli nervosi pari agli effetti di cannabinoidi.

https://www.dionidream.com/alimentazione-e-dipendenza-una-tira-laltra/

Ora ,  secondo una recente ricerca, i dolcificanti industriali, come lo sciroppo di fruttosio derivato dal mais, avrebbero effetti simili alla cocaina.

Ricordiamo che il FRUTTOSIO: (o levulosio) si trova nella maggior parte dei frutti zuccherini, nel miele ed in diversi vegetali. È un monosaccaride (una sola molecola), ma combinato con il glucosio forma il disaccaride saccarosio, con un potere dolcificante maggiore al saccarosio e indice glicemico più basso del glucosio. Minore quantità ma maggiore potere dolcificante.

In commercio non esiste la sua forma naturale ma solo quella raffinata che si può ottenere mediante due metodi: con un processo acido o enzimatico.

Infatti il fruttosio 100% estratto dalla frutta non si troverà mai perchè verrebbe a costare uno sproposito.

Tutto il fruttosio è lavorato chimicamente. Ha molta affinità per l’acqua ed è molto difficile da cristallizzare. Solo recentemente si sono trovati dei metodi efficaci per la sua produzione su grande scala e quindi lo possiamo trovare sui banconi di negozi e supermercati.

Viene utilizzato nell’industria per dolcificare bevande, gelati e preparazioni dolciarie.

Ma il fruttosio non viene estratto solo dalla frutta, ma anche dal mais, tanto da essere definito uno dei più grandi successi nel settore dell’industria saccarifera degli ultimi decenni.

Vengono prodotte  maltodestrine e vari tipi di sciroppo di mais ad alto contenuto in fruttosio (HFCS) a partire dall’amido di mais.

La sua storia inizia già nel 1811, quando Kirchoff scoprì un processo per produrre destrosio e altri dolcificanti utilizzando l’amido di patata sottoposto a una soluzione debole di acido solforico.

I processi suddetti sono stati effettuati tutti mediante l’utilizzo di enzimi alfa-amilasi, che permettevano di convertire l’amido à glucosio, ottenendo cosi sciroppi ad alto contenuto di glucosio.

La Rivoluzione del Glucosio

Per il fruttosio invece, sono stati scoperti altri tipi di enzimi: glucosio isomerasi (enzima immobilizzato). Cosi con il progredire delle tecnologie alimentari e l’uso di tali enzimi immobilizzati, hanno portato alla commercializzazione di sciroppi di mais ad alto contenuto di fruttosio (HFCS).

Sciroppo di Mais HFCS

Viene utilizzato sopratutto negli Stati Uniti per molti scopi, uno sciroppo di fruttosio al 42% è più che soddisfacente per l’uso alimentare, ma non soddisfa alcuni criteri di qualità dei produttori di bibite; infatti quello che cambia e risulta fondamentale è proprio questa percentuale in base alle quali gli sciroppi di mais vengono classificati (42%, 55%, 90%)

Troviamo lo sciroppo di glucosio-fruttosio in molti prodotti alimentari (dolci, cereali, biscotti, snack e yogurt, sport drink, ketchup, ecc…) e i consumi di questo dolcificante sono notevolmente aumentati. Ovviamente si presume che questo sia collegato all’aumento del problema obesità.

CHE EFFETTI NE DERIVANO ?

Lo zucchero, in qualsiasi forma, se consumato in dosi eccessive, oltre a provocare l’obesità è anche responsabile dell’insorgere di altre patologie, di cui alcune anche gravi; è questo un dato ufficiale su cui tutti i medici si trovano d’accordo.

Negli Stati Uniti l’industria del mais sta spendendo milioni di dollari in campagne pubblicitarie con il solo scopo di convincere l’opinione pubblica che lo zucchero di canna e l’ HFCS ricavato dal mais sono la stessa cosa, soprattutto in termini di sicurezza.

È stato dimostrato come lo zucchero di canna e l’HFCS non sono biologicamente la stessa cosa.

L’uso eccessivo di quest’ultimo provoca una sintesi dei grassi nel fegato stimolando l’organismo a produrre insulina e provocando in alcuni casi una situazione di insulino- resistenza.

Anche il rivestimento intestinale viene indebolito da un uso eccessivo di HFCS, permettendo così a batteri e scarti tossici della digestione di confluire nel sangue dando così luogo a quell’infiammazione che è all’origine dell’obesità.

Un altro motivo che dovrebbe convincere ad evitare di consumare lo sciroppo di mais ad alto contenuto di saccarosio è il fatto che questo contiene delle sostanze contaminanti, tra cui il mercurio, che non sono regolamentati dall’organo di controllo americano ( FDA ).

Senza dimenticare che il Mais utilizzato potrebbe essere OGM.

In ultimo, fatto anche questo significativo, è che il processo chimico con cui lo sciroppo di mais HFCS viene prodotto, resta totalmente segreto; a differenza dello zucchero bianco o saccarosio, che per esser bianco, subisce un’ enormità di processi:

– viene depurato con calce,

– trattato con anidride carbonica, acido solforoso,

– cotto,

– raffreddato,

– cristallizzato,

– centrifugato,

– filtrato,

– decolorato con carbone animale e colorato con coloranti (alcuni dei quali derivanti da catrame e cancerogeni!) e tutto per farlo così bianco e brillante.

Inoltre gli esperti dell’Università di Guleph, studiando gli effetti dell’HFCS dicono che questo rappresenterebbe una delle prime cause sia dell’obesità, ma anche una vera e propria dipendenza dai dolciumi confezionati.
Gli effetti dell’assunzione di alimenti dolcificati con estratti ottenuti dallo sciroppo di mais sarebbero simili a quanto evidenziato per droghe come la cocaina: entrambi creano dipendenza.

Quindi altro circolo vizioso:

più dolciumi sul mercato –> maggiore utilizzo di dolcificanti industriali per contenere i costi e avere maggiore palatabilità –> più consumo –> più dipendenza –> più obesità.

A livello intestinale invece pare che provochi: produzione di gas, tensione addominale, alterazione della flora batterica, coliti, stipsi, diarrea.

Ma non è finita infatti agisce sul sistema nervoso e sul metabolismo, dando dei picchi di stimolazione e delle conseguenti ricadute vertiginose con conseguenti stati di irritabilità, euforia e continuo bisogno di ingestione di altre quantità di zucchero creando così una forma di dipendenza data appunto dal picco di glicemia nel sangue conseguente al velocissimo assorbimento dello zucchero stesso.

Il pancreas per far fronte alla situazione contrasta gli alti livelli glicemici immettendo insulina nel sangue e si crea così la cosiddetta “crisi ipoglicemica” caratterizzata dalla messa in circolo, da parte dell’organismo, tra gli altri, di ormoni atti a far risalire la glicemia, tra cui l’adrenalina che è l’ormone per eccellenza dell’aggressività e della difesa ed ecco spiegato perché la crisi ipoglicemia crea irritabilità, aggressività, debolezza ed infine bisogno di mangiare ancora.

Per evitare di imbattersi nella presenza di questo tipo di zucchero è quindi d’obbligo leggere sempre, ed in modo attento, le etichette ed accertarsi che tra gli ingredienti non compaia una delle seguenti voci: HFCS, HFC, sciroppo di glucosio, sciroppo di mais, sciroppo di fruttosio e isoglucosio.

Per tutelare la nostra salute è bene quindi evitare di bere bevande aromatizzate ed addolcite in modo artificiale, evitare, o ridurre l’assunzione, di cibi preconfezionati con zuccheri aggiunti, dolciumi e prodotti da fast-food.

PROBLEMA:

Chi vuole tenere sotto controllo la propria assunzione giornaliera di zuccheri va incontro a qualche difficoltà; uno dei problemi dell’HFCS è che lo si può trovare dappertutto, yogurt e dentifrici ne sono un esempio.

Sulle etichette dei prodotti spesso i dolcificanti compaiono con sigle che non fanno pensare allo zucchero ed il consumatore ignaro quando mangia yogurt ( è solo un esempio) va ad aumentare la sua dose giornaliera di zucchero in modo inconsapevole.

 

Dott.ssa Valeria Crea

NB: L’articolo proposto è abbastanza scientifico e anche prolisso.

Per chi vorrebbe saperne di più, rimando ad una verifica più approfondita di queste fonti dove consiglio di leggere anche ulteriori post correlati.

Fonti

http://trashfood.com/2008/04/18/lo-sciroppo-di-glucosio-fruttosio/

http://www.mr-loto.it/alimentazione/archivio/2012/sciroppo-mais-salute.html

http://papillevagabonde.blogspot.it/2012/02/lo-sciroppo-di-glucosio-fruttosio.html

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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