era archetipo

di Domenico Moksha Frenda

Bentrovati al quarto appuntamento di questa serie di articoli dedicati agli archetipi femminili.

Oggi parleremo dell’archetipo Era, prima del gruppo delle dee vulnerabili.

Mitologia

Era dea del matrimonio conosciuta dai romani come Giunone. Figlia di Rea e Crono, fu inghiottita dal padre appena nata e ne uscì poco più che fanciulla. Venne chiamata la dea dai mille occhi. Uno dei suoi simboli era la coda di pavone che simboleggiava la vigilanza, aspetto caratteristico della dea. I suoi occhi incantevoli attrassero l’attenzione di Zeus che cercò di sedurla. In un primo momento Zeus si trasformò in un uccellino tremante per impietosire Era, che lo raccolse e se lo portò al seno. Appena gli fu vicino riprese le sue normali sembianze e cercò di possederla, invano perché Era si liberò della sua morsa continuando a sfuggirgli. La dea si sarebbe concessa a lui solo dopo il matrimonio, e fu così che diventò consorte di Zeus e regina dell’olimpo. Si narra che la loro luna di miele durò trecento anni. Al loro ritorno Zeus riprese le sue abitudini di donnaiolo. Scatenando l’ira della moglie che non si scagliava sul marito bensì sulle sfortunate malcapitate (che venivano sedotte, ingannate o stuprate), cercando di uccidere loro e i figli (spesso semidei che in futuro diverranno eroi), che rappresentavano il tradimento e la vergogna subiti. Oltre ad essere oltraggiata dai continui tradimenti che disonoravano il matrimonio, la dea patì anche la nascita di Atena, che fu “partorita” da Zeus. Così anche ella volle imitarlo, generando Efesto dio del fuoco. Alla vista del proprio figlio Era rimase sconcertata dalla sua deformità (un piede storto), rinnegandolo e gettandolo nelle viscere della terra. Ebbe alcuni figli con Zeus e il più famoso è Ares dio della guerra. L’archetipo psicologico Era può venire descritto nella psicologia classica come “tipo idealista”, ciò significa che la persona pensa che il mondo debba rispecchiare le convinzioni del proprio mondo interiore cercando di cambiarlo qualora non fosse così. Dalla descrizione del mito possiamo evincere alcuni aspetti negativi della dea che possono rimandarci alle sue qualità positive. In primis abbiamo visto reazioni come rabbia, gelosia, invidia e disprezzo. Questi sentimenti derivano dalla non accettazione della realtà. Sono forme attive di risposta agli eventi stressanti. Ma l’archetipo può rispondere al tradimento della propria visione implodendo anche dall’interno innescando la depressione, uno degli aspetti caratteristici delle dee vulnerabili. Spesso nel mito vengono narrate storie dove vengono messi in scena gli attributi negativi della dea. Ma non fu sempre cosi, Era veniva tenuta in gran considerazione, amata e rispettata come madre dell’universo. A lei venivano celebrati sacrifici per la benedizione di matrimoni e parti. Le sue caratteristiche positive sono l’amore, la creazione di relazioni durature, la fedeltà e la comprensione.

La dea vulnerabile

Era rappresenta l’archetipo più caratteristico delle donne. La sua attenzione è rivolta alla relazione. Diventare la mogli di… è il desiderio più importante della sua vita. Anche se avrà figli, l’amore per il compagno resterà al primo posto. Il matrimonio sarà per lei un momento di unione mistica col partner, sentendosi completa e appagata. Non a caso viene descritto come “il giorno più bello della vita”. Anche se questo archetipo è socialmente accettato e incalzato dal patriarcato, la sua origine potrebbe esserne scollegata. Molte donne lesbiche sentono l’esigenza di ufficializzare il loro rapporto, andando coraggiosamente contro l’opinione comune.

La moglie

L’archetipo Era dona la capacità di legarsi, di essere fedeli e leali. Se nella donna l’archetipo Era è dominante, non potrà esserci mai niente che possa spezzare il legame del matrimonio, neppure un tradimento. Al contrario se la dea non è l’archetipo principale, il matrimonio sarà percepito come soffocante o di convenienza. Ogni donna ha un’idea propria di cosa sia il matrimonio. Descriveremo qui le tre forme comuni:

1) Realizzare il bisogno di essere compagna.

2) L’acquisizione dello status di moglie.

3) Raggiungere un unione mistica attraverso una cerimonia sacra.

La donna rifiutata

Quando la relazione viene stroncata per colpa di un tradimento, vengono a mancare i pilastri fondamentali di questa personalità.

I sentimenti che emergeranno saranno di svalutazione, rancore e smarrimento. Convogliati energicamente in un’ira funesta a discapito dell’altra, e non sul partner di cui è affettivamente dipendente. L’archetipo Atena per esempio, reagirebbe in maniera diversa a un oltraggio del genere, condannando l’uomo per l’affronto subito e allontanandolo fino ad arrivare alle vie legali.

Come coltivare Era?

Abbiamo visto negli articoli precedenti che le energie delle dee vergini erano focalizzanti, cioè riuscivano a concentrarsi verso una meta. Per le dee vulnerabili è l’opposto. La loro energia tende all’ espansione e alla visione globale. I sentimenti sono al primo posto nella loro vita. L’archetipo Era mette l’accento sulla relazione, nell’amore. Essere ricettivi, fiducia, ascolto, tenerezza, lasciarsi andare, sono queste alcune delle parole chiave che possono aiutarci a scoprire la bellezza del femminile dentro di noi.

Adolescenza e rapporto con i genitori

Riconosceremo l’archetipo Era in tutte quelle bambine che amano giocare a moglie e marito o nelle adolescenti che sognano di trovarsi subito un fidanzato e che all’università non vedono l’ora di finire gli studi per potersi sposare con il ragazzo conosciuto in facoltà. Come nella mitologia, a volte il rapporto con i genitori non è idilliaco. Le donne Era intraprendono relazioni precoci per cercare di allontanarsi dal contesto familiare o cercano nel compagno una presenza che colmi le loro carenze affettive.

Lavoro

Il lavoro e gli studi sono di secondaria importanza per questa dea. Sono subordinati alla ricerca del partner e difficilmente entreranno in conflitto con gli interessi del partner o della famiglia. Se il compagno/a dovesse trasferirsi in un’altra città per motivi lavorativi essa lo seguirebbe senza indugi, preferendo il licenziamento da un posto sicuro che la lontananza affettiva. Spesso sono casalinghe o una volta sposate lavorano nell’azienda del compagno/a diventando il suo braccio destro. Le first lady dei capi di stato ne sono l’esempio più rappresentativo.

Relazioni di coppia

La donna Era è attratta da uomini di potere o di elevato status sociale come Zeus, che suscitano in lei sentimenti di tenerezza e accudimento come nel mito che abbiamo descritto. L’ipotetico Zeus ha una componente fanciullesca che lo rende genuino ma nei peggiori dei casi bambinesco, di carattere superficiale e che può balzare da una relazione all’altra perché incapace di saper guardare in profondità. L’errore più comune in questi casi è che la donna si convinca in cuor suo di poterlo cambiare. Il suo carattere idealista può farle distorcere la visione della realtà, vedendo nel partner attributi che non esistono e forse mai compariranno. In qualunque caso Era cercherà di minimizzare i danni instaurando rapporti per collocarsi al centro della relazioni.

I figli

Di solito la donna Era ha figli. Per lei la gravidanza è una funzione che consolida il legame col partner. Ama i suoi figli ma l’amore per il partner sarà sempre al primo posto, (a meno che non sia un’altra dea ad attivarsi). Crescerà i figli con rigore cercando di trasmettergli quei valori a lei cari. Nel mito questi tentativi si rivelano vani essendo Ares un figlio ribelle.

La mezza età

La mezza età è il momento più critico per la donna Era. Se è sposata potrebbero arrivare crisi che mettono in dubbio il rapporto col partner. Se vive da sola si sentirà frustrata per non aver trovato ancora l’uomo che corrisponde al suo ideale. Nella vecchiaia se rimane vedova tutto ad un tratto la sua vita perde di senso. Se la dea è stata molto dominante nella sua vita, il senso di vuoto sarà molto forte. Dovrà attivare altre dee per superare i momenti difficili, in modo da guardare con serenità le proprie fragilità, accettandole e scoprendo così dentro se stessa quella forza riscontrata nell’altro.

Speriamo che l’articolo sia stato di vostro gradimento.

Per un maggior approfondimento consultare i libri consigliati.

Nel prossimo articolo affronteremo l’archetipo Demetra dea delle messi, nutrice e madre.

Domenico Moksha Frenda

Gli articoli della serie Gli dei dentro di noi:

1. Artemide. Gli dei dentro di noi, archetipi che caratterizzano la nostra personalità

2. Atena. Gli dei dentro di noi, archetipi che caratterizzano la nostra personalità

3. Estia. Gli dei dentro di noi, archetipi che caratterizzano la nostra personalità

Immagine di copertina. Giunone ed Argo – Pieter Paul Rubens – 1620 – Wallraf-Richartz Museum, Colonia

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