estia archetipo

di Domenico Moksha Frenda

Bentrovati al terzo appuntamento di questa serie di articoli dedicati agli archetipi femminili.

Oggi parleremo dell’archetipo Estia, terza ed ultima rappresentante del gruppo delle dee vergini.

Mitologia e culto

Estia conosciuta dai romani come Vesta, primogenita di Rea e Crono, è la dea meno nota tra quelli più importanti del Pantheon greco-romano. Non venne mai rappresentata in forma umana da pittori e scultori e nella mitologia non prese mai parte alle vicende amorose o guerresche dell’olimpo. Era tuttavia tenuta in gran considerazione, a lei venivano destinate le offerte migliori ed in ogni casa ardeva un fuoco sacro che la rappresentava. Tutti gli archetipi femminili hanno caratteristiche ben delineate e che rappresentano aspetti del vissuto umano ma Estia rappresenta l’anima della donna, la parte inconscia, la scintilla divina che è collegata al tutto. La sua essenza ha origini più antiche di quelle greche. Infatti molti dei greci sono versioni rivisitate di culti molto più antichi, che col tempo vengono ad integrarsi con i nuovi culti.

(Anche nella religione cattolico-ebraica sono avvenute integrazioni, basti pensare alla figura della Maria vergine, Noè, e Mosè per citarne alcuni, ma la lista e ben più lunga e avrebbe bisogno di un maggior approfondimento, se siete interessati fatecelo sapere con un commento, provvederemo alla stesura di un articolo più esauriente.)

In particolare Estia rappresenta il culto della grande madre, figura divina primordiale risalente al paleolitico, mutata dai greci in dee femminili pre-olimpiche come Gea e Rea per poi evolversi con l’avvento del patriarcato religioso, nelle dee olimpiche.

L’imposizione del patriarcato scinde cosi l’interezza della dea femminile, frammentandone gli aspetti archetipici che prima convivevano in un’unica dea. Se sentite l’esigenza di evolvere in stati superiori di consapevolezza, questa spinta interiore deriva proprio da questo archetipo. Nel mondo romano le donne che erano devote alla dea divenivano Vestali (da Vesta), sacerdotesse che abbandonavano i privilegi familiari per dedicarsi al culto della dea (un prototipo delle suore cattoliche). Interessante da notare come il rito del battesimo cattolico sia collegato al culto di Estia.

In passato il travaglio del parto era molto difficile e le condizioni spesso precarie portavano alla morte del nascituro o della madre. Bisognava aspettare all’incirca cinque giorni prima di presentare il bambino ai parenti con un rito che vedeva la dea Estia al centro della casa rappresentata da un fuoco sacro, dove il padre avrebbe girato intorno ad esso per tre volte con il bambino in braccio. Dopo la cerimonia si festeggiava il nuovo componente della famiglia con un banchetto. La sacralità di quella fiamma si tramanda ancora in alcuni gesti come per esempio la fiamma dei giochi olimpici.

La dea vergine

Estia più di tutte rappresenta l’archetipo che porta l’attenzione al mondo interno, alla spiritualità e al senso della vita. Donna molto riservata che ama la propria casa, che viene vissuta come rifugio e luogo dove poter crescere in consapevolezza, mettendo in pratica le esperienze apprese all’esterno. Anche se introversa e di buon cuore ama condividere i momenti importanti della vita con i suoi cari.

La custode del focolare

L’amore per la consapevolezza, la meditazione e la conseguente lucidità mentale si ripercuotono ovviamente anche all’infuori di sé. La cura della casa è vissuta come cura della propria persona.

Mettere in ordine la propria stanza rimanda a voler fare ordine dentro di sé, cucinare diventa un atto magico e prendersi cura delle piante un momento per contattare i propri desideri, vivendo questi gesti senza sforzo.

Estia ed Ermes dualità archetipa – unione mistica

Nell’antica Grecia i templi che onoravano questi due dei erano spesso vicini ed in ogni casa di allora vi erano collocati, all’interno un braciere sacro che simboleggiava Estia e fuori un pilastro dal nome “erma” che rappresentava Ermes. La protezione e benedizione divina era sempre presente in qualsiasi luogo e momento quotidiano. Questa coppia di dei apparentemente contrapposti erano in realtà complementari (come le energie Yin e Yang, luce e buio, dell’introversione e dell’estroversione), indispensabili per tutte le persone sia di genere maschile che femminile. Con l’affermarsi del pensiero razionale questi due aspetti vennero via via dissociati. In una visione duale questi due archetipi non sono una buona coppia, Lei troppo anziana e lui troppo giovane. L’unione mistica deve avvenire dall’interno, unendo in modo alchemico le nostre energie maschili e femminili.

Come sviluppare Estia

Le attività volte a sviluppare questo archetipo sono varie e vengono praticate rivolgendo l’attenzione verso se stessi: meditazione, preghiera, pulizie casalinghe, catalogare libri, organizzare eventi (spirituali, religiosi, culturali) o semplicemente prendersi un po’ di tempo per stare da soli.

Adolescenza e rapporto con i genitori

Le bambine e le ragazze Estia sono di carattere introverso, serene e tranquille, giocano volentieri con gli altri ma non è strano vederle nelle loro stanze giocare da sole, disegnare o scrivere un diario. Anche in adolescenza può permanere quest’indole, estraniandosi sempre più dal contesto familiare percependolo poco affine. Svilupperà interessi del tutto diversi da chi gli sta intorno, le sue amicizie saranno poche ma buone e sincere. Nel mito Estia figlia di Crono e Rea viene inghiottita dal padre per prima e ne uscirà per ultima, restando nell’ombra per molto più tempo rispetto ai suoi fratelli, sviluppando quell’attitudine alla solitudine e indipendenza che solo coloro che hanno avuto il coraggio di immergersi nelle profondità del proprio essere possono entrarne in possesso. Crono era un padre-padrone violento. Rea una moglie fragile e sottomessa che aspettò l’aiuto del suo ultimo figlio per debellare le atrocità del marito. L’archetipo Estia più di altri soffre le ingiustizie ma lavora nell’ombra, aiutando la madre e aspettando il momento giusto per uscire dalle situazioni impervie. Il rapporto con i genitori non sempre sarà identico al paragone mitologico.

Lavoro

Il lavoro per questo archetipo non è di vitale importanza. Non cerca posizioni di potere né riconoscimenti. La troveremo quindi in lavori tranquilli come impiegata d’ufficio ma anche in lavori meno comuni dove le sue capacità sono ricercate (attrice, fotomodella, fotografa, montatrice). Questi sono tutti mestieri che richiedono calma, pazienza e centratura.

Relazioni di coppia

Anche nella relazione Estia è un tipo riservato. Magari ci vorranno anni prima di poter intravedere i suoi aspetti più profondi. Lavorerà dietro le quinte nella relazione, rivestendo un ruolo di secondo piano che per sua natura gli si confà. Sarà per lei piacevole sapere che il suo partner si attiva nel cercarla, desiderarla e coccolarla. Ma se egli non è presente, magari lontano per lavoro, lei si concentrerà su se stessa e sui propri hobbies o all’accudimento dei figli, senza rimuginare pensieri di gelosia o preoccupazione che sono presenti in altre dee.

I figli

Il rapporto con i figli è molto tranquillo. E’ una mamma amata e i bambini riconoscono di essere ascoltati e capiti, anche se potrebbe capitare che la madre Estia non esprima il suo amore con abbracci e carezze ma con attenzioni concrete e ascolto attivo. Quando i figli crescono non sentono l’esigenza di ribellarsi, mantenendo un rapporto saldo che trasforma la donna Estia col tempo nel perno della famiglia.

La mezza età

Se la nostra vita è stata un susseguirsi di eventi frenetici e cambi di stato (come spesso accade oggi), potrebbe essere questo il momento in cui la dea si attiva. In questo caso l’archetipo Estia porterà serenità a differenza di altre dee che cadono in depressione o vivono la sindrome da “nido vuoto”.

Speriamo che l’articolo sia stato di vostro gradimento.

Per un maggior approfondimento consultare i libri consigliati.

Nel prossimo articolo affronteremo l’archetipo Era dea del matrimonio.

Domenico Moksha Frenda

Gli articoli della serie Gli dei dentro di noi:

1. Artemide. Gli dei dentro di noi, archetipi che caratterizzano la nostra personalità

2. Atena. Gli dei dentro di noi, archetipi che caratterizzano la nostra personalità

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