Fava, proprietà e benefici: Proteine ed Energia!

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Le fave svolgono un’azione energizzante, tonica e diuretica, oltre che lassativa grazie alle fibre in esse contenute. Poco caloriche ma ricche di proteine, sali minerali e vitamine, sono indicate nel caso di infezioni all’apparato urinario, nelle calcolosi, nei soggetti debilitati e nei casi di affaticamento fisico e mentale.

Le fave, nome scientifico Vicia Faba, sono il frutto di una pianta erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Leguminose; probabilmente originarie dei paesi asiatici vennero poi coltivate da egiziani, romani e greci.

Le fave sono state utilizzate dall’uomo come alimento fin da tempi remoti. Numerosi sono i riferimenti alle fave nell’epoca Romana e Greca. Esse venivano associate spesso al culto dei morti, ed utilizzate nei riti religiosi legate ai defunti. La spiegazione di questa relazione è forse dovuta al particolare colore dei fiori di questa pianta: bianchi con striature nere, un’associazione molto particolare e rara nel mondo vegetale.

Durante il MedioEvo, le fave costituivano un alimento molto diffuso fra le classi più povere, ma successivamente andarono man mano cedendo il posto ai fagioli, dopo la scoperta del nuovo continente e l’importazione di nuove varietà di questi ultimi.

Le fave sono composte per l’80% da acqua, 12% da carboidrati, 5,5% da proteine e la restante percentuale è divisa tra fibre e sali minerali quali (valori per 100 grammi): potassio (200 mg), ferro (1,7 mg), fosforo (93 mg), calcio (21 mg) e sodio (16 mg), mentre le vitamine in esse contenute sono: la vitamina A (10 mcg), vitamine del gruppo B fra cui la B1 (0,11 mg) e la B2 (0,10 mg), la vitamina C (33 mg) e la vitamina E.

Nelle fave fresche è presente un aminoacido chiamato L-dopa che pare abbia la proprietà di alzare la concentrazione di dopamina nel cervello; questa sostanza è presente in alcuni farmaci utilizzati per la cura del morbo di Parkinson. Alcuni pazienti sostengono che i benefici effetti delle fave sul Parkinson durerebbero di più rispetto a quelli dei farmaci.

La presenza abbondante di fibre alimentari favorisce l’attività dell’intestino contribuendo all’eliminazione di tossine e scorie; la vitamina C invece, oltre che a proteggere l’organismo dalle malattie permette anche l’assorbimento del ferro contenuto nelle fave stesse.

Purtroppo per alcuni soggetti predisposti, il consumo delle fave può rivelarsi molto pericoloso; infatti esistono persone che a causa di una patologia ereditaria non sono in possesso di un enzima indispensabile per neutralizzare gli effetti nocivi di alcune sostanze presenti nelle fave. Questa patologia prende il nome di favismo e, a seconda della sua gravità, può causare gravissimi problemi anche solo in presenza di fave.

Generalmente il favismo si diagnostica già in tenera età, ma questo non esclude che esso possa insorgere anche in età avanzata; l’enzima la cui carenza provoca il favismo è denominato G6PD e la sua mancanza provoca lo stress ossidativo dei globuli rossi.

Le fave possono essere utilizzate crude o bollite, accompagnate con formaggi o affettati, come ingrediente per condire minestre, per preparare zuppe, o insalate.

In agricoltura è utile piantare le fave per fertilizzare naturalmente il terreno in quanto la painta permette di fissare l’azoto nel suolo.

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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