FIENO GRECO: UNA SOLUZIONE ANTICA PER DEPURARE IL CORPO

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di Salvatore Paladino

Che cosa fate per proteggervi dall’inquinamento dei principali organi del vostro corpo? La maggior parte delle persone, quando si sente rivolgere questa domanda, risponde: “Prendiamo vari rimedi per il naso, per la gola e per i polmoni”.

Ossia curano essenzialmente gli organi della respirazione. Invece pochissimi sanno che l’inquinamento può raggiungere anche i reni, la vescica, il fegato e l’intero tratto intestinale; anche il cuore e gli organi della riproduzione ne possono venire danneggiati e la scienza moderna, malgrado tutti i suoi prodotti chimici e tutti i suoi farmaci miracolosi, non ha ancora scoperto un metodo di sicura protezione contro l’inquinamento dell’organismo.

UN’ANTICO RIMEDIO

Gli antichi abitanti dell’Asia e dei lidi mediterranei, pur senza saperlo, furono i primi a scoprire una sostanza antinquinante per il corpo: un’erba straordinaria chiamata fieno greco, nome volgare della Trigonella fenum-graecum. Queste popolazioni si erano accorte infatti che quell’erba, mangiata in un primo tempo per il suo gustoso sapore, era efficacissima per abbassare la febbre, per curare le infiammazioni gastriche o intestinali e per alleviare i dolori di ascessi, ulcere o displasie dell’utero.

Inoltre da secoli, nel piccolo principato asiatico del Bhutan, gli appartenenti alla tribù lepcha lo usano come rimedio e come profilassi contro l’avvelenamento del sangue.

Dopo aver leggermente inumidito i semi di questa pianta, li macinano fino ad ottenere un impasto denso; poi lo applicano come una pomata sulle ferite profonde, su foruncoli, ulcere veneree e altre irritazioni cutanee. Nel vicino Tibet, gli indigeni fanno un decotto molto carico con le radici, gli steli e i semi del fieno greco e lo aggiungono a un piccolo boccale di latte bollito; quando il miscuglio si è raffreddato, lo bevono come rimedio contro la stitichezza o l’irritazione intestinale.

I PERICOLI DEL MUCO

Ma che cosa hanno a che fare queste cure con l’inquinamento? Per comprendere come il fieno greco combatte, cura e talvolta guarisce simili malattie e come tutto questo processo sia legato ai veleni che ingeriamo o respiriamo, è importante prima di tutto parlare di una delle principali funzioni del nostro organismo. Ogni volta che tossiamo o che ci soffiamo il naso, ci liberiamo di una sostanza nota col nome di muco. Molte persone, specialmente se soggette a raffreddori o a malattie allergiche, accettano il muco come una realtà della vita quotidiana, il che è vero. Ciò che pochi di noi rilevano è che il muco non è circoscritto al naso o alla gola, ma è presente in molti dei nostri organi vitali e in tutto l’intestino. Una certa quantità di questa secrezione è salutare: con il suo stato naturale liquido e libero di scorrere, il muco serve da detergente e da lubrificante. Se però diventa denso, vischioso e quindi difficile da eliminare, può costituire un grave pericolo per l’organismo ed è qui che i rischi dell’inquinamento assumono una fisionomia ben precisa. Paragonate il vostro organismo al motore di un’automobile: chiunque abiti in una zona avvolta nella polvere o nel fumo ne conosce l’inevitabile conseguenza: smog e fango. L’olio, il grasso e gli altri lubrificanti quando diventano densi e duri, invece di assolvere le loro funzioni lubrificanti e detergenti si incrostano sulle pareti del motore e raccolgono sporcizia, Se non si tolgono in tempo rischiano di ostruire il carburatore, le valvole, i pistoni, persino i filtri dell’aria e dell’olio. Quando il fango si accumula, il motore inevitabilmente si guasta.

Sotto questo aspetto, la macchina umana non è diversa dal motore che aziona l’automobile. Con ogni boccata d’aria, potenzialmente aspiriamo polvere e vapori che vanno a mescolarsi con il muco. Quando fumiamo una sigaretta o ingeriamo un cibo saturo di conservanti chimici, non facciamo altro che addensare ulteriormente il muco; il risultato finale è quello che chiamerei fango organico.

Purtroppo la tosse, gli starnuti e un naso gocciolante non sono sufficienti mezzi di scarico per l’eccesso di muco (catarro) di tutto il corpo; buona parte di questa secrezione si deposita nello stomaco e da li circola nell’intestino e nei reni; una volta ispessito e indurito per effetto delle sostanze inquinanti, il muco viscido diventa stantio, limaccioso e viscoso; incapace di scorrere liberamente diventa appiccicoso e comincia ad accumularsi invece di passare attraverso i normali orifizi. E questo è soltanto l’inizio, Quando il muco si attacca alla mucosa dello stomaco e dell’intestino, questa secerne dell’altro muco per attenuare l’irritazione creando così una massa ancora più densa. Poiché questo eccesso di muco ostacola la normale secrezione dei succhi gastrici attraverso le pareti dello stomaco e dell’intestino, le particelle di cibo non digerito si attaccano alla massa di muco ispessendola ulteriormente e formando del gas quando ricominciano a fermentare.

IL FIENO GRECO SCIOGLIE IL MUCO

Avete spesso la bocca amara e l’alito pesante? Soffrite di aerofagia e continua eruttazione? Forse soffrite di qualche malattia più grave: ulcera, malattie renali, colite. In questo caso esiste anche la probabilità che il vostro organismo sia oppresso da un eccesso di muco indurito che satura le cellule con una sostanza vischiosa e filamentosa privandole di ossigeno e di nutrimento e trasforma il sangue e gli altri liquidi contenuti nell’organismo facendoli diventare densi e limacciosi; il sangue non è più in grado di circolare liberamente, non può liberare le cellule dalle scorie: alla fine non è improbabile che le cellule subiscano una grave contaminazione e che si instauri lo stesso processo nell’intestino tenue, dove milioni di ghiandole estraggono gli elementi nutritivi dai cibi digeriti e li trasmettono al sangue. Quando queste ghiandole, chiamate villi, si ostruiscono di muco stantio, non possono assolvere alla loro funzione in maniera efficace e ciò determina una evidente sottrazione di sostanze nutritive a tutte le cellule del corpo. Non dimentichiamo poi, che la digestione non si limita al solo tratto intestinale: comincia dalla bocca, dove il primo boccone stimola l’azione delle ghiandole salivari: la saliva contiene potenti enzimi che iniziano la digestione di amidi e zuccheri. Se le ghiandole salivari si ostruiscono di muco, non possono funzionare ad un ritmo ottimale e il cibo verrà ingoiato senza essere completamente digerito. In altre parole, potreste seguire la dieta più sana del mondo, eppure soffrire di cattiva alimentazione. Ecco perché un programma dietetico veramente completo deve comprendere anche una cura di fieno greco. Se infatti le vitamine, i minerali e altre sostanze nutritive non possono essere digerite e quindi entrare in circolo, non sono in grado di dare al corpo umano il loro massimo apporto benefico. Se si ricevono semplicemente in bocca e si lascino passare in gola, ciò non significa che questi importanti elementi riusciranno a trovare la via per entrare nel sangue: prima devono passare attraverso i villi nell’intestino tenue e se questi sono completamente tappezzati da un pesante strato di muco, come è possibile che le sostanze nutrienti entrino in circolo?

USATO IN TUTTE LE CIVILTA’

Con molta probabilità, i primi a svelare le risorse potenziali del fieno greco furono i contadini dell’antico Egitto e dell’epoca greco romana. Aggiungendo i baccelli a forma di falce di questa pianticella al foraggio dei cavalli e del bestiame, essi notarono una sensibile diminuzione nella secrezione mucosa di questi animali. Questo fatto li sollecitò ad aggiungere fieno greco anche alle loro diete alimentari, con gli stessi risultati. In tutta la Cina, il tè di fieno greco è tuttora un rimedio popolare molto diffuso contro la congestione del naso e della gola. Gli alfuros dell’Indonesia, ai primi sintomi di congestione bronchiale, masticano semi di fieno greco in gran quantità, per liberarsi dal catarro. Per liberare le orecchie o altre cavità dal muco, i gurkha del Nepal immergono il naso in un decotto molto carico di fieno greco, lo aspirano profondamente, poi buttano la testa indietro per consentire la medicina di agire liberamente. Anche se nell’antichità non era ben chiaro il nesso tra alcune malattie e il muco, altri disturbi si avvalsero ben presto delle proprietà terapeutiche del fieno greco; medici aggiunsero questa pianta aromatica alla loro farmacopea anche come sostanza rivitalizzante e ricostituente.

Nel Seicento, Nicholas Culpeper, il primo erborista europeo che individuò le molte proprietà del fieno greco, lo classificò come afrodisiaco, sedativo, diuretico, alimento nutriente, tonico e carminativo per aerofagia. Ma il merito di aver portato questa pianta alla ribalta europea spetta ad un prete bavarese, padre Sebastiano Kneipp, un insigne studioso che per primo consigliò quest’erba come colluttorio, come calmante per tessuti irritati e infine come solvente del muco. In seguito il fieno greco, sommerso dalla marea di farmaci brevettati, rimase per un certo tempo nell’ombra, tranne che per gli erboristi, i medici omeopatici e i veterinari, che ovunque continuarono a prescriverlo. Negli ultimi anni, il pubblico ha però riscoperto le sue proprietà medicinali e nutritive, proprietà che continuano a ricevere sempre migliore accoglienza e più larga considerazione.

Nelle zone d’origine questa pianta non ha mai perso del tutto la sua popolarità sia come alimento sia come rimedio. Gli indiani, che ne usano i semi in cucina come aromatizzante, mangiano il fieno greco anche per prevenire la pellagra e numerose malattie nervose. I medici dell’Estremo e del Medio Oriente lo prescrivono alle gestanti in caso di parto laborioso. Le donne irachene bevono il tè di fieno greco e lo usano anche per abluzioni nei casi di irritazioni vaginali dovute a catarro.

IL FIENO GRECO MIGLIORA LA FORZA DEI GENITALI

Il fieno greco è ancora largamente usato dalle donne turche, che lo mangiano unito a miele in polvere, per migliorare i loro caratteri femminili e il loro sex appeal. Gli uomini ritengono abbia un’azione efficace anche sugli organi genitali maschili.

La scienza moderna tenderebbe a considerare questi poteri di ringiovanimento attribuiti al fieno greco come residuo di credenze popolari e di superstizioni, tuttavia esistono prove che confermano l’attendibilità delle suddette teorie. Molti uomini che soffrono di impotenza o di scarsa attività sessuale hanno rivelato una carenza di vitamina A e analisi di laboratorio hanno dimostrato che il fieno greco contiene un olio simile a quello di merluzzo, che è appunto ricco di vitamine A e D. Un’altra sostanza riscontrata nel fieno greco è la trimetilammina che agisce come ormone sessuale sulle rane, provocandone la muta e predisponendole all’accoppiamento; soluzioni diluite di questa sostanza aumentano la produzione dei fiori da parte delle piante; gli effetti sull’uomo sono ancora in fase di sperimentazione. Secondo un’analisi compiuta dal famoso Laboratory of Vitamin Technology di Chicago, 250 g di tè fatto con i semi del fieno greco conterrebbero in media 45,2 mg di niacina, 266 mg di acido pantotenico, oltre a quantitativi assai maggiori di colina. Mentre il contenuto vitaminico rilevato da questa analisi non si può certamente definire  importante dal punto di vista alimentaristico, tuttavia è la dimostrazione che un tè di fieno greco equivale a un vero e proprio cibo, come apporto di preziose sostanze necessarie al nostro organismo.

STIMOLA LA PRODUZIONE DI LATTE MATERNO

Il dottor Mohammed El Shahat dell’università Fuad I del Cairo ha estratto dai semi di fieno greco una nuova vitamina che secondo prove cliniche eseguite presso quell’Università ha permesso a 345 madri egiziane di fornire latte in maggior quantità e di qualità migliore ai loro neonati.

La nuova vitamina è stata chiamata H a causa della sua proprietà di stimolare l’allattamento. Le piccole dosi di questa vitamina riscontrate nei semi di fieno greco hanno aumentato la secrezione lattea dal 160 al 900% subito dopo la nascita del bambino. Inoltre, la qualità del latte è apparsa migliore poiché conteneva maggiori quantità di proteine, grassi, zucchero, minerali e vitamine.

SCIOGLIE LE MASSE DI GRASSO E MUCO PRODUCENDO UN RIVESTIMENTO PROTETTIVO SULLE MUCOSE

La colina presenta nel fieno greco esercita una funzione particolarmente importante sul fegato che, in condizioni anormali finisce per depositare i grassi, ossia i lipidi, dentro le sue stesse cellule, instaurando così un grave stato di disfunzione. La colina è una sostanza lipotropica (che scioglie i grassi) di notevole portata; anche dopo un solo pasto ad alto contenuto di grassi la colina si è rivelata capace di esercitare una notevole azione tropica sul fegato.

Analogamente, la colina scioglie eventuali accumuli di grasso nei reni e sulle pareti dei vasi arteriosi (colesterolo); la colina è largamente usata nella cura dell’arteriosclerosi.

Ma la proprietà più importante del fieno greco rimane quella di sciogliere il muco; come l’olio solvente scioglie le incrostazioni di olio e di grasso nel motore dell’automobile, così questa pianticella ammorbidisce e scioglie le masse indurite della secrezione mucosa. Si usano, a questo scopo, i suoi semi che, una volta inumiditi, diventano leggermente viscosi; allo stesso modo che un olio scioglie un altro olio o un grasso, così questa sostanza mucillaginosa ne scioglie un’altra ancora più viscosa ossia il muco del corpo. La soluzione di fieno greco rimane poi nell’organismo formando un rivestimento protettivo e calmante sulle zone infiammate o irritate, cosa particolarmente utile per molti malati di ulcera. Oltre a sciogliere il grasso nei reni, il fieno greco può assolvere un’altra importante funzione proprio nell’ambito di questo stesso organo. Infatti i delicati tubuli renali possono essere ostruiti dal muco e se ciò dovesse accadere i reni, che altro non sono se non un impianto di filtrazione, non potrebbero eliminare in modo perfetto le sostanze liquide di scarto con conseguenti dolori alla schiena, entrata in circolo dell’urina e avvelenamento dell’intero organismo. Il blocco renale è seguito totalmente da uremia che determina l’arresto di tutte le funzioni organiche e, quindi, la morte. Tra i reni e la vescica ci sono due condotti escretori che possono anch’essi essere ostruiti dal muco: gli ureteri. Questo guaio può capitare anche in seguito ad un banale raffreddore. In tal caso il paziente sente il frequente bisogno di orinare, anche se dai reni alla vescica passano piccole quantità di liquido. Nei casi peggiori, la cura e la scomparsa del raffreddore non bastano a sbloccare gli ureteri e il catarro può continuare ad accumularsi. Per evitare questo pericolo, i montanari armeni bevono ogni giorno un litro di tè di fieno greco, non solo ai primi sintomi di raffreddore, ma almeno per una settimana dopo la sua scomparsa. Coloro che abitano in città usano quest’erba come medicina per gli organi del gusto e dell’olfatto e in realtà anch’essi traggono beneficio dalla proprietà di cui abbiamo parlato, ossia quella di sciogliere il muco. Infatti, quando questa secrezione riveste la lingua, ostruendo le sporgenze in cui hanno sede le papille linguali, il gusto viene alterato e si perde gran parte dell’appetito e del piacere del cibo. Quando, viceversa, si accumula troppo muco attorno alle cellule olfattive (che sono cellule nervose) il senso dell’olfatto viene compromesso. In entrambi i casi, una dieta severa a base di tè di fieno greco può sbloccare quelle zone così importanti, riportando i sensi alla normalità.

Ma la dimostrazione più entusiasmante sulle proprietà del fieno greco deve ancora venire. La scienza ha stabilito che ci sono due forme di anemia: quella per rapida perdita o distruzione di globuli rossi e quella che insorge per difetto di produzione  e che deve essere conseguente a emorragie, cancro, stati di debolezza e di avvelenamento. Di conseguenza i globuli rossi superstiti formano un rivestimento mucoso ammucchiandosi poi in masse vischiose. Ciò non solo impedisce alle cellule di ricevere il nutrimento adeguato, ma provoca anche la morte dei tessuti bloccando l’accesso ai vasi capillari. Il sangue, così così coagulato può addensarsi ulteriormente al punto da formare degli emboli che si stabiliscono nei vasi sanguigni. Se poi uno di questi si libera, può essere facilmente trasportato verso un’arteria principale ostruendola e causando talvolta la morte istantanea.

Considerando la capacità del fieno greco di eliminare il muco dall’organismo, il buon senso ne suggerisce l’uso a tutte le persone che abbiano buoni motivi per credere di poter essere soggette ad abnormi formazioni di muco e a tutte le conseguenze appena illustrate.

IL NOSTRO CORPO INIZIERA’ A PROFUMARE

Quanti non si sentono perfettamente in forma, fisicamente o mentalmente, possono benissimo sospettare che gli stia proprio succedendo questo: il loro sangue circola con difficoltà cosicché muscoli e organi si indeboliscono ogni giorno di più fino al deterioramento che può anche provocare gravi malattie. Quali  possano essere i benefici derivati da una cura a base di fieno greco, non bisogna dimenticare un delizioso effetto collaterale di questo rimedio: le donne turche ne bevono il tè, non solo per rendersi più attraenti, ma anche per migliorare il profumo del loro alito e di tutto il corpo. Ciò è confermato anche da un punto di vista scientifico: infatti, a differenza del sapone, dei dentifrici e dei deodoranti dell’alito, il fieno greco deterge il corpo dall’interno. Poiché i canali intestinali, gli organi e il sangue vengono liberati dal catarro e da altre sostanze tossiche, i loro cattivi odori non vengono più trasmessi attraverso l’alito e la traspirazione. Infatti, l’essenza del fieno greco è così potente e il suo lavoro di penetrazione così perfetto, che spesso dai pori di una persona che usa metodicamente quest’erba nel tè, emana una delicata fragranza.

PREPARIAMO IL TE’ DI FIENO GRECO!

Il tè di fieno greco si prepara facilmente aggiungendo due cucchiaini rasi di semi a tazza di acqua bollente. Dopo averli lasciati in infusione per 5 minuti, rimestate energicamente, poi filtrate; si può dolcificare col miele e rendere più aspro con succo di limone.

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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13 Commenti su questo post

  1. Yvonne says:

    GRAZIE ! 🙂

  2. L’ho usato come coadiuvante nell’allattamento. ….spettacolare!

  3. L’ho usato come coadiuvante nell’allattamento. ….spettacolare!

  4. L’ho usato come coadiuvante nell’allattamento. ….spettacolare!

  5. Rus Adrian says:

    Un paio di birre ..no ?

  6. Rus Adrian says:

    Un paio di birre ..no ?

  7. Lucia says:

    volendo prendere le compresse com’è la posologia?per quanto tempo?

  8. Fantastico,devo assolutamente provarlo:)

  9. nera says:

    sono anni che lo uso e lo facevo prendere anche al marito, ora che è stato in chemioterapia nota che quando lo prende sta meglio, ora ho capito il motivo, grazie delle spiegazioni, prima sapevo che fluidificava il muco ed era molto utile per le capsule surrenali. il marito, grande fumatore, meravigliava i dottori per la quasi mancanza di “catarro e tosse”… io sapevo il motivo!

  10. michelina says:

    Riccardo ciao io ti scrivo a montreal e molto interessante quello che publichi non avevo mai sentito prima il fieno greco c’e ne sono di cose che non sappiamo che la nostra madre terra ci regala gratuitamente per il nostro benessere,io sono interessata,ma abito a montreal come potrei comandarli?grazie per una risposta.

  11. Diego says:

    Dunque Riccardo potremmo dire che riattiva il sistema linfatico? Stò provando il tè fatto con i semi,i quali sono stati schiacciati un pò,non propio polverizzati,con un mortaio a legno,ne utilizzo come deso un cucchiaino abbondante! A dir poco Meraviglioso! Immensa Gratitudine per tutti questi dettagli in una sola pagina!

    • dioni says:

      Ciao Diego, sì il fieno greco agisce sul sistema linfatico.
      Grazie mille!
      Un abbraccio
      Riccardo

  12. Chiara says:

    Ciao Riccardo! Volevo sapere quante volte al giorno posso prendere la tisana di fieno greco? Io la faccio con i semi di fieno greco.

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