Fisica Quantistica e Spiritualità: Intervista a Vittorio Marchi

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vittorio Marchi

di Giovanni Pelosini

Il prof. Vittorio Marchi è un insegnante e un ricercatore di fisica, ma da molti anni le sue indagini e i suoi studi sono stati indirizzati verso tematiche normalmente non esplorate dagli scienziati. Studiando le ancora sconosciute potenzialità dell’essere umano, l’energia che permea tutto l’Universo, i misteri della vita e del cosmo, gli archetipi eterni, ha sviluppato uno speciale ambito di ricerca della realtà tra scienza e spiritualità, tra razionalità e misticismo, che rendono la sua vasta conoscenza unica e degna della massima attenzione. L’ho invitato a incontrare il pubblico al  Festival della Letteratura di Cecina (LI) il 30 luglio 2011 e a concedermi la seguente straordinaria intervista che non mancherà di farci riflettere sulla natura di noi stessi e del mondo.

Giovanni Pelosini

Come e quando un grande studioso di fisica come lei è passato dalla “Scienza” alla “Coscienza”?

Come? Osservando che la materia, ovvero il fondamento della visione meccanicistica  della realtà, che  si credeva “solida”, densa, compatta ed intangibile, perdendo la sua consistenza materiale, si trasformava sempre di più in un Pensiero.

Quando?  Considerando che noi fisici, ricercatori di un settore come quello del campo della fisica quantistica, confortati dagli studi delle neuroscienze, abbiamo scoperto al CERN di Ginevra che la “nuova sostanza primordiale”, base della formazione dell’Universo, non è la “materia” (di cui si diceva sopra), bensì l’Informazione. Un campo di Coscienza universale, interamente intelligente. Un “Campo Energetico Unificato”, come lo definisce oggi la fisica e che un tempo, circa 5000 anni fa, il mistico indicava con il nome di “Akasha”.

Nel suo percorso quali sono stati i suoi Maestri ed i suoi principali punti di riferimento?

Il maestro è stato un libro, a lungo cercato, e poi il suo autore, grande amico di Enrico Fermi, che ha pensato bene di passarmi il “testimone”. Il punto di riferimento è stata la “caduta del mito di Dio e della Creazione”, determinata dal punto di incontro tra il misticismo orientale e la fisica quantistica. Finché la fisica non è scesa nei meandri del mondo subatomico, non è stato possibile comprendere le Sacre Scritture, ed in particolare quelle dei testi himalayani. Quando invece è discesa nelle profondità dell’invisibile, ho scoperto che tempo e spazio perdevano di significato. La verifica mi è stata data dal fatto che il misticismo orientale ha percorso questa strada, partendo dall’invisibile, mentre la scienza occidentale è partito dal grossolano del mondo materiale o visibile per incontrarsi con essa sul piano del “sottile”.

I pensieri meno ordinari che lei esprime nei suoi libri e nelle sue conferenze le hanno mai creato problemi  in ambito accademico?

Inevitabile. La psicoscienza e in particolare la psicofisica hanno scoperto una novità piuttosto dura da digerire. La fisica quantistica sta dimostrando che quel mondo naturale che si credeva così materialmente reale sta svanendo nella “irrealtà” della sua consistenza fisica. E cosa fanno i nostri più illustri leader del conservatorismo scientifico per correre ai ripari? Dicono che la materia solida è qualcosa di stabile e che le regole che si applicano al mondo subatomico non si applicano al mondo macroscopico newtoniano. Che insomma tra il micro e il macro esistono due diverse serie di leggi e di regole. Il che è falso come dimostrano tutti gli esperimenti eseguiti da Anton Zeilinger, professore di fisica all’Università di Vienna. Il quale è un esempio che fa eccezione alla regola. Il fatto è che ciò che ancora le varie accademie del mondo non accettano è che il mondo “spirituale” sia un prolungamento della scienza e ne rappresenti il suo completamento. Di qui l’ostracismo.

In che modo le più recenti scoperte della fisica quantistica confermano le visioni  mistiche dell’   antichità presenti in modo simbolico negli archetipi delle mitologie, dell’alchimia, dell’astrologia, dei Tarocchi…?

Il misticismo orientale afferma che Dio non è una entità, ma uno stato di consapevolezza e che uno scienziato unidisciplinare non lo troverà mai, perché viaggia con il paraocchi. Per questo c’è stato un Gesù che con la sua missione storica si è speso molto per  osservare che “tutto l’ Universo è figlio di una donna sterile”. Una metafora per indicare come tutta la Creazione sia… Increata. Ma come fare per spiegare alla mente umana un concetto così impossibile da assimilare? Come fare ad illustrare che l’Universo è “inessente”, e che quindi non diviene, nel senso che non viene in essere, ma è? Per cercare una via di uscita al problema il misticismo ha dovuto affidarsi al simbolo e al mito per esprimere un concetto di Assoluto Eterno che eliminasse l’ idea dell’ origine e della fine, della nascita e della morte delle cose e degli esseri umani. Ma il misticismo, tra archetipi, alchimie, astrologie e altro, mancava di un linguaggio adatto, di una “neolingua”, capace di trasferire quanto sperimentato interiormente (spiritualmente) all’esterno. Per questo la scienza (quantistica), pur arrivando in ritardo, ha avuto il grande merito di tradurre in un linguaggio elaborato, ideale e più adatto alla massa qualcosa che ha le dimensioni dell’“infinito”, per trasmettere tale “Informazione” alle capacità dell’ intelletto umano. E allora, coincidendo con quanto affermato dalla verità mistiche millenarie, anche la fisica quantistica ha finito per concordare con i testi dei Veda e dei Vedanta nel dire che non esiste un “altrove” (relatività), bensì un “ovunque” (assoluto), non un luogo (spazio), ma la non-località. Non un tempo, ma un “hic et nunc” (qui ed ora). Sempre. Ecco perché oggi l’oriente riconosce che: “Scienza e Spiritualità sono come due gambe che consentono all’ uomo di avanzare verso la meta”.

Quale futuro immagina che la scienza possa riservare all’ umanità e alla sua evoluzione spirituale?

Grandi passi, se i ricercatori del futuro, uscendo dai loro schemi mentali meccanicistici,  si orienteranno verso un tipo di ricerca che li vedrà occupati in veste di ricercatori “spirituali” nel campo del “sottile”, della coscienza cosmica e del campo unificato. Se riusciranno a superare quel LIMEN, un punto liminale o limite di separazione, causato da una soglia sensoriale, psicofisiologica, che procura all’ uomo la illusione ottica di essere Altro dall’essere un unico con il Tutto e di non vedere che Osservatore e Osservato (come asserisce la fisica quantistica) sono UNO. Non per niente il termine “Uomo” deriva dal sanscrito “Manava”, a sua volta derivato da “Manas”, il “Pensiero” o “Coscienza Empirica”. Si tratta quindi di incominciare a riconoscere che esiste una realtà fatta di una certa identità presente tra uomo e cosmo, relazione che si va facendo sempre più stretta, fino ad essere sostenuta oggi dalla stessa PNEI (psico-neuro-endocrino-immunologia). E non è un caso che la stessa Università di Southampton (Regno Unito, altra eccezione) nell’ambito del progetto “Coscienza Umana” abbia lanciato un invito alla collaborazione internazionale per lo studio di “Aware”, connesso al processo conosciuto come “Awarness during Resuscitation” .

Qual è il ruolo dell’ essere umano nell’ Universo?

Fondamentale. L’ uomo è figlio di questo universo e questo universo è figlio dell’uomo. L’uno genera l’ altro, come il seme l’ albero e viceversa, in un apparente paradosso inesplicabile. Ognuna delle due “singolarità” non ha creata l’ altra, altrimenti avrebbe duplicata se stessa, ma si è semplicemente riflessa (disuguaglianza simmetrica). “Tutto, assolutamente Tutto, è indissolubilmente e in continuità nucleo (uomo-particella) e Campo o Spazio Pensante” (“ondi-cella”- Coscienza/Vibrazione) (Schroedinger, 1958). La forma è solo un’area vibrazionale più densa del campo energetico unificato. Pertanto l’Osservato dipende dalla presenza dell’Osservatore. Lo scopo dell’universo del resto è quello di essere osservato. Senza l’ osservatore non esiste l’ Universo e/o osservato e viceversa. Sono Uno. Altrimenti se per assurdo così non fosse, la vita non sarebbe.

In molte occasioni lei ha parlato dell’Unità e dell’unione  di ogni essere in un Tutto universale unico. Perché questo concetto è così difficile da accettare?

Semplice. Perché da millenni l’ umanità è stata educata dalle varie Religioni del mondo, attraverso riti e cerimoniali vari, a credere all’esistenza di un Creatore e di un Creato. A parlare di un Dio Formale (in maniera antropomorfica) anziché di una Divinità Informale, come stato di Coscienza Cosmica. In questo modo la “Teologia morale” ha potuto tenere in scacco l’ individuo, parlandogli di Giudizi universali, di condanne e di Peccato Originale, da cui poi egli si è sentito oppresso in maniera punitiva  per le sue miserevoli “colpe”. Riscattarsene oggi, con un DNA così preformato, è quasi un’ impresa disperata. Da sempre il fatto che la materia sia intessuta in un modo così straordinariamente perfetto, fino a manifestare una intelligenza del più alto livello ed in modo così stupefacente, ha finito per implicare nella mente degli uomini la presenza nel mondo di un “Grande Progettista” geniale, di un “Grande Orologiaio” distaccato, di un “Grande Orchestratore” esterno, di un “Grande Architetto” costruttore, di un “Grande Regista”, direttore dell’Universo. E ciò ha continuato ad avvenire, nonostante la ricerca abbia ormai dimostrato largamente che tutti i sistemi viventi (dato che neanche un atomo è materia inerte) abbiano mostrato un grado di assemblarsi da soli veramente strabiliante, a seguito di una trasformazione “auto-organizzata” o “auto-arrangiata”che lascia sbalorditi. Il concetto è difficile da accettare perché sfida il programma subdolo di una cultura millenaria che lo  ha spacciato per la nozione più eretica e blasfema che si possa immaginare. E poi perché in quella dualità si annida il business dell’ intermediazione, il più scandaloso affare di tutti i secoli. Un affare che è la madre di tutte le atrocità compiute dall’ umanità, perché toglie dignità a qualsiasi cosa creduta altro da noi stessi e al nostro stesso simile. Quando invece siamo un “Singolo Organismo” o Campo di Coscienza Universale, Un Intatto interamente intelligente. Del resto, ci siamo mai chiesti: ma perché la verità si chiama verità? Non perché il suo contrario sia il falso, ma perché essa è Unica. Vedere ciò è diverso che dire che essa è non-falsa.

Ci sono stati o ci sono ancora individui o organizzazioni che in modo cosciente hanno operato affinché l’Uno apparisse come Due e tale apparente separazione fosse percepita come realtà?

Di queste ce n’è una miriade, laiche e religiose. Ma ce n’è una di vertice su tutte, cui tutte fanno capo: il “New Global Order”. Tuttavia per l’ approfondimento e l’analisi di questa enorme e micidiale struttura dominante, per la cui trattazione completa ci vorrebbe uno spazio a parte, è bene rimandare qui alla lettura dei libri La Scienza dell’ Uno e Mirjel, il Meraviglioso Uno, entrambi testi del Gruppo Editoriale Macroedizioni, che ne fanno ampio riferimento.

Che cosa è il tempo? Esiste veramente o è una illusione mentale?

Con l’osservazione l’onda diventa corpuscolo. L’energia del Campo Unificato (intelligente) diventa materia. La materia si trasforma e produce il tempo e lo spazio (il momento e la posizione). Dunque il tempo nasce dalla trasformazione dell’energia in materia. Ma in realtà il tempo e lo spazio non esistono. Ci sono intervalli rapidissimi che sembrano succedersi in continuità tra una scomparsa e una apparizione di una particella e l’altra. Questi intervalli che sembrano susseguirsi in rapida successione sembrano andare a costituire il tempo. Ma così non è. Se il nostro occhio potesse avere un potere percettivo più veloce (più risolutivo), ci accorgeremmo che nulla fluisce e nulla scorre. Tutto è, anche se ciò sembra un ossimoro (paradosso), movimento è quiete – come diceva lo stesso Gesù (primo fisico quantistico ante litteram).

Solo ora forse si è incominciato ad intravedere che il “nulla” o il “vuoto” di cui parlavano il “realizzato” himalayano o il sufi islamico non stavano ad indicare il “niente”, bensì il “pieno” di uno stato quantico vibrazionale, privo di spazio e di tempo e materia, dal quale, secondo il modello di Vilenkin del 1982 della Tufts University scaturisce il manifesto e ad esso ritorna eternamente in un ciclo senza fine e senza inizio. Il limite del nostro ragionare è che esso è lineare e si snoda in un’unica direzione, secondo un orientamento unidirezionale come il presunto sviluppo del tempo, mentre nella realtà noi non vediamo che esso è “ossidato” dalla nostra incapacità  di renderlo circolare. E ciò dipende dal fatto che noi crediamo che il nostro tempo di vita sia inferiore a quello dell’universo, dalla concezione che ci siamo fatti di essere una parte, e “da parte”, quindi marginali al Tutto, da cui ci sentiamo strappati, isolati e chiusi.

Il giorno però che ci renderemo conto che stiamo ritornando al Tutto (Uno), da cui pensiamo illusoriamente di essere stati tolti (col Due, espresso dal mito della caduta), allora capiremo il perché abbiamo l’ impressione che il tempo scorra sempre in avanti, verso il futuro (che non c’ è). E allora il tempo cesserà di esistere, perché Tutto ciò che è nell’Universo è già dentro di noi.

Per approfondire vedi “La separazione è un illusione e viviamo in un universo olografico”

Vittorio Marchi, insegnante di Fisica e ricercatore, è nato a Roma il 30 luglio 1938. Negli anni della sua maturità, 1968, ha conosciuto l’ingegnere compagno di stanza e di studi di Enrico Fermi, alla Normale di Pisa. E’ stata la svolta della sua vita, il cui “cursus honorum” ha preso una direzione extra-accademica. Egli è stato infatti spettatore di fenomeni, che lo hanno reso responsabile dello sviluppo, della diffusione e della comunicazione delle potenzialità della macchina umana; capacità che sono di gran lunga superiori a quelle delle macchine, pur fantastiche, dell’attuale tecnologia moderna. Da molti anni ha orientato i suoi studi e le sue indagini scientifiche verso il tema dello spirito, oggetto di discussione delle sue numerose pubblicazioni e dei suoi frequenti incontri con autorevoli personalità del mondo delle scienze e della cultura. Tra i suoi diversi scritti si segnalano “L’ Uno detto Dio”, “La Scienza dell’ Uno” e “Mirjel, il Meraviglioso Uno. DVD “Noi e l’ Infinito” (Macroedizioni)

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Riccardo Lautizi

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Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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24 Commenti su questo post

  1. Ho letto l’intervista d’un fiato. Alla fine mi sono chiesto perché il Prof. Vittorio Marchi non è ancora Membro della Soc. Intern. di Semeiotica Biofisica Quantistica, le cui radici risalgono all’autunno del 1955, http://www.sisbq.org e http://www.semeioticabiofisica.it
    A proposito della frase “Riscattarsene oggi (dalla visione dicotomica cartesiana del Tutto), con un DNA così preformato, è quasi un’impresa disperata”, dico al Prof. Vittorio De Marchi che accanto al DNA nucleare, caro alla Medicina della Sconfitta, Serva dell’Econmia, esiste anche il DNA mitocondriale, da me rivalutato clinicamente con la scoperta dell’ICAEM, da cui dipendono Costituzioni Semeiotico-Biofisico-Quantistiche e relativi Reali Rischi Congeniti.

  2. Fantastico Marchi ho avuto l’onore di conoscerlo!

  3. Fantastico Marchi ho avuto l’onore di conoscerlo!

  4. gio says:

    E’ stato bello intercettare questo articolo…ho avuto il privilegio di conoscere questa grande personalità che mi ha attivata ad un processo di risveglio nel 2009. Momento catastrofico, intenso e profondamente importante per il percorso che sto seguendo…grazie prof. Marchi per ciò che mi ha donato! Grazie anche all’intervistatore che mi ha permesso di riconnettermi a quell’energia di amore bellissima che non si può dimenticare!

  5. marianna says:

    Mi fa molto piacere leggere questo articolo ora che sto finendo di leggere un libro di Charlees Haanel “La Chiave Suprema” (The Master Key System). Trovo conferme e sento di essere attratta da questo genere di argomenti, sempre di piu’. Grazie per averlo condiviso.

  6. veneramaglia says:

    la pietra filosofale

    Nell’altissimo

    dietro ad esso

    vi è ciò che non è riflesso.

    l’ombra dice, che la pietra non è pronta

    perché ancor la mescolanza

    abbisogna di digiuna sostanza.

    Son quei sensi che tu usi

    irraggiati di nuove luci,

    che faran la differenza

    per la via dell’essenza.

    Ma un segreto sai qual’è?

    È l’athanor che è in te!

    Or pulirlo tu dovrai

    col Mercurio verginino

    dal sapore cristallino.

    Poi procedi come segue

    senza indugio, senza sete.

    Nel cammino incontrerai, i tuoi corpi/metallo

    che trasformar dovrai.

    Il Saturno appesantito

    dal suo piombo , dal suo evo irrigidito.

    Ma ricorda, sostar troppo qui

    a nulla ti porterà

    Perché un’altro dei segreti è tutto qua.

    Ora, la tua croce hai reciso

    del suo braccio più narciso

    che menzogna ti ha annodato

    dentro un’uomo limitato.

    Nell’adesso tu potrai

    nascer Sole , ogni volta che vorrai.

    Matematica del tempo,

    ti sei chiesto cosa sia

    Essa ha la sua realtà

    solo se dentro il cerchio sta’.

    Puoi girare in lungo e in largo

    puoi scendere o salire

    ma dal girotondo ti han detto che non puoi uscire.

    Ora azzarda l’eresia

    che anche lo spazio

    finzione sia .

    L’ altro braccio della croce hai reciso con una voce.

    È la voce del bambino

    che nel giuoco a lui permesso

    ha dissolto il controverso.

    Resta ora la materia ,

    sostanza ardua e mera

    essa è tutta la realtà

    che contempla l’aldiquà

    è lo specchio del creatore

    ove attinge il suo valore .

    È la corsa infinita

    per raggiungere la vita.

    È la pietra grezza e d’oro

    che nasconde il sol mistero

    de la Terra e il Cielo .

    Ma per giungervi dovrai

    accender il vero desiderio, d’esser Uomo…. Uomo vero.

    È la quarta dimensione

    che ti porta all’ascensione.

    Tu sei punto adimensionale

    ed è lì che devi vibrare.

    Sotto forma di coscienza

    L’alchimia si fonde alla scienza.

    Venera Maglia

  7. mirenziannaa says:

    vi ringrazio tutti. Conferme preziose del cammino in corso. Sostegno importante. Grazie

  8. La sua Saggia visione del Tutto è tanto ben spiegata da meritare un Premio! Dai concetti base della Natura alle più alte intuizioni Metafisiche, che pochi oggi, si possono permettere! Un tale concentrato di materie, preciso, sottile, che ti inonda di spiegazioni anche scientifiche in poche parole, così da rendere facile anche la Fisica Quantistica e la Fede insieme! Un Grande compendio! Utile a tutti. Facile, per capire il cambiamento in atto! La sua semplicità lascia il segno e pochi sono in grado come lui. Grazie Professore! Ho passione per tanti altri del suo settore e il Prof. mi entusiasma a tal punto, che lo darei come libro di testo nelle scuole! Un regalo: a chi si vuole bene, ai piccoli puri appena cresciuti, a chi è già nelle scuole. Ottimo l’aggancio con foto a colori! Geniale la grafica e la carta. Quel che si dice: un ottimo prodotto! Da promuovere ancora di più perché pratico! Aiutateci a farlo circolare, informate meglio insegnanti e docenti, gli amici, sarà un vero esempio!!

  9. Grazie per questa intervista e per averla condivisa _/_
    Per me, che lavoro ogni giorno con l’Energia, le percezioni sottili e aiuto le persone a ricordarsi che sono il Tutto, è sempre una gioia trovare manforte anche dal versante scientifico…
    proprio perché so che le persone più scettiche, logiche e pragmatiche hanno bisogno di testimonianze illuminate come quella del Prof. Marchi per poter aprire la Mente e liberare, così, quell’incredibile Potenziale inespresso latente da tutta la vita.
    Ancora Grazie!

  10. Anna says:

    bellissima intervista.
    Nonostante la rigidità mentale delle persone, questi testi dovrebbero essere divulgati: ne trarremmo giovamento.

  11. lina says:

    C’è ancoea di più su cui si può già lavorare ne il canto delle carte di Lucia Dettori una strepitosa ricercatrice tanto amata ma anche braccata dalla massoneria. Questo spiega tante cose del perché è stati chiuso il sito…sarebbe strepitoso Evidenziare una sua intervista i questo sito.

  12. giammario Crespi says:

    questa intervista dimostra certamente un cammino verso la verità assoluta e, secondo me, a poco di scientifico e tanto di spirituale. Non è da tutti, specialmente da coloro che si definiscono scienziati, intuire che esiste soltanto un uno assoluto in cui vive la nostra coscienza. Considero questa intuizione come la finalità stessa della nostra esistenza ed è quella verità alla quale ci ha chiamati Cristo con la sua morte e risurrezione, senza le quali non avremmo mai maturato in noi tale giustizia. Non condivido l’affermazione secondo la quale se non esiste “l’osservato” non può esistere “l’osservatore”, perché è come dare una valenza divina all’ “osservato” e questo non è un Dio che può relativizzare la verità.
    Tanto meno la verità, come giustamente affermato, non può duplicarsi, per cui “l’osservato” non può che essere frutto del pensiero di Dio(Gv 1, 1-12), la cui coscienza acquisisce figliolanza divina sull’insegnamento di Cristo.

  13. Brasilianis says:

    Leggi Allan Kardec, Chico Xavier e Divaldo Franco.

  14. Gianni says:

    Ma riferimenti a steiner?

  15. Luca says:

    l’ ho avuto come prof di Fisica alle superiori, 20 minuti di religioso silenzio per scegliere chi interrogare. Ora capisco a cosa pensava =)

  16. Cristina says:

    Grazie per aver pubblicato questa intervista piena di spunti e verità evidenti (non per tutti). Anche io ho avuto la fortuna ed il privilegio di conoscere Marchi dopo una sua conferenza ad Assisi. Per ciò che riguarda la spiritualità e l’Assoluto, per me un libro rivelatore è stato “Scienza e Salute con Chiave delle Scritture” di Mary Baker Eddy che parlava degli argomenti di Marchi già 150 fa.

  17. Giampaolo says:

    E bellissimo dissertare su cose indimostrabili. Sviluppa la fantasia e attiva la ricerca. Spesso nasce qualcosa di buono che poi viene malamente utilizzato dall’uomo. Ciò che m’interessa però è il ruolo che assumono gli altri esseri (vegetali/animali), da noi considerati non intelligenti o addirittura dannosi, i quali basano la vita di se stessi sull’istinto (derivazioni Paretiane?), che hanno indipendentemente dall’insegnamento. Questo mi pare un enorme argomento che – forse a causa delle religioni – non ha riscontro. Es: perché ogni essere difende FINO ALLA MORTE la sua esistenza?

    • Corrado Marchioro says:

      Ciao. Difendiamo questa esistenza per ignoranza che come conseguenza crea paura della morte che, in VERITÀ, non esiste se non che nella nostra mente che mente. Portare avanti questa dimensione é la morte. Infatti GESÙ ci dice- Chi perderà la propria vita la salverà, ma chi vorrà salvarla la perderà. La differenza la si fa con la presa di coscienza e come è scritto- Il popolo mio muore per ignoranza. Ciao

  18. romano toppan says:

    Leggendo oggi, 14 gennaio 2016, l’intervista, sono rimasto sorpreso dalla similarità del pensiero di Marchi con quello che ho scritto sulla origine del mondo nel mio libro ESSERE LEADER AL TEMPO DI DIO (Mazzanti editore, 2015). In esso sostengo la tesi che è dalla materia che viene lo spirito e dal basso che viene l’alto e che questo è chiarissimo già nel libro della Genesi, nel quale si dice che il mondo è un work in progress, un cantiere sempre aperto, sul quale “soffia” l’alito creativo che suscita di continuo l’essere e che la bibbia chiama beruah elohim. Mi sembra esattamente quanto sostiene Marchi, anche se nel mio pensiero vi è una accoglienza esplicita di un “assoluto” (brahman dei Veda) che in modo criptico dà origine al mondo con un algoritmo sconosciuto, autoportante e autogenerante.

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