Formaldeide: come difendersi dal killer in casa che pochi conoscono

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La formaldeide è sostanza altamente cancerogena con cui abbiamo a che fare quotidianamente, è una delle principali cause di asma e di altri sintomi. Legambiente e l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (AIRC) lanciano l’allarme: la formaldeide è uno dei cancerogeni più letali per l’uomo!

Dopo vari studi condotti la AIRC sin dal 2004  ha inserito la formaldeide nell’elenco delle sostanze considerate con certezza cancerogene per la specie umana, sia per inalazione che  ingestione. [1]

La cancerogenicità è stata accertata anche sui roditori, dove la formaldeide provoca un tasso di incidenza di cancro al naso ed alla gola superiori al normale; la formaldeide è in grado di interferire con i legami tra DNA e proteine.

Ma cos’è la formaldeide?

E’ un composto organico appartenente alla vasta famiglia degli aldeidi, presente sia in forma gassosa (a temperatura ambiente) che liquida (con trattamenti chimici). Molto utilizzata nell’industria (anche alimentare), solo recentemente – come spesso purtroppo accade – è stata scoperta la sua tossicità. All’olfatto si presenta con odore forte e pungente, a volte irritante per occhi, naso, gola e polmoni. Nonostante la nocività, tuttavia, il legislatore italiano tarda a riformare la normativa che, tranne per alcune sporadiche norme per pochi prodotti, continua ad ammetterne l’uso indiscriminato nella produzione di svariati beni.

A preoccupare oggi gli studiosi il fatto che mentre la scienza scopriva gli effetti dannosi sulla salute dell’uomo, la formaldeide viveva il suo massimo “periodo di diffusione” proprio grazie all’assenza di disposizioni che ne hanno consentito l’uso in molti prodotti.

Dove si trova?

La sua eccezionale caratteristica battericida, la sua solubilità e la capacità reattiva con altre sostanze, infatti, hanno sicuramente favorito la diffusione dell’utilizzo della formaldeide nell’industria: da anni è adoperata con larghissimo impiego nella fabbricazione di, resine sintetiche, colle, solventi, conservanti, disinfettanti e deodoranti, detergenti, cosmetici, tessuti.

Ma è soprattutto il suo utilizzo per la conservazione degli alimenti, che desta maggiore allarme. Percentuali di formaldeide si possono trovare negli alimenti che subiscono processi di conservazione o disinfezione: il suo uso viene consentito anche come conservante alimentare in alcuni cibi, dove viene immesso come “additivo” e la sigla di “conservante E240” (occhio all’etichetta) ed anche E239 (ottenuto dalla sintesi della formaldeide ed ammonio).

L’E239 si usa come conservante contro i funghi nel caviale, formaggio (sempre nel formaggio provolone), acciughe, conserve di pesce.

La formaldeide, insieme all’urea, è impiegata come vernice collante di pannelli in legno di truciolato, nobilitato o Medium-density fibreboard, è contenuta nei pannelli fonoassorbenti dei controsoffitti, nelle pareti divisorie degli uffici open space. Negli anni tende a volatilizzarsi nell’ambiente circostante. [2]

La formaldeide è presente in molti prodotti casalinghi. L’industria ne fa largo uso per la fabbricazione di colle, resine, solventi, vernici, tessuti, per la produzione di detergenti, saponi, detersivi per piatti e indumenti, per la produzione dei cosmetici (prodotti per le unghie, lozioni per capelli, fondo tinta, creme, mascara, colluttori), per la produzione di deodoranti e disinfettanti.

E’ spesso presente negli imballaggi, nella colla usata nel cartone pressato o nel cartone utilizzato per il rivestimento di libri, riviste, giornali; negli inchiostri e in alcune confezioni per alimenti (in genere, carta per alimenti, cartone e imballaggi provenienti da legno riciclato; in taluni casi anche lattine).

Una delle principali cause di produzione di inquinamento da formaldeide casalinga è tuttavia legata alle suppellettili: questo pericoloso composto viene infatti rilasciato da alcune suppellettili (soprattutto quando nuove di zecca) in legno pressato, dai mobili in truciolato, compensato o comunque multistrato, da alcune suppellettili in materiale composito a media densità di fibra (MDF) ed in generale da tutti i mobili sui quali vengono utilizzate colle e solventi con formaldeide.

Anche alcuni tipi di parquet sono causa di rilascio nell’aria di formaldeide. La formaldeide è usata altresì per l’isolamento di materiali, sotto forma di schiuma isolante (UFFI).

Come Difendersi?

Anche se nelle nostre case e negli oggetti di uso comune la formaldeide è presente spesso a basse concentrazioni, ciò non significa che circondati da una moltitudine di prodotti contenenti questo composto cancerogeno, con il tempo possono svilupparsi danni irreparabili.

I primi sintomi sono tossenauseadifficoltà respiratorieasmareazioni cutanee reazioni allergiche.

Più che essere allarmisti, però, dobbiamo essere attenti e previdenti.

Considerata la normativa italiana, eccessivamente permissiva sull’uso industriale della formaldeide (c’è da registrarsi solo una più restrittiva misura per l’uso nel legno truciolare, che non può superare determinate dosi), l’unica difesa per l’uomo è la giusta informazione.

Legambiente da tempo promuove una campagna informativa per evitare il contatto con questo pericolosissimo inquinante, soprattutto in casa. Ecco i principali consigli:

  • Ventilare spesso i locali di casa, per evitare l’accumulo nelle stanze di formaldeide sprigionata dall’uso di detergenti, solventi, colle, mobili, ecc.
  • Chiudere bene i flaconi dei prodotti per la pulizia e la manutenzione, e confinarli in armadi ben chiusi e lontani dalle scorte alimentari.
  • Adornare la propria abitazione con piante d’appartamento: la loro presenza riduce la quantità di inquinamento.
  • Fumo: evitare di fumare in casa pulire la canna fumaria in modo che il fumo non si diffonda mai all’interno della casa. Utilizzare, quando si cucina, la cappa di aspirazione ed arieggiare i locali dopo aver cucinato. Infatti tra le sostanze contenute nel fumo del tabacco ci sono: il MONOSSIDO DI CARBONIO: ostacola l’azione dei muscoli e del cervello; La FORMALDEIDE è un gas irritante impiegato dalle industrie nella lavorazione delle stoffe, carta, legno e coloranti; Il CATRAME si deposita nei bronchi e nei polmoni e può provocare il cancro;  Il POLONIO 210 è una sostanza radioattiva: fumare 20 sigarette al giorno equivale, in un anno, a 300 radiografie al torace [3] e altre [4].
  • Preferire mobili, parquet, vernici, solventi e colle per tappezzerie e mobili con l’etichetta Ecolabel (marchio convenzionale ecologico). Da evitare mobili di cartone pressato, in truciolare o con materiale multistrato e composito: se per necessità siete costretti ad acquistarli, esponeteli per qualche giorno all’aria aperta, prima di introdurli e sistemarli in casa.
  • Preferire sempre mobili in legno massiccio (costano di più) o in generale mobili contrassegnati con la classificazione E1 (a bassa emissione di formaldeide) o FF (senza formaldeide). 
  • Se andate ad abitare in una casa mobiliata con suppellettili trattate con formaldeide, arieggiate per qualche giorno i locali oppure arieggiate la mobilia lasciandola per qualche giorno all’aperto, se possibile: il rilascio di formaldeide nell’aria è progressivo (in altissime percentuali quando i mobili sono nuovi), andando via via diminuendo col tempo (dopo due anni gran parte delle sostanze nocive sono state già rilasciate: ecco perché se dovete acquistare mobili in cartone pressato, truciolare o multistrato, preferite quelli usati).
  • Occhio ai cosmetici e ai deodoranti, soprattutto quelli per ambienti: la maggior parte contengono terpeni, sostanze che combinandosi con l’aria danno origine a formaldeide. Per l’igiene personale preferibile usare cosmetici con l’etichetta di garanzia europea Ecolabel.
  • Nella costruzione o nella ristrutturazione delle case, utilizzate sempre materiali naturali. Preferire sempre tessuti naturali per l’arredamento. Posare le moquette “tirate” piuttosto che con l’uso di colle.
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Riporto inoltre questo articolo tratto dal sito dell’Associazione Italiana Pediatri:

Esposizione a formaldeide ed asma nei bambini: una revisione sistematica

Gli effetti a breve termine dell’esposizione alla formaldeide sono irritazione degli occhi, della mucosa nasale e della gola, e manifestazioni cutanee. Gli effetti a lungo termine sono prevalentemente neoplasie delle prime vie respiratorie (naso e seni paranasali) e asma bronchiale.
La maggior parte degli studi sugli effetti della formaldeide sulla salute umana hanno riguardato le patologie di tipo neoplastico, mentre in misura inferiore è stata indagata la sua relazione con l’asma bronchiale.Tra gli adulti alcuni studi hanno riportato un’associazione positiva tra formaldeide ed asma (Wieslander et al. 1997), mentre altri non l’hanno confermata (Krzyzanowski et al.1990).
Nei bambini i dati sono contrastanti, troviamo infatti alcuni studi che confermano un’associazione positiva con l’esposizione (Garrett et al. 1999) ed altri no (Symington et al. 1991).
La relazione tra formaldeide e sintomi respiratori ha suscitato una particolare attenzione recentemente riguardo alla qualità dell’aria indoor dei camper e delle roulotte usate per ospitare le popolazioni superstiti dell’uragano Katrina che ha colpito la città di New Orleans.
Una revisione sistematica della letteratura riguardante l’associazione tra asma nei bambini e esposizione alla formaldeide è stata condotta in questo studio pubblicato su Environmental Health Perspectives quest’anno.
La recensione è stata condotta usando una versione modificata del Metanalysis of Observational Studies in Epidemiology (MOOSE) guidelines per condurre revisioni sistematiche e metanalisi di studi osservazionali (Stroup et al. 2000).
Gli studi sono stati identificati attraverso i database PubMed/MEDLINE (National Library of Medicine 2009) e Google Scholar 2009 usando una strategia di ricerca che combinava l’uso di parole chiave (formaldeyde and asthma and children) e medical subject headings per identificare lavori riguardanti l’esposizione a formaldeide ed asma. Sono stati selezionati 10 studi che coinvolgono 6387 pazienti. Tre dei dieci studi selezionati non contenevano i dati riguardanti le misurazioni dei livelli di formaldeide, e i tentativi per ottenere tali dati dagli autori non hanno avuto successo.
I risultati per il fixed effect model (modello statistico utilizzato per combinare gli effect sizes e, quindi, per calcolare l’effect size medio. Tale modello assume che gli studi inclusi nella meta-analisi abbiano lo stesso effect size: per es. odds ratio, risk ratio, risk difference) indicano un aumento del 3% (95% CI, 1.021.04, p< 0.001) nel rischio di asma per ogni incremento di 10 microg./m3 di formaldeide. Mentre per il random effect model (tale modello assume che nella meta-analisi considerata gli effecet sizes possano variare tra loro) l’aumento è del 17% ( 95% CI, 1.011.22, p= 0.0158). I parametri Q e I 2 erano 14.28 (p< 0.0001) e 51% rispettivamente indicando la presenza di moderata eterogeneità tra gli studi.
I risultati di questa metanalisi suggeriscono una relazione positiva tra l’esposizione alla formaldeide e l’asma infantile. Al fine di porre in evidenza il significato della correlazione (OR 1.17 per 10 microg./m3 di aumento) tra esposizione e non esposizione, si osserva chei soggetti con i maggiori livelli di esposizione nei sette studi selezionati (80 microg/m3) hanno da 3 a 5 volte maggiori probabilità di sviluppare asma. I risultati pubblicati nello studio sono in accordo con la maggior parte degli studi sin qui presenti in letteratura riguardanti la correlazione tra esposizione a formaldeide e asma e forniscono una consistente evidenza riguardo al legame tra esposizione a formaldeide e asma nei bambini.
Per fare ulteriore luce su questo problema sono necessari ulteriori studi epidemiologici di tipo prospettico.

Bibliografia:
– Gerald McGwin Jr.; Jeffrey Lienert; John I. Kennedy Jr.Formaldehyde exposure and asthma in children: a sistematic revew. Environmental Health Perspectives.2010;118 (3).
– Delfino RJ, Gong H Jr, Linn WS, Pellizzari ED, Hu Y 2003. Asthma symptoms in Hispanic children and daily ambient exposures to toxic and criteria air pollutants. Environ Health Perspect 111: 647-656
– Garret MH, Hooper MA, Hooper BM, Rasyment PR, Abramson MJ1999. 
Increased risk of allergy in childrendue to formaldehyde exposure in homes. Allergy 54: 330-337.
– Krzyzanowski M, Quackenboss JJ, Lebowitz MD 1990. Chronic respiratory effects of indoor formaldehyde exposure. Environ. Res. 52: 117-125.
– Smedje G, Norback D, Edling C. 1997. Asthma iamong secondary school children in relation to the school environment. Clin Exp Allergy 27: 1270-1278.
– Stroup DF, Berlin Ja, Morton SC, Olkin I, Williamson GD, Rennie D, et al 2000. Meta-analysis of observational studie in epidemiology: a proposal for reporting. Meta-analysis of Observational
– Studies in Epidemiology (MOOSE) group. JAMA 283 (15): 2008-2012.
– Symington P, Coggon D, Holgate S. 1991. Respiratory symptoms in children at schools near a foundry. Br J Ind Med 48: 588-591.
– Wieslander G, Norback D, Biornsson E, Janson C, Boman G 1997. Asthma and the indoor environment: the significance of emission of formaldehyde and volatile organic compounds from newly painted indoor surfaces. Int Arch Occup Environ Health 69: 115-124.

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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2 Commenti su questo post

  1. Il problema è che i supermercati biologici sono carissimi…dovrebbe essere il contrario visto che non usano pesticidi e sostanze chimiche varie …

  2. Sto tizio copia gli “articoli ” da Wikipedia. …

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