Francia: è illegale per i supermercati buttare i prodotti invenduti!

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Francia cibo invenduto

Parlamento approva legge che vieta ai supermercati di gettare cibo: devono darlo in beneficenza. «È scandaloso vedere cibi ancora commestibili cosparsi di candeggina», ha spiegato il deputato socialista Guillaume Garot, ex ministro dell’Agricoltura e promotore della legge.

La Francia dice basta allo spreco alimentare. E lo fa con una legge, votata all’unanimità dall’Assemblea di Parigi giovedì scorso, che vieta ai grandi supermercati – superiori ai 400 metri quadri – di rendere inutilizzabili i prodotti rimasti invenduti. D’ora in avanti avranno invece l’obbligo di regalarli alle associazioni benefiche, ridurli in concime o a riutilizzarli per l’allevamento. Chi sgarra rischia multe fino a 75 mila euro e due anni di carcere.

In Inghilterra sono invece famosi i casi di persone arrestate mentre cercavano di prendere del cibo dai sacchi della spazzatura buttati dai supermercati.

Secondo alcuni calcoli, ogni cittadino francese butta nel bidone della spazzatura 20-30 chili di prodotti alimentari all’anno.

Sono 1,3 miliardi di tonnellate di cibo che finiscono buttate ogni anno nel mondo (un terzo della produzione agricola globale) e questo non è dovuto solo ai consumatori ma anche ad assurde normative europee sulla conformità dei prodotti.

ASSURDI STANDARD DI CONFORMITA’

Una melanzana che non ha la forma perfetta viene scartata e buttata. Lo stesso accade con tutta la frutta e verdura che non è omologata, lucida, tutte uguali e quasi sempre insapore dovuta all’uso pesante di sostanze chimiche per ottenere questi risultati.

Carote bitorzolute, cetrioli troppo ricurvi, melanzane deformi, arance fuori standard vanno a ingrossare un esercito di 300 milioni di tonnellate di frutta e verdura sana che ogni anno vengono buttate dalle aziende agricole europee, perché non rientrano negli standard Ue. Attenzione, qui si tratta solo di criteri estetici, non si parla di contenuti nutrizionali, del sapore o del grado di maturazione di un prodotto agricolo e questa è la ragione per cui sugli scaffali dei supermercati si trovano milioni di pesche perfettamente tonde e colorate, ma saporite come un pezzo di cartone. Dunque, che senso ha scartare cibo nutriente in base a criteri estetici del tutto arbitrari?

SI LASCIANO MARCIRE I PRODOTTI LOCALI

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Si constringe inoltre l’importazione di prodotti dall’estero a basso costo che vengono venduti cari, su cui ci si guadagna di più, mentre non viene dato mercato ai prodotti interni locali di qualità, come accade ad esempio con i limoni che vengono venduti a 3€ al Kg provenienti dal Cile mentre quelli siciliani vengono lasciati marcire sugli alberi.

Condiviamo questa notizia e spingiamo affinché il governo italiano faccia lo stesso. Credo che noi consumatori siamo diventati abbastanza consapevoli del valore del cibo, soprattutto con la crisi, ora spetta ai cosidetti tutori della cittadinanza fare qualcosa nell’immediato.

Per approfondire

Vergognoso: Buttiamo il cibo per colpa dell’UE

Paghiamo cari i Limoni dal Cile e marciscono quelli in Sicilia!

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Disclaimer: Questo articolo ha solo fine illustrativo e non sostituisce il parere del medico. Non è destinato a fornire consigli medici, diagnosi o trattamento. Disclaimer completo
Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, è un ricercatore nel campo del benessere bioenergetico e della crescita personale. Laureato con il massimo dei voti in ingegneria, si occupa di naturopatia, geobiologia e sviluppo del potenziale umano attraverso il risveglio dell’energia vitale e della coscienza.

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2 Commenti su questo post

  1. L’italia facendo parte dell’unione europea “unione si fa per dire” ha perso la sovranità sul tipo, e quantità di merce da esportare, basti pensare alle quote latte . Volendo fare il cinico.. secondo me la merce buttata è sempre un guadagno per queste MULTI…perche se la ripagano sui costi di quella che consumiamo effettivamente.

    • Michele H says:

      La produzione di cibo è diventata come quella delle autovetture. Anche se il mercato non ha richiesta bisogna produrre comunque. Tutto il cibo che viene buttato è il surplus di produzione di cui non se ne ha bisogno. Buttare del cibo deve diventare un reato.

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