Giappone blocca l'importazione del grano degli USA: è inquinato da OGM

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Giappone ferma l’importazione del grano degli Stati Uniti dopo lo shock dell’USDA (Nutrient Database for Standard Reference), trovando dell’inquinamento genetico da GMO (Organismo Modificato Geneticamente)

E’ già iniziato: il Giappone ha appena cancellato un grande contratto d’acquisto del grano statunitense.

“Noi ci asterremo dal comprare la farina e i suoi derivati dall’ovest,” Toru Hisadome, un ministro ufficiale giapponese delle politiche agricole in carica del commercio di grano, dice Reuters.

Come molti lettori sapranno, Io predicevo precisamente questo scenario ieri in un articolo del Natural News, avvertendo sulle conseguenze dell’inquinamento genetico. Li, scrivevo, “Tutto il grano prodotto negli Stati Uniti sarà ora pesantemente scrutinato — e possibilmente anche rigettato — da altre nazioni che tradizionalmente importavano il grano statunitense. Questo ovviamente ha enormi implicazioni economiche per gli agricoltori americani e l’agricoltura.”

Ora stiamo già vedendo il risultato: l’abbandono del grano degli Stati Uniti dalle nazioni mondiali che vogliono niente a che fare col GMOs.

Monsanto è un ticchettio di bomba per l’agricoltura statunitense

Questo dimostra, senza dubbi, che gli esperimenti genetici di Monsanto i quali “si estendevano” nei campi di grano, devasteranno gli agricoltori americani di grano.Aspettiamoci l’abbassamento dei prezzi del grano, e guardiamo una grande reazione contro l’USDA dagli agricoltori che perderanno milioni di dollari in questo.

Come l’USDA ha ora ammesso, gli esperimenti GMO di Monsanto dal 1998 – 2005 erano tenuti in campi aperti di grano. Il grano geneticamente modificato usciva e trovava la sua strada nei campi di grano dell’Oregon (e altri 15 stati), causando l’auto-replicazione dell’inquinamento genetico che ora infette l’intera industria del grano statunitense.

“I consumatori asiatici sono acutamente attenti al cibo geneticamente alterato, con pochi paesi permessi a importare cereali per il consumo umano,” scrive Reuters. E continua:

L’Asia importa più di 40 milioni di tonnellate di grano annualmente, circa un terzo del commercio globale di 140-150 milioni di tonnellate. La massa dei rifornimenti della regione viene dagli Stati Uniti, il più grande esportatore mondiale, e l’Australia, il numero 2 dei fornitori.

Un altro incredibile raggiungimento di Monsanto: la contaminazione genetica dei rifornimenti di grano degli Stati Uniti

Bel lavoro, Monsanto. Sei riuscito a rigettare il tuo inquinamento genetico sui campi onesti di agricoltori statunitensi che perderanno grosse somme di denaro per il rigetto del loro grano da parte di altre nazioni che rifiutano di nutrire la loro popolazione con GMO.

E grandi complimenti anche all’USDA, per aver dato il via libera agli esperimenti GMO i quali noi avvertimmo di un imminente inquinamento genetico. L’USDA, di certo, è la squadra di supporto ufficiale per la scienza criminale di Monsanto che tutti noi conosciamo come una vera frode. In che modo questi scienziati ora suggeriscono di contenere l’inquinamento genetico auto-replicante emerso?

Non può essere fatto, ovvio. Così ora l’intero futuro di rifornimenti di grano statunitense è a rischio grazie a Monsanto e l’USDA. Complimenti, signori. Segnare un’altra vittoria  per i malfattori di Washington D.C. e i dirigenti avidi della nostra corporazione preferita, Monsanto.

E ricordate: il grano geneticamente modificato è solo l’inizio. Monsanto ha senza dubbio scatenato un inquinamento genetico attorno altri molti campi. Noi stiamo ora vivendo in un’era dove Monsanto sta essenzialmente spargendo i suoi frutti sulle fattorie d’America, reclamando poi la “proprietà” dei campi contaminati. Che immagine magnifica di responsabilità e servizio all’umanità. Non possiamo aspettare di vedere cos’altro sarà rigettato dai campi degli Stati Uniti da parte di altre nazioni a causa dell’inquinamento genetico di Monsanto.

Fonte http://www.naturalnews.com/040572_Japan_GE_wheat_genetic_pollution.html

Traduzione di Alessandro Vitali per Dionidream, puoi sostenere il lavoro del traduttore effettuandogli una donazione. Grazie


Commento di Dioni

Molti marchi italiani acquistano grano in america per il basso costo, come De Cecco, barilla e tutti i marchi di biscotti e dolciumi.

Ad esempio per la De Cecco vediamo sul loro sito che affermano:  “Non esistendo in natura un grano ideale, De Cecco in virtù della sua esperienza storica, seleziona un mix di grani duri italiani ed esteri – australiani, francesi e principalmente americani – scelti soprattutto per il loro contenuto proteico e per la quantità e qualità del glutine.”

Gli USA ed il Canada meridionale sono diventati grandi produttori di grano duro, ma il clima freddo e continentale di queste regioni costringe gli agricoltori a posporre il periodo di coltivazione (tradizionalmente invernale-primaverile).

La semina avviene quindi in primavera ed il raccolto a fine estate, ma una trebbiatura così tarda espone al rischio d’intersecare l’arrivo delle piogge autunnali, che oltre a ritardare la maturazione della spiga (vetrificazione del seme) riempiono i campi di infestanti verdi che ostacolano il lavoro delle mietitrebbie.

Con il consueto pragmatismo ed il disinvolto ricorso alla chimica che contraddistinguono la cultura di questi paesi, gli agricoltori hanno introdotto l’uso del glyphosate in pre-raccolto. Ossia trattano, con un disseccante micidiale come il Round Up della Monsanto, le colture di grano duro appena 10-15 giorni prima del raccolto.

Questa procedura accelera il processo di vetrificazione del chicco e dissecca le infestanti, ma al contempo rende sterile il seme, e lo inquina irrimediabilmente con un potente agente chimico il cui uso in Europa è categoricamente proibito sulle colture destinate ad alimentazione.

Se non si acquista pasta certificata di grani italiani, si rischia di mangiare un prodotto altamente insalubre.

Vedi anche l’articolo Ogm, la Monsanto rinuncia all’Europa e dagli Usa allarme frumento contaminato

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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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