glutammato monosodico dado da brodo

Il glutammato monosodico (E620, E621) è un additivo alimentare che è stato collegato all’insorgenza dell’asma, mal di testa, danni cerebrali e a malattie neurodegenerative come Alzheimer e SLA.

Dove si trova il glutammato monosodico

E’ un esaltatore di sapidità quindi si trova in tutti i cibi già pronti, confezionati, per migliorarne il gusto. Il glutammato monosodico è più di un semplice condimento come sale e pepe, è un prodotto chimico di laboratorio che letteralmente trasforma il sapore del cibo eccitando le papille gustative e diverse aree cerebrali causando anche dipendenza. Quindi un cibo scandente di qualità pessima diventa gustoso e addirittura abbiamo voglia di mangiarlo ancora. In particolare è presente in:

  • Dadi da brodo
  • Patatine
  • Cibi in scatola
  • Zuppe pronte
  • Surgelati
  • Cibi della cucina cinese confezionati (come noodles, salse)
  • Ristoranti cinesi (Per questo spesso i sintomi del glutammato sono descritti con il nome di “Sindrome da ristorante cinese“)
  • Ristoranti Sushi
  • Tutti i prodotti che riportano tra gli ingredienti:  “E620” o “E621”
  • Può comparire anche con la dicitura “msg”

Il glutammato monosodico può nascondersi anche all’interno delle sigle:

  • Aromi
  • Proteine vegetali idrolizzate
  • Proteine idrolizzate
  • Piante proteiche idrolizzate
  • Estratti di piante proteiche
  • Sodio caseinato
  • Calcio caseinato
  • Estratto di Lievito
  • Proteine strutturate
  • Avena idrolizzata
  • Estratto di malto

Sintomi del glutammato monosodico

Sebbene sia stato approvato da decenni per l’uso alimentare, negli ultimi anni sempre più reazioni avverse al glutammato sono state segnalate agli organi sanitari e numerosi studi scientifici l’hanno collegato a diverse patologie anche gravi. I sintomi che sono stati associati al consumo di glutammato monosodico sono:

  • Mal di testa
  • Arrossamenti in viso
  • Sudorazione
  • Tensione in volto
  • Intorpidimento, formicolio o bruciore in faccia, collo e altre aree
  • Battiti del cuore accelerati (palpitazioni cardiache)
  • Dolore al petto
  • Nausea
  • Debolezza
  • Danni alla vista
  • Sovrappeso
  • Aumento dei trigliceridi, insulina e transaminasi

Umami

Il glutammato viene così usato perché ha un sapore unico ovvero attiva il quinto senso del gusto che in giapponese viene chiamato “umami”. E’ stato inventato nel 1908 dal giapponese Kikunae Ikeda che lo isolò a partire da un’alga marina. Da lì inizio la produzione del glutammato monosodico sintetico in laboratorio che divenne il prodotto di punta della multinazionale Ajinomoto, oggi maggiore produttore mondiale di glutammato monosodico e anche leader nel settore farmaceutico.

glutammato monosodico condimento

Sacchetto di glutammato monosodico usato come condimento nei ristoranti “come se fosse del semplice sale”

Il glutammato è un amminoacido non essenziale ovvero che il corpo è in grado di produrre autonomamente. Si trova normalmente nei cibi in dosi piccolissime ed ha un ruolo eccitante nel cervello come neurotrasmettitore. Ad alte dosi è considerato una eccitotossina. Quando gli è concesso di accumularsi a concentrazioni elevate, può diventare un veleno per i neuroni del sistema nervoso. Il glutammato monosodico è il sale sodico del glutammato prodotto in laboratorio, ha una struttura molecolare simile ed ha le stesse proprietà eccitanti del glutammato.

glutammato monosodico formula chimica

Formula chimica del glutammato monosodico

Studi scientifici dimostrano gli effetti dannosi del glutammato monosodico

Il glutammato monosodico, insieme all’aspartame, sono gli additivi più controversi su cui esistono studi contrastanti e che vengono oggi commercializzati e diffusi su larga scala. Quindi anziché applicare il principio di precauzione in assenza di una sicurezza chiara del prodotto, si preferisce tenerlo sul mercato.

Vari studiosi ritengono che il glutammato possa essere correlato a problemi neurologici e comportamentali, attacchi di ansia, morbo di Alzheimer e Parkinson, sclerosi multipla, degenerazione muscolare e nevralgia del trigemino.

Una recente ricerca pubblicata sul Journal of Headache Pain rivela che solo una singola dose di glutammato monosodico può causare sensibilità muscolare, mal di testa ed emicrania.

Uno studio sulla popolazione thailandese rivela inoltre che assumere glutammato per 10 giorni di fila come condimento per i propri piatti ha causato sovrappeso e sindrome metabolica (situazione clinica ad alto rischio cardiovascolare).

Il Dr. Russell Blaylock, neurochirurgo e autore di “Excitotoxins: The Taste that Kills” spiega nel suo libro che il glutammato monosodico è un’eccitotossina ovvero sovreccita le cellule fino al punto di danneggiarle o ucciderle, causando danni cerebrali a vari livelli e diventando partecipe di disturbi dell’apprendimento, morbo di Alzheimer, morbo di Parkinson, malattia di Lou Gehrig e altre.

Numerosi recettori del glutammato sono stati trovati sia nel sistema elettrico del cuore che nel muscolo cardiaco stesso. Questo può essere dannoso per il tuo cuore e potrebbe anche spiegare le morti improvvise tra i giovani atleti e del perché molti sperimentano palpitazioni dopo aver consumato cibi contenenti glutammato monosodico.

Il Dr. Russell Blaylock spiega:

“Quando il glutammato monosodico veniva inizialmente aggiunto agli alimenti come sostanza per esaltarne il gusto, i recettori del glutammato non erano ancora stati scoperti e nessuno sapeva che il glutammato poteva causare la morte delle cellule cerebrali.

L’industria alimentare ha investito milioni di dollari nello sviluppo dell’uso del glutammato monosodico e delle proteine idrolizzate. E’ stato solo dopo che tonnellate di questi “esaltatori di sapidità” sono state aggiunte ai nostri cibi e bevande che gli scienziati hanno avuto le prime indicazioni che le eccitotossine comportavano seri effetti collaterali. Purtroppo, questa scoperta è rimasta sepolta nella letteratura della ricerca medica per più di un decennio prima che qualcuno riconoscesse questo pericolo. E, come abbiamo visto, nel frattempo questo composto tossico era aggiunto in grandi dosi ai cibi per neonati e bambini piccoli, malgrado il fatto che fosse stato dimostrato che il cervello in sviluppo era il più vulnerabile agli effetti tossici degli aminoacidi eccitatori. Erano talmente tossici, infatti, che i ricercatori li hanno rinominati eccitotossine.”

Un’abbondante ricerca aveva dimostrato che queste eccitotossine non solo danneggiavano le cellule della retina dell’occhio, ma anche che erano estremamente tossiche per le cellule nervose dell’ipotalamo ed in altre zone vitali del cervello. È importante rilevare che molti degli effetti tossici delle eccitotossine avvengono in un momento in cui nessun sintomo esterno si sviluppa. Il bambino non si ammala, non vomita o evidenzia altri comportamenti che possano allarmare i genitori che c’è qualcosa che va male. Quando dosi tossiche di glutammato monosodico sono somministrate ai cuccioli di animali, essi continuano a comportarsi in maniera del tutto normale. Ma se i loro cervelli sono esaminati al microscopio, si trovano gruppi vitali di neuroni permanentemente distrutti nell’ipotalamo. A questa situazione ci si riferisce come “lesione cerebrale asintomatica”.

Lesioni di questo tipo si vedono di frequente nella pratica di neurochirurgia e di neurologia. È inoltre importante ricordarsi che dopo l’ingestione di glutammato monosodico, negli esseri umani le concentrazioni sanguigne di glutammato sono venti volte più elevate delle scimmie e cinque volte dei topi. Gli esseri umani possono essere cinque volte più vulnerabili alla tossicità del glutammato monosodico del topo, l’animale noto più sensibile a questo tipo di ingiuria cerebrale. Non solo gli esseri umani concentrano il glutammato in misura molto più elevata, ma esso persiste nel sangue ad un livello elevato per periodi di tempo molto più lunghi, esponendo le parti non protette del cervello a livelli molto tossici.

Nel caso delle piccole creature, la cosa è ancor più grave perchè i danni subiti nel momento dell’esposizione iniziale non producono effetti esterni evidenti. Quando poi l’animale (o l’essere umano) raggiunge una successiva fase di sviluppo (adolescenza o età adulta) i danni possono presentarsi come un disordine endocrino o persino, possibilmente, un disordine dell’apprendimento (autismo, sindrome da deficit di attenzione, dislessia) o un disordine del controllo emotivo (episodi di violenza, schizofrenia, paranoia). Centinaia di milioni di neonati e di bambini piccoli sono esposti ad un grave rischio ed i loro genitori non ne sono neppure informati. E’ stato soltanto grazie agli sforzi diligenti del Dott. John Olney se l’industria alimentare è stata costretta ad arrendersi all’evidenza; vietare l’uso di additivi eccitotossici per alimenti anche nelle pappe per bambini. Ma, come abbiamo visto, nessuno ha nemmeno avvisato le madri incinte che i cibi intrisi di glutammato monosodico che mangiavano potevano mettere in pericolo i bambini in sviluppo nel loro grembo.

Proteggersi e disintossicarsi dal glutammato monosodico

La prima azione da compiere è quello di evitarne l’ingestione. Quindi evitare cibi già preparati e fare attenzione quando si mangia nei ristoranti (evitare il brodo). Fare la spesa nei negozi biologici ci mette al riparo se vogliamo acquistare cibi confezionati o preparati (come il dado da brodo e le patatine) dato che siamo sicuri che non è presente tra gli ingredienti.

Diversi studi hanno osservato che ci sono delle sostanze naturali che proteggono e aiutano a riparare dagli effetti deleteri del glutammato monosodico:

  • Zenzero. Lo zenzero ha dimostrato di essere in grado di proteggere contro il glutammato monosodico ed anche invertire il danno che è già stato fatto.
  • Vitamina C. Bastano 100mg di vitamina C per ogni chilo di peso corporeo per proteggersi dagli effetti del glutammato monosodico secondo uno studio.
  • Vitamina E. Efficace come la vitamina C nella dose di 200 mg /kg. La più abbondante fonte alimentare di vitamina E è il germe di grano.
  • Quercetina. La quercetina è un bioflavonoide, presente naturalmente in frutta e verdura specialmente nelle mele e nelle cipolle. Dosi minori anche nei capperi, nell’uva, nel tè verde, nel mirtillo, nella propoli, nel sedano e negli agrumi. Secondo gli studi sono necessari 10 mg per chilo di peso corporeo per contrastare gli effetti del glutammato. L’apporto di quercetina con gli alimenti è di circa 5-40 mg al giorno, ma si può arrivare fino a diverse centinaia di milligrammi, in diete molto ricche in frutta e verdura. Esistono però degli integratori di quercetina che ci permettono di ottenere un dosaggio terapeutico adeguato.
  • Magnesio. Il Dr. Blaylock afferma che “quando il magnesio è basso, i ricettori del glutammato diventano ipersensibili e le persone – specie gli atleti – possono avere infarti improvvisi. Se mangiano o bevono qualcosa che contiene glutammato (una dissetante diet-coke prima di allenarsi), si produce una iperattività cardiaca e potrebbero morire di infarto. L’infarto improvviso è dovuto a due cose: aritmia, molto più diffusa, e gli spasmi delle coronarie. Entrambe le cose potrebbero essere provocate dal glutammato.” Per questo assumere integratori di magnesio aiuta a proteggersi dagli effetti del glutammato monosodico.
  • Glutatione. E’ il più potente antiossidante ed è stato dimostrato che nel cervello viene ridotto dall’assunzione di glutammato monosodico. Assumere un integratore di glutatione può quindi aiutare a contrastare questi effetti ed espellerlo dall’organismo.

Effettuare dei digiuni anche brevi aiuta enormemente il corpo a disintossicarsi dalle tossine accumulate. A riguardo puoi leggere:

Avere un sonno riposante è fondamentale per disintossicare il cervello come spiegato in Dormite. Il cervello espelle le tossine durante il sonno.

Leggi anche

Ecco le 4 peggiori sostanze che danneggiano il cervello

Riferimenti
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