Congresso Europeo di Cardiologia: “I grassi fanno bene al cuore. Ridurre zuccheri e carboidrati raffinati”

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I ricercatori hanno dimostrato che l’attuale linea guida di limitare i grassi totali sotto il 30 per cento dell’energia e i grassi saturi a meno del 10 per cento, può essere dannoso. Infatti le analisi hanno mostrato che una dieta ricca di carboidrati (ad alto indice glicemico) è associata a un maggior rischio di mortalità, mentre i grassi fanno bene: i grassi, sia saturi che insaturi, sono associati a un più basso rischio di mortalità.

Dal 26 al 30 Agosto si è tenuto a Barcellona il più grande congresso europeo di cardiologia con oltre 500 conferenze di esperti e la discussione di 4500 studi che hanno contribuito all’avanzamento della cardiologia a livello mondiale. Uno dei temi più scottanti di questa edizione è stato proprio quello della riscoperta del ruolo benefico dei grassi nella salute cardiovascolare.

Già due anni fa avevamo scritto l’articolo I Grassi fanno dimagrire, aumentano i muscoli, allungano la vita in cui avevamo spiegato perché la moderna demonizzazione dei grassi sia in realtà pericolosa per la salute e di come gli antichi facevano un abbondante uso di grassi soprattutto nel periodo invernale.

Quello che ha convinto i ricercatori anche più chiusi è stato uno studio pubblicato sulla rivista Lancet che ha coinvolto più di 135.000 persone in cinque continenti. I risultati hanno dimostrato che una dieta che include una moderata assunzione di grassi, frutta e verdura, e riduce notevolmente i livelli di carboidrati, è associata a un minore rischio di morte.

Per essere specifici sul termine “moderato”, il rischio più basso di morte si è osservato in quelle persone che consumano tre o quattro porzioni (o un totale di 375 a 500 grammi) di frutta, verdura e legumi al giorno.

Inoltre, contrariamente alla credenza popolare, il consumo di una quantità più elevata di grassi (circa il 35 per cento dell’energia) è associato ad un minore rischio di morte rispetto alle minori assunzioni. Tuttavia, una dieta ad alto contenuto di carboidrati (di oltre il 60 per cento dell’energia) è correlata a una maggiore mortalità, anche se non con il rischio di malattie cardiovascolari.

Questi sono i primi messaggi dei due studi pubblicati su Lancet, entrambi prodotti da uno studio globale condotto da ricercatori dell’Istituto di Ricerca sulla Popolazione (PHRI) della McMaster University e Hamilton Health Sciences a Hamilton, in Canada. I dati sono tratti dallo studio prospettico Prospective Urban Rural Epidemiology (PURE) che ha seguito più di 135.000 persone provenienti da 18 nazioni a basso reddito, medio reddito e ad alto reddito. Lo studio ha chiesto alle persone la loro dieta e li ha seguiti per una media di sette anni e mezzo.

La ricerca ha scoperto che i grassi non sono associati a grandi malattie cardiovascolari, ed anzi un aumento del consumo di grassi è stato associato a una minore mortalità; questo è stato visto per tutti i principali tipi di grassi (grassi saturi, grassi polinsaturi e grassi mono saturi), con grassi saturi associati a un rischio di ictus inferiore.

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I grassi totali e i singoli tipi di grasso non sono stati associati con il rischio di attacchi di cuore o di morte a causa di malattie cardiovascolari. I ricercatori sottolineano che, anche se questo può sembrare sorprendente per alcuni, questi nuovi risultati sono coerenti con diversi studi osservazionali e trial randomizzati condotti nei paesi occidentali negli ultimi due decenni.

I dati sull’alimentazione sono stati confrontati con quelli relativi agli eventi e alla mortalità cardiovascolare: in totale 5796 decessi e 4784 eventi. I ricercatori hanno notato che gli individui ad alto consumo di carboidrati avevano una mortalità maggiore del 28 per cento, rispetto a quelli della classe con il più basso consumo di zuccheri, ma non un maggior rischio cardiovascolare. Viceversa, gli individui nella fascia alta del consumo di grassi mostravano una riduzione del 23 per cento del rischio di mortalità totale, ma anche una riduzione del 18 per cento del rischio di ictus e del 30 per cento del rischio di mortalità per cause non cardiovascolari.

Ciascun tipo di grasso è stato associato alla riduzione del rischio di mortalità:

  • meno 14 per cento per i grassi saturi
  • meno 19 per cento per i grassi monoinsaturi
  • meno 29 per cento per quelli polinsaturi.

Una maggiore assunzione di grassi saturi era associata a una riduzione del 21 per cento del rischio di ictus.

Il grande nuovo studio, visto nel contesto della maggior parte degli studi precedenti, mette in discussione le convinzioni convenzionali sui grassi e sui risultati clinici, dice Mahshid Dehghan, autore principale dello studio e investigatore presso il PHRI.

Una diminuzione dell’assunzione di grassi ha portato automaticamente ad un aumento del consumo di carboidrati e le nostre scoperte potrebbero spiegare perché alcune popolazioni come i sud asiatici, che non consumano molti grassi ma consumano molti carboidrati, hanno tassi di mortalità più elevati“, ha riferito.

Dehghan ha sottolineato che le linee guida dietetiche si sono concentrate per decenni sulla riduzione del grasso totale fino al 30% del consumo giornaliero calorico e grassi saturi fino al 10% del consumo calorico. Questo si è basato sull’idea che la riduzione del grasso saturo dovrebbe ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, ma non ha tenuto conto di come il grasso saturo viene sostituito nella dieta.

Ha aggiunto che le linee guida attuali sono state sviluppate circa quattro decenni fa utilizzando i dati di alcuni paesi occidentali dove il grasso era più del 40 per cento o il 45 per cento dell’approvazione calorica e l’assunzione di grassi saturi erano più del 20 per cento. Il loro consumo è ormai molto più basso in Nord America e in Europa (rispettivamente 31 e 11 per cento).

Il secondo documento dello studio PURE ha valutato il consumo di frutta, verdura e legumi e li ha riferiti a morti, malattie cardiache e infarti. Lo studio ha trovato che l’attuale assunzione di frutta, verdura e legumi globali è da tre a quattro porzioni al giorno, ma la maggior parte delle indicazioni alimentari consigliamo un minimo di cinque porzioni giornaliere. Dato che frutta e  verdura sono relativamente costose nella maggior parte dei paesi a medio-reddito e basso-reddito, tali livello di consumo non sono abbordabili per la maggior parte delle persone in molte regioni del mondo, come l’Asia meridionale, la Cina, l’Asia sudorientale e l’Africa. Il loro consumo è molto inferiore a quello dei paesi occidentali.

“Il nostro studio ha trovato il rischio più basso di morte in coloro che consumavano tre o quattro porzioni o equivalenti a 375 a 500 grammi di frutta, verdura e legumi al giorno, con pochi vantaggi aggiuntivi per l’assunzione oltre tale quantità”, ha dichiarato Victoria Miller McMaster studente di dottorato e autore principale del giornale. “Inoltre, l’assunzione di frutta era fortemente associata a vantaggi rispetto alle verdure.

“Lo studio PURE comprende popolazioni provenienti da regioni geografiche che non sono state studiate prima e la diversità delle popolazioni aumenta notevolmente la forza che questi alimenti riducono il rischio di malattie”.

Le ricerche precedenti hanno dimostrato che mangiare frutta, verdura e legumi diminuisce il rischio di malattie cardiovascolari e decessi, ma la maggior parte degli studi è stata condotta principalmente in Nord America e in Europa con poche altre parti del mondo. “L’assunzione di verdure crude era fortemente associata ad un minore rischio di morte rispetto all’assunzione di verdure cotte, ma le verdure crude sono raramente consumate nel Sud.

Riferimento scientifico. Salim Yusuf, DPhil et al. Fruit, vegetable, and legume intake, and cardiovascular disease and deaths in 18 countries (PURE): a prospective cohort study. The Lancet, August 2017 DOI: 10.1016/S0140-6736(17)32253-5

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Disclaimer: Questo articolo ha solo fine illustrativo e non sostituisce il parere del medico. Non è destinato a fornire consigli medici, diagnosi o trattamento. Disclaimer completo
Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, è un ricercatore nel campo del benessere bioenergetico e della crescita personale. Laureato con il massimo dei voti in ingegneria, si occupa di naturopatia, geobiologia e sviluppo del potenziale umano attraverso il risveglio dell’energia vitale e della coscienza.

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14 Commenti su questo post

  1. La dieta che include una moderata assunzione di grassi, frutta e verdura, e riduce notevolmente i livelli di carboidrati, è associata a un minore rischio di morte.

  2. Roger says:

    Era ora che la verità venisse a galla. Molti anni fà tutti i danni vennero attribuiti ai grassi perchè c’era da vendere lo zucchero.
    Ci sono anche altre ricerche interessanti che dicono,ad esempio,che un colesterolo totale sotto ai 200 mg/dl è pericoloso. Oppure
    che una pressione massima inferiore a 140 aumenta gli eventi avversi nei diabetici. Ora sono curioso di vedere come reagiranno
    i nostri cardiologi alla luce di questi risultati. E tutti quei medici subito pronti a prescrivere le statine e altri farmaci anticolesterolo.
    Data l’importanza di queste questioni,per la salute di tutti,mi auguro che venga fatta la massima chiarezza una volta per tutte e con
    nuove linee guida aggiornate.

  3. Leo Marconi Leo Marconi says:

    In India utilizzano il burro chiarificato ( detto ghee) per trasportare e potenziare l’efficacia delle piante. Ghee medicato e si dice che quello invecchiato di 100 anni cura tutti i mali!!

  4. A p. 417 nel suo libro “La raffinata arte del cibo e della nutrizione” il Dr. H. M. Shelton scrive:

    Gli acidi grassi liberi, sprigionati dalla scomposizione del grasso nell’intestino, non possono essere assorbiti, per quanto se ne sappia.Tale neutralizzazione deve avvenire nell’intestino stesso, a spese degli alcali della bile e del cibo stesso.

    Gli acidi grassi non assorbiti vengono eliminati nelle feci sotto forma di SAPONE di sodio, sapone di calcio, e sapone di potassio, e tale formazione sottrae al corpo le basi.

    Tutti gli acidi organici prodotti nel corpo e tutti gli acidi minerali

    esauriscono le riserve alcaline del corpo.

    Se c’ è una mancanza di basi, il corpo deve trattenersi dal neutralizzare alcuni degli acidi minerali e organici velenosi, i quali, accumulandosi gradualmente, danno luogo a TOSSIEMIA ACIDA.”

    T. C. Fry scrive:

    “Gli esseri umani sono per natura fruttariani. …………Non abbiamo bisogno di ortaggi.

    Tutti i FRUTTI contengono degli ACIDI GRASSI e in quantità sufficiente, in una forma facile da assorbire ed utilizzare, ivi compreso gli ACIDI GRASSI ESSENZIALI, come gli acidi arachidonico, linoleico (omega 6), e alfa linolenico (omega 3).

    Al contrario i GRASSI degli ORTAGGI, dei SEMI e delle NOCI sono DIFFICILI da DIGERIRE e da UTILIZZARE, ed a causa della grande quantità contenuta impongono all’organismo un PESANTE FARDELLO.

    I FRUTTI soddisfano i nostri bisogni in modo ideale, mentre le VERDURE lo fanno in modo più scarso.

    Sostenere che gli ORTAGGI siano poveri è provato dal fatto che NON VI E’ IN NOI presenza di ENZIMI atti a trattare i loro componenti.”

    Credo che T. C. Fry, per ORTAGGI, intenda VERDURE, e non frutto-ortaggi, infatti scrive: I FRUTTI soddisfano i nostri bisogni in modo ideale, mentre le VERDURE lo fanno in modo più scarso.

    Nel suo libro “Il sistema di guarigione della dieta senza muco”Arnold Ehret scrive:

    -A pag. 99 : “I GRASSI di ogni genere, compreso il burro ordinario ,sono innaturali e quindi non dovrebbero essere consumati.

    A p. 140 : Tutti i GRASSI producono ACIDO, persino quelli d’origine vegetale, e non sono usati dal corpo”.

    A pag. 67 nel libro “La Terapia Gerson l’incredibile programma nutrizionale contro i tumori”, il dottor Max Gerson scrive che nella sua dieta… “l’apporto di GRASSO è limitato in modo da ridurre l’assunzione di sostanze che possono scatenare fenomeni di varia natura.”

    Il Dr. Max Gerson proibisce i SEMI OLEOSI e l’AVOCADO.

    A pag. 419 nel libro LA TERAPIA GERSON”, l’AVOCADO è la seconda voce nell’elenco dei “cibi proibiti”. E anche le NOCI sono in questo elenco.

    A pag. 339 il Dr. Max Gerson scrive:

    A casa di PHILLIP servirono un pranzo delizioso e anche ben preparato che comprendeva anche un’insalata squisita piena di AVOCADO. Domandai subito se anche il paziente ne avrebbe mangiata, e la risposta fu positiva!

    Questo è un altro grave errore perché gli AVOCADO contengono una percentuale piuttosto alta di grassi. La ragione per cui gli avocado e altri CIBI GRASSI sono esclusi dalla dieta è perché il GRASSO tende a STIMOLARE la CRESCITA NUOVI TUMORI. La domestica mi disse che pensava che all’ospedale Gerson si servissero anche gli avocado, ma si sbagliava. Non fanno parte della dieta. Il problema è che il paziente o chi si occupa di lui non dovrebbe fidarsi di ciò che ricorda o delle dicerie ma dovrebbe sempre controllare i consigli e le raccomandazioni pubblicate dal Gerson Institute. Tutti questi punti sono chiaramente precisati nel libro THE CANCER THERAPY e in molti altri , e Gli AVOCADO sono la SECONDA VOCE nell’ELENCO dei “CIBI PROIBITI”.

    L’UNICO GRASSO AMMESSO nella dieta del Dr. Max Gerson, è l’OLIO di SEMI di LINO spremuto a freddo, “l’unico che giova ai malati oncologici senza causare alcun tipo d’inconveniente.”

  5. Roger says:

    Molto bene Sig. Torcellan : lei hà messo il dito nella piaga. Troppe informazioni e contraddizioni. C’è chi raccomanda le noci,l’avocado,le
    mandorle,ecc. E chi si sposta all’estero ed ecco le bacche di goj,il burro chiarificato,il tè di ogni colore,ecc. Io ,76 anni,hò sempre campato
    con i prodotti della mia regione,a cui il mio stomaco è abituato da piccolo. Tutto ciò che il mio stomaco accetta e che mi appaga mi fà bene.
    Eliminando lo zucchero , i dolci,le bibite gassate,ecc poi controllando le calorie (1.800 Kcal/die) quindi i carboidrati ed il peso. Il resto sono
    frutta,verdura e movimento senza esagerare. Ma soprattutto alla larga dallo stress e tenere la mente occupata in qualcosa di utile.
    Per ora non mi serve altro e non hò bisogno di nessun farmaco.

    • silvana roveredo says:

      Bravissimo signor Roger. L’abbraccerei, se potessi. Lei ha veramente tanto da insegnare a tutti noi, che sembriamo delle navicelle in balia del vento . . Auguri di cuore. Silvana

  6. piero deola says:

    Dieta chetonica,il commento di Valdo vaccaro. Lautizi attento agli inciampi.
    RISPOSTA PRIVATA
    CONGRESSO DI CARDIOLOGIA MIRATO AD ESALTARE IL GRASSO
    LETTERA
    CONGRESSO DI BARCELLONA CON ESALTAZIONE DEI GRASSI
    *****
    RISPOSTA
    NON CREDO A QUESTE AMMUCCHIATE, SPESSO SPONSORIZZATE DALLE INDUSTRIE ALIMENTARI
    Ciao Elena. Il più grande Congresso Europeo di Cardiologia? 500 conferenze e 4500 studi? Scusami ma non mi smuove e non mi fa né caldo né freddo, con tutto il rispetto per ciascuno degli illustri partecipanti. Se si trattasse del più grande Congresso Galattico con mezzo milione di Congressisti arrivati dalla Galassia di Andromeda e dalla via Lattea, non sarebbe diverso e non cambierei opinione. Le ammucchiate europee o planetarie non mi piacciono e non mi convincono. Luoghi ed eventi organizzati non tanto per promuovere la scienza e la ricerca autentiche, ma per mettersi in mostra, per spingere le genti a consumare più carne e più grasso animale, con scienziati spesso sponsorizzati dal Potere. La verità che tutti cerchiamo non viene fuori certamente da queste manifestazioni, dove tutto viene incanalato verso determinate direzioni. Migliaia di congressisti e 500 conferenzieri per arrivare a un banale tentativo di riabilitazione del grasso? Tanti soldi e tante risorse sprecate nel peggiore dei modi. Era meglio che se ne stessero tutti a casa. Avrebbero fatto un favore all’umanità.
    L’ARTICOLO ALLEGATO È FUNZIONALE A DETERMINATI INTERESSI COMMERCIALI
    Detto questo, trovo l’articolo di Riccardo Lautizi assai contraddittorio. Un tentativo di riabilitare le diete grasso-proteiche dei grandi allevamenti e macelli connessi. Dire che i grassi fan bene al cuore è semplicemente falso. Elogiare grassi e proteine significa consolare ed incoraggiare i mangiatori di carne, anche se a fianco dell’articolo citato appare una foto con avocado, mandorle e noci, e una caraffa di olio (si suppone di oliva e.v.). Non conosco Lautizi e non ho motivi per essere duro ed ipercritico oltre misura, ma siamo davvero su pianeti diversi.
    LE DIETE LOW-CARB CONTINUANO A FARE DANNI ENORMI IN OGNI ANGOLO DEL PIANETA
    La dieta chetogenica esaltata come ideale, è una dieta iper-proteica, acidificante e produttrice di uremia, di chetosi e di acetone, fa capire da che parte l’autore stia. Parlare bene delle diete grasso-proteiche tipo Atkins, Dukan, Lemme, Zona, Zona Mediterranea, Gruppi Sanguigni, Tisanoreica, Cannella, David Servan-Schreiber (Omega3 da olio di pesce), Genetica, Chetogenica e simili è un autentico tentativo di stravolgere i fatti e di riportare in auge diete pesantemente condannate dall’esperienza e dalla storia. Questo significa andare indietro e non in avanti.
    NIENTE DI NUOVO E NULLA DI INTERESSANTE
    Joseph Mercola è l’ideatore americano della dieta chetogenica. Bravissimo a vendersi al meglio e a tessere elogi a se stesso, nel medesimo stile dei tanti altri. Un semplice prolungamento della lunga scia di dietologi commerciali provenienti da quel paese. Per alcune cose c’è sicuramente condivisione, come sull’argomento vaccini, sulle critiche a zuccheri raffinati, aspartame, caffè e cole, ma su tante altre non ci siamo affatto. Evidente la sua parentela con Peter D’Adamo (Gruppi Sanguigni) e con Barry Sears (Zona). Evidente la sua furbizia nel voler conquistare consensi e popolarità sia tra i vegetariani che tra i mangiatori di carne-pesce e formaggio. Una ennesima falsa meteora. Un ennesimo trionfo della mediocrità. Una tipica operazione commerciale per vendere dei libri e dei prodotti come hanno sempre fatto i suoi colleghi.
    UN CONTO È DENUNCIARE LA PERICOLOSITÀ DEGLI ZUCCHERI DEVITALIZZATI, UN ALTRO È PROMUOVERE GRASSI E PROTEINE
    Siamo i primi a dire che lo zucchero è da sempre micidiale nella forma cotta, lavorata e raffinata, o nascosto nei dolci, nelle bevande, nelle cole, nei gelati. È dannoso pure sotto forma di amidi lavorati. Ma, per come vengono presentati i dati nell’articolo, appare chiara la voglia e l’intenzione di colpire le diete antigrasso e le diete antiproteiche, riabilitando le diete low-carb. Il tutto sotto l’egida e il marchio della “grossa conferenza europea”.
    RIPRISTINARE ATKINS SIGNIFICA PROCEDERE IN RETROMARCIA
    Questo è un tentativo di retroguardia mirato a riabilitare i grassi. L’esatto contrario di quanto fanno le storiche cliniche ispirate a Nathan Pritikin, grande avversario di Robert Atkins, definito ai suoi tempi in USA come il nutrizionista che si intendeva di nutrizione quanto il maiale dell’Arkansas. Riposi in pace, ma i cimiteri del mondo sono costellati di vittime delle sue storture dietetiche. Le due cliniche di maggior successo in USA e nel mondo, non dimentichiamolo, con 100.000 clienti soddisfatti nel corso di 30 anni, sono i due Longevity Centers del dr Robert Pritikin, a Miami e Santa Monica, e si tratta di cliniche anti-grasso. Ovvio che ce ne sono diverse altre su piani ancora superiori, e ci riferiamo a quelle di Ralph Cinque, Frank Sabatino, Ronald Cridland.
    MEZZO AVOCADO AL GIORNO TOGLIE IL MEDICO DI TORNO, PURCHÉ ACCOMPAGNATO DA UNA BELLA TERRINA DI RADICCHIO CRUDO O DI CAVOLO CRUDO
    Esistono zuccheri eccellenti come quelli della frutta, ed esistono vegetali grassi eccellenti come quelli delle noci, degli avocado, dei semini e della portulaca consumati moderatamente, ricchi tra l’altro di eccellente glutatione, anche se gli avocado non andavano stranamente a genio a Max Gerson.
    IL MEETING DI IMOLA FARÀ IL PUNTO SULLA SITUAZIONE, SENZA SPONSORIZZAZIONI
    Il 24 Settembre prossimo avremo all’Olimpia di Imola un meeting che si prospetta illuminante, veritiero ed avanzato. Ci sarà pure il contatto skype col prof Caldwell Esselstyn, uno dei più quotati cardiologi del pianeta. Da parte mia presenterò un documento dal titolo “Malattie cardio-circolatorie, istinto del grasso, del dolce e del salato. Altro che “i grassi fanno bene al cuore”. Altro che “ridurre i carboidrati”, messaggi mirati a diseducare e confusionare la gente. Il carburante umano si chiama carboidrato e va assunto nelle forme, nelle modalità e negli abbinamenti giusti. I grassi animali e le proteine cosiddette nobili non li auguriamo a nessuno.
    Valdo Vaccaro

  7. Roger says:

    La citica del Sig. Vaccaro non mi trova d’accordo. In questi anni credo di aver letto tutto quanto lei hà sostenuto sulla dieta vegetariana,
    trovando spesso ottimi spunti per migliorare la mia alimentazione. Purtroppo non è sufficiente che un alimento faccia bene alla salute
    se poi non piace. L’avocado e il cavolo crudo se lo mangi Lei perchè il mio stomaco non li accetta. Io sono ben poco carnivoro e molto fruttariano.
    Del congresso di cardiologia la cosa da non sottovalutare è la ricerca pubblicata su lancet,che avendo coinvolto 135.000 persone di cinque conti-
    nenti per oltre 7 anni,diventa alquanto credibile anche se necessitano ulteriori conferme. I pochi vegetariani puri che conosco io non mi sembrano
    in ottima salute,pur essendo più giovani. Anzi mi sembrano dei frustrati e stressati e che per loro ammissione spendono abbastanza in integratori vari.
    Quindi non c’è nulla che faccia bene a tutti. In seguito spero di leggere da qualche parte tutto sul meeting di Imola,che mi interessa a patto che non vengano
    proposti i soliti discorsi ideologici basati su nessuna prova. Non abbiamo bisogno di una religione alimentare,ma di ricerche serie che ci diano dei punti di
    riferimento sicuri. Saluti

    • piero deola says:

      Fa piacere sapere che ci sono persone come lei in grado di competere sull’argomento con Valdo Vaccaro ma secondo me non sono i gusti personali che inficiano il sistema,se non piace l’avocado si può mangiare,senza danni,altro di egualmente nutritivo e utile.

  8. Roger says:

    Sig. Deola,io non intendo competere con nessuno,ammiro il Sig. Vaccaro e hò alcuni cari amici vegetariani puri,per scelta. Però ci sono parole e numeri. A parole
    chiunque può dire quel che vuole,con i numeri è più difficile. I numeri dicono che una dieta minima deve fornire 1.200 calorie/giorno,una media 1.800 e in caso di
    lavori molto pesanti,tipo un minatore,si arriva a 3.500. Scendere al di sotto di 1.200 è pericoloso e ci vuole un controllo medico. Anche introdurre troppe calorie è
    pericoloso perchè aumenta il peso forma ed il grasso addominale fino all’obesità. Quindi chi lavora in ufficio non può mangiare quanto il minatore,ma molto meno.
    Bene,ma i numeri ci dicono anche che ogni alimento hà un suo valore calorico. Ad esempio 100 grammi di pasta o riso mi danno 400 calorie che aggiungendo un
    frutto,può essere il pranzo di chi lavora in ufficio. L’insalata mi dà circa 30 calorie per 100 grammi,per cui il nostro impiegato dovrebbe pranzare con 1 Kg di questo
    ortaggio. Il minatore per raggiungere le sue 3.500 calorie/giorno quanti Kg di verdura dovrebbe mangiare ?? Le verdure vanno mangiate tutti i giorni eccome perchè
    sono indispensabili ma non per fornire energia,cioè calorie. Io non sono un presuntuoso per cui non dò mai consigli a nessuno,ma faccio notare di come sia facile
    oggi con Internet fare ricerca : signori studiatevi l’indice glicemico e le calorie che contiene ogni alimento e vi assicuro che ne vale la pena perchè vi mette in grado
    di calcolare grosso modo la vostra dieta giornaliera. Sempre chè siate in buona salute,altrimenti meglio rivolgersi ad un medico dietologo.
    Auguri

  9. jimmyfat. says:

    ji conosco un tipo che mangia carne tanta, e buono, e in saluti, un altro vegan, mio amico
    sempre nervoso, e teso, c e la con tutti, e sensa vitamine magnesio, e anche antipatico.

    come mai le ricerche del nwo, non concidono, non è che ci fanno magiare, senza sostanza, cosi, siamo deboli???
    vedi grassi, uovo, che da milioni di anni l uomo lo ha mangiato???

  10. Roger says:

    Non mi piace polemizzare e rispetto sempre le idee di tutti. Però mi interessa capire ed ecco una cosa che vorrei sapere : premesso che il corpo umano è
    una macchina termica che funziona a circa 37 °C e che questo calore deriva dalla trasformazione degli alimenti che ingeriamo ogni giorno e premesso anche
    che ogni alimento hà un suo valore calorico,c’è qualche vegano crudista che mi dà una dieta giornaliera cioè quali verdure e in che quantità consumare ogni
    giorno per raggiungere quelle 1.800 calorie che mi permettono di vivere ?? A meno chè non si voglia contestare anche le tabelle alimentari,che si trovano anche
    in Internet,i numeri di tali tabelle dicono che 1 Kg di insalata mi danno appena 200 calorie. Se piace si può aggiungere 100 g di noci (450 cal) e 100 g di mandorle
    (500 cal) ma in questo modo siamo al di sotto di 1.300 cal,quindi una dieta talmente drastica da essere molto pericolosa.
    Gradita una risposta. Grazie

  11. Roger says:

    Grazie Sig.ra Silvana Roveredo. Non hò niente da insegnare a nessuno : mi sono inserito solo per cercare di chiarire alcune cose.
    Un abbraccio.

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