Come guarire te stesso parlando con le cellule del tuo corpo

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guarirsci te stesso

di Therese Wade, sciamana – Ecco come attivare l’autoguarigione, quella forza innata dentro ciascuno di noi

Le cellule stanno ascoltando

“Ogni singola parte del corpo è dotata di coscienza ed anima”

Questa frase rivoluzionaria, attribuita alle donne della medicina indigena, ha dato inizio al mio viaggio personale alla scoperta della straordinaria capacità di guarigione del corpo umano. Quando cominciai a considerare queste prospettive, soffrivo di un intenso dolore cronico. Ho deciso di includere nella mia routine di pratiche meditative questo concetto. Ho pensato: “Il mio corpo può sentirmi? Possiamo comunicare e cooperare per guarire da questa condizione?”

La strada verso la libertà

Quella notte tramite la meditazione raggiunsi un stato di profonda calma che mi permise di comunicare interiormente con il mio corpo, ero fiduciosa ma ignoravo quello che mi aspettava. Dopo un ora circa, successe qualcosa di incredibile.

I miei muscoli cominciarono a rispondere. Tendini e legamenti iniziarono ad allungarsi e a cicatrizzare i tessuti della pelle. I nervi iniziarono a scaldarsi e i muscoli del polpaccio iniziarono a distendersi indipendentemente dal mio controllo. Mentre avveniva questo cambiamento, uno dei miei polpacci precedentemente paralizzato da una condizione neuropatica, conosciuta come distrofia del riflesso simpatico, si risvegliò grazie a quelle che sembravano delle scosse elettriche lungo tutta l’area.

Il mio cuore ebbe un sussulto nel momento in cui realizzai che il cammino verso la libertà era finalmente iniziato.

Linee guida per una guarigione dinamica

Con un background di studi sull’agopuntura e medicina orientale, sapevo molto bene che la maggior parte dei disturbi erano di origine cronica e pensai come le implicazioni di questo fenomeno potessero essere utili alle altre persone che ne soffrivano. Mentre progredivo nella mia nuova condizione, elaborai anche un sistema d’insegnamento per i miei clienti e iniziai a concentrare la mia attenzione sulla terapia ipnotica.

Quando parlavo ai miei clienti, cercavo di spiegare come una meditazione regolare fosse necessaria ad allenare il cervello a raggiungere uno stato di onde alpha e theta, perché era proprio in questo stato che avveniva la comunicazione tra mente conscia e corpo fisico. Ho scoperto che durante la comunicazione, ci sono tre punti fondamentali da raggiungere nella cooperazione con il corpo:

  • Avvicinarsi al corpo con compassione, consci del fatto che le cellule provano emozioni.
  • Creare fiducia coinvolgendo il tuo corpo in una conversazione mentale positiva in merito ai tuoi desideri che riguardano entrambi, per sconfiggere la malattia tramite la cooperazione.
  • Immergiti nella conversazione, elabora pensieri e parole che creino una sequenza di emozioni elevate e spontanee.

Secondo la mia esperienza, questa piccola guida è necessaria per ottenere una risposta dinamica dal corpo, favorendo così la guarigione.

Il potere dell’intenzione

Recentemente mi sono imbattuto in una serie di fattori, scoperti dal ricercatore Cleve Backster, che passò 36 anni della sua vita studiando la biocomunicazione nelle piante, negli animali e nelle cellule umane. Si riferisce a questi fattori come a delle vere intenzioni e atti spontanei. [1]

Backster, un ex esperto di interrogatori nella CIA, racconta il preciso momento che lo condusse al suo vero lavoro in questo mondo, nel suo libro “Primary Percetion”. [2]

Questo momento arrivò una mattina del febbraio 1966 quando decise di monitorare le attività della pianta di Dracena nel suo laboratorio, utilizzando una strumentazione simile alla macchina della verità (poligrafo).

Attaccò gli elettrodi alle piante e iniziò a pensare ai vari modi con cui avrebbe potuto stimolare l’attività elettrica della pianta. Negli umani questa attività è associata a delle emozioni molto intense.

Immaginò improvvisamente di bruciare le foglie attaccate agli elettrodi. Nel preciso istante in cui questa idea sfiorò la sua mente l’indicatore della macchina schizzò al massimo mostrando una reazione estrema da parte della pianta.

Stupefatto, prese una scatola di fiammiferi dalla sua scrivania pensando alla possibilità della pianta di rilevare la potenza dell’intenzione umana.

Le piante possono entrare in sintonia con le persone che se ne prendono cura?

Quando tornò con la scatola di fiammiferi, la pianta stava ancora mostrando lo stesso livello di reazione. Backster decise di “ritirare le minacce” e riportare i fiammiferi sulla scrivania.

In quel momento il grafico mostrò una lenta discesa dell’indicatore collegato riflettendo la condizione tranquilla della pianta. [3] Quando Backster provò a ripetere gli stessi risultati facendo finta di bruciare la pianta, non ci fu nessuna reazione. La pianta sembrava aver capito la differenza tra intenzione reale e artificiale.

Scoprì inoltre che le piante potevano sintonizzarsi con le intenzioni del proprietario, rispondendo sia alle emozioni positive che a quelle negative e addirittura mostrando risposte emozionali al ritorno del proprietario dopo una lunga assenza. [4] Le scoperte del grafico mostrarono inoltre che le piante riuscivano a riconoscere le emozioni del proprietario rispetto a quelle di altre persone nelle vicinanze.

Sintomi di coscienza

Successivamente, Backster allargò la sua ricerca includendo i test sui sintomi di coscienza delle cellule umane.

Raccolse dei campioni di globuli bianchi del sangue di un donatore umano, conducendo dell’elettricità all’interno di una provetta, e registrò la reazione delle cellule nel momento in cui il donatore faceva esperienza di diversi stati emozionali. Scoprì che le emozioni spontanee riuscivano ad indurre una reazione elettrica nelle cellule.

Per esempio, se il donatore era forzato a provare un’emozione, le cellule non rispondevano. Ad ogni modo, quando lo stesso riceveva una chiamata dolorosa dalla sorella, le cellule reagivano modo significativo. [5]

Backster notò anche che la distanza sembrava irrilevante durante questi esperimenti. Per esempio, un donatore lasciò le sue cellule nel laboratorio ma tenne un diario molto dettagliato di tutte le emozioni significative che provò durante il viaggio per raggiungere casa verso un altro stato, come sbagliare un’uscita sull’autostrada, aspettare in una lunga fila all’aeroporto, e il decollo dell’aereo.

Più tardi le sue informazioni vennero comparate a quelle registrate dal grafico e mostrarono una forte correlazione tra l’incidenza dell’evento stressante e la reazione elettrica delle sue cellule. Il grafico tornò a dei livelli di quiete quando il donatore arrivò a casa e andò a dormire. [6]

Creatività e capacità di guarigione

Questi esperimenti furono condotti utilizzando una strumentazione in grado di tracciare e registrare le radiazioni elettromagnetiche, tipiche energie utilizzate per la trasmissione di informazioni. Le cellule si comportarono come se non ci fossero schemi, lasciando intendere che la comunicazione provenisse da un campo non ancora identificato dalla scienza convenzionale. [7]

Alcuni scienziati credono che lo sviluppo della fisica quantistica possa aiutarci a comprendere il nucleo che trasmette le intenzioni emozionali tra gli esseri viventi. [8] L’intreccio quantico è un processo in cui due particelle che interagiscono, comunicano come se fossero connesse anche dopo essere state separate per chilometri.

Quando avviene un cambio energetico su una delle particelle (posizione, moto e rotazione), le altre particelle distanti cambiano allo stesso istante.

Il fenomeno scientifico e le ricerche di Cleve Backster, rimandano al concetto orientale di unicità di una natura direttamente collegata e interdipendente, un campo di energia universale pulsante che sostiene la vita attraverso l’evoluzione delle coscienze.

Le tecniche di meditazione possono connettere la mente con questo campo. L’energia del nucleo quindi viene concentrata sulla guarigione fisica tramite un intenzione chiara e conversazioni da cui scaturiscono emozioni spontanee in modo da sintonizzare corpo e mente.

Questo metodo che io chiamo ANTARA (parola sanscrita che significa “all’interno”), rende possibile sperimentare varie forme di guarigioni creative generate dall’alleanza tra mente e corpo attraverso questo campo di energia universale vivente.

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Riferimenti

 [1] C. Backster, Primary Perception: Biocommunication with plants, living foods, and human cells, White Rose Millennium Press, 2003, pp. 29, 31-34, 39, 49-50. ISBN 0-966435435.

[2] Ibid., p. 20

[3] Ibid., pp. 21-25.

[4] Ibid., pp. 29-32

[5] Ibid., pp. 119-120

[6] Ibid., pp. 127-128.

[7] Ibid., pp. 40, 79, 151

[8] D. Radin, Entangled Minds: Extrasensory experiences in a quantum reality, Pocket Books, 2006, ISBN 13: 978-1-4165-1677-4; R. Sheldrake, Morphic Resonance: The nature of formative causation, Park Street Press, 2009, ISBN 978-1-59477-317-4; D. Wilcock, The Source Field Investigations, Penguin Group, 2011, ISBN 978-0-525-95204-6.
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Riccardo Lautizi

Autore

Riccardo Lautizi

Dioni aka Riccardo Lautizi, ingegnere e naturopata olistico specializzato in educazione alimentare e crescita personale, si dedica alla ricerca di tutto quello che riguarda il benessere dell’uomo e alla riscoperta della conoscenza della natura e dell’universo persa in quello che viene chiamato “progresso”. Fin dall’adolescenza indaga tutti i campi della conoscenza per trovare le risposte che ci permettono di avere una vita sana, gioiosa e degna di essere vissuta. Condivide un sapere che collega le più recenti scoperte scientifiche alla conoscenza millenaria di tutte le tradizioni fornendo consigli pratici da attuare nella vita quotidiana. E' fondatore anche del portale www.non-dualita.it

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2 Commenti su questo post

  1. Lo consiglio a tutti i miei allievi …. Anche agli organi sì può parlare e loro ti rispondono! Sono esseri viventi come te!

  2. anselmo says:

    E’ sempre la stessa storia: un giorno qualcuno scopre che una certa azione provoca una certa reazione, e con entusiasmo si applica per far conoscere il nuovo ‘metodo’.
    Il fatto è che quando qualcosa funziona, lo fa per coloro che ‘scoprono’ quella cosa, mentre le altre persone ne hanno benefici relativi o nessun beneficio.
    Il fatto è che tutti i ‘metodi’ non sono altro che rappresentazioni simboliche del vero motore del cambiamento, che è nascosto, e solo la persona che inventa il metodo ha accesso al suo potere risanante, perché è ‘farina del suo sacco’.
    Questo spiega perché alla fine l’efficacia reale dei vari sistemi inventati nei secoli è molto limitata, pur essendo stata eclatante sulla persona che li ha ‘scoperti’.

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